CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

sabato 8 dicembre 2018

soldi e potere: è antica la guerra alla medicina naturale

In questi tempi c’è una guerra dichiarata tra la medicina naturale e quella ufficiale, che evidenzia le falle di quest’ultima mettendone in risalto i limiti palesi (basti pensare che nonostante le spese immense per la ricerca sui tumori, questa malattia sta aumentando vertiginosamente) e la medicina tradizionale allopatica, che schiera dalla sua parte i vari soloni a colpi di radiazione dei medici eretici. Recenti sono i casi di Gabriella Mereu, di Tullio Simoncini, di Ryke Geerd Hamer, di Paolo Rege-Gianas. Pochi giorni fa è stata radiata dall’ordine la dottoressa Gabriella Lesmo, rea di aver preso posizione contro i vaccini (settore che ha iniziato a studiare con particolare attenzione per via del fatto di avere un figlio reso autistico proprio a seguito della somministrazione di vaccini). Pochi mesi prima era stato radiato per lo stesso motivo un altro medico, Dario Miedico. E sempre recentemente è stato radiato dall’ordine Paolo Rossaro, per aver prescritto una cura alternativa alla chemioterapia in un caso di tumore. In realtà, la lotta tra medicina naturale e medicina tradizionale ufficiale esiste da secoli, e può individuarsi il punto di origine nel Medioevo, ad opera dapprima della Chiesa cattolica, e successivamente ad opera della scienza ufficiale, che ha preso il testimone dell’oscurantismo cattolico. Vediamo come e perché nasce questa battaglia, e perché essa è identica ai giorni nostri, come nel Medioevo, e in tutti i secoli intermedi.
La medicina prima di Cristo. Alcuni millenni prima di Cristo, per essere “medici” occorreva prima di tutto essere degli iniziati e aver fatto un percorso spirituale. Solo per fare due esempi, Galeno era un iniziato formato anche alla scuola TeschioPlatonica, e Ippocrate anche era iniziato ai misteri egizi (nonostante sia considerato, a torto, il padre della medicina razionale). Questo perché, prima di curare le persone, occorreva curare se stessi, e aver fatto un percorso spirituale. Spiritualità, magia e medicina, infatti, andavano di pari passo non perché – come ci raccontano oggi – a quel tempo fossero dei primitivi, ma perché era ben chiaro che per fare il medico dovevi prima aver curato te stesso, essere in grado di percepire le “aure”, e intervenire sui “corpi sottili” e sull’anima del paziente. Era quindi fondamentale l’alimentazione, ad esempio, per riportare in equilibrio il corpo ma anche per poter operare i trattamenti energetici (tanto è vero che risale ad Ippocrate la famosa frase: «Noi siamo quello che mangiamo, fate che il cibo sia la vostra medicina»). Il medico cioè era un mago, ma soprattutto una persona spirituale. E occorre ricordare che la magia non è nient’altro che la scienza della natura, e la conoscenza delle leggi naturali.
Questo assunto era chiaro anche in Oriente, e non è stato mai messo in discussione, neanche oggi, tanto è vero che anche adesso in Cina esiste una “medicina tradizionale cinese” contrapposta a quella non tradizionale che è importata dall’Occidente; abbiamo in Tibet la medicina tradizionale tibetana e in India la medicina Ayurvedica. Un medico tradizionale cinese è in grado di diagnosticare qualunque malattia ad un solo colpo d’occhio. Queste tre medicine sono accomunate, pur nella loro diversità, dal principio di base che il corpo è un tutto unico e va curato nel suo complesso, essendo errato accentrarsi solo sul sintomo. In Oriente poi non esiste il concetto di magia, perché lo studio della natura e delle sue leggi sono un presupposto naturale dello studio di qualsiasi altra cosa. Ai tempi di Cristo esistevano gli Esseni, detti anche Terapeuti, perché avevano particolari doti curative. Cristo, che veniva dalla tradizione essena, curava i malati, come li curavano i suoi discepoli. Ma la cura della persona veniva dopo che il discepolo aveva fatto un percorso spirituale. E’ solo la tradizione cattolica che ha trasformato queste cure in Simon Mago“miracoli”, possibili solo per i cristiani; poi la scienza, successivamente, ha trasformato questi “miracoli” in una cosa da ciarlatani. In realtà i miracoli operati dagli apostoli erano nient’altro che il riflesso della loro conoscenza delle leggi naturali.
Non esistevano, ovviamente, leggi che imponessero percorsi obbligati per i medici e, in teoria, chiunque poteva curare i malati. Anche perché, dal punto di vista teorico, il problema della professione medica era semplice: chi riusciva a guarire gli altri era un bravo medico; chi non curava nessuno non poteva dirsi tale. Da sempre però sono esistiti medici ciarlatani, che non guarivano le persone ma somministravano farmaci dannosi senza discernimento, solo per soldi. Non per niente nel giuramento di Ippocrate, che in teoria i medici dovrebbero onorare ancora oggi, c’è scritto: «Non darò, chiunque me lo chieda, un farmaco omicida, né prenderò iniziativa di simile suggerimento». In un passo degli Atti degli Apostoli, invece, si narra che Simon Mago chiese a Pietro e agli altri apostoli che gli spiegasse il loro segreto per curare i malati, ma Pietro rifiutò, perché il suo era un dono di Dio (acquisito cioè grazie a un percorso spirituale) e non poteva essere venduto per denaro. In altre parole, in questo periodo era netta l’identificazione del medico con l’iniziato alla spiritualità. I ciarlatani esistevano, ma erano tenuti ben distinti dai veri medici, ed era facile effettuare tale distinzione: era sufficiente vedere chi era in grado di curare e chi no.
La medicina da Cristo al medioevo. Negli anni immediatamente successivi alla nascita del Cristianesimo, a Roma come in Oriente, la medicina non era regolamentata e in teoria chiunque poteva professarsi medico. Roma era però carente di bravi medici e in genere li faceva venire dalla Grecia; il motivo era che, in Grecia, ancora si praticavano i cosiddetti “misteri” ed esistevano veri iniziati, che a Roma erano sempre meno, a causa della totale mancanza di spiritualità del potere romano. Dal momento che anche un falegname o un ciabattino poteva curare la gente, e diventare medico senza alcuna garanzia della sua formazione, la situazione era ovviamente caotica e non c’era alcuna certezza che un medico sapesse curare davvero i malati; tanto che Galeno, nel II secolo d.C., già lamenta la situazione generale della medicina. Seneca descrive gli orrori di alcuni Galenomedici che praticavano operazioni altamente invasive, creando più danni che benefici. Molti medici si arricchivano. Alcuni, quando erano dei truffatori, talvolta venivano puniti dalla legge.
Il rapporto tra medicina e spiritualità è comunque ben attestato dal fatto che alcuni ospedali sorgevano presso i templi; nel 300 a.C. ad esempio, sorse una sorta di ospedale sull’Isola Tiberina, che era un tempio dedicato ad Esculapio; il che attesta il legame spiritualità-medicina. Purtroppo però la Chiesa cattolica, nel tentativo di imporsi come unica via spirituale per la salvezza dell’individuo, in questo periodo iniziò a imporre le sue regole, anche nel settore medico (che, come abbiamo detto, era strettamente connesso a quello spirituale). Le guarigioni vennero chiamate miracoli, e i miracoli potevano essere fatti solo da cristiani; se qualcuno guariva senza essere cristiano, le guarigioni erano opera del diavolo. Da questo momento si pongono le basi per distruggere la medicina e impedirne il progresso, anziché favorirlo. Il potere, cioè, inizia a dettare le sue regole anche nella cura dei malati e tali leggi possono essere imposte pure da chi di medicina non sa nulla, non avendo fatto alcun percorso spirituale.
La medicina nel Medioevo e nei secoli successivi. Nei secoli immediatamente successivi all’affermazione del Cristianesimo, in Occidente la guerra alla spiritualità trova il suo culmine nello sterminio dei Catari e nello scioglimento dei Templari, con la messa al rogo di alcuni di essi. I percorsi spirituali quindi possono essere svolti a partire dal 1300 solo da iniziati, nel segreto delle confraternite. Inizia allora a dividersi sempre di più la spiritualità dalla medicina. E’ in questo periodo che nascono le prime università di medicina e che prende avvio l’idea (trasfusa poi in leggi varie nei secoli successivi) che la medicina dovesse essere appannaggio solo di chi l’aveva studiata seriamente. L’idea di fondo era buona, e lo rimane ancora oggi: per essere medico bisogna studiare. Il problema però di questa impostazione è duplice. Innanzitutto per “studio”, non si intende più il percorso spirituale e/o l’iniziazione ai misteri, ma si intende lo studio, spesso mnemonico, dei testi di medicina. In secondo luogo non è più necessario fare un percorso spirituale al fine di curare i malati. Si spezza quindi il legame Ippocratetra mente e medicina, tra spirito e guarigione, e quello tra anima e corpo, nonchè quello tra corpo e natura: in definitiva, viene definitivamente espulsa la spiritualità dalla guarigione.
Nel 1300 circa viene istituita la facoltà di medicina a Roma ad opera di Bonifacio VIII. A Bologna, a quanto pare, esistevano dei corsi di medicina già fin dall’anno 1000, ma è solo nella metà del 1500 che viene istituito un vero e proprio corso di laurea. Nelle università lo studio mnemonico delle opere di Galeno e di Ippocrate valeva molto più delle capacità spirituali della persona, come quella di vedere “l’aura” e di operare sui “corpi sottili”, o di sperimentare nuovi farmaci estratti da piante sconosciute all’epoca. Ma studiare Galeno e Ippocrate, avulsi dal percorso spirituale che veniva fatto, equivale a non capire nulla dell’essenza del loro insegnamento. Un po’ come se uno volesse fare un percorso spirituale solo leggendo i libri di Yogananda, seduto sulla poltrona di casa. Coloro che curavano le persone, senza essere medici, venivano spesso guardati con sospetto e, se avevano poteri di guarigione ed erano sfortunatamente anche donne, venivano messe al rogo come streghe (le streghe spesso non erano altro che donne esperte in erboristica e nel curare i “corpi sottili”). Basti pensare che una delle accuse che si muovevano ad alcune streghe era quella di aver aiutato delle partorienti, contravvenendo al comandamento divino secondo cui la donna avrebbe dovuto partorire con dolore.
In altre parole, inizia a essere sempre più diffuso l’atteggiamento per cui una laurea in medicina prevale sulla effettiva capacità di curare. Mentre, parallelamente, coloro che curavano davvero i malati erano guardati con sospetto perché andavano a interferire con gli interessi di chi, sulla medicina, lucrava. In generale, comunque, i migliori medici e chirurghi erano ancora iniziati, tanto è vero che le cronache narrano di come le lezioni di Paracelso all’università fossero affollate di studenti, che disertavano quelle degli altri medici, con sommo dispiacere di questi ultimi. A partire dal 1500, con la sempre maggiore diffusione delle università, queste iniziano a rivendicare a se stesse il primato nella cura delle malattie. Gli studi si settorializzano sempre più, nascono le varie specializzazioni, e si perde di vista l’unità complessiva del paziente. Anche se molti Paracelsoprofessori famosi erano davvero iniziati, in realtà la frequentazione di una facoltà di medicina non garantiva affatto, da parte dei frequentanti, una reale preparazione alla cura delle malattie.
La situazione, se prima del Medioevo non era affatto felice, inizia addirittura a peggiorare anche perché iniziano le prime commistioni tra la medicina e il denaro. Molti medici infatti guadagnavano nel vendere erbe e pozioni, e iniziano a nascere le prime botteghe che fabbricano prodotti curativi in base alle erbe. E’ noto ad esempio che Paracelso, che prese posizione contro alcuni medici ciarlatani dell’epoca (siamo attorno al 1500) e che propose di istituire dei controlli da parte dell’autorità sugli speziali e i farmacisti e sui preparati da loro venduti, subì un processo, in cui il medico che doveva giudicare la questione era anche legato ad un grosso produttore di medicinali. Ora come allora, cioè, interessi economici, questioni di prestigio personale, ottusità e ignoranza, si intrecciavano in modo profondo, e finì che Paracelso fu condannato, i sui scritti vietati e gli fu impedito di esercitare a Norimberga. Il medico che doveva valutare le opere di Paracelso si chiamava Stromer ed era professore di medicina all’università di Lipsia, ma anche azionista di una società di proprietà della famiglia Fugger, una potente famiglia di banchieri che aveva interessi anche nella produzione di medicinali. Una commistione tra banche e case farmaceutiche, cioè, valida ancora oggi.
I più grandi medici dei secoli successivi, quindi, sono tutti iniziati, esoteristi e maghi, generalmente Rosacroce. Non a caso, i Rosacroce hanno, tra le dieci regole del loro statuto, quello di “curare gli ammalati senza compenso”. In altre parole, mentre la medicina ufficiale persegue interessi economici e personali, i Rosacroce continuano a perseguire obiettivi spirituali, curando senza compenso. Ildegarda di Bingen, che viene ricordata principalmente come una mistica, era in realtà anche una vera e propria naturopata esperta in erbe curative; ed era, ovviamente, una Rosacroce. Paracelso era un iniziato e un mago, oltre che un medico, e aveva una profonda spiritualità testimoniata nelle sue opere. Jacob Böhme, uno dei precursori dei Rosacroce, non era un medico, bensì un mistico, ma aveva il dono della guarigione. Leonardo da Vinci e Michelangelo, anch’essi Jacob BöhmeRosacroce, erano esperti di anatomia. Robert Fludd era un medico famoso, e un Rosacroce, oltre che massone. Più di recente, anche Luis Pasteur, l’inventore dei vaccini, era un massone, dunque un iniziato.
Questi sono solo alcuni dei nomi. Ma se si fa una ricerca sui nomi di medici famosi, risulta che quasi sempre erano anche maghi ed esoteristi. Non a caso. Tra tutti i personaggi famosi possiamo poi citare Rudolf Steiner, che senza essere un medico fonda la medicina antroposofica, gettando le basi per una branca della medicina che tutt’oggi annovera tra le sue fila molti medici. Steiner non era né un medico, né un mago in senso stretto, ma un Rosacroce, molto evoluto spiritualmente, il quale, non a caso, insisteva molto sul fatto che il medico dovesse essere anche esperto di energie sottili ed essere capace di vedere l’aura. Ancora oggi, le cliniche in cui si pratica la medicina antroposofica, come la Lukas Klinic di Basilea, sono all’avanguardia nella cura di certe malattie come i tumori. Dal Medioevo, quindi, inizia il distacco tra la medicina e l’iniziazione. E comincia ad essere difficile distinguere i ciarlatani dai veri medici, in quanto la Chiesa prima e le università poi, si erano arrogate il potere di farlo. Si era medici, cioè, non perché si curava, ma perché il potere rivendica la facoltà di distinguere chi avesse il diritto di curare e chi no. Esattamente come oggi.
La medicina dall’800 ai giorni nostri. Nell’800 le università si settorializzano e specializzano sempre di più, e il mondo della cura delle malattie inizia ad assumere la fisionomia che ha adesso. La medicina ufficiale, sempre più specializzata, prende sempre di più le distanze dal paziente inteso come un tutto unico, mentre la medicina naturale vien talvolta portata avanti nel segreto delle confraternite (si pensi, ad esempio alla fratellanza di Miriam, fondata da Giuliano Kremmerz, che ad oggi conta migliaia di seguaci, anche tra i medici stessi). I Rosacroce, sia nella loro forma originale, sia in quella deviata, non solo curano i malati senza compenso, ma tentano anche di infiltrare la medicina ufficiale per reindirizzarla a fini spirituali, cosa che fanno ancor oggi. Occasionalmente alcuni medici ufficiali fanno parte della confraternita, ma in generale continua ad esserci un netto distacco tra i due tipi di medicina: quella vera, di chi cura veramente, e quella degli incompetenti. La Giuliano Kremmerzsituazione è ben esplicata in un romanzo di fine ’800, “La vita eterna” di Marie Corelli, dove uno dei personaggi, volendo guarire davvero da una malattia grave, si rivolge a naturopati, e cura molto l’alimentazione e la pratica spirituale, rifiutando le cure mediche ufficiali, a suo dire soltanto dannose.
La medicina ufficiale, cioè, viene vista come un fenomeno interessato soli ai soldi, e non alla salute del paziente; uno spaccato della medicina di allora, che era esattamente come oggi, ed esattamente come nel 1500 di Paracelso. Decisivo, al fine di inquinare definitivamente la pratica medica e allontanarla dalla spiritualità e dalla natura, è la nascita degli ordini professionali, che in Italia sono disciplinati con legge a partire dal dopoguerra. In teoria gli ordini professionali dovrebbero garantire la serietà e la correttezza nell’esercizio delle varie professioni; ma purtroppo non c’è alcuna garanzia che i membri e i presidenti di questi ordini siano veramente iniziati ed esperti nella professione da loro esercitata (spesso infatti tale garanzia è data solo dall’essere in possesso di una laurea; laurea che, come abbiamo visto, garantisce solo una preparazione settoriale). Gli interessi economici e personali fanno quindi sì che gli ordini dei medici tengano più al mantenimento del loro status quo professionale e finanziario, che non alla salute del paziente e alla ricerca.
Dalla fine dell’800 in poi il distacco tra iniziazione e percorso spirituale, e medicina, diventa definitivo. Il medico è tale se ha un pezzo di carta che attesta che ha fatto degli studi (e chi se ne frega poi se ha preso la laurea col minimo dei voti, senza interesse, e se ignora completamente alimentazione, erbe e tutto ciò che riguarda la prevenzione). Inizia ad essere completamente assente la formazione spirituale, e si perde il contatto con la parte divina dell’essere umano, che viene visto solo come un corpo materiale che reagisce meccanicamente agli stimoli. Le statistiche confermano quanto appena detto. Se prendiamo il tumore, uno dei mali più gravi del nostro secolo, possiamo constatare che anziché diminuire, aumenta sempre di più, evidenziando che qualcosa non torna nel modo di intendere la medicina oggi. I paesi nel mondo dove i tumori sono meno diffusi sono alcuni paesi dell’Africa, dove – in teoria – la medicina dovrebbe essere più arretrata (Botswana, Niger, Namibia, Eritrea). Mentre i paesi dove la percentuale è più alta sono proprio quelli in cui, teoricamente, la medicina è più avanzata (Italia, FranciaUsa e Giappone sono quelli col tasso più alto di mortalità).
La situazione attuale, dunque, non è diversa da quella che è sempre esistita nei secoli. I veri medici, erano quelli che curavano le persone, ma non necessariamente la cura delle persone coincideva, e coincide ancora oggi, con l’avere una laurea in medicina. In generale, il medico dovrebbe dirsi tale quando conosce non sono la medicina ufficiale insegnata nelle università, ma anche le altre tradizioni (cinese, ayurvedica, ecc.). E dovrebbe essere competente non solo in materia di farmaci, ma anche in materia di alimentazione, erbe, e tecniche di ogni tipo. Ciò non avviene, però, a causa di due fattori: i soldi e la settorializzazione. I soldi: la ricerca medica è finanziata dalle università, o dalle case farmaceutiche; è assolutamente logico quindi che i soldi delle case farmaceutiche vengano investiti in ricerche per farmaci che possano garantire un profitto, e Louis Pasteurvengano trascurate proprio quelle che invece potrebbero diminuire tali profitti (come il ricorso a rimedi erboristici, o a trattamenti complementari come agopuntura e Shiatsu).
La settorializzazione degli studi specialistici, che ha fatto perdere di vista il trattamento globale del paziente (la cosiddetta visione olistica) e ha staccato completamente lo studio della medicina dal percorso spirituale di un individuo. Così, oggi, si arriva al paradosso che la laurea in medicina non prevede, se non come complementare, lo studio dell’alimentazione, e sia totalmente assente lo studio dei rapporti tra mente e medicina (vedi ad esempio il bellissimo libro “La mente supera la medicina” di Lissa Rainkin). Quando i poteri economici che ruotano attorno alla medicina si trovano ai ferri corti, reagiscono a colpi di leggi e di provvedimenti penali o disciplinari. Così, anni fa, venne resa obbligatoria la laurea in medicina per poter esercitare l’agopuntura, dando così un colpo mortale a questa disciplina millenaria proveniente dalla Cina. Talvolta per legge si impongono determinate quantità o qualità di un prodotto naturale troppo efficace, come è avvenuto per l’iperico o per la canapa. Anni fa alcuni parlamentari presentarono proposte di legge in materia di Shiatsu (un particolare tipo di digitopressione che si basa sugli stessi principi fondanti dell’agopuntura, ma invece di usare aghi utilizza le dita), mentre contemporaneamente la Guardia di Finanza faceva controlli a tappeto sugli operatori di questa disciplina. In quel caso fu sufficiente, per alcuni operatori, rinominare la loro attività “digitopressione” e prepararsi, in caso di emanazione di una legge ad hoc, a rinominare la loro attività, per scoraggiare il governo da un’iniziativa cosi demenziale.
Nel frattempo si sviluppa in modo sotterraneo lo studio e lo sviluppo della medicina naturale, chiamata spesso anche – erroneamente – “alternativa”; in realtà ad essere alternativa è la medicina ufficiale, perché essa sostituisce ai rimedi naturali, che dovrebbero essere sempre preferiti come prima scelta, i rimedi artificiali della medicina allopatica. E a confermare lo stretto rapporto esistente tra la spiritualità e la medicina, c’è un curioso fenomeno che pochi hanno notato. La medicina naturale è riconosciuta e praticata liberamente in molte zone del mondo e, non a caso, se prendiamo come epicentro Roma, che è stato il fulcro, nei secoli, del tentativo di distruggere la spiritualità e la libertà di pensiero, man mano che ci si allontana dall’Italia la medicina naturale è sempre più diffusa. Da noi il servizio pubblico riconosce solo la medicina ufficiale, e per giunta solo per alcune cure (la terapia Di Bella, ad esempio, pur essendo praticata da medici ufficiali, non ottiene Luigi Di Bellariconoscimento negli ospedali) e ignora totalmente il fenomeno della medicina naturale, sì che, in teoria, chiunque può definirsi naturopata (un po’ come nell’antica Roma).
Avendo Roma come epicentro, in Italia la situazione è una delle peggiori al mondo. In Francia esiste una situazione simile alla nostra, mentre in Inghilterra esistono associazioni professionali che garantiscono la serietà della pratica della naturopatia. In Germania il servizio pubblico garantisce il ricorso alla naturopatia, prevedendo un apposito percorso formativo per i naturopati, ove la naturopatia è riconosciuta per legge e viene considerata alla stessa stregua e dignità della medicina ufficiale. La stessa cosa avviene in molti paesi europei dove è possibile curarsi tramite il servizio pubblico anche con l’omeopatia e altre discipline naturali (ad esempio in Olanda, in Danimarca e in Norvegia). Negli Usa, il percorso formativo del medico naturale è garantito da un corso di 4 anni, in cui i primi due anni sono simili a quelli della facoltà di medicina per programma di studi. E i più importanti testi di medicina naturale, intesa come disciplina di studio scientifico, vengono proprio dagli Usa (come l’Enciclopedia della medicina naturale di Murray e Pizzorno, o i testi di metamedicina di Claudia Rainville). Ogni stato ha legislazioni differenti, ma in linea di massima occorre superare degli esami di stato ad hoc per poter praticare la medicina naturale. In India, e nella maggior parte dei paesi orientali, esistono Shiatsudiverse “medicine”, perché è quella occidentale che si è venuta a sostituire a quella naturale tradizionale; e molti medici si formano con percorsi universitari simili ai nostri, accanto al percorso tradizionale in medicina naturale.
In sostanza, l’Italia è il peggior paese del mondo per quanto riguarda la medicina naturale, ed è anche logico che, per tradizione culturale, sia quella che osteggia maggiormente tutti coloro che provano a svolgere la loro professione medica in modo difforme da quanto viene imposto dalle case farmaceutiche. Non a caso molti dei nostri medici, radiati in italia (Tullio Simoncini, ad esempio) o i cui studi vengono ignorati, trovano riconoscimento all’estero (la terapia Di Bella, all’estero, è oggetto di studi scientifici che ne hanno comprovato l’efficacia). La situazione, insomma, è identica a quella dell’800. Si è perso completamente di vista il percorso spirituale nella formazione del medico, che oggi è tale solo per aver studiato a memoria una serie di libri su anatomia, farmaci, e malattie. Si trascura l’alimentazione, la prevenzione, lo studio delle energie e dei corpi sottili, ritenuti materie da ciarlatani new age con la fissa dell’Oriente, si trascura la comparazione con altre tradizioni mediche, e c’è quindi una netta scissione tra medicina naturale e medicina allopatica ufficiale.
Conclusioni. Nonostante i tentativi da parte di alcuni poteri di distruggere la medicina naturale e far prevalere gli interessi economici sulla salute dei pazienti, e nonostante la maggior parte della gente parta dal preconcetto che cura dei malati = medico = laureato in medicina, occorre ricordare che la laurea in medicina è solo uno dei tanti requisiti che si devono avere per poter curare, e neanche il più importante. Per quanto gli ordini professionali o la magistratura possano infliggere condanne e radiazioni, ciò toglie la possibilità di esercitare la “professione di medico”, ma non la cura dei pazienti per mezzo di altre forme né la ricerca nell’ambito della medicina naturale. Per giunta, radiazioni e condanne non tolgono valore alla laurea Naturopatiain medicina, che può essere esercitata in qualunque altro stato nel mondo. Oggi come ieri, una radiazione ha lo stesso valore che avevano le condanne per Paracelso: il medico si trasferiva altrove, ed altrove continuava i suoi studi, le sue ricerche e le sue attività di cura. Oppure, semplicemente, cambiava nome alla sua professione lasciando inalterata la sostanza.
Gli interessi economici prevarranno sempre sulla salute e la cura del paziente, ma sta ai singoli medici studiare coscienziosamente e integrare la medicina ufficiale con quella naturale, per sommare i benefici di entrambi. E sta al singolo paziente trovare il medico più adatto a se stesso, e discernere quelli che lo fanno con amore da quelli che lo fanno per soldi. Personalmente, i migliori medici che ho conosciuto erano tutti o iniziati, o comunque esperti anche di medicina orientale. Il migliore medico che abbia mai conosciuto è un’anestesista rianimatore in un ospedale pubblico che ha il dono di fare diagnosi sempre molto precise; in realtà questo medico è anche una veggente molto brava, e la sua bravura nasce da una commistione dei suoi poteri con la preparazione universitaria; viene anche da una tradizione di streghe ed è una strega ella stessa. Penso che un giorno sarà costretta ad abbandonare la medicina ufficiale, per intraprendere una personale strada che unisca più approcci, fondendoli in un metodo personale.
Un altro medico molto bravo, che non a caso studia a livello scientifico gli effetti dell’aloe nella cura del tumore, è un massone, un iniziato, che nella sua vita ha studiato di tutto, dalla medicina orientale a quella africana; come Paracelso, aveva girato il Paolo Franceschettimondo per studiare personalmente da vicino altri tipi di medicina; si definisce naturopata (pur essendo un professore universitario) e un giorno che gli chiesi se credeva nella magia, mi disse: «Non è che hai un registratore, vero? Perché se esce fuori quello che penso davvero, sono rovinato». Approfondendo la letteratura medica non ufficiale, ci si imbatte in medici che hanno scritto libri straordinari, come Rüdiger Dahlke e Thorwald Dethlefsen (autori di “Il destino come scelta”; “Malattia come simbolo”; “Malattia e destino”). Medici, sì, ma anche probabilmente dei Rosacroce, perché quando si leggono alcune loro opere minori, come un libro di mandala da colorare, si scopre che i medici sono anche esperti di esoterismo e simbologia. Degli iniziati, quindi, altamente spirituali nel loro percorso di formazione. Come sempre è stato e sempre sarà. Quando ci si domanda come siamo potuti arrivare a questa situazione, quindi, non è tanto la risposta ad essere giusta o meno. E’ la domanda stessa ad essere sbagliata, perché la situazione della medicina rispecchia quella di qualsiasi altro campo: è una guerra tra forze spirituali e forze anti spirituali; tra materia e denaro, e anima; tra ignoranza ed evoluzione; tra biechi interessi materiali, e interessi per la persona e la sua salute. Ma è una guerra che, cambiando forme, modalità, e ampiezza, caratterizza tutta la storia della medicina.
(Paolo Franceschetti, “Medicina alternativa e medicina naturale: la storia”, dal blog “Petali di Loto” del 12 aprile 2018).

fonte: http://www.libreidee.org/

mercoledì 28 novembre 2018

il Papa che fu gettato dalla finestra


Ottaviano dei conti di Tuscolo, figlio di Alberico di Roma, nacque probabilmente intorno al 937 a Roma. Sua madre era, con buone possibilità, Alda, figlia del Re d'Italia Ugo di Provenza. Non è da escludere il fatto che la vera madre di Ottaviano fosse una concubina. Il ragazzo crebbe nel palazzo di famiglia ottenendo un'educazione del tutto similare a quella dei suoi contemporanei aristocratici romani. Ottaviano discendeva dal Re d'Italia e la sua famiglia apparteneva ai marchesi di Spoleto: il nonno era il marchese Alberico I di Spoleto e la nonna era una donna di nome Marozia, personaggio famoso poiché instaurò, grazie all'aiuto della madre Teodora, il regime della pornocrazia pontificia. Maria, detta Mariozza e poi conosciuta come Marozia, nacque intorno all'anno 892 a Roma. Era figlia di Teodora e del Senatore romano Teofilatto. Maria era nota per la sua bellezza e per la spregiudicatezza delle sue azioni. Malgrado fosse analfabeta, riuscì a dominare Roma e la Chiesa Cattolica per un ventennio del secolo X grazie all'astuzia ed alla seduzione di cui era portatrice. Forti alleanze ed amicizie potenti permisero l'instaurazione della cosiddetta Pornocrazia: neologismo, ricalcato dal francese pornocratie, che indica una forma di governo caratterizzata dalla forte influenza sugli uomini di potere esercitata dalle cortigiane o favorite. L'elemento caratteristico della pornocrazia non è lo scambio di favori sessuali e posizioni di privilegio, perché questo scambio è tipico di qualsiasi relazione tra potenti e concubine, e nemmeno il ruolo politico o pubblico della concubina ma la capacità della favorita, o delle favorite, di creare un potere personale attraverso la relazione con il potente di turno, che sostituisce il potere del potente e talvolta gli sopravvive. 
Torniamo al nostro Ottaviano. Nel 932 il padre Alberico aveva preso il potere a Roma e vi aveva istituito una signoria de facto destinata a durare oltre vent'anni. Ottaviano sarebbe stato il successore nella carica di princeps, ma era consapevole che la diarchia instauratasi in Roma tra papato e principato poteva persistere solo grazie alla sua forte volontà. Le mire espansionistiche di Ottone di Sassonia avevano spinto Alberico ad unificare il potere spirituale e quello temporale in un'unica figura. Nel 954, poco prima della morte, Alberico fece giurare alla nobiltà ed al clero romano di eleggere Ottaviano al Soglio pontificio non appena fosse morto il papa in carica, Agapito II. L'anno successivo, 955, Ottaviano fu eletto papa malgrado non avesse l'età canonica per diventarlo, all'epoca dei fatti aveva solo diciotto anni. Inoltre possiamo presumere che il ragazzo non avesse nessuna formazione ecclesiastica. Fu consacrato pontefice il 16 dicembre del 955, assumendo il nome di Giovanni XII. Malgrado l'elezione al soglio di Pietro, Ottaviano non mutò le sue abitudini, conducendo una vita lasciva e totalmente estranea allo spirito evangelico. Il palazzo del Laterano divenne la sede delle sue dissolutezze. Gregorovius, storico e medievista tedesco vissuto nel XIX secolo, ne parlò con le seguenti parole: «Venuto in giovinezza immatura al possesso di una dignità che gli dava diritto alla reverenza di tutto il mondo, smarrì la moderazione dell’intelletto, e si gettò nel vortice dei piaceri più sfrenati Le sue case del Laterano diventarono un ridotto di piaceri, un vero harem; la gioventù ragguardevole di Roma diventò sua compagnia favorita; passava tutto il suo tempo in cacce, in giochi, in amorazzi, a mensa col bicchiere alla mano. Un tempo, Caligola aveva fatto senatore il suo cavallo; adesso Giovanni XII dava in una stalla di cavalli la consacrazione ad un diacono, forse in quella che erasi alzato ubriaco fradicio da tavola, dove, con lepidezza pagana, aveva fatto frequenti libazioni ad onore dei numi antichi.» 


Come persona, Giovanni XII si dimostrò totalmente inadeguato alla carica. Nemmeno per un istante pensò di interrompere la vita lussuosa cui si era abbandonato fino all'elezione a papa, seguitando a vivere tra sfrenati piaceri. Il palazzo del Luterano, che alle soglie del nuovo millennio ne aveva viste di scempiaggini, si tramutò in una vera e propria casa di piacere. Ottaviano, divenuto papa Giovanni XII, amò circondarsi di belle donne e bei ragazzi, conducendo una vita depravata, indegna della carica di pastore della cristianità. 
Le fonte coeve e successive si accordano sulla vita di Ottaviano, divenuto Giovanni XII. Il Liber pontificalis, importante fonte per la storia del primo medioevo, fu impietoso nei confronti di questo pontefice: l'incipit riportato all'inizio della sua biografia ricorda che «totam vitam suam in adulterio et vanitate duxit», ovvero il libro riporta l'indicazione che dedicò tutta la sua vita all'adulterio ed alla vanità. Liutprando, vescovo di Cremona, ricordò che: «...dum se cum viri cuiusdam uxore oblectaret, in temporibus adeo a diabolo est percussus, ut infra dierum octo spacium eodem sit vulnere mortuus. Sed eucharistiae viaticum, ipsius instinctu qui eum percusserat, non percepit...» che tradotto risuona come “mentre si apprestava a giacere con la moglie di un tale, fu percosso dal diavolo e nell'arco di otto giorni morì per le ferite. Ma non ricevette il viatico dell'eucarestia per lo stesso istinto di colui che l'aveva colpito”. Prima di soffermarmi sulla morte vorrei ricordare un'altra fonte per inquadrare il personaggio Ottaviano. Gregorovius, malgrado non lesinò critiche feroci alla condotta di Giovanni XII, concluse il suo racconto con una sorta di assoluzione: «... il figlio del glorioso Alberico cadeva vittima delle sue dissolutezze e altresì di quel dualismo che si accoglieva in lui, principe e papa ad un’ora medesima. Però la sua giovinezza, la origine che aveva da Alberico, i tragici contrasti della sua vita gli danno qualche diritto ad una sentenza più mite; né la storia gliela rifiuta.» 


Giovanni XII sperperò gran parte del bilancio dello stato pontificio in campagne militari di conquista per ricostituire lo Stato della Chiesa. Giovanni XII cercò fuori dall'Italia un possibile alleato. Verso il 960 si rivolse al re di Germania, Ottone I, offrendogli la corona imperiale. Ottone, chiaramente, accettò, ergendosi a difensore della Chiesa in memoria degli antichi patti tra i pontefici e gli imperatori carolingi. L'incoronazione avvenne il 2 febbraio del 962 a Roma. Giovanni XII però non seppe tenere fede agli impegni presi con Ottone I, trattando con re Berengario. Nel 963, Ottone scese in Italia per attaccare Berengario, che sconfisse e fece prigioniero. L'imperatore decise di scendere verso Roma per regolare i conti con il Papa. Di fronte alle armate dell'imperatore, le forze romane fuggirono e Giovanni scappò nelle campagne. Ottone prese possesso dell'Urbe e convocò un concilio in San Pietro. Giovanni XII fu deposto e condannato per alto tradimento. Dal rifugio in Corsica, Giovanni XII ideò il ritorno a Roma. Quando Ottone I partì per Spoleto, agli inizi del 964, fece ritorno nell'Urbe. Convocò un concilio per far deporre il nuovo Papa, vendicandosi dei suoi avversari a cui fece tagliare la lingua ed il naso.
Grazie agli scritti di Liutprando, vescovo di Cremona, sappiamo che morì il 14 maggio del 964 a soli 27 anni ,a causa di un adulterio. Risulta molto interessante addentrarci nelle ricerche sulle cause della dipartita di Ottaviano. Secondo alcuni la causa della morte fu un colpo apoplettico. Altri, tra cui Liutprando vescovo di Cremona, riportano una versione diversa della morte, e sicuramente più interessante e pruriginosa. Papa Giovanni XII fu sorpreso in flagrante adulterio con una certa Stefanetta, moglie dell'oste presso cui alloggiava, ed il marito, identificato con il demonio secondo le dicerie popolari, lo gettò dalla finestra. Il colpo non fu mortale all'istante poiché il papa sarebbe rimasto in coma per otto giorno prima di morire. 
Così si concluse la spregiudicata vita di un ragazzo divenuto Papa.


Fabio Casalini

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/

Bibliografia

Louis Marie Olivier Duchesne, Le Liber pontificalis, vol. 2, Parigi, Ernest Thorin, 1892

Ferdinand Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medioevo, vol. 2, Roma, Societa Editrice Nazionale, 1900

Liutprando da Cremona, De rebus gestis Ottonis magnis imperatoris 

Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. 31, Venezia, Tipografia Emiliana, 1845

Roland Pauer, Giovanni XII, in Enciclopedia dei Papi, vol. 2, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000

Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, Roma, Newton&Compton editori, 2005
Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, Le vite de' Sommi Pontefici di Bartolomeo Platina cremonese, Venezia, Gio: Maria Turrini-Gio: Pietro Brigonci, 1663

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità... sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

sabato 24 novembre 2018

Svezia: Una finestra sul futuro delle politiche gender

La Svezia e` lo stato europeo con la visione più “progressiva” riguardo al gender. Asili e scuole sono all’avanguardia per fornire una istruzione gender-free, tuttavia dietro queste apparenza si nasconde un male temibile che nel giro di 10 anni devasterà completamente lo stato nordico.
Il papa` e una donna e la bambina un maschio…quanta confusione e tristezza
Sono incappato in questo video di Vice, dove una reporter hipster americana e`meravigliata dal “progressismo” di una famiglia genderless. Abbiamo due trans lesbiche che allevano 2 bambini maschi vestiti da bambine.
Il “padre” (che si fa chiamare “mapa”) e` disgustoso con una sorta di pizzetto finto e un’abito da donna. La madre e` più normale a livello esteriore.
Possiamo sentire dire ad uno dei bambini che “non ha genere e ha tutti i generi” insomma  e` molto confuso e quando sara` esposto al mondo reale, si prenderà una bella batosta.
Non solo, “mapa” modifica tutte le storie che racconta ai figli utilizzando il pronome “hex” (utilizzato dalle persone non binarie) e sostituendo a papa` la parola mapa.
Insomma e` una famiglia di disgraziati sostenuta da un governo di farabutti democratici.
Nelle scuole le bugie perpetrate dai genitori vengono mantenute illudendo ancora di piu` il bambino rispetto alla realtà.
Sono entrambi maschi
Da quello che si può vedere nel filmato essere genderless in Svezia significa odiare il maschio. Anche osservando i libri scolastici notiamo che i personaggi maschili vengono femminilizzati ma non viceversa. La donna rimane più o meno sempre la stessa mentre l’uomo viene ridicolizzato con abiti femminili e azioni che non rispecchiano la sua vera natura.
Fortunatamente uno dei bambini (vestiti da bambine) da grande vorrebbe fare il muratore. Un lavoro decisamente poco femminile. Sta forse in questa “rivelazione” la verità? Ovvero che il gender NON e un fattore imposto dalla società ma dal sesso in cui nasciamo? CERTAMENTE, ma questi svedesi e liberali sembrano essersene “dimenticati”.
Semplicemente ridicolo
La cultura genderless al pari della cultura della “diversificazione” sono solo facciate utili all’elite per tenerci calmi e obbedienti.
GENDERLESS= odio per la figura maschile
DIVERSITA`= odio per l’uomo bianco.
Gli Illuminati hanno reso la Svezia un paese degradato e finito. In certi luoghi non ci si può neppure andare: vengono considerati no go zone. Il motivo? I musulmani hanno imposto la sharia in molte zone della Svezia e fra 10 anni gli svedesi saranno meno della metà lasciando la loro nazione nelle mani dei “seguaci di Allah”.
L’elite ha reso la Svezia un paese senza spina dorsale ormai prono alla conquista dello Stato Islamico. Se non volete che l’Italia si trasformi in un cesso come la Svezia respingete con forza ogni iniziativa “gender fluid” “genderless” “il gender e` un ampio spettro” perché  e` uno strumento che viene utilizzato per indebolire la famiglia e quindi per traslato la nazione.
Se non vuoi essere invaso dai musulmani e non vuoi essere circondato da PNG evita di dare il tuo consenso alla sinistra.
Concludendo, a mio parere questa e` violenza su minore. Le “famiglie” che utilizzano queste pratiche dovrebbero essere allontanate dai figli e rieducate con valori e buonsenso. Nessuno può calcolare il danno effettivo che le politiche gender hanno causato a questa generazione

fonte: https://neovitruvian.wordpress.com/

lunedì 19 novembre 2018

chi viene finanziato da George Soros in Italia?

Chi viene finanziato da George Soros in Italia?

George Soros è fortemente presente, tramite i finanziamenti della sua Fondazione, in Italia e a livello europeo a favore della politica pro-UE, LGBT e migranti.



Integrazione europea e sostegno ai migranti: sono questi due degli obiettivi dichiarati della Open Society Foundation, la fondazione finanziata e guidata da George Soros, speculatore e personaggio controverso noto in tutto il mondo.
In Italia, come rivela un documento ufficiale della stessa fondazione datato 2014, quell’anno Soros ha versato oltre 250.000 dollari a sostengo di progetti all’interno del territorio italiano che promuovessero l’integrazione di rom, migranti, comunità LGBT e spingessero i cittadini italiani a votare per le allora imminenti elezioni europee.
Tramite i finanziamenti ad associazioni, progetti e Organizzazioni No Profit (ONG), Soros, di origini ungheresi ma statunitense d’adozione, contribuisce
alcuni critici preferirebbero dire “influenza” - alla direzione del cambiamento europeo.
Il progetto Open Society Initiative for Europe (OSIFE) si pone grandi obiettivi, dal sostegno a campagne elettorali che evitino la concentrazione del potere all’interno dei governi al finanziamento di progetti che scongiurino l’incitamento all’odio, fino all’erogazione di sostegno economico ai flussi migratori che nascono all’estero e arrivano in Europa.
Ma, nel dettaglio, chi viene finanziato da George Soros in Italia?

I finanziamenti di George Soros all’Italia

ARCIGAY
Questo progetto ha mirato a mobilitare, canalizzare e amplificare la voce e le richieste di della comunità LGBT italiana e dei suoi simpatizzanti alle elezioni europee 2014.
Finanziamento da 99.690 dollari.
Associazione 21 luglio
Per i diritti, contro la xenofobia
Il progetto porta i diritti umani e la lotta alla xenofobia e alla discriminazione al centro del dibattito, per far sentire le voci e le richieste di Rom, Sinti, migranti e detenuti.
Finanziamento da 49.782 dollari.
Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)
Dato che i gruppi emarginati e le loro organizzazioni rappresentative
(dove esistono) hanno poche risorse, abilità e tempo per sviluppare chiari messaggi per sostenere i propri bisogni, questo progetto mira a sviluppare una comunicazione sostenuta da fatti e statistiche. Insieme a International Alert e al suo progetto, il CESIE ha organizzato forum locali a Palermo, in Sicilia, che hanno incluso migranti e minoranze per identificare le sfide comuni che occorre affrontare.
Finanziamento da 8.910 dollari.
Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)
Migliorare la partecipazione dei cittadini dell’UE al Parlamento europeo e alle elezioni locali.
Il progetto affronta la questione dell’insufficiente partecipazione politica dei cittadini europei residenti in Italia e ha l’obiettivo di stimolare l’impegno attivo nella politica
e nella vita pubblica, mobilitandoli a registrarsi e votare alle elezioni del Parlamento europeo del 2014. Gli obiettivi specifici del progetto consistono nel sensibilizzare i cittadini dell’UE sul loro diritto di voto e a candidarsi alle elezioni europee e locali in Italia, spingendoli a partecipare attraverso una campagna di informazione multimediale.
Finanziamento da 46.090 dollari.
Associazione Upre Roma
Il progetto è stato sviluppato da Upre Roma e dai suoi partner nelle cinque regioni principali del nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Sono stati organizzati incontri in varie località in cui sono presenti comunità rom, per presentare l’Unione europea, il voto e perché i rom dovrebbero essere coinvolti in ciò che accade a livello europeo. Ai candidati sono stati presentati documenti che descrivono le comunità Rom e i loro punti di interesse principali, come la necessità di un riconoscimento formale come minoranza.
Finanziamento da 26.100 dollari.
Fondazione Romani Italia
Questa campagna ha mirato a sensibilizzare e migliorare la partecipazione attiva di Roma alla vita politica e a rafforzare la partecipazione alle elezioni europee. Il progetto è stato implementato in 8 regioni italiane centrali e meridionali: Lazio, Calabria, Abruzzo, Emilia Romagna, Molise, Toscana, Marche e Puglia. Le attività sono state organizzate e attuate localmente da otto giovani attivisti, che hanno preso parte al progetto educativo «Fuochi Attivi».
Finanziamento da 25.000 dollari.

Gli altri finanziamenti in Europa

ALTER-EU
Verso Parlamento europeo trasparente e responsabile
Lo scopo di questo progetto è quello di attuare una campagna di sensibilizzazione paneuropea volta a coinvolgere i cittadini nel processo elettorale, mobilitandoli a contattare direttamente i candidati al Parlamento europeo in vista delle elezioni.
Finanziamento da 150.000 dollari.
DEMOS
Mobilitare il voto tramite i social media.
Finanziamento da 129.484 dollari.
Uobserver ASBL
Il progetto ha utilizzato delle notizie giornalistiche professionali per favorire il dibattito su come i valori della società aperta sono messi sotto stress nel periodo che precede le elezioni europee.
Finanziamento da 130.992 dollari.
European Alternatives 
L’obiettivo principale di questo progetto transnazionale è quello di amplificare la voce di chi è lontano dal centro del potere dell’UE, compresi quelli in situazioni vulnerabili, come migranti e giovani, nonché coloro che sono politicamente attivi a livello locale ma attualmente ignari della dimensione politica europea.
Finanziamento da 49.500 dollari.
Migration Policy Group (MPG)
Il progetto si occupa di «campagne di cittadinanza» che mirano a incoraggiare gli immigrati a richiedere la cittadinanza, a registrarsi per votare e a votare alle elezioni europee.
Finanziamento da 80.073 dollari.

ProDemos
Il progetto sponsorizza l’app «VoteMatch Europe 2014», che riporta le posizioni politiche dei partiti politici nazionali in 12 paesi dell’UE.
Finanziamento da 217.249 dollari.
Stichting Onderzoek Multinationale Ondernemingen (SOMO)
SOMO propone di spingere l’UE e i governi di Italia e Paesi Bassi prima e dopo le elezioni del Parlamento europeo per adottare misure politiche concrete soprattutto sul fronte dei flussi di capitale illeciti.
Finanziamento da 150.000 dollari.
Giovani federalisti europei
Lo scopo è sensibilizzare i cittadini (giovani) circa le elezioni europee e incoraggiare il dialogo diretto e lo scambio tra i cittadini e i responsabili politici europei su una serie di argomenti.
Finanziamento da 49.270 dollari.
I finanziamenti della Open Society Foundation in Europa
I dati risalgono al 2014 e riportano i progetti sostenuti dalla fondazione di George Soros in vista delle Elezioni europee 2014.

fonte https://www.money.it/Finanziamenti-di-George-Soros-in-Italia

fonte: http://alfredodecclesia.blogspot.com/

venerdì 16 novembre 2018

scie chimiche, Gianini: se smontate un aereo scoprite tutto

«Mi portino pure in tribunale», dice. «Gli dirò di fare una cosa semplicissima: basta prendere un aereo e smontarlo, per capire subito da dove vengono quelle scie». Enrico Gianini, per anni operatore aeroportuale a Milano Malpensa, ha le idee chiarissime sulle strane tracce, bianche e persistenti, che da circa 15 anni intasano letteralmente i nostri cieli. «Tutti sanno tutto, in aeroporto, ma nessuno dice niente», dichiara Gianini ai microfoni di “Border Nights”, denunciando l’omertà generale che coprirebbe la cosiddetta irrorazione quotidiana dell’atmosfera. «Sanno tutto anche i piloti, la cui mortalità sembra sia in aumento: tumori e infarti». Da quando le normative antiterrorismo li obbligano a volare in cabine sigillate, aggiunge, proprio i piloti sono i primi a respirare l’aria inquinata dai composti destinati a essere rilasciati dall’aereo sotto forma di aerosol. Gianini è convinto di aver scoperto il dispositivo clandestino: serbatoi supplementari inseriti in coda, nelle stive dei velivoli. Per trent’anni addetto al carico e scarico dei bagagli, se n’è accorto stazionando sotto gli aerei, da cui sgocciola liquido anomalo, pieno di metalli pesanti. Ne ha parlato tempo fa in un video su YouTube, che ha fatto notizia. E oggi conferma: l’operazione “cieli a strisce” continua, nell’indifferenza generale, senza che nessuna autorità di vigilanza protesti per il costante inquinamento indotto dai jet di linea trasformati abusivamente in “tanker”, aerei-cisterna.
Alluminio e cadmio, bario, manganese. E poi ferro, torio e stronzio: sono gli elementi chimici riscontrati nel liquido che gli aerei perdono, una volta a terra. L’atmosfera è cambiata, da quando è diventato massiccio il ricorso alla geoingegneria. Sul sito Enrico GianiniTanker Enemy”, Rosario Marcianò spiega che i primi esperimenti risalgono agli anni ‘80, ma il “trattamento dei cieli” è diventato intensivo, anche in Italia, dopo che l’allora primo ministro Berlusconi firmò con gli Usa nel 2001 l’accordo “Open Skies Treaty”, divenuto operativo il 23 giugno 2003. Motivazione: il contrasto del surriscaldamento climatico. Di fatto, secondo lo stesso Gianini, era un pretesto per manipolare le condizioni atmosferiche con esiti anche catastrofici, come si è visto anche nella recentissima alluvione che ha devastato il Sud, in particolare la Calabria. Ma in fenomeno è vistoso anche in Sicilia e Sardegna. «Da allora – dice Gianini – è aumentata la concentrazione anomala di piogge, capaci di trasformare ruscelli asciutti in impetuosi torrenti». Gianini crede alla manipolazione sistematica usata come arma: cita i vigneti della Loira e della Borgogna, qualche anno fa distrutti dalle intemperie (caldo africano, seguito da gelate) allo scopo di “convincere” François Hollande a rinunciare alla sua iniziale politica anti-austerity.
Nel dossier “Owning the weather”, il generale Fabio Mini, già a capo delle forze Nato in Kosovo, conferma che la “guerra climatica” è ormai una realtà: si possono creare nubi artificiali per “accecare” le difese avversarie, ma quelle stesse nubi possono essere “fabbricate” per provocare siccità o eventi alluvionali, danneggiando l’agricoltura e le infrastrutture. Gianini parla di voli-fantasma, militari, che una volta in Italia vengono classificati civili. Ma cita soprattutto le compagnie low-cost, Ryanair e EasyJet, come i maggiori vettori dell’aerosol atmosferico: sospetta che alcune compagnie campino, letteralmente, con questo “lavoro” clandestino, non essendo sostenibile il bilancio economico del solo trasporto dei passeggeri a bassissimo costo. Inoltre, aggiunge, la recentissima liberalizzazione delle quote da seguire, all’interno delle rotte, rende ancora più efficace l’azione di “disseminazione chimica” del cielo, consentendo sorvoli a minore altitudine. Visivamente, lo strano spettacolo a cui tutti possono assistere è ormai familiare: mentre le ormai rarissime “contrails” (scie di condensazione) svaniscono quasi Parigisubito, le “chemtrails” rilasciate dagli aerei restano nell’aria per ore, fino ad espandersi e abbassarsi, creando un velo capace di appannare il sole e ingrigire il cielo.
Fate un esperimento semplicissimo, dice Gianini: se al mattino trovate la vostra auto cosparsa di una leggera polverina, vedrete che quella polvere – stranamente – si attaccherà alla calamita che avrete cura di far scorrere sul parabrezza. E’ vero che la “sabbia del deserto” può essere anche ferrosa, ammette Gianini, ma ben di rado la sabbia del Sahara “piove” fino alle nostre latitudini, dove invece la “polverina” è pressoché quotidiana. «Oppure – scherza – fate la prova del nove con il comandante di un aereo: quando vi imbarcate, provate a domandargli “scusi, oggi spruzziamo o voliamo puliti?”, e state a vedere che faccia fa». Non teme ritorsioni sul lavoro, Gianini: «Ho di fatto già abbandonato Malpensa, ma per altri motivi. Mai mi avrebbero licenziato per la mia denuncia pubblica: avrebbe fatto troppo rumore e avrebbe costretto i media a parlare del caso, cioè delle scie». Movente e regia? I massimi poteri, secondo Gianini: «I mafiosi, in confronto, sono dei dilettanti». Ma perché nessuno parla, a parte lui? E soprattutto – gli domanda il conduttore di “Border Nights”, Fabio Frabetti – come si fa a custodire un segreto così ingombrante? Non è improbabile che tutte quelle persone – piloti, assistenti, meccanici, controllori di volo – tengano sempre la bocca chiusa, per anni, senza che a nessuno scappi mai una parola?
Enrico Gianini ha una spiegazione anche per questo: il programma di irrorazione dei cieli, dice, è stato avviato in modo graduale, dopo una partenza in sordina affidata a pochissimi voli. Poi l’operazione è cresciuta progressivamente, poco alla volta, ma in modo inesorabile. Quello che ieri poteva sembrare un’anomalia, oggi è la normalità – di cui tutti, sostiene, sono al corrente. «E se lavori in aeroporto a chi la racconti, questa cosa, sapendo che i tuoi colleghi la sanno già?». E la polizia aeroportuale? «Mi rivolsi anche a loro», racconta sempre Gianini, «e ho visto che non erano molto contenti delle mie curiosità». Ma, aggiunge, non è stato mai ostacolato nelle sue ricerche, quando si aggirava sotto la pancia degli aerei armato della bottiglietta con cui raccogliere il liquido, inquinatissimo, che colava sull’asfalto. «In fondo, a nessuno – nemmeno ai poliziotti – fa piacere scoprire che qualcuno può avvelenare impunemente l’aria che poi respiriamo tutti». Che fare?Chemtrails«Semplice: continuare a denunciare il fenomeno, sperando che prima o poi qualcuno si svegli, controlli e intervenga. Ripeto: basta prendere un aereo a caso e smontarlo, per vedere che la coda è ingombra di cisterne piene di liquido».
Il caso è clamoroso: di scie chimiche, semplicemente, è vietato parlare. Chi lo fa viene deriso, preso per un cretino visionario e complottista. Le tante interrogazioni parlamentari, sul tema (presentate anche da esponenti del Pd) sono rimaste senza risposta. Ogni tanto, anche sui media mainstream filtra qualche notizia, perlomeno riguardo all’impalpabile mondo dei voli civili, sempre protetto dalla massima discrezione: la “Stampa” ricorda che, se un pilota muore d’infarto mentre è ai comandi, viene sostituito dal suo vice fino all’atterraggio, senza che i passeggeri abbiano il minimo sentore dell’accaduto. Su “Smartweek”, Federico Ciapparoni scrive: «Non è raro che fumi tossici facciano breccia nella cabina di pilotaggio». E aggiunge che molti piloti hanno condotto aerei affollati «mentre respiravano dalle mascherine attraverso cui fluisce l’ossigeno, mentre tutti i passeggeri erano ignari di ciò che accadeva nella cabina». Sulle “chemtrails”, però, la rimozione più eclatante sembra quella della gente comune: ormai ci si è abituati a vedere il cielo “a strisce”, quasi fosse un fatto naturale. Il fenomeno è invece palesemente artificiale: tutti vedono che sono gli aerei a depositare quelle strisce, che poi diventano “nuvole”, ma quasi nessuno si chiede perché. Già: perché, oggi, i cieli sono diventati “sporchi”? Nessuno sente il bisogno di scoprire come mai – da una quindicina d’anni – i normalissimi aerei di linea “sporcano” il cielo, fino a cancellare l’azzurro?

fonte: http://www.libreidee.org/