SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

sabato 28 novembre 2015

Uffà! Uffà!



è il sesto album di Edoardo Bennato pubblicato nel 1980 dalla Dischi Ricordi.

Il disco

Pubblicato quindici giorni prima di Sono solo canzonette, di cui era stata anticipata l'uscita sul mercato, spiazza pubblico e stampa, che non si aspettavano due dischi dello stesso artista a distanza così ravvicinata. L'unica spia, che di fatto ne è solo una riprova, visto che è stato il primo dei due album quello inatteso, sta nel brano Allora, avete capito o no?, che nel testo recita "Si era sempre fatto così / si era sempre fatto uno per volta... ah? / e allora?... / E allora a me mi piace due per volta!". La mossa sarà ben riposta in virtù della consolidata popolarità del cantautore, e pur vendendo maggiormente col successivo album, entrambi i dischi condivideranno i primi posti della classifica a cavallo fra primavera e estate di quell'anno, lasciando a Sono solo canzonette l'onore di risultare l'album italiano più venduto dell'anno nel paese, il secondo in assoluto dopo The Wall dei Pink Floyd.

Questa operazione va contro alla regola non scritta che impedisce che due dischi dello stesso artista possano, per semplici logiche di mercato, vendere in misura soddisfacente nello stesso periodo, e quindi si preferisce pubblicarli a distanza ragguardevole di tempo. Anni dopo Bennato rivendicherà l'originalità e il coraggio dell'operazione, quando artisti del calibro di Bruce Springsteen (con Human Touch e Lucky Town) e i Guns N' Roses (con Use Your Illusion I e II), faranno altrettanto, suscitando lo stupore della stampa specializzata dalla memoria corta.

L'album, stampato in Belgio in gran segreto, è realizzato con estrema libertà creativa, con ampio respiro stilistico: passa dal canto a cappella, sulla falsariga dei cantori estemporanei, de Li belli gladioli, dove a modo suo rivela un certo manifesto programmatico, al rock and roll di Sei come un juke-box, dove ironizza sulle pressioni dei discografici stessi che costringono gli artisti a contratti capestro che per poterli onorare sono costretti a loro volta a pubblicare dischi su scadenze molto rigide e non quando questi ne sentirebbero la necessità: ironia doppia dal momento che Bennato ha fatto l'esatto opposto e di proposito! La similitudine con un juke-box, dove basta mettere una moneta (i soldi del produttore) per ascoltare la canzone (pubblicare un disco), viene realizzata con un insolito inserto sonoro che riproduce il meccanismo dei juke-box dell'epoca, dall'introduzione della moneta al contatto del pick-up con il solco.

I tre brani seguenti si distinguono soprattutto per l'ensemble dei musicisti (tutti di prim'ordine), con una attenzione al sassofono di Enzo Avitabile in Così non va Veronica, che parla proprio del desiderio di suonare lo stesso strumento mentre ci si rivolge a un personaggio femminile non meglio identificato, probabilmente anch'esso metaforico.

Le restanti tre tracce virano decisamente verso temi a sfondo politico: Restituiscimi i miei sandali si riferisce a una serie di manifestazioni realizzate a piedi nudi il cui ideatore in qualche modo rinnega, chiedendo di indossare di nuovo le calzature e quindi rivedendo le stesse idee che lo avevano spinto a manifestare, il tutto realizzato con un ritornello viscerale dopo il titolo viene urlato con foga (con una resa anche piuttosto comica) e uno scarno dispiego di strumenti, come se la richiesta non venisse esaudita e quindi questo personaggio, probabilmente pubblico, debba restare prigioniero nel bene e nel male delle proprie idee pregresse.
A Licola dal nome della omonima località della città metropolitana di Napoli, punta il dito su alcuni raduni sociali e sulla cattiva amministrazione del territorio che è anche sito archeologico di rilievo. Il finale riproduce l'effetto di un disco che si incanta, a simboleggiare la permanenza di un certo status quo.

La title-track infine, impreziosita dalla partecipazione del gruppo post punk bolognese dei Gaznevada, tratta le tensioni tra l'Occidente e i paesi arabi, con estrema lucidità e un senso di rabbia che prende il posto della solita ironia, rimanendo ancora attualissima. Finisce con il rumore di uno sputo vero e proprio, che Bennato indirizza a coloro che, secondo lui, rischiano di trascinare il mondo verso una "stramaledetta terza guerra mondiale".

La copertina del disco, un disegno di Tony Esposito che raffigura Bennato, era già apparso in Dirotterotti, il volume che Bennato aveva pubblicato l'anno precedente racchiudendo alcuni scritti firmati Il professor Cono e gli spartiti delle sue canzoni e lo ritrae a forma di juke-box. Il disco fu registrato agli Stone Castle Studios di Carimate. I tecnici del suono sono Carlo Martenet, Mario Carulli, Ezio De Rosa e Mario Lovallo; i testi, le musiche e gli arrangiamenti sono di Edoardo Bennato, tranne A Licola, arrangiata da Antonio Sinagra. Tra i musicisti da citare i fratelli Avitabile e il percussionista napoletano Tony Cercola.

Tracce

LATO A

Li belli gladioli - 2:04
Sei come un juke-box - 3:41
Così non va, Veronica - 6:04
Allora, avete capito o no? - 6:19

LATO B

Che combinazione - 4:54
Restituiscimi i miei sandali - 4:02
A Licola - 5:00
Uffà! Uffà! - 2:33

Musicisti

Edoardo Bennato: voce, armonica a bocca, chitarra
Ernesto Vitolo: pianoforte
Lucio Bardi: chitarra
Tony Di Mauro: chitarra
Enzo Avitabile: sax baritono, sassofono tenore
Paolo Donnarumma: basso tranne in Che combinazione
Rino Avitabile: basso in Che combinazione
Claudio Bazzari: chitarra
Tony Cercola: percussioni
Ellade Bandini: batteria tranne A Licola
Alfredo Golino: batteria in A Licola
Andrea Tosi: fisarmonica
Gianmaria Berlendis: violino
Attilio Casiero: mandolino
Silvio Pozzoli: cori
Lella Esposito: cori
Julie Scott: cori
Wanda Radicchi: cori
Pino Ferro: cori
Umberto Calice: cori
Urbano Miserocchi: cori
Gaznevada: musicisti in Uffà! Uffà!

fonte: Wikipedia

Ba-Ta-Clan: "venerdì 13 di sangue e arena"

Parigi d'autunno tra foglie morte e note de "Le vien rose" in un Venerdì Nero, un venerdì 13 con tutto quello che si porta simbolicamente dietro e tutto ciò che di suggestivo possiamo attribuire all'evento.

Sette attentati terroristici stravolgono la capitale e tutto il mondo occidentale, colpiscono diversi punti della città, locali, ristoranti, stadio di calcio, punti di aggregazione e di svago, di cultura e di arte.

Sono diversi i messaggi da rilevare, le esplosioni durante la partita Francia-Germania riguardano il linguaggio più esplicito, diretto, diciamo politico e servono come monito, sia ad Hollande che alla Merkel, per sacralizzare gli schieramenti in campo, ovvero quelli che verranno definitivamente a crearsi nei prossimi anni, rompendo di fatto il blocco del Brics, che potrebbe alla lunga rappresentare un problema ed un rallentamento dell'espansionismo occidentale.

Da un lato Hollande, premier che ha tradito fin dagli inizi la fazione progressista, mostrandosi facilmente manipolabile per la causa neo-aristocratica, ed utilizzato come ariete per la guerra in Siria da parte del Blocco Nero, e dall'altro la Merkel, già più volte ammonita e redarguita a colpi di scandali industriali, per la sua voglia recondita di allearsi strategicamente a Putin e quindi "opporsi" all'agenda USA israeliana di guerra senza fine in Medio Oriente e di perseguire interessi economici indipendenti. Vladimir Putin e Angela Merkel, secondo quanto ci spiega Gioele Magaldi nel suo libro "MASSONI Società a responsabilità illimitata", furono iniziati presso la stessa Ur-Lodge: la Golden Eurasia.

I due leader si conoscono bene e si stimano, qualche volta sognano una terza via, un contenitore metapolitico che possa contare sul piano diplomatico internazionale, atto ad arginare lo sbilanciamento dell'asse a favore della Governance yankee, contenitore che potrebbe fare da ponte e da interlocutore proprio al Brics, con tutto quello che ne consegue sul piano militare, economico e politico globale.

L'attentato allo stadio di Parigi ristabilisce i ruoli in campo, si assicura le alleanze e ammonisce coloro che vorrebbero prendere il volo, in un colpo solo, e lo fa simbolicamente proprio in un Arena, durante l'amichevole scontro sportivo tra i due paesi chiamati in causa, ma indirettamente indica anche a Putin la strada consigliata da percorrere e che da oggi non potrà più alzare tanto la voce sulla Siria, costringendolo di fatto ad un silenzio assenso a denti stretti riguardo al "Casus Belli". Ricordiamo che recentemente è stato colpito un aereo russo in Egitto pieno di turisti che nessun ha ricordato, e questo è successo per dare un segnale chiaro a Putin.

Gli altri attentati terroristici sono stati pianificati scientificamente in luoghi ricreativi, tipici della nostra cultura europea ed occidentale, il più significativo ed importante attacco è stato sferrato al Bataclan. 
Il Bataclan è uno storico locale di Parigi, una sala utilizzata per concerti e spettacoli, che si trova nell’11° Arrondissement, un quartiere nel centro della città.


Il nome del locale è ispirato all’operetta Ba-ta-clan di Jacques Offenbach, che aveva un' ambientazione cinese, piena di draghi e decorazioni orientali, ed è stata rappresentata per la prima volta nel 1855. Jacques Offenbach nasce a Colonia nel 1819 e muore curiosamente a Parigi nel 1880; è interessante la suggestiva casualità che vede l'artista riunire entrambi i paesi chiamati in causa anche dalla sfida calcistica, attraverso la sua nascita e la sua morte.Scrisse la sua prima importante opera nel 1858 dal nome "Orfeo all'inferno" 

La trama riprende, in chiave comico-satirica, la vicenda mitologica della discesa di Orfeo agli inferi per riportare alla vita l'amata Euridice. Nel presentare gli dei dell'Olimpo come meschini e ridicoli personaggi, Offenbach diede all'opera un sapore scandaloso e dissacrante, sotto la farsa, si celava una satira corrosiva del Secondo Impero e della nuova "nobiltà" borghese di Napoleone III. 

Offenbach fu molto legato al suo paese d'adozione, e molti suoi lavori sono di sapore patriottico. Ma ciò non l'aiutò quando scoppiò la guerra tra Francia e Germania nel 1870, poiché fu qualificato dalla stampa tedesca come un traditore e da quella francese come una spia di Bismarck. 


Quando tornò a Parigi dopo la guerra, le sue irriverenti operette furono accolte con successo dal pubblico, e segnarono, in concomitanza di fatti politici e militari, la fine dell'impero di Napoleone III. Andato in fallimento nel 1875, l'anno successivo recuperò una buona parte delle perdite in un tour negli USA, dove diede 40 concerti a New York.

Anche qui sono curiose le analogie con quanto di suggestivo ci riporta il simbolismo dietro gli attentati. Come durante la partita di calcio in un freddo Venerdì 13 del 2015, scoppiò la bomba "islamista", l'inventore del Bataclan fu preso tra due fuochi, da quello francese e da quello tedesco, sempre in concomitanza di una guerra e dal suo magico fil rouge che attraversa le epoche ed analogicamente si ripropone ciclicamente, determinando di fatto l'incarnazione dell'egregora dominante perpetua. Ed è interessante come artisticamente si salvò, presentando le sue opere, in primis l'Orfeo all'inferno, proprio negli Stati Uniti, percorrendo di fatto la stessa strada che l'opera militare odierna del terrore vuole indicarci con le sue firme ed i suoi ammiccamenti sottili, ovvero, la lunga via che unisce e plasma il percorso evocativo, dalla Germania, passando per la Francia fino agli Usa.

Ieri "Orfeo all'inferno", oggi gli "Eagles of Death Metal", nome ironico di un gruppo vintage rock sulla via della consacrazione mondiale, il cui nome ironizza sul genere musicale Death-Metal, ma alla luce dei fatti può anche essere tradotto come "Aquile della morte metallica" che ben rappresenta la messa in scena teatrale dell'attentato a suon di Kalashnikov dei terroristi. 

Ovviamente, la nota di colore non poteva mancare, perché la band stava suonando il brano "Kiss the devil", veramente un degno contrappasso ed una sorta di involontaria controiniziazione da attribuire al destino. 

Il teatro Bataclan è stato per decenni di proprietà di due facoltosi ebrei.
Pascal Laloux, uno degli ex proprietari del teatro, ha detto che il teatro è stato venduto nel mese di settembre di questo anno, dopo 40 anni e diverse minacce recenti da parte di gruppi terroristici islamisti. Suo fratello Joel, il co-proprietario, ha dichiarato a "Channel 2" che hanno venduto il teatro l'11 settembre ed è recentemente emigrato in Israele. Ha pure dichiarato che ha preso una telefonata dal teatro nel momento preciso dell'attacco, potendo sentire gli spari in diretta.

"I terroristi non hanno regole" ha detto Pascal. "Dobbiamo prendere il toro per le corna nella battaglia contro il terrorismo", "la Francia dovrà intervenire".
Una profezia facilmente azzeccata, visto l'intervento immediato della Francia con bombardamenti a tappeto in Siria, o come è più politicamente corretto dire, nello Stato Islamico dell'ISIS...


Come ben vediamo, le suggestioni e le analogie imperano in tutta questa tragedia di sangue, ma sono paradossalmente i fatti più concreti che possiamo rilevare, perché ritengo che le firme e la simbologia veicolata anche dal circo mediatico nelle prime ore, siano piuttosto chiare. E' entusiasmante osservare la prima pagina dellaStampa on-line che riporta una Rosa Rossa con una frase scritta in francese:"au nom de quoi? = in nome di cosa?"...  Ovvero, "In nome della rosa", ma qui a fare i complottisti sono i funzionari della stampa ufficiale.

La mia posizione sui fatti accaduti in Francia è abbastanza chiara, ritengo che gli attentati di Parigi, come quelli passati di Charlie Hebdo, abbiano la stessa matrice, la stessa logica, gli stessi interessi, gli stessi mandanti, le stesse forze oscure che Magaldi indica appartenenti alla UR-LODGE Hathor Penthalfa. 

Forze occulte che si manifestano attraverso l'ISIS, una creatura occidentale che svolge bene in questa fase di globalizzazione imperiale, il ruolo di gruppo terrorista fondamentalista islamico che semina terrore e raccoglie guerre a favore del Blocco Nero, ovvero quel coacervo di forze trasversali neo-aristocratiche votate al caos per ricostruire un nuovo modello unitario in Medio Oriente, a guida USA ed alleati annessi, un Nuovo Ordine Mondiale, in linea con gli orientamenti neo-con, indipendente dalla politica con la P minuscola governativa, in quanto rappresentante vincente dell'attuale back-office del sistema capitalista padronale.

Un contenitore reazionario dei poteri forti, di una certa massoneria NERAche da più di 15 anni persegue precisi obiettivi militari ed economici a suon di bombe, ma potremmo anche espandere il discorso ad obiettivi più SOTTILI ed egregorici, che si contrappone a chiunque gli si presenti innanzi, creando e fortificando in progress, alleanze, alleati ed umili esecutori per la causa, determinando ruoli, plasmando attentati pianificati, alimentando il divide et impera e la paura tra i popoli europei.
L'ISIS, come pubblicamente anche la Clinton ci ricordava, è una creatura occidentale, da noi finanziata, edificata e ben nutrita, utilizzata come strumento puramente bellico per la solita triade che ben conosciamo: PROBLEMA, REAZIONE, SOLUZIONE.
CUI PRODEST???

E' un'entità con più teste, USA, ISRAELE, INGHILTERRA e annessi alleati come la Francia, l'Italia e a scalare, gli altri alleati europei, e teste mediorientali, come la Turchia, la fedelissima ARABIA SAUDITA e relativi satelliti islamici fondamentalisti con tanto oro nero.
Una creatura che, a dispetto di come volutamente ed erroneamente viene presentata dai media ufficiali in tutto il mondo, ha diversi livelli operativi ed organizzativi.

1 - Un primo livello basico di arruolamento di fondamentalisti mercenari islamici, che con la religione hanno un rapporto fittizio e strumentale, utilizzati per la propaganda, per la messa in scena di teatri dell'orrore e rappresentazioni da guerra santa, atte a creare il PROBLEMA, che svolgono funzioni primarie, tra le quali anche atti terroristici dimostrativi ed azioni più semplici ed adatte al loro ruolo, ma raramente utilizzate per azioni da INTELLIGENCE che prevedano una metodologia ed un'operatività militare più complessa in join-venture con i Servizi Segreti. Sono le prime avanguardie, i FANTI del 21° secolo, nulla più, gli attuali candidati manciuriani. La loro funzione è soprattutto quella di determinare mediaticamente lo spauracchio dell'umo nero, dello straniero, della guerra di civiltà. Hanno infine una funzione simbolica.

2 - Un secondo livello dove operano alcuni reparti speciali di INTELLIGENCE, di Contractor al soldo dei Servizi Segreti di riferimento, dove si pianificano gli interventi militari concertati dall'ALTO, dove è necessaria un'azione bellica più dettagliata, ampliata, complessa e sincronizzata, dove nulla viene dimenticato per strada, se non per ovvi motivi di linguaggio in codice, come accade per i soliti passaporti stranamente rimasti illesi da esplosioni, oppure, sempre dimenticati sul luogo del delitto come a determinare una firma per chi deve capire. 

Dove i testimoni vengono minacciati, schedati, controllati loro ed i loro eventuali filmati compromettenti, che latitano per logiche ragioni, dove esistono più livelli di infiltrati che permettono il realizzarsi di attentati scientifici, matematici, perfettamente coordinati tra loro, coperti da strutture statali subordinate e talvolta ricattate, dove è possibile entrare in ambienti controllati senza essere fermati, dove la logistica ricopre un ruolo predominante, dove la tattica e la strategia militare non possano lasciare nulla al caso, dove esiste un'organizzazione alveare, un corpo unico, come nella miglior tradizione della strategia della tensione storica, passando per l'11/9, fino ad oggi in Francia.

3 - Un terzo livello che è rappresentato dalla stanza dei bottoni del Network, che coordina e pianifica l'agenda terroristica per ovvi motivi espansionistici e di potere, formato da quelle UR-LODGE, indicate precedentemente, da Poteri Forti che controllano le multinazionali del petrolio, delle armi, della droga, delle principali industrie mondiali di ogni settore, di certi ambienti neri magici iniziatici, vicini a posizioni naziste e neo-aristocratiche, ad Emirati e sultanati che supportano le operazioni, facendo da ponte e da kapò del macro sistema occidentale con quello arabo e fondamentalista, con ambienti ALTI militari, fino a chi controlla la proprietà dei media principali che servono ad alimentare la sacra fiamma del plagio emozionale. 

Poteri trasversali che si contrappongono, oggi primeggiando, ad altri più moderati che talvolta diventano complici ricattabili, oppure a minoritarie fazioni progressiste ancora troppo deboli, ma soprattutto, si giovano del fatto che la maggioranza silenziosa è con loro, perché gli è stato presentato su di un piatto d'argento un capro espiatorio, come nella miglior tradizione rituale massonico reazionaria. 


Siamo noi INGENUISTI i miglior alleati e fedeli del culto di ISIDE, noi che abbiamo avuto in dono come zuccherino, la possibilità di esercitare il nostro razzismo sugli altri, o di creare ulteriori scale sociali che dividano tutto il popolo, dove esiste sempre uno sotto di noi da guardare dall'alto in basso, replicando in piccolo lo stesso schema piramidale mutuato dai nostri padroni, nell'illusione di sentirci più forti, noi che siamo stati rieducati al divide et impera e ad indicare il nemico pubblico numero uno che, guarda caso, è sempre rappresentato dall'uomo nero che le elite di ogni latitudine ci impongono e di buon grado accettiamo, come nel miglior gioco di ruolo che si possa immaginare.

Allora, benvenuti tutti al BA TA CLAN, entrate ed ascoltate il bacio del diavolo, tra mattanze e champagne moltov, tutti attori di una rappresentazione teatrale dell'orrore, di cui non conosciamo la fine... Spettatori improvvisati, vittime ed un po' carnefici tra Sangue e Arena. 

di Maestro di Dietrologia


fonte: freeondarevolution.blogspot.it

domenica 22 novembre 2015

il massacro di Parigi e le rivelazioni-choc di Gioele Magaldi

Poi non dite che non vi avevano avvisato. Anche la nuova strage di Parigi era annunciata, e non solo dai proclami bellicosi dell’Isis. Da almeno un anno, nelle librerie italiane (non sui giornali che avrebbero dovuto recensirlo) fa bella mostra di sé lo sconvolgente libro “Massoni”, di Gioele Magaldi, edito da Chiarelettere. Un saggio deliberamente ignorato dal mainstream, che presenta contenuti scomodi e addirittura devastanti, al punto da costringere a rileggere la storia del ‘900. Alla storiografia ufficiale – l’intreccio di dinamiche socio-economiche di massa – il libro aggiunge l’influenza di una regia occulta. E’ il “convitato di pietra”, il vertice massonico mondiale, spesso evocato ma mai prima “presentato”, con nomi e cognomi. Una struttura di potere marcatamente progressista fino ai primi decenni del dopoguerra, e poi – col doppio omicidio di Bob Kennedy e Martin Luther King – rovinosamente degenerata in una parabola reazionaria, neo-feudale, neo-aristocratica. Dallo storico patto “United Freemasons for Globalization”, la nuova élite ha avuto mano libera fino al Pnac, il piano dei neo-con per il “nuovo secolo americano” su cui costruire il “nuovo ordine mondiale”, quindi l’11 Settembre e la “guerra infinita” (Iraq, Afghanistan, Libia, Siria) che è sotto i nostri occhi, compreso l’ultimo spaventoso massacro di Parigi. E resta sempre nell’ombra uno dei soggetti-chiave degli ultimi sanguinosi sviluppi: si chiama “Hathor Pentalpha” ed è una delle 36 superlogge internazionali dell’oligarchia mondiale.
“Hathor” è l’altro nome della dea egizia Iside, e non è un caso – per Magaldi – che si chiami proprio Isis l’armata di tagliagole del “califfo” Al-Baghdadi, terroristi e miliziani sostenuti da Turchia e Arabia Saudita, appoggiati da settori dell’intelligence Usa George W. Bushe impiegati in diversi teatri, sempre con la medesima missione: destabilizzare gli assetti statali, generare terrore e caos, ingaggiare l’Occidente in una sorta di Terza Guerra Mondiale che ha come obiettivo strategico il depotenziamento della Cina, vero competitor mondiale dell’egemonia del dollaro, e il suo alleato più potente, l’indocile Russia di Putin. Analisi sviluppate in questi anni da decine di osservatori internazionali, ma solo da Magaldi integrate anche con le lenti dell’élite massonica planetaria. Già “gran maestro” della loggia Monte Sion aderente al Grande Oriente d’Italia, Magaldi rivendica orgogliosamente la sua appartenza libero-muratoria e, nel libro, insiste sulla paternità massonica della modernità: «Lo Stato laico, la democrazia e il suffragio universale non li ha portati la cicogna». Rivoluzione Francese, Rivoluzione Americana. Persino la Rivoluzione d’Ottobre: «Prima di far nascere l’Urss, Lenin fondò a Ginevra la superloggia Joseph De Maistre». Inutile stupirsi più di tanto: «E’ comprensibile che il soggetto storico che ha introdotto la modernità poi cerchi anche di pilotarla a suo piacimento».
Nei libri di storia, però, di massoneria si accenna, al massimo, tra le pagine dedicate al Risorgimento italiano – essendo massoni Mazzini, Garibaldi e Cavour, anch’essi appartenenti a una corrente impegnata in una lotta secolare contro l’assolutismo monarchico e l’oscurantismo vaticano. Fuoriuscito dal Grande Oriente d’Italia per fondare una sua associazione, il Grande Oriente Democratico, Magaldi è stato affiliato anche a una storica Ur-Lodge progressista anglosassone, la “Thomas Paine”. E ora ha fondato un organismo politico-culturale, il Movimento Roosevelt, che punta al risveglio democratico e sovranista della politica italiana richiamandosi direttamente al lascito dei Roosevelt, entrambi massoni progressisti: il presidente Franklin Delano, fautore del New Deal, e sua moglie Eleanor, promotrice all’Onu della Dichirazione universale dei diritti dell’uomo. Un orizzonte liberal-socialista, nutrito di idee keynesiane, quelle che ispirarono lo storico piano elaborato da George Marshall per far risorgere l’Europa dalle macerie del dopoguerra. Tradotto oggi: fine dell’austerity disposta dall’Ue ed estensione della spesa pubblica espansiva, verso la piena occupazione. Anche qui: si parla spessissimo di Keynes e del Piano Marshall, evitando però di ricordare che l’insigne economista inglese e il famoso generale erano entrambi massoni progressisti. Magaldi rivela che il loro ultimo “discendente”, il celebre sociologoGioele MagaldiArthur Schlesinger Jr., elemento di punta della super-massoneria progressista anglosassone, è l’uomo a cui l’Italia deve il fallimento dei tentativi di colpi di Stato rapidamente succedutisi, promossi da elementi della super-massoneria reazionaria che utilizzò pedine come Borghese, Sogno e Gelli.
«L’Italia è sempre stato un paese-laboratorio, un campo di battaglia decisivo dove attuare esperimenti democratici oppure autoritari», spiega Magaldi: «Non a caso, in Portogallo la Rivoluzione dei Garofani del 1974 venne fatta scoccare il 25 aprile, anniversario della Liberazione italiana, per rispondere al golpe dei colonnelli in Grecia». Come sempre, anche oggi l’Italia è nel mirino: nel 2011 è stata investita in pieno dalla potenza di fuoco dell’élite tecnocratica europea, dopo la lettera della Bce con cui la Troika disarcionò Berlusconi, firmata da Jean-Claude Trichet e dal “fratello” Mario Draghi, cui rispose il “fratello” Napolitano insediando a Palazzo Chigi il “fratello” Mario Monti. Le informazioni contenute nel suo libro, assicura Magaldi, sono tutte documentate in 5.000 pagine di archivio, che l’autore si è sempre dichiarato pronto a esibire in caso di contestazioni. Ma finora non ce n’è stato bisogno: “Massoni, la scoperta delle Ur-Lodges” è stato accolto nel modo più comodo, cioè con la congiura del silenzio da parte di tutti, nel mainstream politico-editoriale. Troppe rivelazioni scomode, per troppi personaggi ancora al potere, da Draghi in giù.
Silenzio anche dagli storici, presi in contropiede dalla sconcertante rilettura magaldiana del ‘900: il massone Pinochet contro il massone Allende in Cile, il sostegno della massoneria progressista a John Kennedy, lo “scudo massonico” organizzato per tentare di proteggere Bob Kennedy e Martin Luther King, dalle cui uccisioni scaturì una drammatica rottura. Dagli anni ‘70 si affermò l’ala destra, incarnata da leader come Kissinger e Brzezinski, destinati a mettere all’angolo i leader della corrente progressista. Segreti, misteri e contorsioni anche inattese: l’attentato a Reagan promosso dai sostenitori occulti di Bush e l’attentato (speculare e simmetrico) a Papa Wojtyla, orchestrato dall’élite massonica che aveva sostenuto Reagan. La stessa oligarchia del regime di Bruxelles è interamente massonica, sostiene Magaldi, e appartiene alla corrente neo-conservatrice. Per questo oggi siamo arrivati alla recessione strutturale, alla disoccupazione-record, alla depressione storica di un paese come l’Italia. Loro, i neo-aristocratici, hanno colonizzato il pianeta (e l’Europa) col pensiero unico neoliberista: lo Stato deve Sarkozy e Blaircapitolare, rinnegare la sua funzione storica, servire le multinazionali e non più i cittadini, rassegati a ridiventare sudditi. Per Magaldi non è solo un attentato alla democrazia, è anche il tradimento della più autentica vocazione massonica.
Nel suo saggio, l’autore rilegge gli eventi epocali che hanno determinato la situazione di oggi, a partire da libri-evento come “La crisi della democrazia” promosso dalla Commissione Trilaterale sempre con lo stesso obiettivo: collocare i propri uomini (Thatcher, Reagan, Kohl, Mitterrand) alla guida dei paesi-chiave, per occupare lo Stato e asservirlo ai diktat delle grandi lobby finanziarie e delle multinazionali. Nulla di tutto ciò è avvenuto per caso, avverte Magaldi, che nell’esplosiva appendice del suo lavoro editoriale fa dire al massone oligarchico “Frater Kronos” che qualcosa è andato storto, qualcuno ha oltrepassato i limiti. Un nome su tutti: quello del “fratello” George Bush senior, che sarebbe “impazzito di rabbia” dopo la bruciante sconfitta inflittagli nel 1980 dai sostenitori di Reagan. Da allora, ancor prima di diventare a sua volta presidente, Bush avrebbe dato vita alla «inquietante, pericolosa e sanguinaria» superloggia denominata “Hathor Pentalpha”, che avrebbe reclutato il gotha neocon del Pnac, il piano per il Nuovo Secolo Americano, da Cheney a Rumsfeld, nonché fondamentali alleati europei, Al-Baghdadida Blair a Sarkozy, incluso il turco Erdogan. Missione del clan: destabilizzare il pianeta, anche col terrorismo di Stato, a partire dall’11 Settembre.
Per questo, si legge sempre nel libro di Magaldi, è stato riciclato il “fratello” Osama Bin Laden, arruolato dallo stesso Brzezinski ai tempi dell’invasione sovietica in Afghanistan. Risultato, dopo l’attentato alle Torri: una serie di guerre, in sequenza, dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Libia alla Siria, anche dietro il paravento della “primavera araba”. Ultimo bersaglio, la Russia di Putin. Ma la “geopolitica del caos” ormai preferisce avvalersi della più grottesca creatura dell’intelligence, il fondamentalismo islamico: nel lontano 2009, i militari americani del centro iracheno di detenzione di Camp Bucca si videro recapitare l’ordine di rilascio dell’allora oscuro Abu Bakr Al-Baghdadi, l’attuale “califfo” dell’Isis. Oggi, Al-Baghdadi è l’uomo che minaccia l’Europa e rivendica la strage di innocenti a Parigi. E c’è chi se ne stupisce: politici e giornalisti esibiscono sconcerto e raccapriccio, come se brancolassero nel buio. Eppure, tra le pagine di “Massoni”, era tutto in qualche modo già scritto. Ma non c’è pericolo che le analisi di Magaldi emergano al punto da affacciarsi in prima serata sul mainstrem televisivo, e neppure sulle pagine sempre reticenti della grande stampa.
(Il libro: Gioele Magaldi, “Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges”, Chiarelettere, 656 pagine, 19 euro).

fonte: www.libreidee.org

giovedì 19 novembre 2015

in Francia non sanno di essere in guerra!

Parigi: aerosolchemioterapia bellica Nato!


di Gianni Lannes

Sono addolorato per le vittime innocenti che pagano il prezzo di una guerra decisa sulla testa dei popoli. L’opinione pubblica ha ostinatamente ignorato gli avvisi ai naviganti. Ecco infine cosa si raccoglie. Il manichino Hollande ha sparato in diretta : "chi sono i terroristi"?

Ecco la retorica disinformazione che propina il capo dello Stato al suo popolo, peraltro irrorato ogni giorno dai velivoli dell'alleanza atlantica. I francesi non sapevano di essere in guerra da un bel pezzo? Eppure la Francia ha invaso con truppe e bombardato Iraq, Afghanistan, Libia e Siria. Ha contribuito all'assassinio di Saddam e Gheddafi, pretende morto Assad. Il governo di  Parigi ha armato e addestrato i "ribelli" sunniti, messo in atto crimini contro l’umanità in Ciad, Centrafrica, Mali, e adesso, non sa di "essere in guerra"?

I terroristi dell'Isis sono figli di Francia, Usa, Gran Bretagna e Nato, fecondati con i semi dell'odio, allevati e pasciuti con l'invasione irachena, con quella afghana, con la devastazione della Libia e poi, con le carneficine di civili in Siria.

lunedì 16 novembre 2015

Avaaz


Avaaz, l'ennesima organizzazione di finta filantropia
-Chi e’ Soros il finanziere di Avaaz? Definito dai più il “banchiere di satana” ?

Mi rivolgo ai  lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

Avaaz, l'ennesima organizzazione di finta filantropia

(articolo preso - da- stampalibera -)
L'organizzazione Avaaz, che a molti sembra un'ente promotore di sacrosante campagne a favore dei diritti della gente e dei popoli oppressi, è in realtà in mano al noto banchiere Soros, e quindi ... se sapete cosa sono le banche e se approfondite la conoscenza di questo (super ricco) signor Soros potete farvi un quadro più preciso della situazione.
Alcune campagne di avaaz in particolare servono agli scopi delle élite che occultamente dominano il nostro pianeta, vedi  la campagna contro Assad, probabile preludio ad un ennesimo sanguinoso intervento militare in Stile libia
Le campagne di cui generalmente tutti condividiamo il contenuto (come ad esempio quella contro acta) hanno lo scopo di dare un'immagine esteriore di un'organizzazione che é  vicina agli interessi dei cittadini, ma tale consenso viene poi utilizzato per indirizzare il consenso popolare verso certi obiettivi (come per l'appunto la destabilizzazione della Siria). E così il popolo ingannato dai media e  da avaaz non si rende più conto di quanto stia realmente accadendo.
Il fondatore di avaaz è Eli Parisier che e' presidente di MoveOn.org, societa' finanziata, guarda caso, da Soros.
Nella home page di Avaaz , c'e' l'immagine di Al Gore ("Avaaz è illuminante dice lui" ... ma forse dovrebbe dire "degli Illuminati") che serve come "testimonial" per tale sito, e sappiamo bene che Al Gore è un membro dell'élite, il promotore della bufala del riscaldamento globale (finalizzata sia a dare una scusa plausibile alla geoingegneria che a dar la colpa al clima ed alla CO2 dei cataclismi artificiali indotti
AVAAZ GIU’ LA MASCHERA:

Avaaz: una cortina di fumo che nasconde le bombe all’uranio impoverito

Dominique Guillet  Liberterre
Non ho né il tempo, né la voglia di sondare ulteriormente le profonda immoralità di questa organizzazione malvagia. Rinvio i lettori ai diversi articoli e storie che iniziano ad emergere su internet (29/30/31/32) e, in particolare, a quattro ottimi rapporti investigativi scritti da Cory Morningstar, in Canada (15/16/17/18). Ciò che credo sia una grande cortina fumogena, diffusa dalle campagne “umanistiche” diAvaaz per i palestinesi, le api, la foresta amazzonica o Kokopelli… sta svanendo rapidamente.
Avaaz è la “voce” occulta del complesso militare-industriale che cerca di seminare il caos bellico sul pianeta.
Avaaz, giù la maschera!
Tutto ciò mi fa propendere per la tesi che indubbiamente sì, Avaaz è stata creata per coprire fra i benpensanti, questioni strategiche per gli USA e l’occidente.
Chiudo con le parole di Giorgio Gaber “non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire. Ma dopo come fa a essere così carogna?”
Poco dopo l’operazione speciale psicologica chiamata 11/9, il generale Wesley Clark, ex comandante in capo della NATO (North Atlantic Terrorist Organization), incontrò al Pentagono un ufficiale di stato maggiore che l’invitò a guardare un documento riservato del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e che prevedeva, nei successivi 5 anni, l’invasione di sette Paesi (da “liberare” nel linguaggio orwelliano) da parte degli Stati Uniti: Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Il generale Wesley Clark, in pensione, ha più volte dichiarato pubblicamente in proposito:
E’ stata una dichiarazione sorprendente: l’esercito servirebbe a scatenare le guerre e far cadere i governi e non a impedire i conflitti. Invadiamo Paesi. I miei pensieri correvano. L’ho messo da parte, era come una pepita da conservare. Un gruppo di persone ha preso il controllo del Paese con un colpo di Stato politico, Wolfowitz, Cheney, Rumsfeld… Potrei citare una mezza dozzina di altri dipendenti del Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC). Volevano che il Medio Oriente sia destabilizzato, incasinato e posto sotto il nostro controllo.”
E’ una coincidenza che l’organizzazione chiamata Avaaz ha sostenuto l’intervento militare in Libia (19/20/21) e Siria (25/26/27/28)?
E’ una coincidenza che Avaaz s’immischia negli affari interni della Somalia (2/3/4)? E’ un caso che Avaaz s’immischia negli affari interni del Sudan (5) accusando inoltre l’assai demonizzato Iran di rifornirlo di armi (7/8)? E’ una coincidenza che Avaaz s’immischi negli affari interni dell’Iran (9/10)? Chi sono questi “attivisti di Avaaz” coinvolti concretamente, nel 2012, nelle operazioni per destabilizzare la Siria (11)? L’organizzazione Avaaz non è semplicemente una testa di ponte della CIA, ma una gigantesca cortina fumogena che nasconde le bombe liberatrici all’uranio impoverito dell’imperialismo occidentale?
Nell’autunno del 2009, scrivendo i miei quattro articoli sulla truffa del riscaldamento globale antropogenico (13), ho scoperto che gli attivisti di questa organizzazione hanno cercato di raccogliere fondi in pochi giorni, fino a 150.000 dollari US, per creare un blog per il vertice di Stoccolma.
Abbiamo solo un paio di giorni, da qui a lunedì potremmo raccogliere 150000 dollari, Avaaz potrebbe impegnare maggiori risorse in questo progetto, costruendo una mappa del mondo e un blog tipo twitter per collegare tutti gli eventi organizzati per il clima entro il 21 settembre, creando un database globale telefonico per permettere a migliaia di noi d’inondare i nostri leader di telefonate, ed infine, assumendo un team di professionisti per fare un balzo di qualità mediatico, contro le potenti lobbie industriali e del petrolio.”
150.000 dollari finanziati da ingenui attivisti per creare un blog! La mente vacilla. Al momento pensai che Avaaz fosse una ONG fraudolenta, un’organizzazione per gabbare i gonzi all’unico scopo di sottrarre un sacco di soldi agli attivisti, e il cui strumento principale si basa su patologie moderne, il petizionismo acuto e la sfrenata coniugazione del verbo “cliccare”. Ed è chiaro che Avaazeccelle quale gigantesca macchina per cliccare/spillare dollari/euro.
Basta  verificare su internet una delle sue campagne, del 2009, per raccogliere fondi, con grande enfasi sulle piccole quantità: “Questo è un momento cruciale per l’Iran e per il mondo. Possiamo scoprire la verità attraverso l’organizzazione di un sondaggio post-elettorale rigoroso e urgente di cittadini iraniani, chiedendogli per chi hanno votato e pubblicando i risultati nei media. Più di un terzo dei voti è in gioco, e il nostro sondaggio può ben dimostrare che diciamo la verità, se siamo in grado di raccogliere 119.000 euro nelle prossime 24 ore, pubblicheremo i risultati prima che il Consiglio dei Guardiani della Costituzione non renda pubblici i risultati del conteggio dei propri voti. Se possiamo raccogliere più soldi, possiamo estendere la portata della campagna. Abbiamo urgente bisogno che 10.000 di voi forniscano una piccola somma. Aiutateci a finanziare l’indagine utilizzando il modulo sicuro qui di seguito.”(10)
Ci si chiede anche di cosa sia sicura Avaaz, con la seguente frase in grassetto rosso: “228449 dollari donati per aiutare a finanziare un sondaggio per la verità in Iran“, che vi appare? Sul sito di Avaaz-Francia di oggi, novembre 2012, si può premere il pulsante Paypal per contribuire finanziariamente al sondaggio, quantomeno molto “post-elettorale”. Dopo aver controllato la stessa campagna sul  sito statunitense, si scopre che la sede centrale si è profusa in scuse, nel 2009, circa l’impossibilità di fare il sondaggio, secondo essa a causa della corruzione in Iran. All’epoca, Avaaz propose ai derubati, in tutta sincerità naturalmente, di recuperare il maltolto inviando una e-mail, o di renderlo disponibile per un’altra campagna che aveva appena lanciato per garantire la connessione internet gratuita in Iran! (12)… assicurandosi il jackpot di Paypal.
Perché Avaaz ha bisogno di soldi, tanti soldi, per organizzare le sue petizioni virtuali su alcuni computer, specialmente per la remunerazione dei suoi dirigenti. Perché, affermiamolo forte e chiaro, i dirigenti di Avaaz non sono pagati con arachidi virtuali: il fondatore e direttore esecutivo Ricken Patel ha ricevuto nel 2010 la modesta somma salariale di 183.264 dollari (15.200 dollari al mese), un leggero aumento rispetto al suo stipendio di 120.000 dollari dell’anno precedente, mentre il manager delle campagne, Ben Wikler, ha raggiunto 111.384 dollari di stipendio. Quello stesso anno, il 2010, Avaaz disse nella sua dichiarazione dei redditi (modulo 990) dichiarò 921.592 dollari per “nuove campagne e consulenze”, 182.196 dollari per “spese di viaggio”, 262.954 dollari per “spese pubblicitarie”, 404.889 dollari per “costi nella tecnologia dell’informazione”, ecc, ecc. Tutto questo puzza di clientelismo e truffa finanziaria arci-dollarizzata.
Tra le poche spese di gestione di Avaaz vi è Milena Berry (e il marito Paul) per il lavoro di consulenza IT (Information Technology), qualcosa come 245.182 dollari nel 2009 e 294.000 nel 2010. Nonostante l’elevato stipendio di Milena Berry, che si presenta come il capo tecnico della gestione IT, l’organizzazione Avaaz ha lanciato un appello alla generosità nelle donazioni per rafforzare il proprio sistema informatico, a seguito di un presunto attacco informatico nel maggio 2012. No comment.
L’organizzazione Avaaz non sembra aver fretta di pubblicare la sua dichiarazione dei redditi del 2011, il che è abbastanza comprensibile data la pletora di articoli apparsi su internet che denunciano questa organizzazione fraudolenta. A metà novembre 2012, il “modulo 990″ era ancora assente dal sito, mentre la revisione della relazione finanziaria venne rilasciata da una società di revisione di New York (Lederer, Levine e Associati), il 19 giugno 2012.Avaaz fu creata nel 2006 da MoveOn.org e Res Publica. “Avaaz” in diverse lingue dell’Asia e dell’Europa orientale significa “voce”. La voce silenziosa dietro Avaiaz e Res Publica è quella di tre individui: Tom Perriello, ex-membro del Congresso degli Stati Uniti; Ricken Patel, consulente di molti enti controllati da predatori psicopatici; e Tom Pravda, ex-diplomatico inglese e consulente del dipartimento degli Interni degli Stati Uniti. Altri fondatori diAvaaz sono Eli Pariser (direttore esecutivo di MoveOn), Andrea Woodhouse (consulente per la Banca Mondiale), Jeremy Heimans (co-fondatore diGetUp! e di Purpose) e l’imprenditore australiano David Madden (co-fondatore di GetUp! e di Purpose).
MoveOn, il co-fondatore di Avaaz, distribuì nel 2002, attraverso il suo comitato di azione politica, 3 milioni e mezzo di dollari USA a 36 candidati del Congresso. Nel novembre 2003, MoveOn ricevette 5 milioni dollari dal miliardario speculatore George Soros. Ricken Patel, del resto, ha dichiarato pubblicamente che l’Open Society Institute di George Soros (rinominato nel 2011 Open Society Foundation) è uno dei membri fondatori di Avaaz. Chi è George Soros? Uno dei predatori psicopatici alla guida del CFR (Council for Foreign Relations) e membro del Gruppo Bilderberg. CFR e Bilderberg Group sono due tentacoli della piovra del cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”. CFR e Gruppo Bilderberg furono creati dai Rockefeller, la famiglia responsabile di molti mali che affliggono il mondo. Per la cronaca, la Fondazione Rockefeller promosse le leggi eugenetiche negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso, ha finanziato il nazismo prima e durante la seconda guerra mondiale, e finanziato la ricerca genetica dal 1945, quindi l’intero settore delle chimere genetiche, e infine ha lanciato la devastante Rivoluzione Verde…
Avaaz è stata nel giugno 2009 uno dei partner della campagna Tcktcktck di Havas, accanto all’EDF, Banca Loyds… e 350.org, un’organizzazione finanziata da Fondazione Ford, Rockefeller FoundationRockefeller Brothers Fund e dall’organizzazione del miliardario George Soros. George Soros è il primo finanziatore di tutto questo movimento delle ONG dagli obiettivi occulti.
Durante l’estate del 2009, l’Open Society Institute (Soros) diede un contributo di 150.000 dollari ad Avaaz.  In aggiunta a tale concessione, Avaazricevette da Res Publica (finanziata da Soros) 225.000 dollari nel 2006, 950.000 nel 2007 e 500.000 nel 2008. La Fondazione per promuovere l’Open Society (Soros) ha dato ad Avaaz nel 2008/2009 300.000 dollari per il sostegno generale, e 300.000 per la campagna (la truffa) climatica con cuiAvaaz ha la particolarmente brillante esperienza di saper creare denaro non virtuale per combattere il riscaldamento globale virtuale con petizioni altrettanto virtuali. Ricken Patel non dice d’altronde e da nessuna parte, nella sua crociata contro il riscaldamento globale di origine antropica, come ridurre l”impronta di carbonio’ generata dagli enormi emolumenti concessi dai suoi buoni amici di Avaaz (una redistribuzione delle generose donazioni della cricca di Soros, mentre Avaaz afferma sfrontatamente che l’organizzazione riceve denaro da donazioni individuali!), e l”impronta di carbonio’ generata dagli altissimi salari di Avaaz! Si tratta probabilmente di una riduzione virtuale.
E per di più, non abbiamo controllato se le multiple tasche di Ricken Patel abbiano generato molteplici “impronte di carbonio” associate a stipendi multipli. Anzi, è co-fondatore e co-direttore di Faith in Public Life (una grande organizzazione cristiana), e consulente dell’International Crisis Group, della Fondazione Rockefeller, della Bill Gates Foundation, delll’ONU, dell’Harvard University, di CARE International, International Center for Transitional Justice, co-fondatore e co-direttore di DarfurGenocide.org e co-fondatore e direttore di Res Publica. Un ecc, ecc, fino alla nausea.
Nella cricca dei fondatori di Avaaz, la cui ideologia si basa sulla pratica della sindrome del click-click e delle piccole somme, Patel non è l’unico a indossare cappelli multipli. Tom Perriello si ritrova consulente o gestore di: National Council of Churches of Christ, Catholics United, Catholics in Alliance for the Common Good, Faithful America, Faith in Public Life, Center for a Sustainable Economy, Center for American Progress Action Fund, Youth and Environmental Campaigns, E-Mediat Jordan, International Center for Transitional Justice, Res Publica, The Century Foundation, l’ONU, Open Society Institute, ecc. ecc. Ha lavorato con il reverendo James Forbes sui concetti di “giustizia profetica”. Tom Perriello supporta la cosiddetta “guerra al terrore“, l’operazione speciale psicologica lanciata da Bush e continuata da Obama. La sua visione d’Israele rientra nella favola: vede questo Paese come una delle “creazioni più spettacolari ed emozionanti della comunità internazionale” del 20° secolo ed è convinto che “vi sia un rapporto strategico e morale tra Stati Uniti e Israele“, ecc, ecc fino alla nausea. Il grande amore di Tom Perriello per Israele non impedisce ad Avaaz di lanciare una petizione per sostenere i poveri palestinesi perseguitati dallo Stato sionista! E qui sta il grande genio strategico di Avaaz nel sfruttare attivisti sinceri: Avaaz promuove, di volta in volta, “nobili” cause: le api, i palestinesi… e anche Kokopelli. Avaaz ha anche lanciato una petizione per mandare i banchieri in galera, quegli stessi banchieri che hanno promosso assieme ad Avaaz la legislazione “cap and trade” (JP Morgan Chase, Bank of America…) o con cui i fondatori di Avaaz collaborano nell’International Crisis Group (Morgan Stanley,Deutsche Bank…). !!!!!!!!!!!!!
Avaaz ha raggiunto il picco della grande farsa quando l’organizzazione lanciò la campagna per fermare la “guerra contro la droga”. Il 3 giugno 2011, il burattino Ban Ki-moon ricevette dalle mani di Ricken Patel, insieme a Richard Branson fondatore della Virgin, una petizione di 600.267 persone: “Terminate la guerra alla droga“. Di cosa stiamo parlando? Di una campagna per depenalizzare cannabis, ayahuasca, funghi di psilocibina e peyote? O una campagna per fermare la guerra contro la cancrena sociale formata dalla commercializzazione a tutto campo dell’eroina e della cocaina? Scommetto che è la seconda alternativa. Eroina e cocaina sono i due più generosi fondi neri della mafia dei predatori psicopatici, così come fonte di contanti per le grandi banche internazionali. La presenza dell’alleanza occidentale in Afghanistan ci dice, tra le altre cose, che il controllo dell’oppio, il 95% della produzione mondiale, si concentra in questo Paese. Quali  giornalisti degni di tale titolo hanno informato il pubblico dell’enorme scandalo del riciclaggio di centinaia di miliardi di narcodollari, dall’eroina e dalla cocaina, delle principali banche internazionali (23/24) HSBC, Wells Fargo, Bank of America…?
Tutte queste campagne sono solo una grande cortina fumogena per nascondere le finalità odiose che Avaaz supporta al servizio dell’imperialismo occidentale, la distruzione della Libia, la destabilizzazione della Siria, la destabilizzazione dell’Iran, la destabilizzazione della Bolivia di Evo Morales. Tutte queste operazioni di distruzione e destabilizzazione di Paesi sovrani sono promosse da Tom Perriello, le cui opinioni belliciste (“pro-guerra”) non sono un segreto per nessuno. In un video Tom Perriello, si presenta come il direttore onorario di E-Mediat Jordan, un’organizzazione situata in Giordania, un paese al confine con l’Iraq e la Siria. Si rivolge ai giovani dell’organizzazione (“un centro di formazione, tecnologie e strumenti“) che sono pronti, ha detto, “a sacrificarsi per il loro Paese“, cioè a servire da carne da cannone per l’avanzamento dell’imperialismo occidentale.
Nel maggio del 2009, quando 60 membri del Congresso degli Stati Uniti votarono contro l’assegnazione di 97 miliardi dollari nelle guerre in Iraq e Afghanistan, Tom Perriello la votò. Nel marzo 2010, un ricevimento fu organizzato da due organizzazioni pseudo-verdi “League of Conservation Voters” e “Environmental Defense Action Fund” per raccogliere fondi per la rielezione al Congresso degli Stati Uniti di Tom Perriello. MoveOn.org, co-fondatore di Avaaz, gli assegnò 100.000 dollari per la sua campagna di rielezione. Nel marzo del 2010, quando 60 membri del Congresso degli Stati Uniti votarono contro l’estensione della guerra in Afghanistan, Tom Perriello la votò. Il 27 luglio 2010, Tom Perriello votò contro il ritiro delle truppe statunitensi dal  Pakistan. Il 27 luglio 2010, quando 115 membri del Congresso degli Stati Uniti votarono contro l’assegnazione di ulteriori 33 miliardi dollari per la guerra in Iraq, Tom Perriello la votò. Il 30 luglio 2010, Tom Perriello votò contro il regolamento (HR 3534) per supervisionare la perforazione di  petrolio offshore e votò a favore di una moratoria all’imposizione di sorveglianti nelle perforazioni offshore. Il 15 dicembre 2011, Tom Perriello divenne direttore di CAP Action, uno dei rami del Center for American Progress.
Sul Democracy Journal, dopo aver elogiato il “successo” dell’intervento militare in Libia, disse: “Oggi, Gheddafi è morto e il popolo libico può, per la prima volta da decenni, avere la possibilità di godere di una governance responsabile e democratica… Non ci sono stati morti tra le truppe americane. I combattenti ribelli e la stragrande maggioranza della popolazione hanno celebrato la vittoria come una liberazione e i siriani coraggiosi che affrontano la morte ogni giorno, opponendosi al proprio regime repressivo, hanno accolto con favore la caduta di Gheddafi. Tutti questi risultati sono piccole imprese per coloro che hanno a cuore la dignità umana, la democrazia e la stabilità…
Queste sono in realtà le grandi conquiste che caratterizzano la “liberazione” della Libia, che era il Paese più ricco dell’Africa: un diffuso caos sociale, attentati quotidiani, continue lotte interne, per non parlare di 50-100000 civili libici liberati per sempre dall’”oppressione” di Gheddafi, morendo sotto le bombe contenenti uranio impoverito dell’occidente. Sia attraverso i piani guerrafondai dei suoi fondatori o le proprie campagne di destabilizzazione e d’invasione militare di Paesi sovrani, Avaaz è chiaramente un’organizzazione complice di crimini di guerra.
Non ho né il tempo, né la voglia di sondare ulteriormente le profonda immoralità di questa organizzazione malvagia. Rinvio i lettori ai diversi articoli e storie che iniziano ad emergere su internet (29/30/31/32) e, in particolare, a quattro ottimi rapporti investigativi scritti da Cory Morningstar, in Canada (15/16/17/18). Ciò che credo sia una grande cortina fumogena, diffusa dalle campagne “umanistiche” diAvaaz per i palestinesi, le api, la foresta amazzonica o Kokopelli… sta svanendo rapidamente. Avaaz è la “voce” occulta del complesso militare-industriale che cerca di seminare il caos bellico sul pianeta.
Avaaz, giù la maschera!
Chi e’ soros il finanziere di avaaz? Definito dai piu’ il “banchiere di satana”
Soros? Ancora lui… ma veramente non ne potevamo più.. ma questo è peggio di Peter Sellers nella parte del soldato che muore mille volte e sempre si rialza nella famosa scena di Hollywood Party… Stamattina appariva il suo commento sulle pagine del “corriere del crepuscolo” in cui invitava l’Italia a far presto.. se non vuole andare in bancarotta, a prendersi i soldi in prestito che lui offre (rimborsabili in comode rate strozzapopolo, pagabili anche con beni immobili, vite umane, organi, aziende, etc.).
Ma le battaglie più intriganti del “banchiere di satana” (vedi malefatte certificate qui: wikipedia.org/wiki/Georges_Soros) sono quelle che porta avanti fiancheggiando e fiancheggiato dalla “sedicente ONG” per i diritti globali degli animali, degli umani, dei media, della democrazia, dei pinguini, delle foche monache, della libertà di eiezione, etc. etc. denominata Avaaz. Ed ora godetevi questo articolo in merito alla ONG.
di Paolo D’Arpini


Da un po’ di mesi che vedo appelli su internet a nome di una sedicente ong chiamata “Avaaz”. Sul sito dell’organizzazione si possono trovate campagne per le più svariate cause, dall’animaletto in procinto di estinzione alla tortura, dalle foreste in pericolo, per l’ecologia, i diritti umani… e tante cose belle.
Leggo che l’ong è nata nel 2007 per iniziativa di altre organizzazioni, le principali delle quali sono MoveOn e ResPublica.
La prima è un influente gruppo di azione politica online presieduta da Eli Paliser (membro anche della seconda), politicamente vicino al partito democratico di Obama e dei Clinton (ministro ed ex presidente), e in passato finanziata (circa 5 milioni di dollari, stando a wikipedia) dal miliardario Georges Soros. Noto per essere uno degli uomini più ricchi del pianeta, per esserlo diventato improvvisamente nel ‘92 guadagnando circa 10 miliardi di dollari attraverso speculazioni finanziarie che distrussero Banca d’Inghilterra… e la Banca d’Italia e lo SME, e per essere uno dei principali finanziatori delle così dette rivoluzioni colorate nei paesi dell’ex blocco sovietico.
La seconda è un comitato le cui finalità sono la promozione “del buon governo, della virtù civica e della democrazia deliberativa”, anch’essa finanziata direttamente da Soros, attraverso la sua “Open Society Institute”, fra i sui membri confluiti in Avaaz: Ricken Patel (che di Avaaz è diventato direttore esecutivo), canadese ex consulente ONU politicamente di area liberal, membro delle fondazioni Rockefeller e Bill Gates, in passato un dipendente del International Crisis Group, di cui Soros è un fiduciario; Tom Perriello, di lui si sa che è un ex deputato del congresso USA e che nel 2009 ha votato a favore della continuazione della Guerra in Iraq e per l’intensificarsi di quella in Afghanistan, fondatore della “Catholic Alliance for the Common Good”, anch’essa finanziata da Soros; Tom Pravda diplomatico britannico membro del Foreign & Commonwealth Office UK.
Detto ciò, non credo sia errato affermare che non sembrerebbe proprio un organizzazione nata dal basso e che la maggior parte dei suoi soci fondatori sia gente che ha a che fare, o ne ha avuto, con Georges Soros. Non sembra nemmeno così strano che qua e là siano sorte, sia in Italia che all’estero, denunce che accuserebbero l’ong di una certa ambiguità.
Secondo queste dietro i centinaia di appelli, alcuni dei quali condivisibili, di Avaaz si nasconderebbero questioni d’importanza strategica per gli USA, e in secondo piano per la sua area geopolitica. L’obiettivo sarebbe quello di superare la diffidenza della così detta sinistra liberal su determinati argomenti. Quali argomenti e quale diffidenza? Ad esempio dipingere il capo di stato cattivone di turno come il figlio di satana in terra e rendere accettabili per la pubblica opinione eventuali azioni ostili verso i loro paesi, ove per azioni ostili si intendono sanzioni economiche, isolamento internazionale, bombardamenti.
Ambiguità riscontrabile anche sul loro sito internet. Bene in evidenza si legge che “Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo”. Insomma qualcosa che si avvicina alla democrazia diretta attraverso internet. Bella cosa… ma è possibile realizzare una cosa del genere in un mondo siffatto con strutture di potere e interessi (i loro) precisi (vedi sopra)?. La mia incertezza non è se fidarmi, ma quale aggettivo usare per descrivere tale affermazione: utopistica o fiabesca?.
Più in basso:”Il mondo è fortunato ad avere Avaaz che lavora per un futuro migliore sfidando i brutti ceffi di oggi!” dice Phil, membro di Avaaz Usa. E’ la sana retorica di Bat Man, combattere i malvagi sempre e ovunque; e un ringiovanito Al Gore “Avaaz è illuminante… Ha già fatto la differenza.” Per chi non se lo ricordasse Al Gore è l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, che è diventato ecologista convinto, dopo aver fatto terra bruciata di intere zone dell’ex Jugoslavia, bombardandole con munizioni all’uranio impoverito. Non esattamente la migliore delle referenze.
Sulla sezione “chi siamo” scrivono: Avaaz, che significa “voce in tante lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per avvicinare il mondo che abbiamo al mondo che la maggior parte delle persone ovunque vorrebbero.”
Ora non so se qualcuno, probabilmente estremamente sensibile, di una sensibilità quasi ultraterrena sappia qual è “il mondo che la maggior parte delle persone ovunque vorrebbero.” Solo io ritengo questa casa arrogante? L’archetipo umano che potrebbe prendere sul serio questa missione, forse è sempre Bat Man, quello che potrebbe conoscere questo mondo migliore che tutti vorrebbero ovunque, forse qualcosa di simile a un Gesù.
Due le campagne che mi hanno spinto a interessarmi di questa ong: “Arrestate i torturatori della Siria” e “Contrabbandare la speranza in Siria” in entrambi ci sono cose discutibili come ad esempio dipingere a priori come “mostruoso” il “regime” di Assad, ma questo potrebbe anche sembrare strano solo a me, che non mi accontento delle trame da film d’azione di quart’ordine,dove il cattivo è indubbiamente il cattivo senza nemmeno una sfumatura.
Nella seconda campagna in particolare, si vede in un video tale Danny, reporter di Avaaz, fare un accorato appello di sostegno ai “ribelli” nel mentre al di sotto si legge nella pagina web…“il regime sta uccidendo uomini, donne e bambini e distruggendo intere città”… “Ma Danny e il movimento pro-democrazia sono più determinati che mai”… Ora mi sento di segnalare un articolo ripreso su megachip che parla appunto di questo Denny e di un suo compare protagonisti di alcuni video girati in Siria (in uno dei quali viene intervistato persino alla CNN) che risulterebbero, stando alle argomentazioni e ad altri video segnalati dall’autore dell’articolo, palesemente una montatura. Certo qualcuno potrebbe, non crederci, pensare che si tratti di contropropaganda, in questo video sullo stesso post di Megachip, si vede lo stesso Danny alla CNN scusarsi con il pubblico per aver mentito ed ammettere la non veridicità di quei video.
Questo è un punto indiscutibile, qualunque opinione abbiate su Siria e Assad, Avaaz mente e Danny fa comunque ancora appelli e viene considerato una fonte affidabile.
Già in passato Avaaz era caduta in simili gaffe. Nella passata campagna a favore della no fly zone in Libia, nella quale con toni simili a quelli usati per la Siria (mostruoso regime) dava per buone le notizie sul massacro di migliaia di civili da parte di Gheddafi, tra l’altro usando l’aviazione sui manifestanti dopo appena pochi giorni di proteste… roba che nemmeno il Dottor Male di James Bond. Ora in Libia riferiscono di diritti umani violati, caccia ai neri (i famosi mercenari di Gheddafi), violenze, ma c’è un governo che sta bene all’occidente. Avaaz tace.
Oppure la campagna a favore di Sakineh Ashtiani al donna iraniana che avrebbe rischiato la lapidazione perché adultera, poi si scoprì che l’accusa che la riguardava era omicidio e la lapidazione non è prevista nel codice penale iraniano. All’epoca l’Iran era il primo dei cattivoni e la campagna fu ripresa da varie testate giornalistiche, ricordo l’effige sull’Unità… nel frattempo negli USA Theresa Lewis, una donna mentalmente inferma, riceveva l’iniezione senza che Avaaz o alcun organo di stampa aprissero bocca in suo favore.
Il modo peggiore di essere contrari alla pena di morte è strumentalizzarla in modo così infimo.
Sakineh Ashtiani è ancora viva e spero che lo resti.
Tutto ciò mi fa propendere per la tesi che indubbiamente sì, Avaaz è stata creata per coprire fra i benpensanti, questioni strategiche per gli USA e l’occidente. Chiudo con le parole di Giorgio Gaber “non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire. Ma dopo come fa a essere così carogna?”
 
(Fonte: http://liberatebrian.iobloggo.com)
http://www.nishinkanrenmei.it/joomla/articoli/29-articoli-interessanti/96-avaaz-l-ennesima-organizzazione-di-finta-filantropia

fonte: alfredodecclesia.blogspot.it