martedì 24 giugno 2014

MIMI E (h) I (p) ST (e) RIONI (parte seconda - featuring Vicky)



E quindi partiamo da Vicky, ovvero Pier Vittorio Tondelli. Scrittore italiano.
Dobbiamo soffermarci un attimo sul significato della parola "scrittore".
A mio modesto parere, non può essere chiamato così chi ha pubblicato uno o più libri. Ma già definendo "scrittore" chi si guadagna da vivere con le sue pubblicazioni, secondo me ci avviciniamo un po' di più alla realtà.
Non è - come potrebbe sembrare - un tentativo di sminuire il ruolo dello scrittore, come se si stesse dicendo: in fondo, scrivere è un mestiere come un altro. Giacché la realtà è proprio questa: scrivere è effettivamente un mestiere come un altro e, quindi, bisogna saperlo fare. Non tutti diventano ingegneri spaziali o bravi artigiani, così come non tutti diventano (bravi) scrittori.
Vicky era un bravo scrittore (e questo è il motivo per cui mi servirò della sua guida spirituale per affrontare l'argomento, a partire dal titolo). Lo era perché ha parlato dei mimi e degli istrioni (non ancora degli hipster, ma se avesse avuto il tempo di conoscerli sicuramente lo avrebbe fatto) da due punti di vista completamente diversi: da dentro, nel racconto omonimo contenuto su Altri libertini; e da fuori, nella raccolta di saggi, articoli, ecc. Un weekend postmoderno, uscito l'anno prima della sua morte.
Esercizio per casa: provate a descrivere una realtà che conoscete molto bene prima con voi protagonisti, successivamente come se non ne sapeste nulla o doveste scriverci un articolo.
Confrontate le due versioni.
Buttate via tutto (a meno che non siate dei bravi scrittori).

2 commenti:

  1. dannati hipster...se buttavi una bomba ieri sera al concerto degli arcade fire ne facevi fuori metà

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