CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

sabato 14 gennaio 2017

stampa di regime italiana

ecco chi c’e’ dietro

Chi possiede o controlla, seduto nei Consigli di amministrazione, i principali quotidiani italiani? Inchiesta sulla longa manus della banche e dell’industria nella carta stampata.
La teoria dei ‘sei gradi di separazione’ è un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altro abitante del globo terrestre attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari.
Proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Karinthy in un racconto breve intitolato Catene, venne confermata nel 1967 dal sociologo americano Stanley Milgram e più tardi, nel 2001, da Duncan Watts della Columbia University. La ricerca di Watts, pubblicata su Science nel 2003, permise l’applicazione della teoria dei sei gradi di separazione anche in aree differenti, tra cui l’analisi delle reti informatiche ed elettriche, la trasmissione delle malattie, la teoria dei grafi, le telecomunicazioni e la progettazione della componentistica dei computer.
La nostra inchiesta vuole dimostrare che la legge di Watts non si applica alle relazioni fra le principali testate giornalistiche italiane e il capitalismo industriale-finanziario, o più precisamente che, analizzando i legami esistenti, andrebbe corretta al ribasso, in non più di tre gradi di separazione.
CON QUALI EFFETTI SULLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE ?
La cosiddetta linea editoriale è ciò che distingue in sostanza una testata giornalistica da un’altra. Rappresenta, diremmo in linguaggio aziendale, una sorta di missione strategica, l’ipotesi di fondo a partire dalla quale si scelgono e si analizzano le notizie.
DALL’ESISTENZA DI LINEE EDITORIALI DIVERSE – IL COSIDDETTO PLURALISMO INFORMATIVO – DIPENDE LA QUALITÀ DELL’INFORMAZIONE, PERCHÉ IL PLURALISMO GARANTISCE AL CITTADINO/LETTORE LA POSSIBILITÀ DI CONOSCERE NOTIZIE DIFFERENTI LETTE DA PUNTI DI VISTA DIFFERENTI. 
Non solo. Dal pluralismo informativo dipende anche la possibilità che uno Stato possa dirsi democratico, dal momento che un elettore adeguatamente informato è messo in condizione di esercitare un voto consapevole. 
Il caso opposto, quello cioè di una rappresentazione univoca della realtà socio-politico-economica di un Paese (pensiamo alla Pravda di staliniana memoria)impedisce la corretta formazione del consensoe quindi il libero esplicarsi dei meccanismi democratici.
CIO’ DETTO, DOVE SI FORMA LA LINEA EDITORIALE DI UNA TESTATA ?
Come suggerisce il termine, è espressione della visione dell’editore, e si forma nel luogo in cui questi (che è il proprietario del giornale) prende le sue decisioni strategiche.
NELLE MODERNE SOCIETÀ CAPITALISTICHE QUESTO LUOGO È IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. 
Diamo quindi un’occhiata a chi siede nei Cda dei principali giornali italiani e valutiamo di quali tipi di interessi siano portatori, dal momento che sulla base degli interessi del Consiglio si forma la linea editoriale.
Partiamo dal più importante quotidiano a diffusione nazionale, il “Corriere della sera. Il suo editore è il gruppo RCS (Rizzoli Corriere della Sera)quotato in borsa.
GIORNALE “IL CORSERA
Il Corsera” ha fama di essere il giornale super partes per definizione, quello che meglio rappresenta il tipo di linea editoriale tipico dell’informazione anglosassone (come si dice di solito, ‘all’americana’), per definizione indipendente da interessi particolari.
Ma, analizzando il suo Cda, più che super partes dovremmo definirlo inter partes: in esso siedono infatti:
John Elkann –presidente di Fiat e di Exor (la holding finanziaria della famiglia Agnelli);
Franzo Grande Stevens – avvocato storico di casa Agnelli, ex vicepresidente Fiat e attualmente presidente della Fondazione San Paolo;
Carlo Pesenti – consigliere di ItalcementiUnicreditItalmobiliare Mediobanca;
Berardino Libonati consigliere di Telecom Italia e Pirelli;
Jonella Ligresti – consigliere di FondiariaItalmobiliare e Mediobanca;
Diego Della Valle – consigliere di Tod’sMarcolin Generali Assicurazioni;
Renato Pagliaro – consigliere di Telecom ItaliaPirelli e Mediobanca;
Giuseppe Lucchini delle omonime acciaierie;
Paolo Merloni – CEO (Chief Executive Officer, ossia amministratore delegato) di Merloni Finanziaria, gruppo Indesit Company;
Enrico Salza – consigliere di Intesa San Paolo;
Raffaele Agrusti – consigliere di Assicurazioni Generali;
Roberto Bertazzoni – consigliere di Mediobanca; e
Claudio De Conto – consigliere di Pirelli Real Estate.
FRA CORSERA E FIATPIRELLITELECOM ITALIAMEDIOBANCA, INTESA, E TUTTE LE ALTRE AZIENDE CITATE, CI SONO ZERO GRADI DI SEPARAZIONE, CIOÈ SONO DIRETTAMENTE COLLEGATE FRA LORO. 
Grande finanzabancheassicurazioniautomotivetelecomunicazionicementifici,acciaieriepneumaticiimmobilimodaelettrodomestici

Non c’è praticamente nessun settore del made in Italy che non possa dire la sua sui contenuti e sulla posizione del giornale. 
VIENE DA DIRE CHE IN ITALIA ESSERE INDIPENDENTI COINCIDE COL DIPENDERE DA TUTTI, NESSUNO ESCLUSO: 
la linea editoriale del Corrierone nazionale” risentirà quindi delle esigenze e degli accordi reciproci fra le aziende che siedono in Consiglio: nessuna visione strategica a prescindere, e una pletora di manovre tattiche in risposta alle necessità del momento.
GIORNALE “LA REPUBBLICA
Meno compromessa, ma solo all’apparenza, “La Repubblica, che fa parte del Gruppo l’Espresso di Carlo De Benedetti. Nel Cda de L’Espresso troviamo

Sergio Erede – amministratore di LuxotticaLuca Paravicini Crespi – consigliere della Piaggio dei Colaninno (dove siede accanto a Vito Varvaro, il quale a sua volta è anche nel Cda della Tod’s di Diego Della Valle) e figlio di Giulia Maria Crespi, ex direttore editoriale del Corriere ed ex presidente del Fai; e Mario Grecoconsigliere di Indesit Company (dove siede anche Emma Marcegaglia) e della Saras di Massimo Moratti (già rappresentato nel Cda del Corriere attraverso i consiglieri del gruppo Pirelli).
Massimo Moratti rappresenta inoltre il trait d’union fra il Gruppo L’Espresso e la famiglia Berlusconi, poiché siede, oltre che nel Cda della Saras, anche in quello della Pirelli, accanto a Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi e amministratore Mediaset.
La famiglia Berlusconi controlla direttamente”Il Giornale , edito dal gruppo Mondadori, mentre la famiglia Agnelli è proprietaria del quotidiano “La Stampa” di Torino. 
Il “Messaggero di Roma, “il Mattino” di Napoli, “il Gazzettino” e “il Nuovo Quotidiano di Puglia” sono editi dalla Caltagirone Editore, di proprietà della famiglia Caltagirone (grandi opere, cementifici, immobili):
Fra gli altri, siedono nel Cda di Caltagirone EditoreAzzurra Caltagironemoglie di Pier Ferdinando Casini, e Francesco Gaetano Caltagirone, consigliere di Monte dei Paschi e di Generali Assicurazioni.
Il “Resto del Carlino” di Bologna, “la Nazione” di Firenze e “Il Giorno” di Milano sono invece posseduti dalla Poligrafici Editoriale, collegata con due gradi di separazione a Telecom ItaliaGenerali Assicurazioni Gemina (attraverso Massimo Paniccia e Aldo Minucci); e con tre gradi di separazione (attraverso Roberto Tunioli, Sergio Marchese e Giuseppe Lazzaroni), alla Premafin della famiglia Ligresti.
Infine una notazione quasi umoristica. 
LIBERO“, L’AGGRESSIVA TESTATA DI DESTRA E “IL RIFORMISTA“, QUOTIDIANO TIMIDAMENTE DI SINISTRA, HANNO LO STESSO EDITORE (E QUINDI ZERO GRADI DI SEPARAZIONE!): 
Giampaolo Angelucciproprietario di un impero fatto di cliniche e strutture sanitarie(fra cui l’ospedale S. Raffaele di Roma), e messo agli arresti domiciliari il 9 febbraio dello scorso anno per falso e truffa ai danni delle Asl.
La situazione non migliora, anzi se possibile peggiora, quando si analizzano i quotidiani finanziari. 
IL SOLE 24 ORE“, COME È NOTO, È APPANNAGGIO DELL’UNIVERSO CONFINDUSTRIA, QUINDI DIRETTA ESPRESSIONE DEI DESIDERATA DEI PRINCIPALI GRUPPI INDUSTRIALI DEL PAESE. 
Nel suo Cda siedono, fra gli altri, Giancarlo Cerutticonsigliere di amministrazione di SarasLuigi Abetepresidente di Bnl (gruppo Paribas), fratello di Giancarlo Abete (presidente della Figc) consigliere anche della Tod’s di Diego Della Valle; e Antonio Favrin, collega di Cda, in Safilo Group, di Ennio Doris, che siede in Mediolanum della famiglia Berlusconi e in Mediobanca.
A proposito dei legami fra industria, editoria e sport, è interessante notare come quattro delle principali squadre di calcio italiane appartengono a gruppi industriali che possiedono, o amministrano più o meno direttamente, almeno un quotidiano generalista: la Juventus degli Agnelli (che influenzano la Stampa e il Corriere), il Milan di Berlusconi (Il Giornale), la Fiorentina dei fratelli Della Valle (il Corriere), e infine l’Inter di Massimo Moratti (il Corriere e La Repubblica).
MILANO FINANZA” E “ITALIA OGGI“, QUOTIDIANI ECONOMICI MOLTO CONOSCIUTI FRA GLI ADDETTI AI LAVORI, SONO INVECE EDITI DALLA CLASS DEI FRATELLI PANERAI, E NEL CDA DEL GRUPPO “LEADER NELL’INFORMAZIONE FINANZIARIA, NEL LIFESTYLE E NEI LUXURY GOOD PRODUCTS” (COME SI AUTODEFINISCE):
Siedono Maurizio Carfagnaconsigliere di Mediolanum, e Victor Uckmar, il più celebre fiscalista italiano, i cui servigi sono stati richiesti in passato da ogni possibile gruppo industriale, e che oggi è amministratore della Tiscali di Renato Soru.
Non sorprende quindi che gli analisti finanziari italiani lamentino l’impossibilità di rintracciare informazioni equilibrate sulla base delle quali valutare i bilanci delle società, o che scandali come quello della Cirio o della Parmalat siano stati tenuti nascosti finché non è stato ‘troppo tardi’ perché i piccoli investitori (ma non le grandi banche!) potessero rendersi conto della reale situazione.
E qui è necessario notare un dettaglio sconcertante. Tiscali è l’editore de “L’Unità” – il quotidiano del principale partito ‘di sinistra’ del Paese, il Pd – che risulta pertanto a un solo grado di separazione da Milano Finanza e Capital (attraverso Uckmar); e a due gradi di separazione (lo stesso Uckmar e Carfagna), dalla Mediolanum di Berlusconi.
Esiste poi un Consiglio di amministrazione dove tutti i gruppi industriali e bancari citati, a eccezione della famiglia De Benedetti, si incontrano, ed è quello di Mediobanca, ai tempi di Enrico Cuccia – suo fondatore – il ‘salotto buono’ della grande finanza, quella che dirigeva i destini dell’economia italiana sulla base di un preciso progetto strategico (più o meno condivisibile, per carità, ma almeno un progetto c’era), e ora trasformato in enclave di ogni possibile mediazione.
Nessuno stupore che l’economia italiana navighi, per la verità a ritmi piuttosto bassi, alla deriva, priva com’é di un timoniere (una volta questo era il ruolo dei politici), in grado di darle una rotta qualsiasi.
E ORA TIRIAMO LE SOMME: SE SEI SONO I GRADI DI SEPARAZIONE FRA DUE ENTITÀ QUALSIASI PRESE A CASO, È EVIDENTE CHE TRE, DUE, UNO, O NESSUN GRADO DI SEPARAZIONE NON RAPPRESENTANO UN LEGAME CASUALE. 
ESISTE QUINDI LA PRECISA VOLONTÀ DA PARTE DI INDUSTRIA E FINANZA DI CONTROLLARE LE NOTIZIE. 
Prova ne sia l’ostinazione con cui tanti imprenditori e manager italiani (un esempio per tutti – senza scomodare Silvio Berlusconi – è Diego Della Valle, che si è sottoposto ad anni di paziente anticamera pur di essere ammesso al Cda del Corsera), cercano di forzare la porta dei circuiti informativi.
Ovviamente non è prudente che il legame sia sempre diretto, perché una situazione di controllo trasparente potrebbe far nascere qualche lecito dubbio nella mente dei cittadini lettori/elettori sull’attendibilità di quel che apprendono nella lettura dei quotidiani o addirittura potrebbe obbligare i direttori e le redazioni dei grandi giornali a fare i conti con il loro ruolo di utili idioti (ovviamente in buona fede, non ne abbiano a male per la definizione).
DIVENGONO QUINDI NECESSARI DEGLI ‘INTERMEDIARI’ CHE INTORBIDINO LE ACQUE NASCONDENDO GLI INTERESSI REALI, E CHE NELLO STESSO TEMPO COSTITUISCANO IL TRAIT D’UNION FRA QUELLI CHE DEVONO APPARIRE COME OPPOSTI ESTREMISMI.
Il profilo tipico di questa figura essenziale è quello del ‘tecnico’: avvocatoconsulente,commercialista, revisore, sempre al corrente dei panni sporchi di famiglia (di più famiglie), al contempo confessore e uomo di fiducia, vincolato, più o meno direttamente, al segreto professionale.
Come Berardino Libonati (classe 1934)titolare dello studio legale Jaeger-Libonati e ordinario di diritto commerciale all’Università La Sapienza di Roma, che ha ricoperto la carica di presidente del Cda del Banco di Sicilia dal 1994 al 1997; dal 1998 al 1999 e stato presidente di Telecom Italia e di Tim; ha fatto parte del collegio sindacale di Eni dal 1992 al 1995; dal 2003 al 2007 è stato membro del Cda della Nomisma di Romano Prodi; dal 2001 al 2007 è stato consigliere di amministrazione di Mediobanca; è stato presidente del Cda di Alitalia dal febbraio al luglio 2007, e presidente del Cda di Banca di Roma dal 2002 al 2007.
Attualmente, oltre a far parte dei Cda di PirelliTelecom RCS, è vicepresidente del gruppo Unicredit.
Nel suo curriculum vitae pubblicato sul sito di Pirelli, in una nota particolarmente umoristica, si legge che “è in possesso dei requisiti contemplati dal codice di autodisciplina delle società quotate per essere qualificato come indipendente”.
Un altro ‘super tecnico’ è Mario Greco (classe 1957)consigliere del gruppo l’Espresso, di Saras, di Indesit Company, di Fastweb e di Banca Fideuram, laureato con lode in economia all’Università di Roma. Partner fino al 1994 di McKinsey e Company, la più importante società mondiale di consulenza strategica, è stato amministratore delegato e CEO di Ras dal 1998 fino al 2005.
Poi c’è Carlo Secchi (classe 1944)professore ordinario di Politica economica europea all’Università Commerciale Luigi Bocconi (è stato il diciassettesimo rettore della stessa università dal 2000 al 2004), attualmente nel Consiglio di amministrazione di cinque aziende quotate in borsa:
Pirelli, ItalcementiMediasetAllianz-Ras Parmalat, nonché di Fondazione Teatro alla Scala, TEM Tangenziali Esterne di MilanoMilano SerravalleLa Centrale Sviluppo del MediterraneoPremuda, e futuro consigliere della società che dovrà organizzare l’Expo 2015 a Milano.
UOMINI POTENTI PERCHÉ – LORO SÌ – INFORMATI, MA NELLO STESSO TEMPO CONDANNATI A SERVIRE IL SISTEMA, INDISPENSABILI MA SOSTITUIBILI, SCHIAVI DELLE BEGHE PICCOLE E GRANDI E DEI CAPRICCI DEGLI IMPRENDITORI DI CUI SONO AL SOLDO, CON LA LORO INDUBBIA STATURA PROFESSIONALE CHE BASTA A STENTO A RITOCCARE LA FACCIATA
Quali sono gli effetti di questa tragica analisi sulla libertà di informazione?
7 aprile 2010. Poco prima delle 10.30 decolla dall’aerodromo militare di Payerne il primo aereo alimentato esclusivamente a energia solare. Si chiama Solar Impulse e ha sorvolato per due ore la Svizzera occidentale. L’aereo è stato progettato per volare giorno e notte senza produrre alcuna emissione. Sulle ali del Solar Impulse, costruito in fibra di carbonio, sono installate 12 mila cellule fotovoltaiche. L’aereo è a elica ed è spinto da quattro motori elettrici.
Il velivolo, per la cui costruzione sono stati impiegati sei anni, è il prototipo di un aeroplano che secondo i programmi compirà il giro del mondo senza carburante nel 2012. Si tratta di un aereo dalle vaste dimensioni, ha infatti l’apertura alare di un Airbus A340, ma il suo peso è equivalente a quello di un’auto di medie dimensioni.
In un periodo in cui il prezzo del petrolio è in brusca risalita e il tema della sostenibilità ambientale sempre più trattato, ci si immagina che questa notizia debba ricevere gli onori della cronaca e che venga salutata con entusiasmo. 
Invece no, in Italia nemmeno una parola, né in televisione né sui giornali, con l’eccezione di un articoletto sul Sole 24 Ore pubblicato sull’inserto online Nuove energie e di un pezzo su L’Osservatore Romano. Forse perché l’opinione pubblica rimanga convinta dell’insostituibilità dell’oro nero?
QUANTE ALTRE NOTIZIE NON VENGONO DATE? NON POSSIAMO SAPERLO, MA SIAMO RAGIONEVOLMENTE CERTI CHE LE NOTIZIE PUBBLICATE SONO QUELLE CHE NON INFASTIDISCONO NESSUNO. 
Cronaca nera, pettegolezzi politici e non, pochissimo approfondimento e quasi nessuna inchiesta, notizie dall’estero estremamente limitate, e solo quando non se ne può fare a meno: guerre, tsunami, terremoti. Anche la lotta tutta nostrana fra chi è pro e chi contro Berlusconi, fra il partito dell’odio e quello dell’amore, o la querelle fra Stato confessionale e Stato laico, sono comode cortine di fumo per non parlare di altro: la crisi economica, la responsabilità delle banche nel suo perdurare, la grande impresa che non sa che fare. 
Emma Marcegaglia chiede al governo, nel corso del convegno degli industriali del 10 aprile 2010, di impegnarsi entro due mesi per un investimento di almeno 1 miliardo di euro su ricerca e innovazione e di circa 1-1,5 miliardi sulle opere infrastrutturali. Ma con i soldi di chi? E tagliando quali costi? E cosa ci darebbe in cambio la grande industria? Emma non lo dice, nessuno glielo chiede. Intrallazzi fra pubblico e privato costantemente oscurati, miliardi che corrono ma nessuno lo sa, accordi sottobanco con la criminalità organizzata, servizi segreti a disposizione di interessi privati: verità solo annusate che è impossibile addentare, mentre leggiamo di pedofilia vaticana, di un federalismo misterioso, dell’ennesima esternazione di un premier che ormai ha superato i confini del bene e del male e della morte prematura di un Presidente polacco.
È proprio il caso di dirlo: beata ignoranza! 

Fonte: http://www.rivistapaginauno.it/
http://www.complottisti.com/stampa-regime-italiana-ce-dietro/
fonte: https://alfredodecclesia.blogspot.it

Australia il primo paese "cavia" dell'impianto RFID


"Inoltre faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome."

Il Marchio della Bestia viene menzionato nella Bibbia, in Apocalisse 13:16-17, ma anche in 13:16:2 e 19:20, sempre in correlazione con l'Anticristo. Quel marchio, o segno o identificazione, cataloga e conferma, per chiunque lo possieda, l'appartenenza al sistema, all'ideologia e alla persona dell'Anticristo.
Dopo il codice a barre il famigerato microchip (o RFID - Radio Frequency Identification Device) è stato spesso paragonato a quel "marchio", e in effetti non si può negare che sia una tecnologia che rinforzi decisamente l'appartenenza al sistema.
Da diversi anni corrono numerosi voci sull'obbligo imminente di tale impianto sulle popolazioni, a cominciare dagli statunitensi. Voci smentite finora in quanto, anche se ci sono state proposte di legge, ci si accontenta di consigliarne semplicemente l'uso per motivi apparentemente lodevoli, paragonabile all'uso dell'impianto per l'identificazione e il ritrovamento dei cani smarriti ad esempio. E qualcuno già ostenta fieramente la propria scelta con una mano microchippata...
Il fatto è che quell'obbligo sembra del tutto superfluo, mentre è invece più probabile che, un po' alla volta, com'è già successo con le carte di credito, saranno le persone stesse a chiedere il "marchio della bestia" ..

Catherine


Australia il primo paese ‘cavia’ 
dell’impianto RFID

L’Australia è il primo paese in tutto il mondo che inizierà ad inserire il microchip ai suoi cittadini.
L’ NBC diramò la notizia che tutti gli americani sarebbero stati dotati di microchip entro il 2017, ma sembra che l’Australia sia arrivata prima. Può sembrare fantascienza, ma centinaia di australiani si stanno trasformando in ‘super-umani’ che possono sbloccare porte, accendere le luci di casa, il computer e tanto altro solo con un cenno della loro mano.

“È possibile impostare la vostra vita in modo da non dover più preoccuparvi di qualsiasi password o PIN”, ha scritto il sito di informazione News.com.au. “Con Opal si ottiene un numero di identificazione univoco che può essere programmato nel chip. Le carte fedeltà dei negozi sono solo un’altro ingobro per il vostro portafoglio. I microchip, che hanno le dimensioni di un chicco di riso, possono agire come un biglietto da visita, trasferire i vostri dati direttamente agli smartphone e avere in memoria le informazioni mediche più complesse.
Shanti e suo marito hanno entrambi il RFID (radio-frequency identification) chip nella mano sinistra. L’impianto è quasi impossibile da individuare e ha lasciato un piccolo segno della sua presenza.

Al momento, il microchip sembra servire soprattutto per l’accesso a casa, auto e computer. Ma in futuro ci sarà la possibilità di utilizzarlo per dei trasferimenti di denaro, per i pagamenti nei negozi e supermercati e altro ancora.

Shanti aggiunge: “Potete sbarazzarvi delle vostre chiavi e forse anche del vostro portafoglio. “Altri usi potrebbero includere i bambini. La possibilità di intercettarli grazie al chip e di dare sicurezza ai genitori, che sanno esattamente dove si troveranno i loro figli. E’ possibile condividere la vostra dieta, l’esercizio fisico e le informazioni delle ore di sonno effettive al medico. La prossima generazione potrebbe avere un chip migliorato che rilasci nl corpo il farmaco, che useranno come e quando ne avranno bisogno. Aggiungere un’ulteriore dimensione alla vita è una fantasia infantile che diventa realtà”.
“Da quando ho visto film come Terminator, Matrix e Minority Report mi sono chiesta se si potesse davvero vivere così. Mi sono sempre domandata il motivo per cui tutti noi non viviamo come dei ‘super-umani’ “.

Questa è la ‘realtà’ in cui vogliono farci vivere. Il problema di questo oggetto estraneo impiantato nel nostro corpo è il fatto che potrà essere programmato in qualsiasi modo. E tu? Hai fiducia nel sistema tanto da fartene impiantare uno?

Impariamo da Matrix, ma non a vivere (come cita la ‘sprovveduta cavia’ di questo ennesimo esperimento), da super umani’, bensì scegliamo la pillola rossa e iniziamo a vedere con i nostri occhi quella che davvero è la realtà che ci circonda.


Per approfondire:
Una popolazione obbediente, vaccinata e microchippata
La lunga ombra degli RFIDIl Marchio della Bestia e il Nuovo Ordine Mondiale

fonte: https://crepanelmuro.blogspot.it

martedì 10 gennaio 2017

i quattro Regni della Natura

A scuola ci hanno insegnato che sulla Terra esistono tre Regni della Natura: minerale - vegetale - animale. 

Con filosofia di tipo gnostico possiamo affermare, invece, che i Regni sono quattro, in quanto l'anello finale della catena evolutiva è l'Uomo.

Sia chiaro quindi che il concetto evolutivo a cui mi riferisco non è quello darwiniano (il cui anello mancante non si trova, semplicemente perché non esiste), secondo il quale l'uomo fa parte del Regno animale, ma quello che implica un passaggio preordinato: minerale - vegetale - animale - uomo.

La Terra è un pianeta vivo, e la sigla C O N H (carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto) rappresenta gli ingredienti della vita. E dove c'è vita c'è Coscienza Cosmica, la quale non è di un livello uguale per tutte le forme di vita, e neanche per tutti gli esseri umani. I minerali, dopo quello che a noi sembra un tempo infinitamente lungo, evolvono in vegetali... i quali a loro volta evolvono in animali... e infine in uomini. Ancora una volta non stiamo parlando di evoluzione su piani conosciuti, ma su "piani di esistenza" diversi... e dunque di evoluzione coscienziale e di assimilazione: stiamo parlando di energie che di integrano, si assimilano per trasformarsi in altre forme di vita. Si parla di ritorno, di ricorrenza, di reincarnazione. Chi si reincarna può tornare indietro nell'evoluzione? No, non è possibile regredire, ma solo evolversi, ma attenzione: la ruota evolutiva - in assenza di Coscienza durante tutte le millenarie fasi - ricomincia daccapo, ossia da minerale. Potremmo dire, per intenderci, che gira in senso orario.

E il tempo? Semplicemente non esiste, è solo un'illusione; ma abbiamo dovuto inventarci questo concetto - basato sul Sole e sulla Luna - per rendere possibile il calcolo dell'età, delle stagioni, della semina, del raccolto, della nascita e della morte...


Il “Tempo” è solo un’illusione prodotta dalla successione degli stati di coscienza mentre attraversiamo l’Eterna Durata e non esiste quando non esiste una mente nella quale possa essere prodotta l’Illusione. 

Il Presente è soltanto una linea matematica che separa quella parte dell’Eterna Durata cui diamo nome di Futuro da quella che chiamiamo Passato. In questo universo, nulla ha una vera durata, perché nulla rimane senza cambiamento –o nel medesimo stato- per la milionesima parte di un secondo; e la sensazione che abbiamo dell’attualità della divisione del Tempo conosciuto come Presente deriva dalla confusione dell’impressione momentanea, o della successioni d’impressioni, che le cose ci danno attraverso i sensi, passando dalla regione degli ideali, che chiamiamo Futuro, a quella dei ricordi, cui diamo il nome di Passato.

Ma nel Tempo Cosmico, nel Tutto Eterno, nell'Uno di Luce, nell'Energia Animica fonte di tutti noi, palpita la Vita in tutte le sue dimensioni, in tutti i suoi universi, in ogni suo piano e livello. Non possiamo capire con la nostra mente razionale una meraviglia del genere, eppure sappiamo, "sentiamo" che è così. Non possiamo spiegare ad altri, nemmeno se studiassimo tutta la vita, il "trascendente", ma tuttavia lo possiamo percepire attraverso sensazioni, vibrazioni, e anche mediante la meditazione. La maggioranza delle persone, purtroppo, è talmente presa dalla materialità e dalla quotidianità, che ha perso di vista la sua natura divina, e così un uomo pensa di essere "arrivato", solo se avrà ottenuto quello che egli considerava il suo obiettivo materiale - denaro, successo, felicità, amore.

Guardiamo ora l'essere umano da un'altra angolazione. Quello che noi uomini possiamo vedere è solo un'illusione ottica, è l'insieme di tanti "pacchetti" di C O N H integrati tra di loro secondo un ordine particolare, che rivestono l'anima in modo da "costringerla" in un corpo denso. Vediamo una serie di colori, ma anche questo è un trucco: ci sono elementi che non possiamo vedere. La luce è costituita da un insieme di radiazioni monocromatiche, ciascuna con una determinata lunghezza d'onda e la percezione dei colori è un processo neurofisiologico molto complesso: le radiazioni luminose percepite dalla retina dell'occhio vengono codificate da tre diversi recettori che trasmettono impulsi nervosi al cervello, il quale ne ricava la sensazione di "colori" in base alla loro frequenza o lunghezza d'onda.
Facendo passare un fascio di luce bianca attraverso un prisma di cristallo, questo si scompone nei sette "colori fondamentali" dello spettro solare: i colori spettrali sono infiniti, ma l’occhio riesce a distinguerne circa 200...
La luce visibile all'occhio umano è una parte dello spettro elettromagnetico compresa tra i 400 e gli 800 nanometri; oltre questi estremi ci sono le frequenze ultraviolette (percepite in modo indiretto, dato che la sovraesposizione della pelle ai raggi UV causa scottature) e quelle infrarosse (percepite dai recettori della pelle come calore). Esistono visori notturni in grado di captare i raggi infrarossi e convertirli in luce visibile, mentre le radiazioni ultraviolette - non percepite dagli esseri umani - sono visibili per alcuni animali (per esempio le api); altri invece riescono a vedere gli infrarossi.

Con questa spiegazione "scientifica" abbiamo solo voluto mettere in evidenza che ci sono "cose" che non possiamo vedere, eppure esistono; allo stesso modo ci sono "cose che non possiamo "toccare", eppure esistono... e suoni che no possiamo udire, eppure altre creature li percepiscono perfettamente. Il macrocosmo, il microcosmo... è tutto di natura atomica. All'interno del nostro corpo fisico brulica altra vita di cui siamo in qualche modo responsabili, e di cui dobbiamo avere cura; il corpo fisico è il mezzo di trasporto terreno della nostra coscienza e dobbiamo trattarlo bene senza sottoporlo a stress, perché altrimenti il pilota (il nostro Sé immortale) deve trovarsene un altro nuovo...

La sopravvivenza dell'anima, sia nello spazio, sia anche sopra gli altri mondi, sia attraverso le reincarnazioni, è sempre per noi il più formidabile punto d'interrogazione. Atomo dotato di pensiero, trasportato sopra un atomo materiale attraverso le immensità della «Via Lattea», l'uomo può domandarsi se egli non sia altrettanto insignificante per lo spirito quanto per il suo corpo, se la legge del «Progresso» non debba elevarlo in un’ascensione indefinita e se non vi sia un sistema nel mondo morale armoniosamente associato al sistema del mondo fisico. Lo spirito non è superiore alla materia? Quale è la nostra vera natura? Quale è il nostro futuro destino? Siamo noi fiamme effimere che brillano per un istante per spegnersi poi per sempre. Non rivedremo mai più coloro che abbiamo amato che ci hanno preceduto nell' «Aldilà»? Le separazioni sono esse eterne? Muore tutto con noi? Se qualche cosa rimane, che cosa diviene questo elemento imponderabile, invisibile, inafferrabile, ma cosciente, che costituirebbe la nostra duratura personalità? Sopravvivrà esso lungo il tempo? Sopravvivrà esso per sempre? Essere o non essere? Tale è la grande, l'eterna questione posta dai filosofi, dai pensatori, dai ricercatori di tutti i tempi e di tutte le credenze. La morte è essa una fine o una trasformazione? Esistono prove, testimonianze della sopravvivenza dell'essere umano dopo la distruzione dell'organismo vivente? Fino ad oggi, tale soggetto è rimasto fuori del quadro delle osservazioni scientifiche.

In biologia, assimilare implica l'atto di trasformare le sostanze nutritive in parti integranti di un organismo vivente. Figurativamente parlando, il verbo in questione implica un atto che va oltre la pura comprensione intellettuale: colui che assimila un concetto, un'idea, una nozione, li rende propri, li interiorizza.
Per questo ogni acquisizione produrrà maggiore sensibilità e coscienza, che avranno bisogno di corpi e ambienti sempre più "sofisticati" per potersi esprimere e procedere nel cammino evolutivo.
Ecco perché, non solo non è possibile la regressione, che sarebbe inutile, perché in corpi meno sensibili, quel tipo di Coscienza non potrebbe esperire niente di nuovo. Considerando il concetto al pensiero appena esposto, ne conviene che il postulato chi si reincarna non torna mai indietro nell'evoluzione è molto più complesso di quanto si possa immaginare di primo acchito....


Il concetto di reincarnazione è orientale: il Maestro Gesù - il Cristo - di ritorno dall'India e dal Tibet dove aveva trascorso almeno vent'anni apprendendo la dottrina vedica, ne parlava usando le metafore, cercando di trasmettere i "Misteri"... ma per trasmettere a noi le Sue parole furono scartati i documenti redatti quando lui era in vita (un esempio per tutti: il Vangelo "apocrifo" di Tomaso), prediligendo altri, scritti secoli dopo la sua morte!

Il Karma, effetto di cause mosse dall'uomo, non ha lo scopo di punire, ma lo scopo di far comprendere...

L'evoluzione è una rappresentazione graduale e consequenziale di tutti i "sentire" e le espressioni di vita del manifestato divino.
Dunque è tutta presente nel non tempo e nell'eternità, come una pellicola cinematografica, in cui sono rappresentati tutti i fotogrammi del film.
Ogni fotogramma è vitale e "sente"; ma la corrente di vita ed espressione si sviluppa in procedure che vanno dal sentire più semplice (quello del cristallo) a quello più complesso, per arrivare al sentire assoluto. Per questo, quando un individuo si trova a "vibrare" in una situazione, il fotogramma successivo dovrà essere consequenziale al precedente, e perciò con un sentirsi d'essere superiore a quello espresso prima.
Inoltre il motore di ogni momento vitale è l'esperienza, la quale dovrà essere proporzionata al grado di possibilità percettive e di sensibilità di quell'individuo.

Coscienza e libero arbitrio

Il libero arbitrio è la possibilità che ha la coscienza di modificare la direzione che l'istinto o il bisogno obbligherebbero a prendere. Cioè rompere la catena deterministica evolutiva.
Un animale, che vive solo d'istinto, o un uomo poco evoluto, cioè con una coscienza poco sviluppata, saranno più soggetti al determinismo, senza possibilità di vere scelte di coscienza.
Invece, chi ha una coscienza sviluppata potrà rompere più facilmente quelle che sono gli impulsi dei veicoli inferiori (emotivo e mentale) e trascendere ogni bisogno in funzione dell'altrui.
Quest'individuo farà delle scelte al di fuori del determinismo, fino ad arrivare a una totale libertà, quando la sua struttura animica sarà completamente pervasa dalla coscienza e non peserà più nelle scelte individuali.

Questo spiega come mai la libertà dell'uomo, proporzionale alla sua evoluzione (pur essendo questa unidirezionale) non possa interferire sul libero arbitrio.

fonte: https://crepanelmuro.blogspot.it

mercoledì 4 gennaio 2017

la grande menzogna in cui viviamo


di Vadim Zeland
La menzogna in cui viviamoOgni giorno ci svegliamo nella stessa stanza e ci predisponiamo a vivere esattamente come il giorno prima. Eppure, un tempo, ogni giorno era una nuova avventura. Lungo il percorso è cambiato qualcosa… e adesso i nostri giorni sono scanditi e programmati.
È questo ciò che significa essere cresciuti? Essere liberi? Ma siamo davvero liberi? Gli elementi stessi di cui abbiamo bisogno per sopravvivere sono di proprietà di multinazionali. Non c’è cibo per noi sugli alberi, l’acqua del rubinetto è inquinata e dobbiamo comprarla imbottigliata.
Scopriamo il mondo attraverso un libro di testo. Per anni ci sediamo e rigurgitare ciò che ci viene detto. Testati e classificati come soggetti in un laboratorio. Cresciamo senza fare la differenza in questo mondo,pensando di essere diversi. Abbastanza intelligenti per fare il nostro lavoro, non mettiamo mai in discussione il motivo per cui lo facciamo. Quindi lavoriamo (quando ce lo permettono) e il lavoro, è l’unico strumento per vivere la vita. Fino al giorno in cui siamo troppo vecchi per continuare a farlo. E’ qui veniamo lasciati a morire. I nostri figli, in questo gioco perverso del lavoro, ci sostituiscono prendendo il nostro posto.
Abbiamo solo un unico percorso: tutti insieme non siamo altro che combustibile. Il combustibile che alimenta l’élite. Élite che si nascondono dietro il logo di società. Questo è il loro mondo. E la loro risorsa più preziosa, siamo proprio noi. Costruiamo le loro città, corriamo con le loro macchine, combattiamo le loro guerre. Dopo tutto, il denaro non è ciò che li spinge. E’ il potere. Il denaro è semplicemente lo strumento che usano per controllarci. Pezzi di carta senza valore, un mero uso da cui noi dipendiamo per nutrirci, commuoverci o divertirci.
Ci hanno dato i soldi e in cambio noi abbiamo dato loro il mondo. Dove c’erano alberi che pulivano la nostra aria, ora ci sono fabbriche che ci avvelenano. Dove c’era acqua da bere, ora ci sono rifiuti tossici maleodoranti. Se una volta gli animali correvano liberi, ora ci sono allevamenti intensivi dove animali nascono e vengono macellati senza sosta, per soddisfare le finte nostre esigenze. Oltre un miliardo di persone soffrono la fame, nonostante ci sia cibo a sufficienza per tutti. Da dove viene e dove va tutto il 70% del grano coltivato? Serve ad ingrassare gli animali che ci mangiamo a pranzo e a cena. Perché non aiutare gli affamati invece?
InquinamentoSiamo come una piaga che sta infettando la terra, facendo a pezzi l’ambiente stesso che ci permette di vivere. Vediamo tutto come qualcosa da vendere, come un oggetto di nostra proprietà. Ma cosa succederà quando avremo inquinato l’ultimo fiume? Avvelenato l’ultima boccata d’aria? Quando non avremo più il gasolio per i camion che trasportano il nostro cibo?Quando capiremo che il denaro non può essere mangiato e che non ha alcun valore? Non stiamo distruggendo solo il pianeta. Stiamo distruggendo ogni forma di vita su di esso. Ogni anno migliaia di specie si estinguono. E il tempo sta per scadere.
Se si vive in America, c’è il 41% di probabilità di contrarre il cancro. La malattia di cuore uccide invece un americano su tre. Qui in Europa non siamo molto lontani da queste statistiche, sono cinquant’anni e passa che ci stiamo americanizzando. Prendiamo i farmaci che ci prescrivono i dottori per affrontare questi problemi, ma le cure mediche sono la terza causa di morte dietro il cancro e le malattie cardiache. Ci è stato detto che tutto può essere risolto se finanziamo gli scienziati in modo che possano scoprire una pillola per farci sparire tutte le nostre patologie. Ma le case farmaceutiche e le società di “cancropoli” si affidano alla nostra sofferenza per realizzare lauti profitti.
Quando pensiamo di curarci da una patologia ricorrendo a una cura, in realtà, stiamo fuggendo dalla vera causa. Il nostro corpo è il prodotto di ciò che consumiamo e, il cibo che mangiamo è progettato esclusivamente per il profitto. Ci riempiamo con sostanze chimiche e tossiche. I corpi degli animali sono infestati da malattie e ricolmi di farmaci. Ma noi non abbiamo occhi per vedere, poiché il piccolo gruppo di società che possiedono i media non ce lo diranno mai. Siamo immersi in una visione illusoria che ci viene propinata come realtà.
MatrixE’ divertente pensare che l’uomo una volta abbia pensato che la terra fosse al centro dell’universo. Ora, di nuovo, vediamo noi stessi come il centro di tutto. La nostra tecnologia è li a dirci che noi siamo più intelligenti. Ma veramente crediamo che computer, automobili, e fabbriche illustrino davvero come siamo intelligenti? Oppure ci mostrano come siamo diventati apatici, pigri, svogliati, ignavi. Abbiamo messo la maschera a questa “civilizzazione”. Ma quando questa realtà virtuale cesserà, lasciandoci completamente nudi sia dentro che fuori, cosa saremo veramente?
Ci siamo dimenticati che solo meno di cento anni fa abbiamo potuto permettere alle donne di votare; consentire ai neri di avere gli stessi diritti. Ci comportiamo come se fossimo esseri onniscienti, ma c’è molto che non riusciamo a vedere e capire. Camminiamo lungo la strada ignorando tutte le piccole cose: gli sguardi che si incrociano, ad esempio o le storie che si condividono. Vedendo tutto ciò come sfondo a noi stessi soltanto.
Forse abbiamo paura di essere soli, di essere solo una parte di un quadro molto più grande. Ma non riusciamo a stabilire la connessione. Stiamo bene uccidendo maiali, mucche, galline, stranieri in terre straniere. Ma non i nostri vicini, non i nostri cani, i nostri gatti, quelli che abbiamo imparato ad amare e capire. Chiamiamo ancora le altre creature stupide e primitive, giustificando le nostre azioni. Uccidiamo semplicemente perché possiamo farlo, perché lo abbiamo sempre fatto. Questo è un buon agire? Eppure, stiamo solo dimostrando quanto poco abbiamo imparato. Continuando ad agire in forma primitiva, piuttosto che comprendere ed esercitare la compassione.
La morte che ci circonda costantemente, sembra ancora così distante dalla nostra realtà quotidiana. Ma un giorno, questa sensazione che chiamiamo vita ci lascerà. I nostri corpi marciranno, i nostri oggetti resteranno solo un mero ricordo. Rimarranno solo le nostre azioni. 
La distruzione delle guerreViviamo in un mondo sull’orlo del precipizio. Le guerre di domani saranno dei vincitori. Per la violenza non ci sarà mai la risposta; distruggerà ogni possibile soluzione. Se tutti noi guardiamo al nostro desiderio più profondo, vedremo che i nostri sogni non sono così diversi da quelli degli altri. Condividiamo infatti tutti un obiettivo comune: la Felicità. Noi distruggiamo cercando di essere felici, senza mai guardare dentro noi stessi. Ma siamo davvero così felici con il nostro iPhone, le nostre grandi case, le nostre auto fantasiose? Molte delle persone più felici sono quelle che possiedono il minimo.
Ci siamo disconnessi dalla realtà. Idolatriamo persone che non abbiamo mai incontrato (vip, star, sportivi ecc.). Assistiamo la straordinarietà sugli schermi, l’ordinarietà ovunque. Aspettiamo che qualcuno ci porti il cambiamento, senza mai pensare di cambiare noi stessi. Smettiamo di aspettare il cambiamento. La razza umana non è sopravvissuta perché siamo più veloci o più forti, ma perché abbiamo lavorato insieme. Abbiamo imparato l’atto di uccidere. Ora dobbiamo padroneggiare la gioia di vivere.
Non si tratta solo di salvare il pianeta. Il pianeta sarà sempre qui, sia che ci saremo noi uomini o no. La Terra esiste da miliardi di anni, ognuno di noi sarà fortunato se arriverà ad ottanta anni. Siamo un lampo nel tempo, ma il nostro impatto resterà per sempre.
Oggi, abbiamo un’opportunità che non abbiamo mai avuto prima. Internet ci dà il potere di condividere dei messaggi e unire milioni di persone nel mondo. Mentre siamo ancora in grado, dobbiamo quindi usare i nostri computer come strumento per avvicinarci, piuttosto che per allontanarci.
Nel bene e nel male, la nostra generazione determinerà il futuro della vita su questo pianeta. Possiamo scegliere se continuare a servire questo sistema di distruzione fino a quando il ricordo della nostra esistenza scomparirà o possiamo svegliarci. Rendendoci conto che non stiamo evolvendo verso l’alto, ma cadendo… Siamo i volti di tutti coloro che sono venuti prima di noi. Ed ora è il nostro turno.
Possiamo scegliere di ritagliarci il nostro percorso fuori dai solchi già segnati o seguire la strada che hanno già preso innumerevoli altri senza creare il Cambiamento. Siamo noi tutti a scrivere la storia. La nostra storia… la loro storia, la storia di tutti.
Tratto dal video documentario: “The Lie We Live” di Spencer Cathcart
Trascritto in lingua inglese da: Freshtastical
Riadattato in lingua italiana da: ningizhzidda.blogspot.it
Tratto da: fisicaquantisitica
 https://ununiverso.it/2017/01/03/la-grande-menzogna-in-cui-viviamo/
fonte: https://alfredodecclesia.blogspot.it