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domenica 11 gennaio 2015

Italia: la violenza sui bambini, uno studio campione


di Gianni Lannes


Un dramma eluso dall'opinione pubblica, ma soprattutto dalle istituzioni di governo. Infatti, l'attuale primo ministro pro tempore, Matteo Renzi, non si degna di rispondere agli atti parlamentari sulla pedofilia. 


A 25 anni dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata in Italia con legge 176 del 27 maggio 1991, il problema del maltrattamento e dell’abuso sui minori è un dramma che affligge non solo i paesi del "terzo mondo" ma anche quelli con un elevato sviluppo socio-economico come l’Italia, dove invece di far lievitare il benessere interno lordo non il pil), si calpestano i diritti vitali di esseri umani indifesi.

Le associazioni Terre des Hommes e CISMAI hanno elaborato un progetto pilota di indagine qualitativa e quantitativa rivolta ai servizi sociali dei comuni italiani sul maltrattamento a danno dei bambini, coinvolgendo dal primo semestre semestre del 2012 al primo trimestre 2013 quasi 5 milioni di cittadini ed oltre 750.000 minorenni.

I dati raccolti dal campione di studio sono agghiaccianti: 1 minore su 100 fra la popolazione residente risulta vittima di maltrattamento, ben il 6,36 per cento dei minori residenti in Italia viene assistito dai servizi sociali dei comuni, fra questi lo 0,98 per cento, ossia 1 su 6, è seguito a causa di violenza ed abusi. L’incidenza appare maggiore nei confronti di bambine e ragazze e si attua nel 52,7 per cento dei casi in trascuratezza materiale e affettiva, nel 16,6 per cento in violenza assistita consumata in ambito familiare, nel 12,8 per cento in maltrattamento psicologico, nel 6,7 per cento in abuso sessuale, nel 6,1 per cento in patologie delle cure, quali incuria, ipercura e discuria, ed infine nel 4,8 per cento in maltrattamento fisico; all’interno della generica definizione di maltrattamento, una considerazione a parte e più specifica pare inevitabile in tema di abuso sessuale del minore, stante la gravità e l’incidenza in aumento del fenomeno, oltre alle conseguenze psicopatologiche spesso insanabili. 

L’associazione Terre del Hommes ha presentato nel settembre 2013 uno studio sull’incidenza della violenza sessuale nei confronti dei minori grazie ai dati forniti dalle forze di polizia. In un solo anno in Italia sono triplicati i reati sessuali accertati contro i minorenni, con un’incidenza del 78 per cento nei confronti delle femmine. 

L’incidenza inferiore rispetto ai dati registrati in altri paesi europei (2.815 casi segnalati in Francia nel 2010 e 2011 in Germania nel 2009) fa poi ragionevolmente supporre che in Italia molti abusi non vengano denunciati e rimangano sommersi è dunque immaginabile uno scenario ben più grave di quello fotografato da polizia ed autorità giudiziaria; rilevante sul tema appare altresì lo studio effettuato in occasione del Safer Internet day dell’11 febbraio 2014 (giornata per la sensibilizzazione all’utilizzo sicuro della rete ad iniziativa della Commissione europea) da Ipsos per Save the children, volto a documentare, per la prima volta, le percezioni che gli adulti hanno sui rapporti intrattenuti con i minori, nonché sul ruolo di internet come strumento di incontro a sfondo sessuale; dalla ricerca emerge che l’81 per cento degli italiani fra i 25 e i 65 anni ritiene l’incontro sessuale tra giovani ed adulti, iniziato in rete, un fenomeno diffuso.

Il 28 per cento degli adulti tra i 45 e i 65 anni risulta avere fra i propri contatti telematici giovani che non conosce ed il 38 per cento degli intervistati si dichiara poi favorevole alle relazioni sessuali fra adulti e minori; pur nella piena consapevolezza che il reato di atti sessuali con minorenni concerne unicamente il fatto commesso con bambini infra quattordicenni, o infra sedicenni in caso di cura o custodia del minore, i dati raccolti nel citato studio evidenziano la necessità di intervenire in modo incisivo sul problema dell’abuso sessuale, con particolare attenzione al reato di adescamento dei minori tramite la rete Internet.

 E’ fondamentale provvedere affinché i condannati per reati sessuali in danno a minori, o per adescamento, siano interdetti dallo svolgimento di qualunque tipo di attività tale da comportare contatti diretti e regolari con bambini e ragazzi, come previsto dall’articolo 10 della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI.



riferimenti:




fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

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