mercoledì 3 settembre 2014

stiamo per essere sostituiti


Il super-microchip che imita il cervello umano


La notizia che è stato sviluppato un microchip super potente, portatile, in grado di prendere decisioni imitando la struttura del cervello umano, non può non evocare, anche se per una frazione di secondo, gli scenari proposti da film come "Terminator". 

Un chip dotato di un'architettura ispirata a quella del cervello e in grado di eseguire compiti sofisticati in tempo reale consumando pochissima energia è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori della IBM e della Cornell University diretti da Dharmendra S. Modha nell'ambito del progetto SyNAPSE (Systems of Neuromorphic Adaptive Plastic Scalable Electronics) sponsorizzato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Il chip apre la strada alla progettazione di dispositivi informatici adatti a compiti che i chip dei computer convenzionali non sono in grado di eseguire in modo efficiente.

Il nuovo chip cognitivo battezzato 'TrueNorth' (stesso nome di una compagnia finanziaria!), che imita il cervello umano, è stato svelato in uno studio pubblicato sulla rivista Science. Secondo i ricercatori, ha un incredibile potenziale in campo medico e potrà essere usato negli occhiali per chi ha la vista danneggiata, diagnosi mediche per immagine in grado di rilevare i primi segni di una malattia, e auto senza conducente. E' il primo chip 'neuro-sinattico' al mondo, il più grande chip mai realizzato finora dall'azienda, con 5,4 miliardi di transistor e consuma solo 70 milliwatt di energia, molto meno energia dei chip tradizionali.

Difatti il nuovo chip riesce a offrire prestazioni cento volte superiori a quelle di un microprocessore standard e, cosa ancora più importante, con un consumo energetico 176.000 volte inferiore. Il risultato è stato ottenuto grazie a un'architettura che imita da vicino quella dei circuiti cerebrali.

A differenza degli attuali processori, che funzionano su meri calcoli matematici basati su un'architettura antiquata, risalente al 1945, questo chip è stato pensato per imitare il modo in cui il cervello umano riconosce gli schemi, affidandosi a reti fittamente interconnesse di transistor simili ai network dei neuroni umani. Il risultato è un processore in grado di capire l'ambiente, gestire le ambiguità e prendere decisioni e agire in tempo reale, che l'IBM definisce come una "versione miniaturizzata e primitiva del cervello umano". 

Uno studio preliminare condotto nel 2012 da Modha per simulare il complesso di comunicazioni del cervello umano con il supercalcolatore Sequoia del Lawrence Livermore National Laboratory ha mostrato che un ipotetico calcolatore realizzato con le attuali tecnologie standard avrebbe bisogno dell'energia consumata da Los Angeles e New York messe insieme.

L'obiettivo finale di IBM e dei partner del progetto SyNAPSE sarebbe costruire supercomputer neurosinaptici di piccole dimensioni - grosso modo come una scatola da scarpe - che contengano 10 miliardi di “neuroni” e 100.000 miliardi di “sinapsi” e consumino un solo kilowatt di potenza. Per confronto, il cervello umano ha circa 100 miliardi di sinapsi, e utilizza solo 20 watt.  

In genere quando si viene a conoscenza di determinate tecnologie, significa che esse sono già state create e testate da tempo. E' superfluo pensare che gli obbiettivi finali siano davvero quelli specificati e che questo tipo di tecnologia transumanista sia già stata quasi sicuramente sperimentata e utilizzata segretamente da agenti specializzati, ovviamente con scopi militari e non certo per portare un beneficio alla popolazione...

Fonte & Fonte & Fonte

fonte: freeondarevolution.blogspot.it

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