CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

sabato 14 aprile 2018

interni (o esterni?)














Suzanne Moxhay
Mia Photo Fair 2018

questa con lo specchio mi è sembrata un incantesimo.
tutti fotomontaggi con lastre di vetro sovrapposte.
la fotografia è un'altra cosa, questo è un gesto teatrale, ma l'effetto merita uno sguardo.

fonte: http://nuovateoria.blogspot.it/

sabato 7 aprile 2018

lo strano destino dell'Uro, da Lascaux al terzo Reich


Si racconta spesso di estinzioni anche recenti di specie animali che per un motivo o per l’altro sono diventate famose, solitamente ubicate in luoghi esotici e lontani, primo fra tutti il Dodo delle Mauritius. In realtà anche in Europa non è che siamo stati proprio con le mani in mano, anzi. È solo che siamo arrivati prima che in altri posti e molte estinzioni sono quasi considerate come si riferiscano ad animali preistorici. Ma non è proprio così. Nel nostro continente, a causa della nostra espansione e della trasformazione dell’ambiente, sono via via scomparse diverse sottospecie di grandi mammiferi. Il leone europeo, il bisonte caucasico.  E l’Uro. Il progenitore dei nostri tori.  Il suo nome scientifico ne declama perfettamente la natura: Bos taurus primigenius.  Era un grosso bovino selvatico, un po’ come i bufali africani, e popolava le pianure del centro Europa in grandi branchi. Ne esistevano anche tre sottospecie diverse. Tutte equanimemente scomparse. 


Non è un animale qualsiasi, essendo anche il principale protagonista di una delle prime forme d’arte dell’intera storia dell’umanità: le sue forme e i suoi colori sono fra i più rappresentativi delle magnifiche pitture delle grotte preistoriche, a partire da quelle di Lascaux. 
Una delle sue caratteristiche principali era la forma delle corna. Incurvate in avanti, come accade di rado nei nostri attuali bovini. Ed erano più grossi. Almeno 20 centimetri più alti delle nostre mucche (e le nostre mucche non sono certo piccole). 
Pare fossero anche molto aggressivi, proprio come i bufali africani. E vista la fine che hanno fatto forse avevano buone ragioni per esserlo. 
I riferimenti all’Uro nella cultura europea sono innumerevoli: lo nomina Giulio Cesare nel suo best-seller di guerra, il de-bello gallico; si trova negli stemmi della Moldavia e della Romania; diverse località e città prendono il nome da lui (Kaunas in Lituania; Turek in Polonia; Turjiak in Slovenia); in molti cognomi slavi (Turenin, Turishchev, Turov, Turovsky); il cantone svizzero di Uri prende il suo nome e ha anche la sua testa nello stemma. 


Le prime popolazioni umane avviarono comunque un processo di addomesticamento, come accadde con i bovini selvatici dell’asia, e ancora oggi non ci sono dati certi sulla reale origine dei nostri bovini domestici. Potrebbero discendere proprio dall’uro, oppure essersi evoluti in parallelo partendo da altre specie primigenie provenienti dall’oriente. 
Quale che sia la storia, in ogni caso gli Uri selvatici divennero oggetto di caccia, abbastanza forsennata. Erano grossi ed aggressivi e questo faceva di loro un trofeo ambito. Già nel XIII secolo la loro zona di diffusione si era ristretta praticamente alla sola Europa dell’est e qualche zona della Germania. Continuò comunque ad essere una delle prede preferite delle grandi battute di caccia organizzate dai signori e dai nobili di mezzo continente, e se insieme a questo ci si aggiunge la già avviata deforestazione e trasformazione delle grandi pianure dell’Europa centrale in terreni agricoli, già all’inizio del cinquecento la loro sorte era segnata. 


Probabilmente furono anche fra i primi ad essere presi in considerazione per qualche tipo di salvaguardia, nel senso che da un certo punto in poi la loro caccia fu vietata. Naturalmente solo a chi non era nobile. 
Ma non servì a salvarlo, e forse i nobili in Europa erano ancora troppi, di sicuro erano tanti quelli appassionati di caccia. A metà del cinquecento già ne restavano soltanto una cinquantina di esemplari. L’ultimo esemplare di cui si ha notizia certa, una femmina, morì nel 1627 in Polonia. E così addio all’Uro. 
Ma l’Uro è una delle poche specie che abbia anche una storia successiva alla sua estinzione, ed è una storia del tutto particolare. 
Il suo ruolo di progenitore dei bovini attuali ha infatti fatto ritenere, in più occasioni, che i suoi geni siano ancora in circolazione negli animali domestici viventi. Con questa idea alcuni allevatori tedeschi, in particolare i fratelli Heinz e Lutz Heck, direttori di giardini zoologici, ai primi del secolo scorso iniziarono un programma discutibile ma non privo di un certo interesse, effettuando una serie di incroci programmati fra diverse specie e sottospecie di bovini per riportare in vita una specie con un corredo genetico il più possibile simile a quello dell’Uro originario. Niente clonazione quindi, ma recupero della specie attraverso i suoi geni sparsi, riavvicinandoli con l’idea di accelerare lo stesso metodo da sempre usato dalla natura, facendoli accoppiare e riprodurre (storie simili si ripeteranno nel corso del novecento per altre specie, con risultati non privi di sorprese). L’aspetto più controverso della vicenda è che tutto ciò avveniva nella Germania di Hitler, e in modo abbastanza inevitabile un esperimento del genere trovò in quei decenni anche adeguati finanziamenti dal Reich dato che era assai coerente con le altre idee di “recupero della razza” e di “ritorno alle origini” molto di moda in quegli anni bui. Hitler e Goering pare siano rimasti affascinati dall’idea di riportare in vita gli Uri che venivano cacciati dai Germani ai tempi di Cesare, e forse ancora più dal modo in cui ciò poteva essere ottenuto, quasi una prova generale di ciò che si sarebbe tentato di fare per perseguire il mito della “pura razza ariana”, programmando l’accoppiamento e la riproduzione fra individui “adatti” (giovani tedeschi biondi con altrettanto giovani e bionde tedesche). 


Stai di fatto che i soldi del Terzo Reich dettero grande impulso al progetto, fornendo i mezzi per raccogliere in giro per l’Europa una serie di esemplari giudicati particolarmente adatti, con caratteristiche più vicine di altri al modello primigenio. 
I fratelli Heck procedettero quindi in una serie di incroci programmati, coinvolgendo soprattutto le razze bovine Highlander scozzese, Podolica ungherese e razze da combattimento spagnole. Si arrivò quindi ad una razza (mai ad una specie distinta) che è stata considerata una sorta di sosia incompleto dell’Uro originario. Insomma un bue fenotipicamente abbastanza simile anche se genotipicamente ancora piuttosto lontano dal progenitore selvatico. 
E’ probabile che per questa strada non si sarebbe mai riusciti a tornare abbastanza indietro, ma in ogni caso il risultato è che oggi esiste una razza bovina, detta appunto Uro di Heck, che è probabilmente la cosa in circolazione più simile che ci sia agli Uri preistorici. Di una similitudine quasi esclusivamente estetica e poco genetica, ma certo senza dubbio più simile ad essi di quanto non fossero le razze bovine esistenti due o tre secoli fa. In pratica, una rara retromarcia. 
Certo lo stretto legame fra questi incolpevoli tori e la parabola della Germania nazista non li ha aiutati, tanto che proprio a loro è toccato vivere un nuovo declino, fatto di macellazioni, bistecche e abbandono che ne ha portato i superstiti a poche decine di esemplari che rappresentano ormai quasi una curiosità zoologica. Di recente è ripartito però un certo interesse, e ora la loro popolazione è in risalita. Alcuni sono stati anche reintrodotti in stato selvatico in una riserva Olandese (Oostvaardersplassen). 
Ad oggi, dunque, la conseguenza di tutto ciò è che non è facile vederli, questi grandi tori che riemergono faticosamente e contraddittoriamente dal nostro passato. 
Per vederne qualcuno chi vi racconta questa storia è andato a ricercarli in un posto abbastanza fuori mano, nel parco della foresta bavarese, in Germania, e quindi possiamo anche presentarvi qualche foto “esclusiva”. Era il 2008, e non sono certo che almeno in quel luogo ci siano ancora. 
Sono comunque animali straordinariamente belli, fieri e potenti. Non saranno proprio identici ai loro bisnonni ma di certo qualcosa del loro e del nostro passato ce la dicono, e forse cercare di ascoltarli è, oltre che un piacere, un dovere.


Alessandro Borgogno

fonte: https://viaggiatoricheignorano.blogspot.it/

ALESSANDRO BORGOGNO
Vivo e lavoro a Roma, dove sono nato il 5 dicembre del 1965. Il mio percorso formativo è alquanto tortuoso: ho frequentato il liceo artistico e poi la facoltà di scienze biologiche, ho conseguito poi attestati professionali come programmatore e come fotoreporter. Lavoro in un’azienda di informatica e consulenza come Project Manager. Dal padre veneto ho ereditato la riservatezza e la sincerità delle genti dolomitiche e dalla madre lo spirito partigiano della resistenza e la cultura millenaria e il cosmopolitismo della città eterna. Ho molte passioni: l’arte, la natura, i viaggi, la storia, la musica, il cinema, la fotografia, la scrittura. Ho pubblicato molti racconti e alcuni libri, fra i quali “Il Genio e L’Architetto” (dedicato a Bernini e Borromini) e “Mi fai Specie” (dialoghi evoluzionistici su quanto gli uomini avrebbero da imparare dagli animali) con L’Erudita Editrice e Manifesto Libri. Collaboro con diversi blog di viaggi, fotografia e argomenti vari. Le mie foto hanno vinto più di un concorso e sono state pubblicate su testate e network nazionali ed anche esposte al MACRO di Roma. Anche alcuni miei cortometraggi sono stati selezionati e proiettati in festival cinematografici e concorsi. Cerco spesso di mettere tutte queste cose insieme, e magari qualche volta esagero.

venerdì 16 marzo 2018

Pamela e l'uomo nero... parte 2°


2° parte...

In tempi non sospetti scrissi che la ragazza probabilmente era stata brutalmente sezionata chirurgicamente, nessuno me lo aveva detto, lo avevo immaginato, lo avevo compreso, mi pareva fosse una logica deduzione dopo anni di articoli sugli omicidi rituali e, prima di me, dopo anni di articoli di più noti ricercatori.
Oggi è stato confermato che non le sono più stati asportati seni e reciso il pube, notizia che era stata pubblicata all'inizio della vicenda.
Inizialmente la stessa procura aveva ammesso che per un'operazione del genere sarebbero serviti diversi professionisti capaci, una sorta di sala operatoria, per il poco tempo a disposizione trascorso tra l'ultima volta che è stata vista ed il ritrovamento del corpo, ed ovviamente una capacità chirurgica di lunga data, non certo la mano di 3 ragazzi stranieri inesperti dediti allo spaccio di cannabis (sempre rimanendo nella versione ufficiale).
Questo "piccolo" particolare fa crollare la versione del nigeriano affamato di carne bianca, descritto come un cannibale e veicolato come mostro ancor prima che fossero emerse reali notizie.
Un mostro sbattuto in prima pagina, probabilmente innocente, come il suo nome (non casualmente) indica.
Da questo si evince che il crimine non l'ha fatto uno sbandato qualsiasi, e nemmeno altri nigeriani oggi presi di mira ed accusati di far parte di un gruppo di killer seriali, ma che sia stata uccisa da killer esperti, e che il delitto fosse premeditato e preparato nei minimi dettagli.
Da qualche giorno è saltata fuori la video-chiamata che la ragazza di INNOCENT (nessuno ci aveva informato che fosse insieme ad una donna italiana e che avesse una figlia, era stato descritto come un CLANDESTINO rapace da dare in pasto al popolino) ha fatto durante il tempo indicato dagli inquirenti che sarebbe intercorso tra l'omicidio ed il sezionamento del corpo.
Non solo una video-chiamata (registrata) ma diverse chiamate confidenziali tipiche di una coppia, in alcune di esse presenti anche gli altri due compagni di merende che sono apparsi tranquilli, non lordi di sangue e disponibili a "perdere" quel tempo prezioso che sarebbe servito per fare questo complesso e macabro lavoro. Nonostante questa importante notizia, che a rigor di logica, scagionerebbe completamente i ragazzi nigeriani, i quotidiani l'hanno utilizzata per affermare il CONTRARIO, ovvero, che queste video-chiamate sarebbero una prova che loro tre erano insieme quel giorno, creando un vistoso cortocircuito rispetto alle dinamiche possibili servite per l'uccisione di Pamela.
I fatti emersi negli ultimi giorni confermano le mie tesi sull'omicidio di Stato con evidenti capri espiatori sacrificabili, come appunto qualche nigeriano da buttare in prima pagina senza ritegno.
Il popolino è sempre in astinenza da rogo e la politica strumentalizza questo aspetto per fini politici ed elettorali, ma forse non è l'unica motivazione di tale operazione mediatica, ci sono diversi livelli ed ogni livello deve soddisfare determinate ragioni, ci sono anche aspetti che contemplano il macro livello e non solo il micro livello, ovvero, ciò che deve essere veicolato per ragioni INTERNAZIONALI rispetto a ciò che deve rimanere dentro i nostri confini nazionali.
Due tipologie di messaggi, uno di palese propaganda elettorale e di strumentalizzazione dei fatti di cronaca, meglio se creati ad hoc, e l'altro di messaggi transnazionali fatti in concomitanza di visite diplomatiche e di tensioni politico-economiche tra diverse nazioni.

Guardiamo i nomi, le date ed alcuni particolari interessanti che saltano fuori anche come semplice suggestione consequenziale al fatto narrato per come è stato narrato e, per un attimo, pensando in un'ottica alternativa, come e cosa potrebbero veicolare se fossero messaggi, quale forza e quale potenza evocativa potrebbero avere nella terribile vicenda.
Il nome del presunto assassino è INNOCENT, un nome comune in Nigeria, che indica o potrebbe indurre a comunicare la sua innocenza ed estraneità al fatto, quindi svolgerebbe solo una mera esigenza di servizio, scelto per veicolare questo concetto, utile solo come capro espiatorio e per diffondere il virus della paura dell'uomo nero, utile a scopi propagandistici ed elettorali.
TRAINI è l'altro protagonista della vicenda speculare di Macerata, è il classico razzista violento manipolabile, il perfetto manciuriano da buttare in pasto all'altra fazione belligerante in corso, è una delle tante cellule dormienti di estrema destra riattivabile quando serve, ha la stessa funzione uguale/opposta di INNOCENT.
Ritengo che TRAINI, come il suo paradossale "compare" INNOCENT, sia parzialmente innocente e non abbia sparato in prima persona. Credo sia stato plagiato e fatto agire insieme ad altre persone, chi ha sparato fisicamente è un altro, probabilmente un professionista che doveva solo ferire e spaventare alcuni stranieri.
Inizialmente sui quotidiani online era apparsa la foto ed il video del compare di merende, c'erano probabilmente due persone su quella macchina, non era solo e forse lui doveva guidare e prendersi la colpa. I giornali on-line, a parte pochi, hanno censurato la prima notizia del complice e non è più passata mediaticamente, quindi è rimasto SOLO lui come unico colpevole della tentata strage.
Anche in questo caso, avendo più elementi da analizzare ed uno spettro decisamente diverso e più ampio, cambia completamente lo scenario descritto e fatto accettare all'altra parte belligerante.

Chi ha sparato sarebbe stato il 2° uomo, successivamente fermato in fuga a bordo di una macchina, poi scomparso per magia quasi ovunque, perché tutti i media, sotto comando, dovevano veicolare solo il cattivo TRAINI, simbolicamente colui che ha "trainato" il vero pistolero.
In Italia non si fidano ciecamente dei candidati manciuriani psicolabili, gli fanno credere di fare, di uccidere, di brigare, ma poi sparano ed uccidono sempre i soliti professionisti pagati a cottimo.
cit. L'Entità
Probabile non sia stato lui a sparare e, come il nero africano, il "nero"politico sia l'ennesimo capro espiatorio da presentare ai TG ed ai giornali, per quanto colpevole e complice del crimine.
Probabile che entrambi, volenti o nolenti, abbiano infine solo interpretato un piccolo ruolo nelle vicende narrate, manovrati dall'alto e poi sacrificati.
Savi ducet...
cit. Il Protocollo
Ricapitoliamo: Un corpo sezionato chirurgicamente necessita di tanto tempo e di tanta perizia, di strumenti dedicati e diversi professionisti.
Poi servono persone per monitorare il luogo dell'omicidio, una macchina affidabile possibilmente scura per non far intravedere i passeggeri, meglio un furgone, chi possa ripulire la stanza, gli ambienti dove viene eseguita l'operazione e qualcuno che "porti" il MESSAGGIO dove deve essere ritrovato per essere tradotto, quindi, in questo caso, la valigia sul ciglio della strada nei pressi di una abitazione nella provincia di Macerata intestata curiosamente alla famiglia MONTI, omonima del nostro caro ed amato presidente Mario, che potrebbe essere il "risolutore finale" post-elettorale e  l'espressione di un governo tecnico che metta ordine dal caos creato artificialmente ed indotto tramite effetto domino.
PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE...

Solitamente, in questi casi, il luogo fisico dell'omicidio è un altro da quello descritto e fatto accettare alla massa ignara.
Viene presentato dai media uno scenario differente, che possa essere assimilabile a quello che conosciamo, al nostro quotidiano, così da poterci identificare per spaventarci meglio, quindi, suggestionarci in termini di pensiero magico che si traduce in fideismo nei confronti dell'oracolo digitale.
Un'eventuale coinvolgimento del nigeriano, sempre fosse provato, potrebbe essere stato quello di galoppino, potrebbe essergli stato chiesto di farsi vedere in un determinato posto o di portare le valigie in un determinato luogo, una sorta di "postino inconsapevole", un po' come accade per certi candidati dell"ISIS ai quali si chiede di portare zainetti da un posto all'altro senza sapere che qualcuno li farà esplodere poco dopo.
Ovviamente, la regia è premeditata ed organizzata da tempo e svolge ritualità atte a celebrare un evento, a comunicare qualcosa a qualcuno che sappia leggere...
La livella è stata bilanciata, da una parte Innocent e dall'altra Traini, il solito candidato manciuriano da manipolare per oscuri fini.
La versione della presenza dei due a bordo dell'auto è stata cambiata ed un po' forzatamente è stato accusato solo TRAINI, uno psicopatico oggi conteso dall'estrema destra che lo appoggia moralmente, giustificandolo e facendolo diventare un eroe vendicatore, aizzando le folle in astinenza da rogo sui social, in rete, per giustificarlo e creare, passo dopo passo, un modello che, per quanto negativo, possa incarnare il ruolo di vendicatore nero.
Lui è l'uomo qualunque che imbraccia il fucile e si mette a sparare come in un giorno di ordinaria follia, prendendosi i plausi dei rancorosi, degli impotenti frustrati che vedono in lui quello che vorrebbero fare loro, ma non osano rivelarlo pubblicamente.

Analizziamo alcuni particolari relativi ai nomi ed alla numerologia:
A fondere definitivamente le due vicende in una, sono le coincidenze simboliche veicolate con forza propulsiva, quelle suggestioni evocative che vanno a firmare i delitti di Macerata.
L'omicidio di Pamela, che per assonanza mi ricorda il nome della ragazza del film "Fuoco Cammina Con Me" di Linch (PALMER), è avvenuto proprio nella città natale della Presidentessa Laura Boldrini (LAURA PALMER, fusione di Laura "Boldrini" con Pamela).
Pamela si chiama MASTROPIETRO, cognome che indubbiamente ci ricorda e ci suggerisce l'altra colonna di LEU, il suo leader ed ex magistrato PIETRO GRASSO (MASTROPIETRO, il maestro/magistrato/ leader Pietro Grasso).
Come ci ricorda il Gran Maestro Gioele Magaldi, entrambi apparterrebbero ad ambienti latomistici sovranazionali.
Senza considerare il nome del presunto colpevole, INNOCENT...



La data del ritrovamento del cadavere è stata il 31 Gennaio (speculum di 13).
TRAINI o chi per lui, nella sparatoria avrebbe colpito anche la sede del PD di Macerata, notizia trapelata inizialmente e poi scomparsa quasi del tutto all'improvviso dai quotidiani on-line.
Potrebbe essere un messaggio che qualcuno ha voluto veicolare contro la Boldrini o contro i suoi mentori, contro la sua formazione politica LEU o contro chi ci sta dietro, senza considerare che Traini fu candidato nella Lega, partito avverso ed avversario a LEU, una bella coincidenza.
Oppure, l'esatto contrario, per celebrare LEU e la sua funziona occulta di partito civetta manovrato nell'ombra dal solito D'Alema, di cossighiana memoria e da altri personaggi.
Un colpo al cerchio (magico) ed una alla botte...
cit. MDD

Come il nigeriano sembra favorire elettoralmente la Lega ed il populismo di coloro che invocano l'uomo della provvidenza, Traini "TRAINA" lo schieramento opposto, quello sedicente anti-fascista, anti-berlusconiano, che si identifica nel centrosinistra di LEU o nel moderatismo del PD, mentre nelle piazze è rappresentato dall'antifascismo militante della sinistra ed estrema sinistra, che giustamente manifesterà nei cortei contro queste ondate reazionarie che talvolta irrompono sulla scena, non a caso...
Una guerra di assonanze celebra il Tempio del potere costituito che le comprende e contiene entrambe, "opposti estremismi" favoriscono il POTERE CENTRALE (e non tanto il centro politico) che potrà essere rappresentato da un governo di larghe intese per continuare a spolpare il bel paese, oppure, direttamente da un governo tecnico disceso dall'astronave tra noi mortali, appunto quel MONTI con le valigie in mano (messaggio descritto di cui sopra)
Ecco che parte per primo Salvini, lo stesso che aveva stretto alle recenti elezioni la mano a quel TRAINI, in seguito diventato killer seriale, poi irrompe la Meloni che si fa notare vicino alla stazione Termini di Roma per ricordarci quanti sbandati circolano la sera da quelle parti, che alimenta un'inutile polemica con il Museo Egizio, e poi Crosetto e Melluzzi che bombardano il web per svelarci piste differenti, spostando il bersaglio sulla mafia nigeriana ed i suoi rituali voodoo, notizia virale che sembra aver contagiato gran parte della controinformazione, strategia voluta da intelligenti campagne occulte.
La mafia nigeriana addirittura descritta come più forte della nostrana che, a sentir lor signori, pare abbia talmente tanto preso piede da diventare improvvisamente il nemico n°1 dello Stato italiano (tutti sembrano scoprirla ora, andando proprio a creare un complottismo uguale/opposto per screditare versioni alternative più convincenti e logiche).
Non voglio affatto sminuire la criminalità nigeriana che va stroncata pesantemente senza nessuna remora, ma essa si occupa di prostituzione, di clandestini, di droga, è subordinata a livelli più ALTI e nella gerarchia delle mafie viene dopo le nostre, dopo quella cinese, dopo quella russa e albanese e via dicendo, ma soprattutto non c'entra nulla con questo omicidio che svela diverse operatività e ritualità ben note.
Un depistaggio fatto dalla destra, dall'estrema destra e da organi debunker di Stato che puntano il dito altrove, operazione che viene a creare una potente forma pensiero atta al condizionamento del pensiero di massa, facendo scaturire un effetto domino ed anche brutali certezze dettate dall'atavica e fisiologica paura dell'altro, dell'uomo nero.

Anni fa, il fratello della Presidentessa della Camera fu coinvolto (poi risultato completamente innocente) in una brutta vicenda che ci ricorda il settimanale Panorama online:
Studio-approfondimento sulla scomparsa di Sergio Isidori». Si parte dalla sparizione del piccolo Sergio di soli 5 anni, nel lontano 1979, per passare al Silenzio della Rosa, una raccolta di racconti scritti da un prete. Il culto della Madonna delle rose, la simbologia della Vergine e della Madre nera: «Rosa equivale a Iside e Iside equivale a Isid-ori»... Di queste farneticazioni è zeppo il bislacco «dossier» che il 6 settembre 2013 Michele Riccardi, un ragioniere disoccupato di 43 anni, consegna all’ufficio comunale di Monte Roberto (Ancona): l’uomo vuole che ne prenda visione Ugo Boldrini, segretario in quel comune ma soprattutto fratello della presidente della Camera, Laura Boldrini.
https://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/storia-di-michele-riccardi-l-estorsore-della-famiglia-boldrini/

Dal micro livello approdiamo finalmente al macro livello...
Dopo aver descritto la strumentalizzazione della SOVRAGESTIONE su territorio nazionale rispetto all'omicidio, con messaggi a tutti i personaggi politici (due opposte colonne, LEGA , LEU e risolutore finale MONTI, che equivale a governo tecnico o governo larghe intese), possiamo descrivere l'ultimo livello possibile e contemplabile da certi sacrifici di sangue e del perché sono commessi spesso da apparti del governo ombra.
La vicenda del ritrovamento delle valigie con il corpo della povera Pamela sembra uscito da un capitolo del romanzo "NEL NOME DI ISHMAEL" di  Giuseppe Genna, ed il libro parla proprio di questi omicidi commissionati da agenzie para-militari al soldo di certi ambienti per comunicare in codice alcuni rapporti diplomatici tra VIP di un certo livello. 
Nel romanzo ISHMAEL è un'agenzia immaginaria mutuata dalla nostra realtà e descritta dall'autore come molto simile all'ENTITA' descritta dalla Carlizzi, da Cosco e da Franceschetti.
Diversi ricercatori ci spiegano che esistono agenzie private di ex militari, killer seriali, Snipper, contractor che farebbero parte del Deep-State, magari oggi cellule dormienti, domani pronti a colpire, e che hanno infiltrati un po' ovunque, nei servizi segreti, nelle forze dell'ordine, negli ambienti dell' estrema destra, nella magistratura e nella politica. Essi sarebbero riattivati ogni volta che il sistema necessita di celebrare, ammonire, rieducare, minacciare, avvertire, vendicare qualcuno o qualcosa. Sono grammatica e linguaggio, la loro operatività criminale è linguaggio in codice per adepti in termini esoterici, e per la popolazione che subisce il plagio emozionale in termini subliminali, ma paradossalmente più essoterici e manifesti.

Proprio seguendo la logica del romanzo "NEL NOME DI ISHMAEL", possiamo sbilanciarci trattando il possibile macro-messaggio in relazione alla visita del premier turco Erdogan a Roma che ha incontrato sia Gentiloni che Papa Francesco e si è stranamente esposto sul caso di Macerata, entrando nello specifico della storia accusandoci di essere islamofobici; curioso che un leader di quel livello si spertichi nella trattazione di nostri omicidi mediatici.
Erdogan è in conflitto su diversi livelli con diversi attori politici.
In questi giorni la Turchia è in conflitto con la Siria per il corridoio dei Curdi, ci sono stati bombardamenti a tappeto e decine di morti anche tra i civili.
Ricordiamo che l'Italia, un po' nel silenzio generale, sta vivendo anche gravi tensioni ed uno scontro diplomatico pesante contro il governo turco per via dei gasdotti dell' ENI a Cipro.
"La Saipem 12000 resta ferma in alto mare. La piattaforma dell’Eni, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia, è stata fermata il 10 febbraio “da alcune navi militari turche con l’intimazione a non proseguire perché sarebbero in corso attività militari nell’area di destinazione”, aveva fatto sapere il gruppo in una nota. Il programma era quello di avviare “attività di perforazione nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro”. Un progetto che incontra l’ostilità della Turchia. Recep Tayyip Erdogan ha posto il tema a Sergio Mattarella e a Paolo Gentiloni nella sua recente visita a Roma."
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/12/nave-delleni-bloccata-a-cipro-bruxelles-turchia-eviti-frizioni-con-stati-dellue/4155957/

Anche la Nigeria potrebbe rientrare nella guerra ad altissimi livelli per le scorte secoalri di gas e per gli interessi geopolitici e macro-economici che ne derivano, anche la Nigeria potrebbe essere soggetto e/o complemento oggetto del MACRO livello del messaggio in questione.
La sovrastruttura (entità o le entità) decide una location, che solitamente è collegata a qualche personalità politica, al nome della città di origine, a date specifiche e/o con numeri simbolici, nomi corrispondenti, ricorrenze, assonanze... 
Ogni personalità politica di rilievo è in qualche modo ricattabile, al contrario, non occuperebbe quel posto di potere. 
Ergo, viene fatta un'operazione sacrificale che in qualche modo "celebra" l'evento ritenuto importante, tipo come è stato per l'entrata nell'euro, una guerra alle porte, una crisi economica, un passaggio strutturale della repubblica, quando cade un governo, la celebrazione di una ricorrenza nazionale, votazioni, manovre economiche, una visita diplomatica importante, oppure, un avvertimento, un monito, una vendetta, una guerra interna tra le fazioni dei poteri forti che esprimono i relativi casati politici e/o personaggi politici.
Questa comunicazione simbolico esoterica, che si esprime attraverso la propaganda mediatica, è un linguaggio operativo occulto, mutuato dal linguaggio iniziatico occidentale rosicruciano e non solo, ha diverse funzioni ed ogni livello che partecipa all'operazione soddisfa suoi relativi bisogni, essa si esprime solitamente con un omicidio rituale, spesso di giovani ragazze, di donne, di uomini ed addirittura di bambini.

fonte: http://maestrodidietrologia.blogspot.it/


lunedì 12 marzo 2018

Pamela e l'uomo nero... parte 1°


Lo scorso 31 gennaio nelle campagne di Pollenza, vicino a Macerata, è stato ritrovato il corpo smembrato e nudo di Pamela Mastropietro, 18enne di Roma, all’interno di due valigie abbandonate in un fosso. Pamela era nelle Marche dallo scorso ottobre ospite della comunità di recupero Pars di Corridonia per un problema di tossicodipendenza. Si era allontanata dalla struttura il 29 Gennaio, senza documenti né cellulare, portando con sé solo un trolley rosso.
Luca Traini ha 28 anni è incensurato e risiede a Tolentino, è lui l'uomo che ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutti stranieri.
Alle elezioni del 2017 Traini si era candidato per la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, un comune di 15.000 abitanti nel Maceratese, prese zero preferenze. 
In un manifesto elettorale, Traini 11 Giugno 2017 appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra.
Diversi omicidi mediatici sono operazioni costruite a tavolino, dove le vittime purtroppo sono sempre reali, mentre i colpevoli ufficiali spesso sono capri espiatori del momento. 
Ciò non significa che non esistano omicidi fisiologici quotidiani od extracomunitari criminali, ma quelli RAPPRESENTATI massivamente sui media, in sincrono digitale e con identici palinsesti televisivi, ricevendo gli stessi ordini ANSA di veicolare certe notizie rispetto ad altre, con tutte le simbologie comunicative che ne conseguono, sono quasi sempre omicidi di stato.
Quello di Macerata è un classico esempio fin troppo palese di manipolazione, accaduto nella città della Presidentessa Boldrini, seguito dallo sgozzamento in rete della stessa, ritratta e photoscioppata su FB, dal quale è scaturita la sparatoria del candidato manciuriano di estrema destra TRAINI con una calibro 9 contro 6 stranieri nei pressi di un bar della città.
Questo dualismo sincronico (nigeriano killer seriale vs psicopatico punitore razzista) è la rappresentazione controiniziata della celebrazione del potere, e questa tradizione esoterica-miliziana (essendo diretta discendenza ed emanazione antropologica della figura del sacerdote guerriero tribale ancestrale) si esprime ritualmente attraverso omicidi di giovani donne.
Questo sistema occulto e violento, talvolta, esprime anche quella politica che poi, paradossalmente, fa leggi come quelle sul femminicidio...
Gli opposti estremismi, come nella miglior tradizione della strategia della tensione, sono funzionali allo schema di potere ed alla sovrastruttura che regola la nostra società, energeticamente e simbolicamente sorreggono le due colonne del Tempio dell'oracolo. In questo caso, gli opposti estremisti sono da un lato il nigeriano che taglia la ragazzina a pezzettini ed il fanatico che spara all'impazzata.
Cui prodest? 
Questa tipologia di notizie favorisce entrambi gli schieramenti che si vanno a delineare come effetto domino a valanga (garantisti progressisti vs forcaioli giustizialisti reazionari). Paradossalmente entrambi gli schieramenti, che in un'ottica più ampia sono due facce della stessa medaglia, sorreggono e fortificano lo stesso schema di potere che li emana. Schema che è forma pensiero di comando, l'egregora astratta e quindi immortale del potere. 
Morto un papa se ne fa un altro, ma lo schema sovrastrutturale rimane intatto, in quanto entità metafisica introiettata nella psicologia di massa dei sudditi...
Dal conflitto artificiale scaturito dalle due vicende uguali/opposte, plasmato dal magus di turno, lo status quo si fortifica e diviene l'ennesima soluzione protratta nel tempo, unica via di scampo al caos generale. E' lo stesso paradigma che succedeva durante la strategia della tensione fino al 92, oggi però trasmutato in omicidi mediatici su scala nazionale, siamo passati in 30 anni dalle stragi eclatanti agli omicidi familiari mediatici.
Il tutto è sfruttato politicamente per diverse ragioni.
Le vicende del nigeriano assassino e del punitore razzista sono in qualche modo legate, come dicevano prima, si complementano e servono allo schema di potere ad auto-alimentarsi come autorità vigente, autorità che gestirà gli opposti estremismi delle due fazioni per rinascere come una fenice e, nel concreto, ristabilire l'ordine costituito (probabile governo tecnico nel caos generale), celebrandolo attraverso un sacrificio, facendosi accettare inconsciamente dai cittadini (la pubblicità funziona esattamente così), metabolizzando successivamente il dissenso, ergo, premiando il risolutore finale.
Empiricamente, questo processo esoterico, politico e mediatico, sposterà nel tempo ulteriormente l'asse della livella a destra, offrendosi come una soluzione alla società malata e drogata.
Drogata come la povera Pamela, che simbolicamente ha espiato le sue colpe attraverso un rito sacrificale di sangue e di purificazione, società che dovrà rinascere sulle macerie antiche, un po' come Macerata nasce dalle macerie dell'antica Helvia Recina, come ci indica l'origine etimologica del suo nome.


Alla massa però piace pensare che sia stato l'uomo nero cattivo a scuoiare la ragazza, senza manco sincerarsi di come diavolo sia avvenuto tale crimine, secondo quali dinamiche, con quali strumenti, quante persone avrebbero realizzato l'omicidio o se ha fatto tutto da solo, come è possibile sia stato concluso tutto in poco tempo e senza apparente movente, perché e come sono stati sezionati chirurgicamente organi interni, perché è stato reciso il seno ed asportato completamente il pube, come avrebbe/avrebbero fatto a svuotare completamente il sangue dal suo corpo e dove lo avrebbero occultato, gli organi mancanti dove sono finiti, il pube reciso chirurgicamente che fine ha fatto e, soprattutto, perché avrebbe lasciato i trolley con dentro il corpo vicino ad una villa sul ciglio della strada in bella vista???
Tutte domande che sorgono spontanee e che vanno a creare vistose contraddizioni con le versioni ufficialiste degli inquirenti e dei giornali.
Allo stato attuale, da quello che illegalmente sta trapelando sui media nell'indifferenza ed ignoranza generale (nessuno si chiede come sia possibile questo scempio illiberale), ed anche da un minimo di logica e buon senso, secondo me, nessuna donna è stata macellata nella mansarda del nigeriano, lui è innocente e non in quanto povero straniero da compiangere, ma in quanto palese capro espiatorio, a prescindere dal colore della sua pelle e dalla sua etnia.
Le vicende riportano aspetti surreali, improbabili e fantascientifici, ma cerchiamo di capire le probabili dinamiche e le tante contraddizioni che emergono:
1- Per macellare una persona senza farsi notare da tutto il quartiere, serve prima di tutto l'ambiente adatto (provate a vedere come funziona un macello, quanto rumore, quanto sangue e che confusione).
2-Servono determinati strumenti e competenze per sezionare ed asportare chirurgicamente organi interni, per recidere seni e pube.
3-Serve la possibilità di occultare litri di sangue (raccolti dove e come?) e quant'altro (nessuna traccia nel bagno allo stato attuale)
4- Servono almeno 100 mq di teloni resistenti per una mansarda di 40 mq, utili a coprire pareti, soffitto, pavimenti, mobili e per non verniciare di rosso tutto quanto (ricordate la premura di DEXTER per non lasciare alcuna traccia?). 
Quanto vi piaceva come occultava i cadaveri dopo averli uccisi? 
Ecco, funziona così nella realtà, è complesso e difficile lasciare intonsa una stanza dopo un omicidio del genere, senza lordarsi di sangue mentre si macella una persona, oltretutto con la non remota possibilità di lasciare tracce ovunque in casa, nel palazzo e per tutta Macerata (pare siano state trovate solo poche tracce di sangue in casa con il luminol)
5-Dopo aver sezionato accuratamente come un novello Hannibal Lecter una ragazza, dopo aver asportato con dovizia organi interni, seni e pube, senza aver lasciato quasi nessuna traccia ematica (molto meglio di DEXTER), senza aver fatto alcun rumore per macellare allarmando i vicini, avendo avuto il tempo per ripulire il corpo e la casa con decine di litri di candeggina, lo ABBANDONA davanti al cancello di una villa vicino al ciglio della strada IN BELLA VISTA, però dimenticandosi la giacca della ragazza in casa (ridatemi i soldi del biglietto, eh...).
Gli altri organi asportati se li è mangiati improvisamente? 
Tutti i suoi vestiti lordi di sangue dove li ha buttati? 
Tutto l'ambaradan per operare (teloni, seghe, ecc...) dove è finito? 
Il MOVENTE di tale omicidio quale sarebbe???

BACK IN BLACK???
cit. ACDC
In procinto di elezioni politiche importanti, di particolari manovre e cambiamenti politici, di crisi economiche e strutturali, di celebrazioni e ricorrenze, di momenti topici della vita della Repubblica, di strategie internazionali, di cambiamenti globali, di guerre imminenti, gli immigrati e le classi sociali più indigenti o culturalmente più deboli sono il bersaglio perfetto di questo centro dell'occulto che scrive romanzi dell'orrore e poi li mette in scena.
Diventano improvvisamente molto attivi in omicidi con maceti, smembramenti, stupri, talvolta sembra che aspettino il momento giusto per essere strumentalizzati dai media ed i moralizzatori di turno.
Essendo l' ENTITA', alcuni la chiamano DEEP STATE, alcuni scrittori ISHMAEL, un organo segreto del governo ombra che attinge grammatica, linguaggio e modalità operative da mondi occulti e lontani, attraverso contractor e professionisti di agenzie private, in certe fasi della vita repubblicana torna alla ribalta con la mattanza ed i soliti capri espiatori da sacrificare all'altare della patria od a qualche altro altare.
La scorsa estate c'era stato il caso della violenza sessuale ai danni di una povera ragazza polacca in vacanza in Romagna, vicenda dove furono accusati un gruppo di extracomunitari, notizia compensata mediaticamente da un'altra violenza ai danni di due turiste americane per mano di due carabinieri in servizio. Oggi, in un diverso contesto, ci troviamo esattamente nella stessa situazione mediatica, dove un fatto criminale equilibra la livella con un fatto similare ma opposto (stranieri in uno, poliziotti nell'altro), unico comun denominatore, le vittime femminili.
Il top della riprogrammazione mentale del Deep-State per comporre nuovi cortocircuiti nella testa del popolino in cerca di protezione ed astinenza da rogo è: Ragazzo Nero Uccide/Violenta/Massacra... Ragazza Giovane e Bianca.
Nell'immaginario comune, una tragedia del genere fa logicamente colpo ed equivale ad un comando Monarch collettivo, che si traduce elettoralmente, simbolicamente ed energeticamente, perché le motivazioni che stanno dietro a questi fatti sono ancora più complesse.
Funziona a livello inconscio come un lavaggio del cervello, violenza chiama violenza, questo è l'effetto domino sperato e ricercato, la vicenda di cronaca nera alimenta nell'utente forte ansia e l'aggressività è una conseguenza di un'ansia indotta e non più controllata.
La famosa pancia dello spettatore ignaro stimolata da pruriti reazionari...
L'entità oltre ad utilizzare contractor e killer seriali professionisti, viene a creare una sorta di piovra culturale che coinvolge diversi livelli, come persone comuni o vicine alle vittime che entrano a far parte dell'operazione rituale loro malgrado, e che vengono talvolta costretti a contribuire a crimini o depistaggi sotto ricatto, un po' come funziona per la mafia.
Ognuno ha qualcuno sopra che lo "comanda", ed a sua volta è comandato e ricattato da qualche livello superiore.

fonte: http://maestrodidietrologia.blogspot.it/


lunedì 26 febbraio 2018

simbologia del festival di Sanremo

Il Rituale sanremese è terminato. Ma la sua Alchimia è compiuta?


di Federico Bellini

Volenti o no, Sanremo siamo tutti quanti costretti a vederlo. Se ne parla ovunque, nei telegiornali, alla radio, nelle varie trasmissioni TV, sui giornali, i bar, ovunque. Seppure non abbia avuto occasione di vedere tutte le puntate, mi sono limitato a guardare solo l’ultima, e quel poco che ho visto, mi è bastato per collezionare una carrellata impressionante di spunti esoterici, alchemici, occulti e mistici che hanno quasi dell’incredibile. Lasciatemi passare questa “boutade complottista” come un semplice scherzo intellettualoide e niente più, ma che spero potrà darvi qualche spunto interessante di riflessione…
L’edizione di questo appena nato 2018 non sarà ricordata solo per i suoi tanti record, sia di ascolto che di clamore, ma anche per la quantità di messaggi che sono stati veicolati rispetto a tutti i precedenti festival. Sanremo è politica e società, ed è la dimostrazione che l’Italia è un paese “vecchio”, sorretto da Arconti che non mollano la presa, un paese saturnino insomma. Ne è una chiara dimostrazione non solo una rediviva Ornella Vanoni con una canzone decisamente per lei atipica (e anche molto bella), così come per le sue ritrovate risorse canore (almeno questa volta si sono capite le parole), ma anche nei gesti di un sempre più invecchiato Pippo Baudo…


… e di una quasi novantenne ballerina che, dimostrando una vitalità fuori dal comune, ha letteralmente fatto impazzire il pubblico dell’Ariston, così come milioni di italiani a casa!


Ma le stranezze iniziano prima della Kermesse, con un’altra icona del passato della canzone italiana, Mina. Sempre più trasfigurata, quanto mai “Aliena”, non solo per il suo aspetto fuori dai canoni umani, con una pelle artificiale, diafana, bianca ed un cranio allungato, ma specie per la sua ambientazione, dato che si trova a bordo di una vera e propria astronave in qualità di comandante in capo e in rotta verso la Terra, lanciandosi a fine spot in un balletto di quasi ispirazione sufica…




Così come bianca è stata anche l’altra attempata icona della nostra musica rock, Gianna Nannini, inizialmente un po’ estraniata nell’esecuzione del suo “Fenomenale”, ma che si è infine addolcita duettando con Claudio Baglioni, concludendo l’esibizione tra le sue braccia, dimostrando così di essere fragile, quanto mai “umana”…


Dopo aver visto una Mina “Aliena” non saremo certo rimasti stupiti nel vedere anche la famosa scalinata dell’Ariston, che più un ambientazione per un festival canoro, somigliava ad una scenografia di Guerre Stellari, con quella pedana a 5 ali che scendevano giù dall’alto, come tipicamente avviene per gli Imperial Shuttle Lambda Class T-4a, mezzi aeromobili che Darth Fener utilizza spesso per muoversi negli spazi siderali…


“Che volevano cambiato l’universo
L’universo che opprimeva le ragazze demenziali
Poi quel giorno l’astronave dei marziani
Proveniente dagli spazi siderali
Con il tubo che ti aspira nel suo interno
E nessuno che ci crede
E quella sonda che sondava l’organismo
Ci ha trasformati in musicisti, ma maschi
Poi la carriera è andata molto bene per fortuna
Una storia unica, singolare e atipica
Completamente antieconomica, a propulsione elica
Una storia unica, una carriera artistica
Dolcemente stitica, ma elogiata dalla critica.”

E che dire della performance di Elio e le Storie Tese? Con il loro “Arriverdorci”, in pratica, hanno raccontato che all’inizio della loro carriera sono stati Rapiti dagli Alieni, portati su di una loro astronave, soggetti a visite con sonde che “sondavano” l’organismo, trasformandoli poi in musicisti che ha permesso loro di fare una singolare e atipica carriera…


Ma le stranezze proseguono ancora. Riccardo Fogli è un mio conterraneo, siamo nati nella stessa città, Pontedera (PI), e a parte la sua carriera ed alcune canzoni degne di nota, non c’è molto da dire, solo che mentre duettava con il vecchio amico Roby Facchinetti, evitava di guardarlo direttamente negli occhi. Perché? Ora, che Roby sia alquanto famoso per il suo insolito canto melismatico è cosa nota, ma in questa edizione ha raggiunto esiti davvero disastrosi.


Come insolito è il suo sguardo, con una pupilla decisamente piccola (anche troppo), e una certa mancanza di energia del suo involucro fisico. Lungi da me fare ipotesi, la vecchiaia raggiunge tutti e gli anni si fanno sentire, ma credo sia alquanto evidente che qualcosa non quadra…


Ma facciamo un passo indietro. La sigla di apertura del Festival inizia poco dopo la visione aliena di Mina, e vede lo schermo diviso in rettangoli colorati, con all’interno i protagonisti che cantano l’ormai famoso ritornello: “poooo-popopoooo-popopoooo-popopooo…”


Ma un “po-po-po-po-pooooo” è anche la musichetta altrettanto celebre che gli Extraterrestri di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” di Steven Spielberg (film del 1977), suonano con gli esseri umani, utilizzando gli stessi colori, una volta atterrati.


Come colorato era anche un Efod o Ephod, un articolo di vestiario e un oggetto di culto nell’antica cultura israelita, strettamente connesso alle pratiche oracolari e rituali sacerdotali e con le quali, si racconta, il sacerdote entrava in comunicazione direttamente e nientemeno con YHWH. Da notare la somiglianza con i colori sopra descritti, sia del film di Spielberg come della sigla di apertura del Festival di Sanremo.


Dimenticavo, gli stessi colori erano presenti anche nel bellissimo abito della cantante inglese Skin, che non si è certo distinta per la sua esecuzione, quanto invece per la sua disarmante bellezza, ribadendo comunque la funzione multicolore del messaggio in codice, insito ovviamente nel Festival.


Adesso arriviamo all’Alchimia, per chi non lo sa è una tecnica di raffinazione della materia e come tale consta di regole, principi specifici e che si mostra attraverso i simboli e la loro interpretazione e conseguente attuazione. In numerosi telegiornali i giornalisti hanno elogiato l’Alchimia (già!) dei tre conduttori e la loro strabiliante performance in questi giorni, ma se andiamo a ben vedere, gli abiti con cui hanno aperto la serata di sabato 10 febbraio non lasciano spazio a dubbi.


La tradizione ci dice che la Grande Opera è composta da tre fasi corrispondenti alla colorazione che assume la materia durante tutto lo svolgimento delle operazioni. Abbiamo quindi la Nigredo o Opera al Nero (l’abito della Hunziker), l’Albedo o Opera al Bianco (l’abito di Favino) e la Rubedo, Opera al Rosso (l’abito di Baglioni), con la quale si ottiene la tintura, l’elisir di lungavita (infatti sembra un eterno giovanotto), o polvere di proiezione, la pietra filosofale.


L’Opera al Nero però è il fulcro della trasmutazione. Da qui si parte per cambiare la materia da nera a rossa, in grado cioè di trasformare i metalli pesanti in oro. La fase del nero è dominata dall’influsso di Saturno, patrono della tristezza e della malinconia che assalgono l’operatore durante questo lungo periodo, durante il quale cerca di ottenere la “purificazione” e per fare ciò viene condotto alla putrefazione o putrefactio, per permettere all’artista di rinascere a una nuova modalità di vita. Qui si innesta, perfetto, il suo drammatico monologo “La notte poco prima della foresta” tratto dal dramma di Bernard-Marie Koltès.


Le uniche difese dell’Artista/Alchimista sono la volontà, la determinazione e il discernimento razionale. Deve saper interpretare i segni del profondo e individuare i punti deboli delle angosce determinate da Saturno. Il Dio Padrone del Tempo (quindi anche della Musica, ebbene si!) s’impossessa del Corpo e dell’Anima dell’Alchimista, si lascia sopraffare dagli intenti luttuosi di Saturno, ma riesce anche a trascendere i veleni tossici della sua trasmutazione. Ad un certo punto, terminata la putrefazione/recita, scaturisce in Alchimia un sale biancastro dal nero, una sostanza ustionante che, aggredendo il Sole lo divorerà facendone scaturire la tintura rossa, la pietra filosofale. Il colore della sostanza, il bianco, che da il nome, appunto, alla fase, successiva, l’Albedo. Ed infatti non è un caso che uno dei due vincitore di Sanremo, Fabrizio Moro, sfoggi un giacca rossa con sulla mano tatuato un Sole.


Ma a parte le simbologie ulteriori delle mani, di cui ci vorrebbe uno studio a parte, così come i titoli e i testi di molte altre canzoni, o l’utilizzo dei fiori e dei loro colori, specie in una città come Sanremo (anticamente conosciuta come “Sanctum Heremum”) balza agli occhi l’anello di Favino…


… così simile anche a quello dell’altro vincitore di Sanremo, Ermal Meta (che ha già un cognome che è tutto un programma), che sfoggia in alcune sue foto (sotto riportata) sempre una pietra nera, perfettamente quadrata, quasi di ispirazione saturnina, in quanto rimanda al Cubo del grande Signore degli Anelli, venerato in tali contesti…


Ma la sostanza ustionante che aggredisce il Sole, facendone così scaturire la tintura rossa, la pietra filosofale, si manifesta non solo nell’esibizione duettata con l’ex vincitore di Sanremo, Simone Cristicchi (quello che cantava “Ti regalerò una Rosa“), ma anche nella serata finale, con la scenografia che colora di rosso l’Ariston, sui disegni di un filo spinato (somigliante alla Corona di Spine del Cristo). Del resto la canzone vincitrice parla di terrorismo, distruzione, morti e una flebile speranza, e qui la Meta-Mor(f)o-si si può dire conclusa.


«Non mi avete fatto niente»
di Ermal Meta e Fabrizio Moro
A Il Cairo non lo sanno che ore sono adesso
Il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso
In Francia c’è un concerto
la gente si diverte
Qualcuno canta forte
Qualcuno grida a morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male
Il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall’Asia all’Inghilterra
Galassie di persone disperse nello spazio
Ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
Di madri senza figli, di figli senza padri
Di volti illuminati come muri senza quadri
Minuti di silenzio spezzati da una voce
Non mi avete fatto niente
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
C’è chi si fa la croce
E chi prega sui tappeti
Le chiese e le moschee
l’Imàm e tutti i preti
Ingressi separati della stessa casa
Miliardi di persone che sperano in qualcosa
Braccia senza mani
Facce senza nomi
Scambiamoci la pelle
In fondo siamo umani
Perché la nostra vita non è un punto di vista
E non esiste bomba pacifista
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre
Cadranno i grattaceli
E le metropolitane
I muri di contrasto alzati per il pane
Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
Il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete tolto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non avete avuto niente
Le vostre inutili guerre
Sono consapevole che tutto più non torna
La felicità volava
Come vola via una bolla.


Potremmo chiederci cosa sia questa “bolla che vola via”, come potrei proseguire, sia sull’intervento di Laura Pausini, dell’inizio della trasmutazione con il suo abito nero accanto a quello rosso di Baglioni, sui suoi strani urli a fine del loro duetto, quando rivolgendosi a Claudio quasi gli urla “ma tu chi sei?!?” Così come la sua discesa tra il pubblico in sala, è stato funestato da dei misteriosi salti di segnale o interferenze televisive su tutto il territorio nazionale, come a monito nei riguardi dell’inizio del rituale stesso, ma lei ha proseguito cantando in sala, ed uscendo dall’Ariston è finita volutamente in strada tra la folla, quasi come se avesse voluto mettere in scena una rappresentazione dei Misteri Eleusini (Eleusini-Pausini?!?), ovvero quei misteri che rappresentavano il mito del Ratto di Persefone, strappata alla madre Demetra dal re degli Inferi, Ade, in un ciclo di tre fasi, la “discesa” (dal palco), la “ricerca” (del segnale?) e l'”ascesa” (tra il pubblico in delirio?), dove il tema principale dei misteri, però era la “ricerca” si, ma di Persefone e del suo ricongiungimento con la madre (l’utero del pubblico?)… ma rischierei di annoiarvi, e di portare questa mia fantasiosa disamina del nostro Festival-Popolar-Nazionale su ben altri lidi, e non è mia intenzione. E poi, scusatemi, non sono solo canzonette?!?

Articolo tratto da “Coscienza Aliena“, il blog di Federico Bellini: http://coscienzaliena.blogspot.it/2018/02/il-rituale-sanremese-e-terminato-ma-la.html

Fonte tratta dal sito .

fonte: http://wwwblogdicristian.blogspot.it/

giovedì 8 febbraio 2018

assemblato per la prima volta il Planisfero Rinascimentale di Urbano Monte


Dopo secoli di attesa, finalmente il desiderio di Urbano Monte si è realizzato: la preziosa mappa da lui disegnata, composta da 60 fogli, è stata finalmente esposta nel modo in cui voleva lui.

Le pagine, ricche di colori e di particolari fantastici, sono state disposte in cerchio, secondo le indicazioni dell’autore, per dare a chi le guarda una visione del mondo dall’alto, come se si trovasse al Polo Nord. 

Una prospettiva sorprendentemente moderna, che pochi cartografi hanno usato prima del 20° secolo.

La ricca decorazione del planisfero mostra un mondo reale, popolato anche da creature mitiche, come unicorni, sirene, centauri. “Un capolavoro di manoscritto cartografico, che ti porta via”: così descrive la mappa del 1587 G. Salim Mohammed, curatore del David Rumsey Map Center della Stanford University...


I 60 fogli che compongono la mappa sono stati inizialmente rilegati come un libro, ma poi, seguendo le istruzioni dell’autore contenute nell’atlante, sono stati assemblati digitalmente nel modo in cui voleva Urbano Monte, mostrando il mondo come era visto nel 16° secolo, con le sue esagerazioni e le errate convinzioni del tempo.


La preziosa carta geografica, acquistata a settembre dal collezionista statunitense, è una vera rarità: se ne conoscono solo tre copie. 

L’opera di Monte, intitolata Trattato universale. Descrittione et sito de tutta la Terra sin qui conosciuta, non fu mai pubblicata su vasta scala, perché troppo onerosa, ed è rimasta praticamente sconosciuta fino a non troppo tempo fa.


Non si sa molto della vita di Urbano Monte (1544-1613), solo che proveniva da un’agiata famiglia milanese. Appassionato più allo studio che alla vita pubblica, dimostrò, come molti suoi coevi, un particolare interesse per la geografia. Erano gli anni in cui molte nuove terre venivano scoperte, e il mondo era un luogo ancora tutto da esplorare, avvalendosi anche delle bellissime “carte murali” diventate di moda tra i decoratori italiani, vere e proprie opere d’arte.


Monte utilizzò fonti contemporanee per disegnare la sua gigantesca mappa circolare e, nonostante l’insolita proiezione azimutale, fece un lavoro abbastanza accurato per il proprio tempo, anche se non paragonabile a quello di Fra Mauro di qualche decennio prima.


Oltre a disegnare continenti ed isole del mondo conosciuto, Monte arricchì la mappa con illustrazioni di animali fantastici (unicorni sirene, grifoni), tra cui un gigantesco uccello che trasporta in volo un elefante.


E poi capi di stato come Filippo II di Spagna, e le sue navi che punteggiano gli oceani.


Particolare la raffigurazione del Giappone: Monte aveva avuto il privilegio di incontrare, nel 1585, la prima delegazione ufficiale giapponese in visita in Europa.

La sua mappa conteneva quindi molti toponimi non presenti in altre carte geografiche, anche se disegnò le isole orientate in maniera errata (da est ad ovest anziché da nord a sud).


Il grande planisferio, probabilmente il più grande del suo tempo, misura circa tre metri per tre.

Doveva probabilmente essere appeso ad un muro, per farlo ruotare come un disco, a conferma della sfericità della terra.


Grazie al lavoro degli studiosi del David Rumsey Map Center, i singoli fogli che compongono la mappa sono disponibili on-line, così come una versione della mappa elaborata su Google Earth.


Il video di Google Earth con la mappa animata: QUI 

Annalisa Lo Monaco

****************************

Inoltre, per chi è interessato, o semplicemente curioso come me, ecco un altro video.  
Dal canale di Oliver Ibáñe, tradotto da Dino Tirelli che precisa: "NON SONO MEMBRO DELLA “FLAT EARTH SOCIETY”. Si tratta di un gruppo di opposizione controllata che diffonde menzogne sulle verità della Terra Piatta e/o nel complesso un movimento di verità ( ... )
Mettere in discussione, fare ricerca, eseguire prove e confutare dei fatti scientifici da tutte le angolazioni è scienza. Credere ciecamente in ciò che ci hanno detto ed insegnato è religione." ...

fonte: https://crepanelmuro.blogspot.it/