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CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA
mercoledì 27 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
Forteto
Forteto, la relazione della commissione
«Una setta in cui gli abusi erano la norma»
Recentemente la Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 22 persone tra cui Fiesoli
Una setta, al cui interno gli abusi sessuali, psicoligici e affettivi sui minori rappresentavano la consuetudine: giorno dopo giorno i giovani ospitati venivano sostanzialmente plagiati. Sono alcune delle conclusioni a cui è giunta la commissione d'inchiesta del Consiglio regionale sull'affidamento dei minori in Toscana, che si è occupata in particolare del Forteto, la comunità guidata da Rodolfo Fiesoli. La commissione - presidente Stefano Mugnai (Pdl) e vicepresidente Paolo Bambagioni (Pd) - ha illustrato in aula la relazione finale (qui i dettagli con le accuse e i silenzi), frutto di un lavoro di 23 sedute in 4 mesi, durante le quali sono state ascoltate 53 persone, tra cui i rappresentanti dell'associazione «Vittime del Forteto».
Nella comunità, si legge nella relazione, «l'abuso risultava essere la prassi e i minori divenivano prede. Ciò avveniva con il consenso collettivo e dei genitori affidatari, e la comunità accettava e giustificava gli approcci sessuali di Fiesoli nei confronti dei ragazzi». Al Forteto, si legge ancora, «veniva incentivata l'omosessualità» e «osteggiata l'eterosessualità. Ciò implica che al Forteto nascono pochissimi bambini e nuove energie arrivano attraverso i minori in affido». Per Mugnai il Forteto era una struttura non deputata a fare accoglienza di minori ma dove, in pratica, la si è fatta per 35 anni. «Si è continuato ad affidarvi bambini - ha detto - anche dopo il 1985, quando Fiesoli e Luigi Goffredi, anch'egli fondatore del Forteto, sono stati oggetto di una sentenza di condanna (poi passata in giudicato) per vari capi d'imputazione».
Recentemente la Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 22 persone tra cui Fiesoli. «Questi fatti drammatici sono potuti accadere anche perché il Forteto godeva di una serie di relazioni importanti: dal Tribunale dei Minori, ad associazioni, alla Regione Toscana, al mondo della politica». Lo ha detto Stefano Mugnai (Pdl), presidente della commissione regionale d'inchiesta che si è occupata delle vicende del Forteto, commentando la relazione finale. Il Forteto è una comunità con sede a Vicchio del Mugello (Firenze) i cui componenti erano anche affidatari di minori: il fondatore, Rodolfo Fiesoli, e numerosi suoi collaboratori sono coinvolti in un'inchiesta che ipotizza, a vario titolo, i reati di violenza sessuale e maltrattamenti. Le testimonianze raccolte dalla commissione raccontano di numerosi politici che «a vario titolo - è scritto nella relazione - e con differenti modalità, passano al Forteto come Piero Fassino, Vittoria Franco, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro, Tina Anselmi, Claudio Martini, Riccardo Nencini. Si va da chi compie un rapido passaggio in vista di prossime elezioni, a chi scrive prefazioni per le pubblicazioni editoriali del Forteto, a chi, magari anche solo per territorialità, diviene frequentatore più assiduo». Anche in virtù di questa rete di relazioni, il sistema Forteto ha goduto di molto vanto e ha ricevuto anche contributi pubblici dalla Regione Toscana. «Dal 1997 al 2010 - è scritto nella relazione - la cooperativa agricola della comunità ha ottenuto contributi per 1,2 milioni di euro».
fonte: corrierefiorentino.corriere.it
mercoledì 20 febbraio 2013
la cultura psichedelica
In quell’ormai lontano pomeriggio d’aprile del 1943, quando sperimentò per la prima volta su di sé le proprietà psicoattive e visionarie della dietilamide dell’acido lisergico da lui stesso sintetizzata cinque anni prima, Albert Hofmann sicuramente non si rese conto di aver scoperto la sostanza che sarebbe diventata, nel bene e nel male, una delle più significative e importanti di tutto il Novecento. Men che mai avrebbe potuto rendersi conto che l’LSD, il suo “Bambino difficile”, come lo definirà in un libro autobiografico, avrebbe in capo a pochi anni rivoluzionato i fondamenti della psichiatria e della psicologia clinica, addirittura il pensiero e la filosofia di vita di milioni di artisti e giovani di tutto il mondo. Non poteva certo prevederlo, né immaginarlo, ma fu proprio ciò che avvenne.
Non è esagerato affermare che gli anni Sessanta furono caratterizzati da una vasta produzione artistica e filosofica direttamente influenzata dall’LSD. A qualcuno potrà sembrare assurdo, o per lo meno un po’ forzato affermare che una sostanza chimica possa generare o anche solo influenzare una filosofia o un sistema di vita, eppure non c’è dubbio che l’uso delle cosiddette droghe psichedeliche o allucinogeni che dir si voglia, sia strettamente associato a determinati atteggiamenti e schemi esistenziali. Il Movimento psichedelico fu portatore di idee ed ideali che, anche se non completamente nuovi, anche se confusi e velleitari, contradditori e spesso ambigui, hanno espresso potenti convinzioni e valori ricchi di significato per i giovani di tutto il mondo. Qualunque sia il giudizio che possiamo esprimere sui “valori” di quella generazione, resta indubbio che le sue caratteristiche erano rappresentate dalla ricerca di “nuovi valori”, sia sociali che individuali, dalla ricerca di una più ampia “consapevolezza”, di nuovi stati di coscienza. La generazione psichedelica fu, in altre parole, una generazione proiettata verso la ricerca attiva di un “qualcosa” che permettesse una consapevolezza piena. Movimento rivoluzionario, quindi. Nel senso semantico del termine, vale a dire teso a una trasformazione completa dell’ordine delle cose. Non è un caso che il 1968, l’anno che rappresentò l’apoteosi della rivolta dei Figli dei Fiori, fu anche l’anno in cui cominciarono le grandi rivolte (prima studentesche e poi operaie) in Europa e negli Stati Uniti.
All’inizio di quella che fu definita l’Era Psichedelica, molti personaggi si entusiasmarono all’idea che si potesse giungere ad un controllo volontario degli stati di coscienza: l’uso ricreazionale –oggi diremmo ludico- degli allucinogeni era considerato, a ragione, solo la modalità più “povera” di queste sostanze che venivano enfatizzate come strumenti per allargare la coscienza, rivoluzionare il cervello e addirittura i rapporti sociali. Permettere, in altre parole, la creazione di una sorta di tecnologia dell’estasi. La storia ci insegna come andarono a finire le cose: nell’agosto del 1965 la SANDOZ fu costretta a sospendere la produzione e la distribuzione dell’LSD, fino allora legale. Nel 1967 venne messo al bando dal Governo americano dietro pressione dell’allora presidente Johnson -guarda caso lo stesso presidente responsabile dell’escalation bellica in Vietnam-, e di lì a pochi anni in tutti i Paesi del mondo. All’Era Psichedelica si passò così all’Era del Proibizionismo, delle Leggi antidroga, della demonizzazione e criminalizzazione delle droghe cosiddette “leggere”, della persecuzione “con la scusa della droga” delle opposizioni sociali meno disposte a farsi imprigionare nel Sogno americano e nella logica del capitalismo moderno.
Se l’LSD ha influenzato l’arte degli anni Sessanta e ha formato quella che abbiamo chiamato Generazione psichedelica, questa ha –direttamente o indirettamente- influenzato non solo il costume degli anni a venire, ma anche molte discipline scientifiche, prime fra tutte l’etnologia, la psicologia e la storia delle religioni. È proprio da quel crogiuolo generazionale ed esperienziale che sono usciti quei ricercatori che oggi movimentano il dibattito internazionale sugli stati di coscienza e sulla trance.
Camilla Giliberto
Vicepresidente della Società Italiana di Psicoanalisi Caratteriale nel 1987/88. Ha diretto l’Ambulatorio di Psicoterapia dell’Istituto Clinico Polivalente di Aosta. Appartenente al “nucleo storico” della SISSC ne è attualmente il Presidente. Direttore scientifico della Rivista Altrove. Autore di libri e numerosi articoli. Tra i lavori più recenti ricordiamo: Hofmann, Scienziato alchimista. Tributo allo scopritore dell’LSD; Psicofunghi italiani; Pionieri della Psichedelia (con Fulvio Gosso); Le Piante Sacre.
Pubblicato su Dolce Vita n°1 – Ottobre 2005
fonte: www.enjoint.info
lunedì 18 febbraio 2013
fuori corso
andato come il participio passato
come dargli torto, participio!
Rivedere dal principio.
Quello che provo per te è andato fuori corso,
sarà stato il morso
ricevuto durante un discorso decorso.
Accarezzavo il tuo viso col dorso
mentre sopraggiungeva il rimorso,
non so se sia di buon auspicio
aizzare un fuoco d'artificio, CURSUM PERFICIO,
sto finendo il mio percorso
concedimi l'ultimo sorso,
corsari desideri invocano soccorso
rari desideri ormai bloccati dall'altro ieri.
Quello che provo per te è andato fuori corso,
il presente non dura per sempre
sabato 16 febbraio 2013
il caso Chico Forti
Esiste un caso di cui non si parla tanto, o almeno non quanto si dovrebbe. Ed esiste un gruppo di persone che ogni giorno si batte, soprattutto attraverso la rete, affinché la situazione si sblocchi. Stiamo parlando di Chico Forti e delgruppo Facebook Chico Forti Free. Chico Forti si trova in carcere a Miami (Florida) dal 2000, con la prospettiva di restarci tutta la vita, dal momento che è stato condannato in via definitiva all’ergastolo. Cronaca-nera.it vi racconterà ora la sua storia, certi che alla fine anche voi vi unirete al coro di voci che chiede LIBERTA’ PER CHICO.
Enrico - detto Chico - Forti, classe 1959, è originario di Trento. Da giovane è un ragazzo molto sportivo e pratica a livelli agonistici il windsurf. Nel 1990 Chico è anche protagonista di una puntata del celebre quiz tv “Telemike”, dove si presenta come concorrente e vince. Grazie proprio a questa vincita, che gli permette di mettere dei risparmi da parte, nel 1992 Chico si trasferisce a Miami, in Florida, e precisamente nel lussuoso quartiere di Williams Island. Oltreoceano, l’italiano intraprende la carriera di conduttore di programmi televisivi che parlano di sport estremo e diventa anche filmaker e produttore. Inotre, si diletta a fare il mediatore immobiliare. Anche sotto la sfera sentimentale la vita di Chico è un successo: si innamora e sposa la modella Heather Crane: la coppia metterà al mondo 3 figli.
A questo punto della storia, che sembrerebbe destinata a un “happy ending”, arriva il primo colpo di scena, che apparentemente non ha nulla a che fare con Chico… il 15 luglio 1997 in Ocean Drive, sempre a Miami, viene ucciso lo stilista italiano Gianni Versace. Nove giorni più tardi il suo assassino, Andrew Cunanan, dopo essere stato accerchiato si suicida con un colpo di pistola alla testa all’interno di una casa galleggiante a Miami Beach.
Chico Forti, tramite un suo vicino di casa, il tedescoThomas Knott (personaggio chiave di tutta la vicenda), riesce ad acquisire i diritti della house boat e decide quindi di girare un documentario-inchiesta (dal titolo “Il sorriso della medusa”) sulla vicenda, in collaborazione con una tv francese e con Rai 3. Chico però ben presto si rende conto che qualcosa non torna nella ricostruzione del suicidio di Cunanan: forse l’uomo è stato ammazzato altrove e trasportato nella casa galleggiante già morto; forse, addirittura, Cunanan non è nemmeno l’assassino di Versace. Si tratta di insinuazioni gravi, che rischiano di mettere in cattiva luce la polizia di Miami Beach. Ma Chico ha i suoi buoni motivi per pensarla così, dal momento che ha avuto modo di visionare dei documenti riservati fornitigli dal detective Gary Schiaffo dietro ricompensa economica.
Ad un certo punto, però, ulteriori accordi con Schiaffo (che avrebbe dovuto dargli la foto del volto di Cunanan, ma viene meno al suo impegno) saltano e l’italiano e il detective si lasciano in malo modo. Il documentario comunque è finito ed è pronto per andare in onda (clicca QUI per vederlo integralmente).
Ma torniamo ora a parlare di Thomas Knott… ve lo ricordate? È il vicino di casa che aveva aiutato Chico ad acquisire i diritti per la casa galleggiante… Knott ufficialmente è un maestro di tennis, ma in realtà è un truffatore condannato a 6 anni di reclusione in Germania e scappato negli Stati Uniti nel 1996. Chico, ovviamente all’oscuro di questa doppia vita di Knott, fa amicizia e si fida del tedesco. Un giorno, addirittura, lo incontra all’interno di un negozio di articoli sportivi intento ad acquistare una pistola: Knott, giunto alla cassa, si ritrova (casualmente?) senza carta di credito e Chico, da bravo amico, gli anticipa la spesa! Un gesto che, a distanza di tempo, si dimostrerà un gravissimo errore…
Ma la lucidità, quando si tratta di truffe e di denaro facile, ce l’ha ancora, eccome. Nel novembre 1997 Anthony Pike va a Miami a trovare l’amico Thomas Knott e in quell’occasione conosce Chico Forti, un uomo giovane, buono, di successo, con un discreto conto in banca… insomma, il perfetto “pollo da spennare”! Così Knott e Pike, il gatto e la volpe, organizzano la truffa del secolo: vendere il Pikes hotel a Chico. L’italiano purtroppo ci casca e così, nel gennaio del 1998, firma con Pike l’accordo (Knott viene tenuto fuori dalla cosa, perché nel frattempo Chico è venuto a conoscenza della sua natura “truffaldina”).
Alcuni giorni dopo Pike contatta Chico telefonicamente: suo figlio Dale, 42 anni, dopo essere rientrato dalla Malesia (dove viveva e da dove è scappato per motivi di soldi) vorrebbe andare a Miami a conoscerlo, ma loro non hanno i soldi per comprarsi i biglietti dell’aereo. Chico si offre di pagare e così si programma l’incontro. In realtà il motivo principale per cui Dale vuole fare quel viaggio è l’attività di produttore televisivo e cinematografico di Chico: il giovane Pike, infatti, vorrebbe proporre all’italiano un film, avente per protagonista la sua fidanzata (come si evince dalle mail tra Dale e la ragazza).
Valentina Magrin
fonte: www.cronaca-nera.it
venerdì 15 febbraio 2013
il programma politico di CasaPound
A parte gli attesi scivoloni sul fascismo (che è stato “un fiorire dell’arte, dell’onestà, dell’ironia” e che garantiva “più libertà d’espressione rispetto ad adesso”), Iannone ha mostrato sulla carta anche tanto buon senso parlando con moderazione di coppie di fatto, biotestamento e politiche sociali. “Un programma che occhieggia a sinistra”, l’ha definito Capriccioli. E in effetti a sinistra la candidatura di CasaPound non sembra destare preoccupazioni. Anzi, probabilmente è benvenuta, dato che i giovani fascisti – che in tante scuole superiori romane e anche nelle università godono di ampio seguito – è certamente ad Alemanno che toglieranno voti.
Tutto bene dunque? Mica tanto. Al di là delle dichiarazioni ruffiane di Iannone a un settimanale di centrosinistra, vale la pena chiedersi quale sia il vero programma politico di CasaPound, e se la “promozione” degli slogan di questa organizzazione fascista a temi “ufficiali” del dibattito elettorale non possa avere dei risvolti deleteri, di cui dovremmo preoccuparci. Scorriamo dunque il Pdf del programma, come suppongo abbiano fatto già con grande attenzione sia Alemanno sia Zingaretti.
Avvertenza: il programma è lungo 17 pagine, ci sono tanti passaggi suggestivi (ancorché demagogici e dai toni uniformemente marziali e categorici) e per farsi un’idea compiuta bisognerebbe leggerlo tutto. Io qui mi limito a isolare alcuni punti che mi hanno colpito (leggi preoccupato) particolarmente.
La parte economica anzitutto. Balzano subito all’occhio le proposte di:
- “Azzeramento unilaterale del debito pubblico e conseguente modifica dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht”.
- “Proprietà statale della Banca d’Italia e controllo governativo della stessa”.
- “Politica autarchica integrata nell’area europea, con una partnership privilegiata nei confronti della Federazione Russa e la riproposizione di una politica mediterranea sovranista”.
- “Impedire il commercio con quelle nazioni in cui i lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei lavoratori europei”.
- “Tassazione comunitaria sui beni di consumo che sia direttamente proporzionale alla distanza dal suo luogo di produzione e alle differenti condizioni sociali e lavorative in cui questi beni sono prodotti.”
- “Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni esce dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo, appartiene alla sfera d’azione che è propria dello Stato”.
- “Proprietà statale della Banca d’Italia e controllo governativo della stessa”.
- “Politica autarchica integrata nell’area europea, con una partnership privilegiata nei confronti della Federazione Russa e la riproposizione di una politica mediterranea sovranista”.
- “Impedire il commercio con quelle nazioni in cui i lavoratori non hanno le stesse tutele e garanzie dei lavoratori europei”.
- “Tassazione comunitaria sui beni di consumo che sia direttamente proporzionale alla distanza dal suo luogo di produzione e alle differenti condizioni sociali e lavorative in cui questi beni sono prodotti.”
- “Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni esce dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo, appartiene alla sfera d’azione che è propria dello Stato”.
Non credo ci sia bisogno di spiegare quali sarebbero le conseguenze di simili politiche. Il default, l’impossibilità di finanziare la spesa pubblica, l’abbandono dell’Euro, la chiusura delle frontiere ai prodotti stranieri (di fatto anche a quelli europei), la Russia come partner privilegiato. Sembra che i modelli dei fascisti del terzo millennio siano, oltre all’Italia di Mussolini ovviamente (e ci può stare), la Libia di Gheddafi e la Corea di Kim Jong-Il (non ditelo a Marco Rizzo però, potrebbe venirgli la tentazione di votare CasaPound).
Fin qui, forse, possiamo ancora prenderla a ridere. E’ quando si passa ai punti “Oltre la società multirazzista”, “Per una cultura libera” e “Per la difesa della sovranità nazionale”, che vengono i brividi.
Confusa nel mezzo di vaghe dichiarazioni di solidarietà per gli immigrati, costretti dalla povertà a farsi sfruttare dalle multinazionali, si scorge chiaramente la visione del mondo di Iannone e i suoi, che si può riassumere così: ognuno a casa sua. E basta.
Confusa nel mezzo di vaghe dichiarazioni di solidarietà per gli immigrati, costretti dalla povertà a farsi sfruttare dalle multinazionali, si scorge chiaramente la visione del mondo di Iannone e i suoi, che si può riassumere così: ognuno a casa sua. E basta.
- “Blocco dei flussi immigratori”.
- “Sostegno a tutti i movimenti identitari extraeuropei che favoriscano il radicamento e il re-insediamento delle popolazioni autoctone”.
- “Sospensione degli Accordi di Schengen e ratifica di un nuovo trattato che regoli la libera circolazione interna all’Ue in base a criteri più stringenti dal punto di vista sociale, economico, politico e culturale. Non può esistere, in Europa, un “terzo mondo interno” che esporti schiavi e delinquenti verso le zone economicamente più avanzate del continente”.
- “Sostegno a tutti i movimenti identitari extraeuropei che favoriscano il radicamento e il re-insediamento delle popolazioni autoctone”.
- “Sospensione degli Accordi di Schengen e ratifica di un nuovo trattato che regoli la libera circolazione interna all’Ue in base a criteri più stringenti dal punto di vista sociale, economico, politico e culturale. Non può esistere, in Europa, un “terzo mondo interno” che esporti schiavi e delinquenti verso le zone economicamente più avanzate del continente”.
Quanto a cultura e difesa, be’, che si diceva a proposito di Kim Jong-Il?
- “Creazione di un Ente nazionale di cultura che coordini l’intera produzione culturale nazionale in ogni ambito e settore.”
- “Rilancio della cinematografa italiana in sinergia con le principali cinematografe europee fno a proporre concorrenza culturale alla mitologia hollywoodiana”.
- “Drastica revisione dei criteri per assegnare fnanziamenti statali al cinema. Abolizione di ogni sostegno alle inutili pellicole autoreferenziali che dominano il nostro cinema e promozione di opere ispirate al patrimonio culturale ancestrale dei popoli europei” (sì, c’è scritto proprio ancenstrale).
- “Ripristino della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne al compimento del 18 anno di età. Il servizio può essere svolto nelle forze armate o nella protezione civile. Non devono essere previsti rinvii scolastici oltre il diploma”.
- “L’Italia non deve avere limitazioni su nessun sistema d’arma: dalle portaerei alle armi nucleari”.
- “Rilancio della cinematografa italiana in sinergia con le principali cinematografe europee fno a proporre concorrenza culturale alla mitologia hollywoodiana”.
- “Drastica revisione dei criteri per assegnare fnanziamenti statali al cinema. Abolizione di ogni sostegno alle inutili pellicole autoreferenziali che dominano il nostro cinema e promozione di opere ispirate al patrimonio culturale ancestrale dei popoli europei” (sì, c’è scritto proprio ancenstrale).
- “Ripristino della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne al compimento del 18 anno di età. Il servizio può essere svolto nelle forze armate o nella protezione civile. Non devono essere previsti rinvii scolastici oltre il diploma”.
- “L’Italia non deve avere limitazioni su nessun sistema d’arma: dalle portaerei alle armi nucleari”.
Per concludere, fa sempre bene ricordare che cosa pensano i fascisti della democrazia: ““Democrazia” è stato, fino ad oggi, il nome di una truffa. Se i politici sono camerieri dei banchieri – come accade oggi – significa che la “sovranità popolare” viene svuotata in favore dei poteri forti di tipo economico, criminale, confessionale o sovranazionale”. Una brutta cosa insomma, che però si può aggiustare. Per esempio attraverso la “Sostituzione del Senato con una Camera del lavoro che garantisca la rappresentatività armonica di tutte le categorie produttive e lavorative”.
Dobbiamo preoccuparci insomma? Secondo me sì. Anche perché la propaganda di CasaPound troverà un terreno molto fertile nel substrato di qualunquismo, antieuropeismo, eterofobia e razzismo che l’impero mediatico berlusconiano coltiva certosinamente – e con ottimi risultati – da almeno venti anni.
(10 febbraio 2012)
fonte: MicroMega
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