venerdì 15 febbraio 2013

il programma politico di CasaPound



fsabatiniDa qualche giorno Roma è tappezzata da manifesti che annunciano la candidatura dei “fascisti del terzo millennio” alle comunali del 2013: CasaPound si presenta alle elezioni.  L’ottimo Alessandro Capriccioli ha intervistato per l’Espresso Gianluca Iannone, leader dell’organizzazione. E si tratta di un’intervista per certi versi sorprendente.
A parte gli attesi scivoloni sul fascismo (che è stato “un fiorire dell’arte, dell’onestà, dell’ironia” e che garantiva “più libertà d’espressione rispetto ad adesso”), Iannone ha mostrato sulla carta anche tanto buon senso parlando con moderazione di coppie di fatto, biotestamento e politiche sociali. “Un programma che occhieggia a sinistra”, l’ha definito Capriccioli. E in effetti a sinistra la candidatura di CasaPound non sembra destare preoccupazioni. Anzi, probabilmente è benvenuta, dato che i giovani fascisti – che in tante scuole superiori romane e anche nelle università godono di ampio seguito – è certamente ad Alemanno che toglieranno voti.
Tutto bene dunque? Mica tanto. Al di là delle dichiarazioni ruffiane di Iannone a un settimanale di centrosinistra, vale la pena chiedersi quale sia il vero programma politico di CasaPound, e se la “promozione” degli slogan di questa organizzazione fascista a temi “ufficiali” del dibattito elettorale non possa avere dei risvolti deleteri, di cui dovremmo preoccuparci. Scorriamo dunque il Pdf del programma, come suppongo abbiano fatto già con grande attenzione sia Alemanno sia Zingaretti.
Avvertenza: il programma è lungo 17 pagine, ci sono tanti passaggi suggestivi (ancorché demagogici e dai toni uniformemente marziali e categorici) e per farsi un’idea compiuta bisognerebbe leggerlo tutto. Io qui mi limito a isolare alcuni punti che mi hanno colpito (leggi preoccupato) particolarmente.
La parte economica anzitutto. Balzano subito all’occhio le proposte di:
- “Azzeramento unilaterale del debito pubblico e conseguente modifica dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht”.
- “Proprietà statale della Banca d’Italia e controllo governativo della stessa”.
- “Politica autarchica integrata nell’area europea, con una partnership privilegiata nei confronti della Federazione Russa e la riproposizione di una politica mediterranea sovranista”.
- “Impedire il commercio con quelle nazioni in cui i lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei lavoratori europei”.
- “Tassazione comunitaria sui beni di consumo che sia direttamente proporzionale alla distanza dal suo luogo di produzione e alle differenti condizioni sociali e lavorative in cui questi beni sono prodotti.”
- “Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni esce dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo, appartiene alla sfera d’azione che è propria dello Stato”.
Non credo ci sia bisogno di spiegare quali sarebbero le conseguenze di simili politiche. Il default, l’impossibilità di finanziare la spesa pubblica, l’abbandono dell’Euro, la chiusura delle frontiere ai prodotti stranieri (di fatto anche a quelli europei), la Russia come partner privilegiato. Sembra che i modelli dei fascisti del terzo millennio siano, oltre all’Italia di Mussolini ovviamente (e ci può stare), la Libia di Gheddafi e la Corea di Kim Jong-Il (non ditelo a Marco Rizzo però, potrebbe venirgli la tentazione di votare CasaPound).
Fin qui, forse, possiamo ancora prenderla a ridere. E’ quando si passa ai punti “Oltre la società multirazzista”, “Per una cultura libera” e “Per la difesa della sovranità nazionale”, che vengono i brividi.
Confusa nel mezzo di vaghe dichiarazioni di solidarietà per gli immigrati, costretti dalla povertà a farsi sfruttare dalle multinazionali, si scorge chiaramente la visione del mondo di Iannone e i suoi, che si può riassumere così: ognuno a casa sua. E basta.
- “Blocco dei flussi immigratori”.
- “Sostegno a tutti i movimenti identitari extraeuropei che favoriscano il radicamento e il re-insediamento delle popolazioni autoctone”.
- “Sospensione degli Accordi di Schengen e ratifica di un nuovo trattato che regoli la libera circolazione interna all’Ue in base a criteri più stringenti dal punto di vista sociale, economico, politico e culturale. Non può esistere, in Europa, un “terzo mondo interno” che esporti schiavi e delinquenti verso le zone economicamente più avanzate del continente”.
Quanto a cultura e difesa, be’, che si diceva a proposito di Kim Jong-Il?
- “Creazione di un Ente nazionale di cultura che coordini l’intera produzione culturale nazionale in ogni ambito e settore.”
- “Rilancio della cinematografa italiana in sinergia con le principali cinematografe europee fno a proporre concorrenza culturale alla mitologia hollywoodiana”.
- “Drastica revisione dei criteri per assegnare fnanziamenti statali al cinema. Abolizione di ogni sostegno alle inutili pellicole autoreferenziali che dominano il nostro cinema e promozione di opere ispirate al patrimonio culturale ancestrale dei popoli europei” (sì, c’è scritto proprio ancenstrale).
- “Ripristino della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne al compimento del 18 anno di età. Il servizio può essere svolto nelle forze armate o nella protezione civile. Non devono essere previsti rinvii scolastici oltre il diploma”.
- “L’Italia non deve avere limitazioni su nessun sistema d’arma: dalle portaerei alle armi nucleari”.
Per concludere, fa sempre bene ricordare che cosa pensano i fascisti della democrazia: ““Democrazia” è stato, fino ad oggi, il nome di una truffa. Se i politici sono camerieri dei banchieri – come accade oggi – significa che la “sovranità popolare” viene svuotata in favore dei poteri forti di tipo economico, criminale, confessionale o sovranazionale”. Una brutta cosa insomma, che però si può aggiustare. Per esempio attraverso la “Sostituzione del Senato con una Camera del lavoro che garantisca la rappresentatività armonica di tutte le categorie produttive e lavorative”.
Dobbiamo preoccuparci insomma? Secondo me sì. Anche perché la propaganda di CasaPound troverà un terreno molto fertile nel substrato di qualunquismo, antieuropeismo, eterofobia e razzismo che l’impero mediatico berlusconiano coltiva certosinamente – e con ottimi risultati – da almeno venti anni.


(10 febbraio 2012)

fonte: MicroMega


3 commenti:

  1. Premetto che non sono un militante di casapound né simpatizzo per essi, anzi direi che la mia collocazione politica da sempre, per tradizione famigliare, idee e prassi, è a sinistra.
    Tuttavia in questo articolo leggo un mucchio di sciocchezze, a partire da quando con superiorità la "prende a ridere" sulla parte economica.
    Noto la solita spocchia di quella sinistra fighetta, garantita, figlia di papà, che nella vita non ha mai fatto un cazzo e che più parla più rinforza le file di quelli che non la sopportano.

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    1. ciao robuz, innanzitutto benvenuto. Anch'io debbo fare una premessa... sincera... Non ho approfondito il programma politico di CasaPound, mi sono limitata a trasferire l'articolo (risalente lo scorso anno). Dovrei leggerlo con attenzione se non altro per farmi almeno un'idea. La sinistra come la intendo io, è scomparsa da un pezzo, essendo stata in passato una convinta militante. Si respirava un'atmosfera completamente diversa. Aveva un senso fare politica. Ora è uno strano ammasso incomprensibile, direi quasi un intruglio osceno. Non so come si prospetteranno gli esiti finali di questa campagna elettorale, ma ho la sensazione che alcune liste civiche avranno una buona parte di consenso anche se alla fine chi governerà saranno sempre gli stessi

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    2. la verità è che siamo tutti orfani di Berlinguer ed in cerca di autori. Mancini possibilmente.
      FG

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