SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

sabato 19 settembre 2015

dipendenza da smartphone

La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a guardare il tuo smartphone

IL VIDEO https://youtu.be/PsH9wGB_Acs E’ opera dello studente Xie Chenglin questo breve ma sapiente filmato d’animazione cinese sulla dipendenza da smartphone, vincitore nel 2014 del premio annuale della Central Academy of Fine Arts.
I protagonisti, trasposizione grafica di ognuno di noi, sono ridotti a occhi e dita, le uniche parti del corpo utili per essere sempre connessi. I dialoghi non sono necessari per capire il senso di una storia che si coglie dagli eventi che nel frattempo accadono intorno ai personaggi e che sono dirette conseguenze della loro dipendenza. Catastrofi, sicuramente ironiche ed esagerate, che dalla prima all’ultima scena si susseguono a catena rivelando un triste paradosso: la perenne connessione in un mondo virtuale e la totale estraneità alla realtà che ci circonda.
Perché non è forse vero che camminiamo a testa bassa, intenti a guardare lo schermo del nostro smartphone? Che quei silenzi imbarazzanti in coda alle poste o alle fermate degli autobus li riempiamo con Facebook? Che non guardiamo più l’altro se non attraverso le foto postate sui social network?
Forse questo corto sarà anche un po’ eccessivo, ma parafrasando una celebre citazione di John Lennon: “La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a guardare il tuo smartphone”

http://altrarealta.blogspot.it/

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