SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

lunedì 12 gennaio 2015

Benigni: da televacca a televaticano


 di Gianni Lannes


Di quale etica farfuglia Papa Bergoglio? Non c'è più una misura equa delle cose e prevale il mero profitto a tutti i costi. 4 milioni di euro per la recita di Benigni sulla Rai: un pugno nello stomaco ai milioni di poveri che sopravvivono in Italia. Con tanta gente che muore di fame, un furbastro così non può intascare una montagna di soldi pubblici con una botta e via.

Parola del settimanale Famiglia Cristiana (16 dicembre 2014): «… spediamo un bel "chissenefrega" a tutti coloro che criticano Benigni per i compensi record che riesce a ottenere dalla Rai. Considerazione che esce dalla ragione e dall'umore. La ragione dice questo: sono tantissimi soldi, lo sappiamo. Forse nessuno, nemmeno un grande performer, dovrebbe guadagnare tanto. Ma finché il mercato è questo, e finché i programmi di Benigni portano un utile a un ente pubblico come la Rai, possiamo serenamente adattarci».
Dall’inno del corpo sciolto alle lezioncine di catechismo in stile bignami, a caro mercato e in diretta televisiva, il pubblico ha assistito al passaggio finale della classica parabola di un comico sinistroide, che da giovane voleva incendiare il mondo e da adulto all’incendio preferisce l’incenso, ossia l'euro sonante. E molti italidioti applaudono pure questa carnevalata fuori stagione.

Non guardo da tempo la tv, perché mi annoia. Così un amico mi ha passato la registrazione dello spettacolo a rete mummificata. Che altro dire? Due ore di banalità senza fine, debolissimi appigli teologici e culturali dove inerpicarsi per piantare la bandierina dell’esistenza di Dio. Dio è amore, Dio è geloso, Dio è esclusivo, Dio è bla bla bla. Qualunque altro comico con un centesimo del chachet di Benigni, avrebbe fatto decisamente di meglio. Ma Benigni è Benigni, e se lo critichi non comprendi l'astuto giullare. Sarà, ma hanno mandato in onda una buffonata che non approfondisce, ma anzi banalizza, un tema così delicato. Poteva mancare poi il pistolotto sul denaro, il sesso, la droga nuovi idoli del mondo di oggi? Poteva mancare, anzi doveva mancare, ma il Benigni padre della patria e dottore della Chiesa decide di andare fino in fondo e te li piazza lì. Non vuole più spaccare il Paese, il neo teologo toscano, ma non si rende conto che predicando in tv come un fanatico pastore pentecostale americano, non diventa esempio o campione di cultura, ma noioso sessantenne che da TeleVacca è approdato direttamente a TeleVaticano.
   
riferimenti:


fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

Nessun commento:

Posta un commento