CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

mercoledì 4 gennaio 2017

la grande menzogna in cui viviamo


di Vadim Zeland
La menzogna in cui viviamoOgni giorno ci svegliamo nella stessa stanza e ci predisponiamo a vivere esattamente come il giorno prima. Eppure, un tempo, ogni giorno era una nuova avventura. Lungo il percorso è cambiato qualcosa… e adesso i nostri giorni sono scanditi e programmati.
È questo ciò che significa essere cresciuti? Essere liberi? Ma siamo davvero liberi? Gli elementi stessi di cui abbiamo bisogno per sopravvivere sono di proprietà di multinazionali. Non c’è cibo per noi sugli alberi, l’acqua del rubinetto è inquinata e dobbiamo comprarla imbottigliata.
Scopriamo il mondo attraverso un libro di testo. Per anni ci sediamo e rigurgitare ciò che ci viene detto. Testati e classificati come soggetti in un laboratorio. Cresciamo senza fare la differenza in questo mondo,pensando di essere diversi. Abbastanza intelligenti per fare il nostro lavoro, non mettiamo mai in discussione il motivo per cui lo facciamo. Quindi lavoriamo (quando ce lo permettono) e il lavoro, è l’unico strumento per vivere la vita. Fino al giorno in cui siamo troppo vecchi per continuare a farlo. E’ qui veniamo lasciati a morire. I nostri figli, in questo gioco perverso del lavoro, ci sostituiscono prendendo il nostro posto.
Abbiamo solo un unico percorso: tutti insieme non siamo altro che combustibile. Il combustibile che alimenta l’élite. Élite che si nascondono dietro il logo di società. Questo è il loro mondo. E la loro risorsa più preziosa, siamo proprio noi. Costruiamo le loro città, corriamo con le loro macchine, combattiamo le loro guerre. Dopo tutto, il denaro non è ciò che li spinge. E’ il potere. Il denaro è semplicemente lo strumento che usano per controllarci. Pezzi di carta senza valore, un mero uso da cui noi dipendiamo per nutrirci, commuoverci o divertirci.
Ci hanno dato i soldi e in cambio noi abbiamo dato loro il mondo. Dove c’erano alberi che pulivano la nostra aria, ora ci sono fabbriche che ci avvelenano. Dove c’era acqua da bere, ora ci sono rifiuti tossici maleodoranti. Se una volta gli animali correvano liberi, ora ci sono allevamenti intensivi dove animali nascono e vengono macellati senza sosta, per soddisfare le finte nostre esigenze. Oltre un miliardo di persone soffrono la fame, nonostante ci sia cibo a sufficienza per tutti. Da dove viene e dove va tutto il 70% del grano coltivato? Serve ad ingrassare gli animali che ci mangiamo a pranzo e a cena. Perché non aiutare gli affamati invece?
InquinamentoSiamo come una piaga che sta infettando la terra, facendo a pezzi l’ambiente stesso che ci permette di vivere. Vediamo tutto come qualcosa da vendere, come un oggetto di nostra proprietà. Ma cosa succederà quando avremo inquinato l’ultimo fiume? Avvelenato l’ultima boccata d’aria? Quando non avremo più il gasolio per i camion che trasportano il nostro cibo?Quando capiremo che il denaro non può essere mangiato e che non ha alcun valore? Non stiamo distruggendo solo il pianeta. Stiamo distruggendo ogni forma di vita su di esso. Ogni anno migliaia di specie si estinguono. E il tempo sta per scadere.
Se si vive in America, c’è il 41% di probabilità di contrarre il cancro. La malattia di cuore uccide invece un americano su tre. Qui in Europa non siamo molto lontani da queste statistiche, sono cinquant’anni e passa che ci stiamo americanizzando. Prendiamo i farmaci che ci prescrivono i dottori per affrontare questi problemi, ma le cure mediche sono la terza causa di morte dietro il cancro e le malattie cardiache. Ci è stato detto che tutto può essere risolto se finanziamo gli scienziati in modo che possano scoprire una pillola per farci sparire tutte le nostre patologie. Ma le case farmaceutiche e le società di “cancropoli” si affidano alla nostra sofferenza per realizzare lauti profitti.
Quando pensiamo di curarci da una patologia ricorrendo a una cura, in realtà, stiamo fuggendo dalla vera causa. Il nostro corpo è il prodotto di ciò che consumiamo e, il cibo che mangiamo è progettato esclusivamente per il profitto. Ci riempiamo con sostanze chimiche e tossiche. I corpi degli animali sono infestati da malattie e ricolmi di farmaci. Ma noi non abbiamo occhi per vedere, poiché il piccolo gruppo di società che possiedono i media non ce lo diranno mai. Siamo immersi in una visione illusoria che ci viene propinata come realtà.
MatrixE’ divertente pensare che l’uomo una volta abbia pensato che la terra fosse al centro dell’universo. Ora, di nuovo, vediamo noi stessi come il centro di tutto. La nostra tecnologia è li a dirci che noi siamo più intelligenti. Ma veramente crediamo che computer, automobili, e fabbriche illustrino davvero come siamo intelligenti? Oppure ci mostrano come siamo diventati apatici, pigri, svogliati, ignavi. Abbiamo messo la maschera a questa “civilizzazione”. Ma quando questa realtà virtuale cesserà, lasciandoci completamente nudi sia dentro che fuori, cosa saremo veramente?
Ci siamo dimenticati che solo meno di cento anni fa abbiamo potuto permettere alle donne di votare; consentire ai neri di avere gli stessi diritti. Ci comportiamo come se fossimo esseri onniscienti, ma c’è molto che non riusciamo a vedere e capire. Camminiamo lungo la strada ignorando tutte le piccole cose: gli sguardi che si incrociano, ad esempio o le storie che si condividono. Vedendo tutto ciò come sfondo a noi stessi soltanto.
Forse abbiamo paura di essere soli, di essere solo una parte di un quadro molto più grande. Ma non riusciamo a stabilire la connessione. Stiamo bene uccidendo maiali, mucche, galline, stranieri in terre straniere. Ma non i nostri vicini, non i nostri cani, i nostri gatti, quelli che abbiamo imparato ad amare e capire. Chiamiamo ancora le altre creature stupide e primitive, giustificando le nostre azioni. Uccidiamo semplicemente perché possiamo farlo, perché lo abbiamo sempre fatto. Questo è un buon agire? Eppure, stiamo solo dimostrando quanto poco abbiamo imparato. Continuando ad agire in forma primitiva, piuttosto che comprendere ed esercitare la compassione.
La morte che ci circonda costantemente, sembra ancora così distante dalla nostra realtà quotidiana. Ma un giorno, questa sensazione che chiamiamo vita ci lascerà. I nostri corpi marciranno, i nostri oggetti resteranno solo un mero ricordo. Rimarranno solo le nostre azioni. 
La distruzione delle guerreViviamo in un mondo sull’orlo del precipizio. Le guerre di domani saranno dei vincitori. Per la violenza non ci sarà mai la risposta; distruggerà ogni possibile soluzione. Se tutti noi guardiamo al nostro desiderio più profondo, vedremo che i nostri sogni non sono così diversi da quelli degli altri. Condividiamo infatti tutti un obiettivo comune: la Felicità. Noi distruggiamo cercando di essere felici, senza mai guardare dentro noi stessi. Ma siamo davvero così felici con il nostro iPhone, le nostre grandi case, le nostre auto fantasiose? Molte delle persone più felici sono quelle che possiedono il minimo.
Ci siamo disconnessi dalla realtà. Idolatriamo persone che non abbiamo mai incontrato (vip, star, sportivi ecc.). Assistiamo la straordinarietà sugli schermi, l’ordinarietà ovunque. Aspettiamo che qualcuno ci porti il cambiamento, senza mai pensare di cambiare noi stessi. Smettiamo di aspettare il cambiamento. La razza umana non è sopravvissuta perché siamo più veloci o più forti, ma perché abbiamo lavorato insieme. Abbiamo imparato l’atto di uccidere. Ora dobbiamo padroneggiare la gioia di vivere.
Non si tratta solo di salvare il pianeta. Il pianeta sarà sempre qui, sia che ci saremo noi uomini o no. La Terra esiste da miliardi di anni, ognuno di noi sarà fortunato se arriverà ad ottanta anni. Siamo un lampo nel tempo, ma il nostro impatto resterà per sempre.
Oggi, abbiamo un’opportunità che non abbiamo mai avuto prima. Internet ci dà il potere di condividere dei messaggi e unire milioni di persone nel mondo. Mentre siamo ancora in grado, dobbiamo quindi usare i nostri computer come strumento per avvicinarci, piuttosto che per allontanarci.
Nel bene e nel male, la nostra generazione determinerà il futuro della vita su questo pianeta. Possiamo scegliere se continuare a servire questo sistema di distruzione fino a quando il ricordo della nostra esistenza scomparirà o possiamo svegliarci. Rendendoci conto che non stiamo evolvendo verso l’alto, ma cadendo… Siamo i volti di tutti coloro che sono venuti prima di noi. Ed ora è il nostro turno.
Possiamo scegliere di ritagliarci il nostro percorso fuori dai solchi già segnati o seguire la strada che hanno già preso innumerevoli altri senza creare il Cambiamento. Siamo noi tutti a scrivere la storia. La nostra storia… la loro storia, la storia di tutti.
Tratto dal video documentario: “The Lie We Live” di Spencer Cathcart
Trascritto in lingua inglese da: Freshtastical
Riadattato in lingua italiana da: ningizhzidda.blogspot.it
Tratto da: fisicaquantisitica
 https://ununiverso.it/2017/01/03/la-grande-menzogna-in-cui-viviamo/
fonte: https://alfredodecclesia.blogspot.it

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