SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

martedì 7 maggio 2013

democrazia al collasso




Il premio Nobel per l'Economia mette ancora una volta in luce i limiti delle politiche volute da Berlino e Bruxelles. "Rischiano di portare al collasso la democrazia".

NEW YORK (WSI) - Novello vate del terzo Millennio, l'economista Paul Krugman non esita a lanciarsi contro l'austerity, mettendone ancora una volta in luce i limiti e le distorsioni, ma soprattutto gli effetti devastanti sull'economia e la capacità di creare solo recessione e disoccupazione.

Il Premio Nobel per l'economia, fedele alla politica keynesiana e contrario alle misure di austerità, fortemente volute da Berlino e Bruxelles, ha criticato proprio quella politica sostenuta dalle Istituzioni europee sin dagli albori della crisi debitoria, mettendone in luce il fallimento e gli effetti depressivi sull'economia. Una contro-tesi che poggia proprio sui principi dell'economia keinesiana, che imporrebbero piuttosto un aumento della spesa in periodi di recessione ed in una condizione in cui i tassi di interesse sono ormai vicini a zero.

In un editoriale pubblicato sul New York Times, Krugman ha spiegato che la politica dell'austerity ha rivelato tutta la sua inefficacia. Lo dimostrano i numeri e le statistiche, smontati da uno studente ventottenne e dai suoi professori, e le risposte dell'economia reale, che hanno dimostrato i limiti della teorica economica che sta alla base di questa politica.

Tutto ha avuto inizio con una teoria formulata da due economisti, Reinhart e Rogoss, "Growth in Time of debt", che postula la necessità di mettere in atto politiche di consolidamento fiscale ogni volta che il debito pubblico sale sopra la soglia del 90%. una teorica che è stata sposata in pieno dagli "austeriani".

Lo studente, coadiuvato dai suoi professori, ha trovato invece ben tre errori: un errore di calcolo del foglio Excel, l'omissione di alcuni Paesi ad alto debito pubblico (ad esempio l'Australia e la Nuova Zelanda), il metodo di selezione dei dati raccolti (semplicemente arbitrario). Insomma, un fallimento della teoria dell'austerity che trova basi logiche e matematiche.

A chi afferma, come fatto dal presidente della Bce Mario Draghi, che è diverso raggiungere l'obiettivo di ridurre il debito con una riduzione delle spese piuttosto che con un aumento delle imposte, Krugman ribatte che è la stessa identica cosa. L'effetto è il medesimo e si accelera il processo di involuzione ed avvitamento dell'economia, acuendo la recessione.

Krugman però non si ferma qui e attacca i fautori dell'austerity, preventivando un fallimento completo dell'economia, una possibile disgregazione dell'Eurozona e il collasso della democrazia. L'Italia ne è un esempio.

http://www.wallstreetitalia.com/article/1561074/crisi/krugman-austerity-ha-fallito-democrazia-al-collasso.aspx
Krugman: "austerity ha fallito, democrazia al collasso"

Il premio Nobel per l'Economia mette ancora una volta in luce i limiti delle politiche volute da Berlino e Bruxelles. "Rischiano di portare al collasso la democrazia".

NEW YORK (WSI) - Novello vate del terzo Millennio, l'economista Paul Krugman non esita a lanciarsi contro l'austerity, mettendone ancora una volta in luce i limiti e le distorsioni, ma soprattutto gli effetti devastanti sull'economia e la capacità di creare solo recessione e disoccupazione.

Il Premio Nobel per l'economia, fedele alla politica keynesiana e contrario alle misure di austerità, fortemente volute da Berlino e Bruxelles, ha criticato proprio quella politica sostenuta dalle Istituzioni europee sin dagli albori della crisi debitoria, mettendone in luce il fallimento e gli effetti depressivi sull'economia. Una contro-tesi che poggia proprio sui principi dell'economia keinesiana, che imporrebbero piuttosto un aumento della spesa in periodi di recessione ed in una condizione in cui i tassi di interesse sono ormai vicini a zero.

In un editoriale pubblicato sul New York Times, Krugman ha spiegato che la politica dell'austerity ha rivelato tutta la sua inefficacia. Lo dimostrano i numeri e le statistiche, smontati da uno studente ventottenne e dai suoi professori, e le risposte dell'economia reale, che hanno dimostrato i limiti della teorica economica che sta alla base di questa politica.

Tutto ha avuto inizio con una teoria formulata da due economisti, Reinhart e Rogoss, "Growth in Time of debt", che postula la necessità di mettere in atto politiche di consolidamento fiscale ogni volta che il debito pubblico sale sopra la soglia del 90%. una teorica che è stata sposata in pieno dagli "austeriani".

Lo studente, coadiuvato dai suoi professori, ha trovato invece ben tre errori: un errore di calcolo del foglio Excel, l'omissione di alcuni Paesi ad alto debito pubblico (ad esempio l'Australia e la Nuova Zelanda), il metodo di selezione dei dati raccolti (semplicemente arbitrario). Insomma, un fallimento della teoria dell'austerity che trova basi logiche e matematiche.

A chi afferma, come fatto dal presidente della Bce Mario Draghi, che è diverso raggiungere l'obiettivo di ridurre il debito con una riduzione delle spese piuttosto che con un aumento delle imposte, Krugman ribatte che è la stessa identica cosa. L'effetto è il medesimo e si accelera il processo di involuzione ed avvitamento dell'economia, acuendo la recessione.

Krugman però non si ferma qui e attacca i fautori dell'austerity, preventivando un fallimento completo dell'economia, una possibile disgregazione dell'Eurozona e il collasso della democrazia. L'Italia ne è un esempio.

http://www.wallstreetitalia.com/article/1561074/crisi/krugman-austerity-ha-fallito-democrazia-al-collasso.aspx

Nessun commento:

Posta un commento