CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

mercoledì 20 febbraio 2013

la cultura psichedelica





In quell’ormai lontano pomeriggio d’aprile del 1943, quando sperimentò per la prima volta su di sé le proprietà psicoattive e visionarie della dietilamide dell’acido lisergico da lui stesso sintetizzata cinque anni prima, Albert Hofmann sicuramente non si rese conto di aver scoperto la sostanza che sarebbe diventata, nel bene e nel male, una delle più significative e importanti di tutto il Novecento. Men che mai avrebbe potuto rendersi conto che l’LSD, il suo “Bambino difficile”, come lo definirà in un libro autobiografico, avrebbe in capo a pochi anni rivoluzionato i fondamenti della psichiatria e della psicologia clinica, addirittura il pensiero e la filosofia di vita di milioni di artisti e giovani di tutto il mondo. Non poteva certo prevederlo, né immaginarlo, ma fu proprio ciò che avvenne.
Non è esagerato affermare che gli anni Sessanta furono caratterizzati da una vasta produzione artistica e filosofica direttamente influenzata dall’LSD. A qualcuno potrà sembrare assurdo, o per lo meno un po’ forzato affermare che una sostanza chimica possa generare o anche solo influenzare una filosofia o un sistema di vita, eppure non c’è dubbio che l’uso delle cosiddette droghe psichedeliche o allucinogeni che dir si voglia, sia strettamente associato a determinati atteggiamenti e schemi esistenziali. Il Movimento psichedelico fu portatore di idee ed ideali che, anche se non completamente nuovi, anche se confusi e velleitari, contradditori e spesso ambigui, hanno espresso potenti convinzioni e valori ricchi di significato per i giovani di tutto il mondo. Qualunque sia il giudizio che possiamo esprimere sui “valori” di quella generazione, resta indubbio che le sue caratteristiche erano rappresentate dalla ricerca di “nuovi valori”, sia sociali che individuali, dalla ricerca di una più ampia “consapevolezza”, di nuovi stati di coscienza. La generazione psichedelica fu, in altre parole, una generazione proiettata verso la ricerca attiva di un “qualcosa” che permettesse una consapevolezza piena. Movimento rivoluzionario, quindi. Nel senso semantico del termine, vale a dire teso a una trasformazione completa dell’ordine delle cose. Non è un caso che il 1968, l’anno che rappresentò l’apoteosi della rivolta dei Figli dei Fiori, fu anche l’anno in cui cominciarono le grandi rivolte (prima studentesche e poi operaie) in Europa e negli Stati Uniti.
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All’inizio di quella che fu definita l’Era Psichedelica, molti personaggi si entusiasmarono all’idea che si potesse giungere ad un controllo volontario degli stati di coscienza: l’uso ricreazionale –oggi diremmo ludico- degli allucinogeni era considerato, a ragione, solo la modalità più “povera” di queste sostanze che venivano enfatizzate come strumenti per allargare la coscienza, rivoluzionare il cervello e addirittura i rapporti sociali. Permettere, in altre parole, la creazione di una sorta di tecnologia dell’estasi. La storia ci insegna come andarono a finire le cose: nell’agosto del 1965 la SANDOZ fu costretta a sospendere la produzione e la distribuzione dell’LSD, fino allora legale. Nel 1967 venne messo al bando dal Governo americano dietro pressione dell’allora presidente Johnson -guarda caso lo stesso presidente responsabile dell’escalation bellica in Vietnam-, e di lì a pochi anni in tutti i Paesi del mondo. All’Era Psichedelica si passò così all’Era del Proibizionismo, delle Leggi antidroga, della demonizzazione e criminalizzazione delle droghe cosiddette “leggere”, della persecuzione “con la scusa della droga” delle opposizioni sociali meno disposte a farsi imprigionare nel Sogno americano e nella logica del capitalismo moderno.
Se l’LSD ha influenzato l’arte degli anni Sessanta e ha formato quella che abbiamo chiamato Generazione psichedelica, questa ha –direttamente o indirettamente- influenzato non solo il costume degli anni a venire, ma anche molte discipline scientifiche, prime fra tutte l’etnologia, la psicologia e la storia delle religioni. È proprio da quel crogiuolo generazionale ed esperienziale che sono usciti quei ricercatori che oggi movimentano il dibattito internazionale sugli stati di coscienza e sulla trance.
Camilla Giliberto
Vicepresidente della Società Italiana di Psicoanalisi Caratteriale nel 1987/88. Ha diretto l’Ambulatorio di Psicoterapia dell’Istituto Clinico Polivalente di Aosta. Appartenente al “nucleo storico” della SISSC ne è attualmente il Presidente. Direttore scientifico della Rivista Altrove. Autore di libri e numerosi articoli. Tra i lavori più recenti ricordiamo: Hofmann, Scienziato alchimista. Tributo allo scopritore dell’LSD; Psicofunghi italiani; Pionieri della Psichedelia (con Fulvio Gosso); Le Piante Sacre.
Pubblicato su Dolce Vita n°1 – Ottobre 2005
fonte: www.enjoint.info

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