SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

lunedì 3 febbraio 2014

oltre il fondo del barile


ANNO 2014: ITALIA DA MORIRE


di Gianni Lannes




Ho lasciato il Belpaese per una settimana: altrove un altro mondo, mentre nello Stivale va in onda il solito copione preconfezionato con parassiti nei gangli vitali dello Stato e spettatori paganti ai piani bassi che si lamentano e starnazzano anche sul web. Insomma, non ho perso niente in questo breve lasso di tempo annichilito per sempre.

L'Italia odierna non conosce il valore del dissenso critico e annega in un pantano di grigiore, di grettezza e di ignoranza dilagante. Sono in circolazione i narcotizzatori del rischio: essi si riconoscono tutti facilmente perché in primo luogo negano la realtà sotto gli occhi di tutti, e poi violentano il buon senso e la lingua italiana. 

I mentitori di turno usano sempre due parole a sproposito: i termini "complotto" e "bufala", per tentare maldestramente di smentire il lavoro di ricerca documentato ed inequivocabile di chi non si arrende a questa finzioni a caro prezzo per la collettività. Allora, attenzione agli stereotopi da lobotomizzazione: per tenere buona la popolazione, c'è gente in giro che spande idiozie ovunque, e che meriterebbe di sprofondare. 

Nell'ex giardino d'Europa, sempre più fogna e discarica industriale del cosiddetto "primo mondo", prevale la scarsa memoria sociale e l'eccessiva rassegnazione. Il risultato è disarmante: un deficit di civiltà e di attenzione a problemi cruciali senza precedenti nell'universo noto e ignoto.

Qualche esempio documentato, come sempre. Il livello di imbarbarimento si può toccare con mano: nel 2013 sono spariti in Italia più di 3 mila minori (fonte ministero dell'Interno). E l'italiano che fa? Niente, neanche si interroga, continua a cazzeggiare ovunque o al massimo si getta nel gioco d'azzardo, mentre la sua nazione sta collassando. Sulla scena qualche buffone di corte che finge di assere contro il sistema - come i branchi di giornalisti al guinzaglio padronale - starnazza per conto straniero e distrae masse di grulli a buon mercato.

La Corte costituzionale ha impiegato quasi nove anni per dichiarare illegale (fuorilegge) la legge elettorale 270/2005, fondamentale in una democrazia. Tutti abusivi ed illegittimi, ma non si è dimesso nessun parassita al governo, in parlamento e al quirinale. E adesso, addirittura, gli stessi eterodiretti dall'estero che hanno impunemente violato le regole fondamentali della democrazia, si accingono ad imporre a tutti nuoive regole più fuorilegge di prima.

A gennaio in provincia di Cosenza i criminali a piede libero della 'ndrangheta hanno assassinato un bimbo di 3 anni, Nicola, dando in pasto alle fiamme il suo piccolo corpo. La sua colpa? Stava insieme al nonno (anch'egli ammazzato). E l'Italia, ancora una volta, non si è fermata un istante almeno a riflettere. Che pena generale!

fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

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