lunedì 16 novembre 2015

Avaaz


Avaaz, l'ennesima organizzazione di finta filantropia
-Chi e’ Soros il finanziere di Avaaz? Definito dai più il “banchiere di satana” ?

Mi rivolgo ai  lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

Avaaz, l'ennesima organizzazione di finta filantropia

(articolo preso - da- stampalibera -)
L'organizzazione Avaaz, che a molti sembra un'ente promotore di sacrosante campagne a favore dei diritti della gente e dei popoli oppressi, è in realtà in mano al noto banchiere Soros, e quindi ... se sapete cosa sono le banche e se approfondite la conoscenza di questo (super ricco) signor Soros potete farvi un quadro più preciso della situazione.
Alcune campagne di avaaz in particolare servono agli scopi delle élite che occultamente dominano il nostro pianeta, vedi  la campagna contro Assad, probabile preludio ad un ennesimo sanguinoso intervento militare in Stile libia
Le campagne di cui generalmente tutti condividiamo il contenuto (come ad esempio quella contro acta) hanno lo scopo di dare un'immagine esteriore di un'organizzazione che é  vicina agli interessi dei cittadini, ma tale consenso viene poi utilizzato per indirizzare il consenso popolare verso certi obiettivi (come per l'appunto la destabilizzazione della Siria). E così il popolo ingannato dai media e  da avaaz non si rende più conto di quanto stia realmente accadendo.
Il fondatore di avaaz è Eli Parisier che e' presidente di MoveOn.org, societa' finanziata, guarda caso, da Soros.
Nella home page di Avaaz , c'e' l'immagine di Al Gore ("Avaaz è illuminante dice lui" ... ma forse dovrebbe dire "degli Illuminati") che serve come "testimonial" per tale sito, e sappiamo bene che Al Gore è un membro dell'élite, il promotore della bufala del riscaldamento globale (finalizzata sia a dare una scusa plausibile alla geoingegneria che a dar la colpa al clima ed alla CO2 dei cataclismi artificiali indotti
AVAAZ GIU’ LA MASCHERA:

Avaaz: una cortina di fumo che nasconde le bombe all’uranio impoverito

Dominique Guillet  Liberterre
Non ho né il tempo, né la voglia di sondare ulteriormente le profonda immoralità di questa organizzazione malvagia. Rinvio i lettori ai diversi articoli e storie che iniziano ad emergere su internet (29/30/31/32) e, in particolare, a quattro ottimi rapporti investigativi scritti da Cory Morningstar, in Canada (15/16/17/18). Ciò che credo sia una grande cortina fumogena, diffusa dalle campagne “umanistiche” diAvaaz per i palestinesi, le api, la foresta amazzonica o Kokopelli… sta svanendo rapidamente.
Avaaz è la “voce” occulta del complesso militare-industriale che cerca di seminare il caos bellico sul pianeta.
Avaaz, giù la maschera!
Tutto ciò mi fa propendere per la tesi che indubbiamente sì, Avaaz è stata creata per coprire fra i benpensanti, questioni strategiche per gli USA e l’occidente.
Chiudo con le parole di Giorgio Gaber “non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire. Ma dopo come fa a essere così carogna?”
Poco dopo l’operazione speciale psicologica chiamata 11/9, il generale Wesley Clark, ex comandante in capo della NATO (North Atlantic Terrorist Organization), incontrò al Pentagono un ufficiale di stato maggiore che l’invitò a guardare un documento riservato del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e che prevedeva, nei successivi 5 anni, l’invasione di sette Paesi (da “liberare” nel linguaggio orwelliano) da parte degli Stati Uniti: Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Il generale Wesley Clark, in pensione, ha più volte dichiarato pubblicamente in proposito:
E’ stata una dichiarazione sorprendente: l’esercito servirebbe a scatenare le guerre e far cadere i governi e non a impedire i conflitti. Invadiamo Paesi. I miei pensieri correvano. L’ho messo da parte, era come una pepita da conservare. Un gruppo di persone ha preso il controllo del Paese con un colpo di Stato politico, Wolfowitz, Cheney, Rumsfeld… Potrei citare una mezza dozzina di altri dipendenti del Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC). Volevano che il Medio Oriente sia destabilizzato, incasinato e posto sotto il nostro controllo.”
E’ una coincidenza che l’organizzazione chiamata Avaaz ha sostenuto l’intervento militare in Libia (19/20/21) e Siria (25/26/27/28)?
E’ una coincidenza che Avaaz s’immischia negli affari interni della Somalia (2/3/4)? E’ un caso che Avaaz s’immischia negli affari interni del Sudan (5) accusando inoltre l’assai demonizzato Iran di rifornirlo di armi (7/8)? E’ una coincidenza che Avaaz s’immischi negli affari interni dell’Iran (9/10)? Chi sono questi “attivisti di Avaaz” coinvolti concretamente, nel 2012, nelle operazioni per destabilizzare la Siria (11)? L’organizzazione Avaaz non è semplicemente una testa di ponte della CIA, ma una gigantesca cortina fumogena che nasconde le bombe liberatrici all’uranio impoverito dell’imperialismo occidentale?
Nell’autunno del 2009, scrivendo i miei quattro articoli sulla truffa del riscaldamento globale antropogenico (13), ho scoperto che gli attivisti di questa organizzazione hanno cercato di raccogliere fondi in pochi giorni, fino a 150.000 dollari US, per creare un blog per il vertice di Stoccolma.
Abbiamo solo un paio di giorni, da qui a lunedì potremmo raccogliere 150000 dollari, Avaaz potrebbe impegnare maggiori risorse in questo progetto, costruendo una mappa del mondo e un blog tipo twitter per collegare tutti gli eventi organizzati per il clima entro il 21 settembre, creando un database globale telefonico per permettere a migliaia di noi d’inondare i nostri leader di telefonate, ed infine, assumendo un team di professionisti per fare un balzo di qualità mediatico, contro le potenti lobbie industriali e del petrolio.”
150.000 dollari finanziati da ingenui attivisti per creare un blog! La mente vacilla. Al momento pensai che Avaaz fosse una ONG fraudolenta, un’organizzazione per gabbare i gonzi all’unico scopo di sottrarre un sacco di soldi agli attivisti, e il cui strumento principale si basa su patologie moderne, il petizionismo acuto e la sfrenata coniugazione del verbo “cliccare”. Ed è chiaro che Avaazeccelle quale gigantesca macchina per cliccare/spillare dollari/euro.
Basta  verificare su internet una delle sue campagne, del 2009, per raccogliere fondi, con grande enfasi sulle piccole quantità: “Questo è un momento cruciale per l’Iran e per il mondo. Possiamo scoprire la verità attraverso l’organizzazione di un sondaggio post-elettorale rigoroso e urgente di cittadini iraniani, chiedendogli per chi hanno votato e pubblicando i risultati nei media. Più di un terzo dei voti è in gioco, e il nostro sondaggio può ben dimostrare che diciamo la verità, se siamo in grado di raccogliere 119.000 euro nelle prossime 24 ore, pubblicheremo i risultati prima che il Consiglio dei Guardiani della Costituzione non renda pubblici i risultati del conteggio dei propri voti. Se possiamo raccogliere più soldi, possiamo estendere la portata della campagna. Abbiamo urgente bisogno che 10.000 di voi forniscano una piccola somma. Aiutateci a finanziare l’indagine utilizzando il modulo sicuro qui di seguito.”(10)
Ci si chiede anche di cosa sia sicura Avaaz, con la seguente frase in grassetto rosso: “228449 dollari donati per aiutare a finanziare un sondaggio per la verità in Iran“, che vi appare? Sul sito di Avaaz-Francia di oggi, novembre 2012, si può premere il pulsante Paypal per contribuire finanziariamente al sondaggio, quantomeno molto “post-elettorale”. Dopo aver controllato la stessa campagna sul  sito statunitense, si scopre che la sede centrale si è profusa in scuse, nel 2009, circa l’impossibilità di fare il sondaggio, secondo essa a causa della corruzione in Iran. All’epoca, Avaaz propose ai derubati, in tutta sincerità naturalmente, di recuperare il maltolto inviando una e-mail, o di renderlo disponibile per un’altra campagna che aveva appena lanciato per garantire la connessione internet gratuita in Iran! (12)… assicurandosi il jackpot di Paypal.
Perché Avaaz ha bisogno di soldi, tanti soldi, per organizzare le sue petizioni virtuali su alcuni computer, specialmente per la remunerazione dei suoi dirigenti. Perché, affermiamolo forte e chiaro, i dirigenti di Avaaz non sono pagati con arachidi virtuali: il fondatore e direttore esecutivo Ricken Patel ha ricevuto nel 2010 la modesta somma salariale di 183.264 dollari (15.200 dollari al mese), un leggero aumento rispetto al suo stipendio di 120.000 dollari dell’anno precedente, mentre il manager delle campagne, Ben Wikler, ha raggiunto 111.384 dollari di stipendio. Quello stesso anno, il 2010, Avaaz disse nella sua dichiarazione dei redditi (modulo 990) dichiarò 921.592 dollari per “nuove campagne e consulenze”, 182.196 dollari per “spese di viaggio”, 262.954 dollari per “spese pubblicitarie”, 404.889 dollari per “costi nella tecnologia dell’informazione”, ecc, ecc. Tutto questo puzza di clientelismo e truffa finanziaria arci-dollarizzata.
Tra le poche spese di gestione di Avaaz vi è Milena Berry (e il marito Paul) per il lavoro di consulenza IT (Information Technology), qualcosa come 245.182 dollari nel 2009 e 294.000 nel 2010. Nonostante l’elevato stipendio di Milena Berry, che si presenta come il capo tecnico della gestione IT, l’organizzazione Avaaz ha lanciato un appello alla generosità nelle donazioni per rafforzare il proprio sistema informatico, a seguito di un presunto attacco informatico nel maggio 2012. No comment.
L’organizzazione Avaaz non sembra aver fretta di pubblicare la sua dichiarazione dei redditi del 2011, il che è abbastanza comprensibile data la pletora di articoli apparsi su internet che denunciano questa organizzazione fraudolenta. A metà novembre 2012, il “modulo 990″ era ancora assente dal sito, mentre la revisione della relazione finanziaria venne rilasciata da una società di revisione di New York (Lederer, Levine e Associati), il 19 giugno 2012.Avaaz fu creata nel 2006 da MoveOn.org e Res Publica. “Avaaz” in diverse lingue dell’Asia e dell’Europa orientale significa “voce”. La voce silenziosa dietro Avaiaz e Res Publica è quella di tre individui: Tom Perriello, ex-membro del Congresso degli Stati Uniti; Ricken Patel, consulente di molti enti controllati da predatori psicopatici; e Tom Pravda, ex-diplomatico inglese e consulente del dipartimento degli Interni degli Stati Uniti. Altri fondatori diAvaaz sono Eli Pariser (direttore esecutivo di MoveOn), Andrea Woodhouse (consulente per la Banca Mondiale), Jeremy Heimans (co-fondatore diGetUp! e di Purpose) e l’imprenditore australiano David Madden (co-fondatore di GetUp! e di Purpose).
MoveOn, il co-fondatore di Avaaz, distribuì nel 2002, attraverso il suo comitato di azione politica, 3 milioni e mezzo di dollari USA a 36 candidati del Congresso. Nel novembre 2003, MoveOn ricevette 5 milioni dollari dal miliardario speculatore George Soros. Ricken Patel, del resto, ha dichiarato pubblicamente che l’Open Society Institute di George Soros (rinominato nel 2011 Open Society Foundation) è uno dei membri fondatori di Avaaz. Chi è George Soros? Uno dei predatori psicopatici alla guida del CFR (Council for Foreign Relations) e membro del Gruppo Bilderberg. CFR e Bilderberg Group sono due tentacoli della piovra del cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”. CFR e Gruppo Bilderberg furono creati dai Rockefeller, la famiglia responsabile di molti mali che affliggono il mondo. Per la cronaca, la Fondazione Rockefeller promosse le leggi eugenetiche negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso, ha finanziato il nazismo prima e durante la seconda guerra mondiale, e finanziato la ricerca genetica dal 1945, quindi l’intero settore delle chimere genetiche, e infine ha lanciato la devastante Rivoluzione Verde…
Avaaz è stata nel giugno 2009 uno dei partner della campagna Tcktcktck di Havas, accanto all’EDF, Banca Loyds… e 350.org, un’organizzazione finanziata da Fondazione Ford, Rockefeller FoundationRockefeller Brothers Fund e dall’organizzazione del miliardario George Soros. George Soros è il primo finanziatore di tutto questo movimento delle ONG dagli obiettivi occulti.
Durante l’estate del 2009, l’Open Society Institute (Soros) diede un contributo di 150.000 dollari ad Avaaz.  In aggiunta a tale concessione, Avaazricevette da Res Publica (finanziata da Soros) 225.000 dollari nel 2006, 950.000 nel 2007 e 500.000 nel 2008. La Fondazione per promuovere l’Open Society (Soros) ha dato ad Avaaz nel 2008/2009 300.000 dollari per il sostegno generale, e 300.000 per la campagna (la truffa) climatica con cuiAvaaz ha la particolarmente brillante esperienza di saper creare denaro non virtuale per combattere il riscaldamento globale virtuale con petizioni altrettanto virtuali. Ricken Patel non dice d’altronde e da nessuna parte, nella sua crociata contro il riscaldamento globale di origine antropica, come ridurre l”impronta di carbonio’ generata dagli enormi emolumenti concessi dai suoi buoni amici di Avaaz (una redistribuzione delle generose donazioni della cricca di Soros, mentre Avaaz afferma sfrontatamente che l’organizzazione riceve denaro da donazioni individuali!), e l”impronta di carbonio’ generata dagli altissimi salari di Avaaz! Si tratta probabilmente di una riduzione virtuale.
E per di più, non abbiamo controllato se le multiple tasche di Ricken Patel abbiano generato molteplici “impronte di carbonio” associate a stipendi multipli. Anzi, è co-fondatore e co-direttore di Faith in Public Life (una grande organizzazione cristiana), e consulente dell’International Crisis Group, della Fondazione Rockefeller, della Bill Gates Foundation, delll’ONU, dell’Harvard University, di CARE International, International Center for Transitional Justice, co-fondatore e co-direttore di DarfurGenocide.org e co-fondatore e direttore di Res Publica. Un ecc, ecc, fino alla nausea.
Nella cricca dei fondatori di Avaaz, la cui ideologia si basa sulla pratica della sindrome del click-click e delle piccole somme, Patel non è l’unico a indossare cappelli multipli. Tom Perriello si ritrova consulente o gestore di: National Council of Churches of Christ, Catholics United, Catholics in Alliance for the Common Good, Faithful America, Faith in Public Life, Center for a Sustainable Economy, Center for American Progress Action Fund, Youth and Environmental Campaigns, E-Mediat Jordan, International Center for Transitional Justice, Res Publica, The Century Foundation, l’ONU, Open Society Institute, ecc. ecc. Ha lavorato con il reverendo James Forbes sui concetti di “giustizia profetica”. Tom Perriello supporta la cosiddetta “guerra al terrore“, l’operazione speciale psicologica lanciata da Bush e continuata da Obama. La sua visione d’Israele rientra nella favola: vede questo Paese come una delle “creazioni più spettacolari ed emozionanti della comunità internazionale” del 20° secolo ed è convinto che “vi sia un rapporto strategico e morale tra Stati Uniti e Israele“, ecc, ecc fino alla nausea. Il grande amore di Tom Perriello per Israele non impedisce ad Avaaz di lanciare una petizione per sostenere i poveri palestinesi perseguitati dallo Stato sionista! E qui sta il grande genio strategico di Avaaz nel sfruttare attivisti sinceri: Avaaz promuove, di volta in volta, “nobili” cause: le api, i palestinesi… e anche Kokopelli. Avaaz ha anche lanciato una petizione per mandare i banchieri in galera, quegli stessi banchieri che hanno promosso assieme ad Avaaz la legislazione “cap and trade” (JP Morgan Chase, Bank of America…) o con cui i fondatori di Avaaz collaborano nell’International Crisis Group (Morgan Stanley,Deutsche Bank…). !!!!!!!!!!!!!
Avaaz ha raggiunto il picco della grande farsa quando l’organizzazione lanciò la campagna per fermare la “guerra contro la droga”. Il 3 giugno 2011, il burattino Ban Ki-moon ricevette dalle mani di Ricken Patel, insieme a Richard Branson fondatore della Virgin, una petizione di 600.267 persone: “Terminate la guerra alla droga“. Di cosa stiamo parlando? Di una campagna per depenalizzare cannabis, ayahuasca, funghi di psilocibina e peyote? O una campagna per fermare la guerra contro la cancrena sociale formata dalla commercializzazione a tutto campo dell’eroina e della cocaina? Scommetto che è la seconda alternativa. Eroina e cocaina sono i due più generosi fondi neri della mafia dei predatori psicopatici, così come fonte di contanti per le grandi banche internazionali. La presenza dell’alleanza occidentale in Afghanistan ci dice, tra le altre cose, che il controllo dell’oppio, il 95% della produzione mondiale, si concentra in questo Paese. Quali  giornalisti degni di tale titolo hanno informato il pubblico dell’enorme scandalo del riciclaggio di centinaia di miliardi di narcodollari, dall’eroina e dalla cocaina, delle principali banche internazionali (23/24) HSBC, Wells Fargo, Bank of America…?
Tutte queste campagne sono solo una grande cortina fumogena per nascondere le finalità odiose che Avaaz supporta al servizio dell’imperialismo occidentale, la distruzione della Libia, la destabilizzazione della Siria, la destabilizzazione dell’Iran, la destabilizzazione della Bolivia di Evo Morales. Tutte queste operazioni di distruzione e destabilizzazione di Paesi sovrani sono promosse da Tom Perriello, le cui opinioni belliciste (“pro-guerra”) non sono un segreto per nessuno. In un video Tom Perriello, si presenta come il direttore onorario di E-Mediat Jordan, un’organizzazione situata in Giordania, un paese al confine con l’Iraq e la Siria. Si rivolge ai giovani dell’organizzazione (“un centro di formazione, tecnologie e strumenti“) che sono pronti, ha detto, “a sacrificarsi per il loro Paese“, cioè a servire da carne da cannone per l’avanzamento dell’imperialismo occidentale.
Nel maggio del 2009, quando 60 membri del Congresso degli Stati Uniti votarono contro l’assegnazione di 97 miliardi dollari nelle guerre in Iraq e Afghanistan, Tom Perriello la votò. Nel marzo 2010, un ricevimento fu organizzato da due organizzazioni pseudo-verdi “League of Conservation Voters” e “Environmental Defense Action Fund” per raccogliere fondi per la rielezione al Congresso degli Stati Uniti di Tom Perriello. MoveOn.org, co-fondatore di Avaaz, gli assegnò 100.000 dollari per la sua campagna di rielezione. Nel marzo del 2010, quando 60 membri del Congresso degli Stati Uniti votarono contro l’estensione della guerra in Afghanistan, Tom Perriello la votò. Il 27 luglio 2010, Tom Perriello votò contro il ritiro delle truppe statunitensi dal  Pakistan. Il 27 luglio 2010, quando 115 membri del Congresso degli Stati Uniti votarono contro l’assegnazione di ulteriori 33 miliardi dollari per la guerra in Iraq, Tom Perriello la votò. Il 30 luglio 2010, Tom Perriello votò contro il regolamento (HR 3534) per supervisionare la perforazione di  petrolio offshore e votò a favore di una moratoria all’imposizione di sorveglianti nelle perforazioni offshore. Il 15 dicembre 2011, Tom Perriello divenne direttore di CAP Action, uno dei rami del Center for American Progress.
Sul Democracy Journal, dopo aver elogiato il “successo” dell’intervento militare in Libia, disse: “Oggi, Gheddafi è morto e il popolo libico può, per la prima volta da decenni, avere la possibilità di godere di una governance responsabile e democratica… Non ci sono stati morti tra le truppe americane. I combattenti ribelli e la stragrande maggioranza della popolazione hanno celebrato la vittoria come una liberazione e i siriani coraggiosi che affrontano la morte ogni giorno, opponendosi al proprio regime repressivo, hanno accolto con favore la caduta di Gheddafi. Tutti questi risultati sono piccole imprese per coloro che hanno a cuore la dignità umana, la democrazia e la stabilità…
Queste sono in realtà le grandi conquiste che caratterizzano la “liberazione” della Libia, che era il Paese più ricco dell’Africa: un diffuso caos sociale, attentati quotidiani, continue lotte interne, per non parlare di 50-100000 civili libici liberati per sempre dall’”oppressione” di Gheddafi, morendo sotto le bombe contenenti uranio impoverito dell’occidente. Sia attraverso i piani guerrafondai dei suoi fondatori o le proprie campagne di destabilizzazione e d’invasione militare di Paesi sovrani, Avaaz è chiaramente un’organizzazione complice di crimini di guerra.
Non ho né il tempo, né la voglia di sondare ulteriormente le profonda immoralità di questa organizzazione malvagia. Rinvio i lettori ai diversi articoli e storie che iniziano ad emergere su internet (29/30/31/32) e, in particolare, a quattro ottimi rapporti investigativi scritti da Cory Morningstar, in Canada (15/16/17/18). Ciò che credo sia una grande cortina fumogena, diffusa dalle campagne “umanistiche” diAvaaz per i palestinesi, le api, la foresta amazzonica o Kokopelli… sta svanendo rapidamente. Avaaz è la “voce” occulta del complesso militare-industriale che cerca di seminare il caos bellico sul pianeta.
Avaaz, giù la maschera!
Chi e’ soros il finanziere di avaaz? Definito dai piu’ il “banchiere di satana”
Soros? Ancora lui… ma veramente non ne potevamo più.. ma questo è peggio di Peter Sellers nella parte del soldato che muore mille volte e sempre si rialza nella famosa scena di Hollywood Party… Stamattina appariva il suo commento sulle pagine del “corriere del crepuscolo” in cui invitava l’Italia a far presto.. se non vuole andare in bancarotta, a prendersi i soldi in prestito che lui offre (rimborsabili in comode rate strozzapopolo, pagabili anche con beni immobili, vite umane, organi, aziende, etc.).
Ma le battaglie più intriganti del “banchiere di satana” (vedi malefatte certificate qui: wikipedia.org/wiki/Georges_Soros) sono quelle che porta avanti fiancheggiando e fiancheggiato dalla “sedicente ONG” per i diritti globali degli animali, degli umani, dei media, della democrazia, dei pinguini, delle foche monache, della libertà di eiezione, etc. etc. denominata Avaaz. Ed ora godetevi questo articolo in merito alla ONG.
di Paolo D’Arpini


Da un po’ di mesi che vedo appelli su internet a nome di una sedicente ong chiamata “Avaaz”. Sul sito dell’organizzazione si possono trovate campagne per le più svariate cause, dall’animaletto in procinto di estinzione alla tortura, dalle foreste in pericolo, per l’ecologia, i diritti umani… e tante cose belle.
Leggo che l’ong è nata nel 2007 per iniziativa di altre organizzazioni, le principali delle quali sono MoveOn e ResPublica.
La prima è un influente gruppo di azione politica online presieduta da Eli Paliser (membro anche della seconda), politicamente vicino al partito democratico di Obama e dei Clinton (ministro ed ex presidente), e in passato finanziata (circa 5 milioni di dollari, stando a wikipedia) dal miliardario Georges Soros. Noto per essere uno degli uomini più ricchi del pianeta, per esserlo diventato improvvisamente nel ‘92 guadagnando circa 10 miliardi di dollari attraverso speculazioni finanziarie che distrussero Banca d’Inghilterra… e la Banca d’Italia e lo SME, e per essere uno dei principali finanziatori delle così dette rivoluzioni colorate nei paesi dell’ex blocco sovietico.
La seconda è un comitato le cui finalità sono la promozione “del buon governo, della virtù civica e della democrazia deliberativa”, anch’essa finanziata direttamente da Soros, attraverso la sua “Open Society Institute”, fra i sui membri confluiti in Avaaz: Ricken Patel (che di Avaaz è diventato direttore esecutivo), canadese ex consulente ONU politicamente di area liberal, membro delle fondazioni Rockefeller e Bill Gates, in passato un dipendente del International Crisis Group, di cui Soros è un fiduciario; Tom Perriello, di lui si sa che è un ex deputato del congresso USA e che nel 2009 ha votato a favore della continuazione della Guerra in Iraq e per l’intensificarsi di quella in Afghanistan, fondatore della “Catholic Alliance for the Common Good”, anch’essa finanziata da Soros; Tom Pravda diplomatico britannico membro del Foreign & Commonwealth Office UK.
Detto ciò, non credo sia errato affermare che non sembrerebbe proprio un organizzazione nata dal basso e che la maggior parte dei suoi soci fondatori sia gente che ha a che fare, o ne ha avuto, con Georges Soros. Non sembra nemmeno così strano che qua e là siano sorte, sia in Italia che all’estero, denunce che accuserebbero l’ong di una certa ambiguità.
Secondo queste dietro i centinaia di appelli, alcuni dei quali condivisibili, di Avaaz si nasconderebbero questioni d’importanza strategica per gli USA, e in secondo piano per la sua area geopolitica. L’obiettivo sarebbe quello di superare la diffidenza della così detta sinistra liberal su determinati argomenti. Quali argomenti e quale diffidenza? Ad esempio dipingere il capo di stato cattivone di turno come il figlio di satana in terra e rendere accettabili per la pubblica opinione eventuali azioni ostili verso i loro paesi, ove per azioni ostili si intendono sanzioni economiche, isolamento internazionale, bombardamenti.
Ambiguità riscontrabile anche sul loro sito internet. Bene in evidenza si legge che “Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo”. Insomma qualcosa che si avvicina alla democrazia diretta attraverso internet. Bella cosa… ma è possibile realizzare una cosa del genere in un mondo siffatto con strutture di potere e interessi (i loro) precisi (vedi sopra)?. La mia incertezza non è se fidarmi, ma quale aggettivo usare per descrivere tale affermazione: utopistica o fiabesca?.
Più in basso:”Il mondo è fortunato ad avere Avaaz che lavora per un futuro migliore sfidando i brutti ceffi di oggi!” dice Phil, membro di Avaaz Usa. E’ la sana retorica di Bat Man, combattere i malvagi sempre e ovunque; e un ringiovanito Al Gore “Avaaz è illuminante… Ha già fatto la differenza.” Per chi non se lo ricordasse Al Gore è l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, che è diventato ecologista convinto, dopo aver fatto terra bruciata di intere zone dell’ex Jugoslavia, bombardandole con munizioni all’uranio impoverito. Non esattamente la migliore delle referenze.
Sulla sezione “chi siamo” scrivono: Avaaz, che significa “voce in tante lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per avvicinare il mondo che abbiamo al mondo che la maggior parte delle persone ovunque vorrebbero.”
Ora non so se qualcuno, probabilmente estremamente sensibile, di una sensibilità quasi ultraterrena sappia qual è “il mondo che la maggior parte delle persone ovunque vorrebbero.” Solo io ritengo questa casa arrogante? L’archetipo umano che potrebbe prendere sul serio questa missione, forse è sempre Bat Man, quello che potrebbe conoscere questo mondo migliore che tutti vorrebbero ovunque, forse qualcosa di simile a un Gesù.
Due le campagne che mi hanno spinto a interessarmi di questa ong: “Arrestate i torturatori della Siria” e “Contrabbandare la speranza in Siria” in entrambi ci sono cose discutibili come ad esempio dipingere a priori come “mostruoso” il “regime” di Assad, ma questo potrebbe anche sembrare strano solo a me, che non mi accontento delle trame da film d’azione di quart’ordine,dove il cattivo è indubbiamente il cattivo senza nemmeno una sfumatura.
Nella seconda campagna in particolare, si vede in un video tale Danny, reporter di Avaaz, fare un accorato appello di sostegno ai “ribelli” nel mentre al di sotto si legge nella pagina web…“il regime sta uccidendo uomini, donne e bambini e distruggendo intere città”… “Ma Danny e il movimento pro-democrazia sono più determinati che mai”… Ora mi sento di segnalare un articolo ripreso su megachip che parla appunto di questo Denny e di un suo compare protagonisti di alcuni video girati in Siria (in uno dei quali viene intervistato persino alla CNN) che risulterebbero, stando alle argomentazioni e ad altri video segnalati dall’autore dell’articolo, palesemente una montatura. Certo qualcuno potrebbe, non crederci, pensare che si tratti di contropropaganda, in questo video sullo stesso post di Megachip, si vede lo stesso Danny alla CNN scusarsi con il pubblico per aver mentito ed ammettere la non veridicità di quei video.
Questo è un punto indiscutibile, qualunque opinione abbiate su Siria e Assad, Avaaz mente e Danny fa comunque ancora appelli e viene considerato una fonte affidabile.
Già in passato Avaaz era caduta in simili gaffe. Nella passata campagna a favore della no fly zone in Libia, nella quale con toni simili a quelli usati per la Siria (mostruoso regime) dava per buone le notizie sul massacro di migliaia di civili da parte di Gheddafi, tra l’altro usando l’aviazione sui manifestanti dopo appena pochi giorni di proteste… roba che nemmeno il Dottor Male di James Bond. Ora in Libia riferiscono di diritti umani violati, caccia ai neri (i famosi mercenari di Gheddafi), violenze, ma c’è un governo che sta bene all’occidente. Avaaz tace.
Oppure la campagna a favore di Sakineh Ashtiani al donna iraniana che avrebbe rischiato la lapidazione perché adultera, poi si scoprì che l’accusa che la riguardava era omicidio e la lapidazione non è prevista nel codice penale iraniano. All’epoca l’Iran era il primo dei cattivoni e la campagna fu ripresa da varie testate giornalistiche, ricordo l’effige sull’Unità… nel frattempo negli USA Theresa Lewis, una donna mentalmente inferma, riceveva l’iniezione senza che Avaaz o alcun organo di stampa aprissero bocca in suo favore.
Il modo peggiore di essere contrari alla pena di morte è strumentalizzarla in modo così infimo.
Sakineh Ashtiani è ancora viva e spero che lo resti.
Tutto ciò mi fa propendere per la tesi che indubbiamente sì, Avaaz è stata creata per coprire fra i benpensanti, questioni strategiche per gli USA e l’occidente. Chiudo con le parole di Giorgio Gaber “non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire. Ma dopo come fa a essere così carogna?”
 
(Fonte: http://liberatebrian.iobloggo.com)
http://www.nishinkanrenmei.it/joomla/articoli/29-articoli-interessanti/96-avaaz-l-ennesima-organizzazione-di-finta-filantropia

fonte: alfredodecclesia.blogspot.it

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