CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

mercoledì 13 maggio 2015

scheletri nell'armadio



Io credo che ogni coppia,abbia i suoi scheletri nell'armadio.
Quasi tutti e due componenti di una coppia hanno avuto, continuano ad avere, ed avranno rapporti extraconiugali di vario tipo (almeno le persone sane), non sto ad elencare le ragioni varie per le quali lo fanno, che sono molteplici.....ma succede! È insito nell'essere umano conoscere, provare, essere attratti, trasgredire, tradire, godere!
E brutto essere "traditi" da un partner, si prova dolore, fastidio, malessere.
Quando la cosa si protrae nel tempo e tu sai con certezza che tua moglie si incontra, bacia, accarezza, stringe un altro uomo che lui l'adopera, magari con sapienza e abilità, le fa perdere l'equilibrio delle cose....e lei si fonde in lui con orgasmi intensi, lo succhia lo prende nella sua bocca,lo fa entrare in profondità nella sua fica, ne assaggia il suo seme ne misura la quantità; il donargli il culo, farlo scopare senza reticenze dandosi totalmente.......e poi,ansimanti, tutti sudati si baciano e sorridono......
Alla lunga, questo pensiero, questa realtà piano piano va sfumando, unendosi ad un sottile sentimento di piacere, di desiderio. Le due cose si fondono in un misto di piacere-dolore intenso.
Poi succede che ti ecciti enormemente sapere che lei va a farsi chiavare. Io vorrei che lei me ne parlasse, che condividesse le sue storie, farle vivere anche a me, formare una coppia con amico-amante, goderne insieme di ogni esperienza,invece che continuare a fare le cose di nascosto e poi negare ogni evidenza.
L'ho desiderato tanto,ma non sono mai stato preso in considerazione.
Al mio invito di fare le cose serenamente, di giocare insieme, in tre, oppure con una coppia
Di vivere le nostre passioni allo scoperto, tra noi, con complicità con amore lei secca mi ha risposto:
"Certe porcate io non le faccio, non mi piacciono"
"Ma allora perché fai la troia con gli altri? Ti fai chiavare, fai pompini, lo prendi in culo e mi dici che non fai le porcate...."

Poi le cose si sono evolute.....

fonte anonima

cieli artificiali a stelle e strisce





di Gianni Lannes

Oggi all’alba la giornata si preannunciava bella: cielo limpido, azzurro e terso come non mai, punteggiato da nuvole primaverili; aria fresca e frizzante. Sono uscito per correre in riva al mare. E’ spuntato il sole brillante e pieno di vita. Troppo bello per essere vero, infatti l’idillio è durato solo qualche istante. E’ subito iniziata la criminale attività aerea di numerosi velivoli che nel giro di qualche ora hanno ridotto il cielo ad una massa velata e grigiastra che non  lascia filtrare la luce. L’aria in compenso è quasi irrespirabile e le rondini marine hanno smesso di volare. Sono rientrato. Ora dalla finestra del mio studio osservo ad occhio nudo un andirivieni a bassa quota di velivoli che spruzzano scie nel cielo fino ad offuscarlo. Questi vettori alati girano in tondo e a spirale in direzione sud-nord. La gente non ci fa caso. Chi scruta più l’orizzonte? Figuriamoci il cielo. Da 30 anni fotografo il mondo, ed esperimenti di tal genere in Europa, prima del 2002 non li avevo mai visti. Avessi il dito di Dio non ci penserei un attimo a disintegrare questi maledetti assassini volanti, militari in divisa d'ordinanza o in doppiopetto istituzionale che hanno fatto impazzire il clima e ci avvelenano. 

Gli ufficiali e i sottufficiali dell'aeronautica militare italiana - che ben conosco da decenni - sono in gran parte dei codardi, complici di questo genocidio, ossequienti, silenti ed omertosi, subordinati ai superiori della NATO. In loro non c'è più alcun barlume di umanità. Qualcuno privatamente confessa a denti stretti, ma non hanno il coraggio civile di difendere neanche i propri figli, per quanto sono inquadrati in carriera e lobotomizzati.

Dalla disamina della copiosa documentazione ufficiale del governo United States of America e delle varie università cooptate, le chemtrails non sono scie di condensazione, bensì emissioni nebulizzate di materiali eterogenei che vengono sparati in aria da appositi ugelli posti sulle ali e gli impennaggi di coda di questi tanker. Se ci sono polveri microscopiche esse cadranno, in ore o giorni, al suolo inquinando aria terra, acqua e anche quel che mangiamo o comunque ingeriamo. Se ci sono batteri, virus e particelle organiche pure essi cadranno, magari trasportati dal vento o dalla pioggia, anche a distanze di svariati chilometri dai punti di emissione. In altri termini, sono un artificio. Intanto la parola stessa (un neologismo inventato dall’aviazione militare USA) lo dice: chem, prefisso, sta per chimico, trailsta per scia. Il con viene escluso, proprio perché sta per condensazione che non c'entra nulla.

tratto dalla rivista negazionista Focus


Ma, come qualcuno ha osservato giustamente, se l’aeronautica militare tricolore controlla tutto il santo giorno e notte i cieli nazionali sotto l’egida della NATO, se tutti devono avere piani di volo (tranne casi particolari), se ci sono regole da seguire, come è possibile che ci siano aerei senza contrassegni che effettuano la dispersione di aerosol sui centri abitati? Com'è possibile che volino indisturbati, anche in coppia o in formazione, rilasciando aerosol? Come accade che si sovrappongano numerose scie in pochi minuti e diano luogo a luminescenti formazioni nuvolose, spesso in prossimità di nuvole normali, quasi a voler inseminare le nubi naturali? Perché varie interrogazioni parlamentari non hanno avuto risposta o reconti menzogneri, evasivi e fuorvianti? Questi aerei volano a quote di solo 2 mila metri o addirittura sotto, vengono visti molto bene da chi osserva da terra. Quindi basta una buona vista o un binocolo, oppure una videocamera o una macchina fotografica per inquadrarli. 

Nel caso delle chemtrails pubbliche c'è solo il fatto che sono condotte con programmi  occulti, sono circondate da disinformazione e omertà e sono attuate con mezzi militari. Tutto come da copione e avviene anche in altri campi, non credete? Però in quel caso non dicono nulla, tanto le scie le vediamo sempre e l'aumento del traffico aereo giustifica anche l'affollamento delle scie, che è quel che dicono per stornare l'attenzione. Le condensazioni hanno carattere di continuità, invece le scie che vediamo in tanti sono segmentate, spezzate a volte, come se avessero esaurito il primo container di polveri e subito dopo premessero il pulsante per aprire il secondo container. Vale a dire, la condensazione delle scie di un aereo non può, nelle stesse circostanze fisiche apparire come le vedevo più volte. E' da decenni che si parla di usare sostanze chimiche per produrre la pioggia artificiale, quindi non c'è nessun tabù e nessun mistero, le scie chimiche esistono davvero, e chi non lo sapeva è proprio ignorante. Andando a ritroso si trovano esperimenti degli USA e di altre nazioni sul tempo atmosferico, tutte realizzate con aerei.

Se neghiamo anche quel che osserviamo allora siamo senza speranza.
Un gruppo di onorevoli pentastelluti - appena dopo l’insediamento - mi ha chiesto un incontro riservato per avere informazioni. Quando, ho detto loro delle scie chimiche, sono letteralmente caduti dalle nuvole. E infatti, a tutt’oggi non hanno presentato alcun atto parlamentare in materia. Non occorre la scienza infusa o esperti assoldati, per capire come ci stanno massacrando. Non siamo cavie, ma dimostriamo con i fatti di esseri umani. 

La conoscenza serve all'azione per il bene comune.


RIFERIMENTI:


fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

scie chimiche: costi e modalità di irrorazione su milioni di cavie umane!


 
fonte: IO DONNA, settimanale del Corriere della Sera, 30 settembre 2006, numero 40


di Gianni Lannes

 A gentile richiesta e a beneficio di quelli che non usano il motore di ricerca su questo diario internautico, ri-pubblico quanto scritto in passato. Già nel 2006 il professor Guido Visconti, docente di Fisica dell'Atmosfera all'università dell'Aquila, monitorava in Italia l'inquinamento chimico scaricato nell'aria. Ogni giorno il governo Renzi sperpera ben 20 milioni di euro (denaro pubblico) per finanziare l'aerosolchemioterapia bellica. Discorso a parte, la pioggia di rottami radioattivi dallo Spazio, a seguito di sperimentazioni militari.

Il Sun Radiation Management (SRM) è un programma progettato per saturare il cielo con aerosol riflettenti dispersi attraverso l'uso di aerei a reazione opportunamente modificati. Ecco una relazione dettagliata dell’università di Calgary - che lavora per il governo degli Stati Uniti d’America - su come metterlo in pratica con relativi costi. Date anche un'occhiata alla propaganda del video governativo di Washington. L'Europa, dalla Germania all'Italia, è stata trasformata dai cosiddetti "alleati" in una gigantesca camera a gas.  

La troposfera è la fascia sferoidale aeriforme dell'atmosfera che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre. In essa è concentrato  quasi tutto il vapore acqueo dell'atmosfera. È lo strato dove avvengono la maggior parte dei fenomeni di carattere meteorologico, causati dalla circolazione delle masse d'aria e che danno vita ai venti, alle nuvole e alle precipitazioni atmosferiche.

Navighi su Internet alla ricerca del volo più economico? Vuoi soggiornare in luoghi caldi d’inverno e freschi d’estate? Ti interessa una conferenza sul futuro della Terra? Allora, scopri da te qual è l’autentico prezzo del viaggio aereo che vuoi fare: il modo più rapido per non rinunciare alle comodità è precludere un futuro all’umanità. Ben Mattews, ingegnere ambientale e ricercatore dell’Istituto di astronomia e geofisica dell’università belga di Louvain ha creato il sito “scegli clima” (www.chooseclimate.org). Come funziona? «Due clic su una mappa, e un apposito modello di calcolo, il Java Climate Model, consente di scoprire all’istante il nostro contributo individuale, per il tragitto indicato, all’effetto serra. Basta qualche migliaio di chilometri sulle nuvole per produrre più anidride carbonica di dieci contadini del Bangladesh in un anno di vita». Il modello scientifico fornisce altre notizie: quanto kerosene occorre per ogni viaggiatore; quanto costerebbe un biglietto se nel prezzo fossero incluse le tasse; quanta parte del totale delle nostre emissioni sostenibili di anidride carbonica consumiamo con un determinato percorso aereo.


fonte: D - La Repubblica delle donne, 20 novembre 2004



Banca del clima. In un tragitto Roma-Londra e ritorno, esauriamo quasi completamente il nostro diritto alle emissioni per un intero anno. I velivoli vanno a kerosene, un carburante di origine fossile. Spiegano Guy Dauncey e Patrick Mazza: «Gli aerei commerciali generano 700 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Rilasciano ossidi di azoto direttamente nella troposfera (la parte inferiore dell’atmosfera, sede dei fenomeni metereologici): qui si ossidano nell’ozono troposferico che, a quell’altezza, funziona come potente gas serra. Provocano dense scie di vapore acqueo che, portando alla formazione di cirri, bloccano il calore all’interno dell’atmosfera». Così, secondo i calcoli di Paul Wennberg del California Institute of Technology, «il trasporto aereo arriva a incidere per un 10 per cento sul totale dell’effetto serra».  

Insostenibilità. I negazionisti delle scie chimiche, sostengono - nella loro prezzolata follia - addirittura che che tutti gli aerei scaricano soltanto vapore acqueo.  «L’aereo inquina molto di più di un treno», ha dimostrato uno studio sul tragitto Roma-Milano dell’Istituto Ambiente Italia. Secondo dati Ocse «Il traffico civile è aumentato del 7 per cento l’anno dal 1988 ad oggi. Ogni anno si spostano sulle nuvole circa 30 milioni di tonnellate di merci». E se continua l’attuale tasso di crescita di passeggeri per chilometro, «nel 2020 gli aerei consumeranno il 250 per cento di combustibile in più rispetto ad ora». Il traffico aereo è di gran lunga la fonte di emissioni di gas serra che cresce più in fretta. E’ un comparto industriale escluso dai controlli e dai vincoli di Kyoto, eppure in un volo andata e ritorno Parigi-New York è come se ogni passeggero scaricasse nell’aria 2 tonnellate di anidride carbonica. Quanta ne viene emessa per assicurarci l’elettricità di un anno. «La Commissione europea sta sviluppando uno studio ambientale, economico e sociale, consultando tutti gli operatori del settore, per includere anche l’aviazione civile nella strategia di riduzione dei gas serra» attesta Jos Delbeke, capo della direzione ambiente Ue. «L’aviazione è il comparto a più rapida crescita fra quelli che concorrono ad alterare il clima - spiega Niels Ladegoged, un dirigente ambientale della Commissione Ue - Dal ’90 ad oggi le sue emissioni sono aumentate di oltre il 70 per cento e le previsioni indicano un trend in ascesa per i prossimi anni». Volare inquina anche chi vive a terra: non solo con il monossido di carbonio, le polveri totali sospese e le nano particelle più insidiose dell’aerosol, ma soprattutto con il rumore. Insomma, l’effetto serra da aviazione civile potrebbe triplicare entro il 2050 rispetto ai dati del 1990. E se i biglietti aerei costano poco, è a causa di due anomalie. La prima: mentre la benzina è pesantemente tassata, il kerosene è esentasse ovunque nel mondo. L’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), organismo tecnico dell’Onu che si occupa di effetto serra, dedicò nel 1999 il suo primo studio di settore proprio all’impatto dell’aviazione civile. Scatenando le ire del business aereo e petrolifero, il rapporto suggerì di «adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto» e «disincentivare l’uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi ambientali e con il commercio dei diritti di emissione». Non se ne fece nulla. Ed ecco l’altra singolarità: la fonte di emissioni di gas serra più rapida della terra è rimasta fuori dal Protocollo di Kyoto (1997) sulle riduzioni obbligatorie di gas. La comunità internazionale non si è accordata su dove sistemare il rilascio di CO2 per i voli internazionali. 

Il governo inglese, unico in Europa, si è dato (Libro bianco sull’energia) entro il 2050 l’obiettivo di ridurre del 60 per cento rispetto al 1990 le emissioni, per rispondere all’obiettivo di salvezza climatica indicato dall’Ipcc. «Ma perché mai gli altri settori economici dovrebbero accettare un costoso taglio di emissioni, mentre il comparto aereo avrebbe il permesso di triplicare il contributo al cambiamento climatico fra il 1990 e il 2050? Non includere gli aerei significa non poter raggiungere questo obiettivo di riduzione globale» ha denunciato la Sustainable Development Commission (Sdc) in un rapporto datato 2005. Nominata dal governo britannico si è opposta al Dipartimento governativo del trasporto aereo che, nel dicembre 2003, ha pubblicato il Libro bianco sul futuro degli aerei (Atwp).  

Ricetta Usa - Nel 1958 il futuro presidente americano Lyndon Johnson aveva promesso: «Dallo spazio riusciremo a controllare il clima sulla terra, a provocare alluvioni e carestie, a invertire la circolazione negli oceani e far crescere il livello dei mari, a cambiare rotta alla corrente del Golfo e rendere gelidi i climi temperati». E così è stato. Tanta capacità visionaria non finì inutilizzata, e gli Stati Uniti si ritrovarono durante la guerra del Vietnam a seminare le nuvole dell´Indocina per allungare la stagione dei monsoni e trasformare in un pantano il sentiero di Ho Chi Minh. La vicenda è stata ricostruita tra gli altri da Kristine Harper dell´Università dello Utah in un articolo pubblicato su Endeavour: «L´operazione aveva il nome in codice Popeye. Durante gli esperimenti, accadde però che la vicina India si ritrovò in una condizione di siccità per due anni di seguito, perché le piogge monsoniche lì non si erano presentate». 

Un discorso fondamentale meritano gli aerei militari: una stima per difetto paragona l’inquinamento di ogni velivolo a 500 auto non catalizzate. Nel 2003, durante il conflitto Usa-Iraq, i ciclisti della Critical Mass torinese, con gli scienziati della Società metereologica italiana, hanno calcolato quanto contribuisce all’effetto serra una guerra aerea. Base per le stime è stata quella del Golfo, 1991. Si è partiti dalla considerazione che un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon consuma circa 16.200 litri/ora; un bombardiere B52, 12,000 litri/ora; un elicottero da combattimento tipo AH64 Apache, 500 litri/ora. Su queste basi, si è calcolato che un mese di guerra soprattutto aerea porti l’emissione di 3,38 milioni di tonnellate di CO2: l’equivalente dell’effetto serra totale provocato in un anno da una città di 310 mila abitanti. 

Altro fenomeno ignoto alle masse popolari, ma anche a numerosi addetti ai lavori: le scie chimiche a scopo bellico (chemtrails) che rendono il cielo lattiginoso, irrorando l’atmosfera con sostanze pericolose (alluminio, bario, piombo) dalla metà degli anni ’90, anche in tempo di pace (apparente). Finora le risposte del governo italiota sono state nebulose. Si pensava che difficilmente l´uomo avrebbe imparato a giocare con il tempo meteorologico ammaestrando la piogge, movimentando gli uragani, sciogliendo le nebbie, dirigendo la grandine, aprendo squarci di sole fra le nuvole o addirittura creando tempeste per sfruttarle per finalità belliche o commerciali. Ma da decenni, nell’indifferenza generale e nel negazionismo più collaudato, pericoli ed avvisaglie non mancano. La ricetta è stata fabbricata negli Stati Uniti d’America fin dal 1946 e poi perfezionata nel segreto più ferreo, a cui sono tenuti anche i generali italiani in pensione - che hanno giurato fedeltà alla Nato – e si dilettano ad interpretare la parte delle pedine antisistema. Un passo indietro. Fu lo scienziato Bernard Vonnegut ad avere l´idea di spargere argento nelle nuvole per favorire l´aggregazione delle particelle d´acqua attorno a "semi" fatti di atomi di ioduro, provocando la caduta delle gocce per forza di gravità. Le tecniche di manipolazione del tempo sono state volutamente bollate - per salvare le apparenze - dalle linee guida dell´Organizzazione meteorologica mondiale come “di efficacia assai dubbia”, ma che continuano e essere sperimentate in 40 paesi del mondo, Usa, Israele e Cina in testa. E che ne dite del tornado artificiale inventato dall’ingegnere canadese Louis Michaud? La potenza di un uragano contiene l´energia spesa in un anno dall´intero genere umano.

 riferimenti:












fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

lunedì 11 maggio 2015

la donna mascolinizzata, l'ultima vendetta dell'uomo sulla donna



Dopo secoli di patriarcalismo, dopo secoli in cui la donna è stata segregata nel silenzio e priva di diritti, l'uomo industriale inventa l'ultima vendetta, la stoccata finale e mortale sulla donna: il femminismo (povere donne, pensano ancora che sono state loro ad inventare la liberazione femminile). Nel giusto tentativo di liberarsi dalla morsa maschilista, la donna chiede i suoi diritti, l'uguaglianza, il rispetto, l'emancipazione... l'uomo con finta riluttanza gliela concede, sapendo che lei invece di esigere dall'uomo il giusto comportamento copierà gli stessi sbagli dell'uomo, risultato: una donna maschilista, patriarcale, volgare (un uomo mancato come diceva Aristotele), il tutto ricoperto con l'onore della libertà. La donna mascolinizzata è il prodotto più raffinato del capitalismo: è oggetto di consumo, rinunciando anche alla maternità promuovere la distruzione della famiglia e la vita dei single che spendono e consumano il doppio, la donna oggetto è la materia prima più preziosa per ogni commercio pubblicitario e materialista, la donna oggetto è un corpo senz'anima quindi una società che partorisce materia senza spiritualità (guerra coatta del potere politico contro la religione dispotica). Il cuore del femminismo ha una causa umana e una ragione morale dietro la quale si nasconde il falso sangue che lo fa battere: l'egoismo patriarcale e la prepotenza capitalista.

Facebook; Yin-Yang ( Tao 道 ).

Altre info:

Sopprimere l'Energia Femminile

https://www.youtube.com/watch?v=5lAFHeAH4ZI

"ILLUMINATI FEMALE",IL FEMMININO SACRO,LA MANIPOLAZIONE DELLA DONNA,L'ENERGIA FEMMINILE,GLI ILLUMINATI. Dossier. 

http://fuoridimatrix.blogspot.it/2014/03/illuminati-femalela-manipolazione-dell
a.html

GLI STREGONI TOLTECHI,LE ENERGIE SESSUALI,L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE.Dossier 
http://fuoridimatrix.blogspot.it/2012/11/gli-stregoni-toltechile-energie.html 

fonte: fuoridimatrix.blogspot.it

martedì 5 maggio 2015

trascendenza fotografica - 2 -


Zanin Lazzati Feldmeyer Mizerak Cartagena Rose Barbieri De Biasi Gastel Bucciarelli Roiter

e ancora...

Marco Maria Zanin
Margherita Lazzati

Nicolas Feldmeyer
Istvan Mizerak
Alejandro Cartagena
Antoine Rose
Gian Paolo Barbieri
Mario De Biasi - GLI ITALIANI SI VOLTANO
Giovanni Gastel
Fabio Bucciarelli
Fulvio Roiter

Scatti d'autore 
duemila ISTANTANEE al The mall «I GIOVANI incontrano i maestri» 

«La fotografia si sottrae», riflette Roland Barthes in uno dei libri-cardine della storia della fotografia, La camera chiara (1980). «Si sottrae» significa che sfugge al controllo, cambia pelle in continuazione, è imprevedibile. Nell'era di Instagram sappiamo bene come l'istinto a fotografare cose ci abbia preso la mano e così non suona casuale che la quinta edizione di Mia Fair, la grande rassegna dedicata alla fotografia (dall'11 al 13 aprile a Milano), nasca proprio all'insegna di Roland Barthes, il sociologo francese che quest'anno compirebbe un secolo di vita. La riflessione sulla fotografia come continua ricerca, nell'ottica di Barthes, è il filo conduttore della manifestazione ideata e curata da Fabio Castelli che quest?anno si presenta a The Mall, il nuovo centro polifunzionale di Porta Nuova. Dunque, la postmodernità dei grattacieli come sfondo e un concetto antico di oltre due secoli: in che modo la fotografia racconta la realtà? Nei dettagli, ovviamente, nel perimetro del particolare , come analizzava Barthes e come ragiona Gianluigi Ricuperati, autore del fitto tessuto di iniziative. Qualche «filo»: 145 stand, «Proposta Mia», con fotografi indipendenti che si presentano senza il supporto di una galleria, mentre alla consueta formula che vede ogni galleria esibire la monografica di un suo artista, si accompagna la sezione dedicata al tema di Expo 2015, con più fotografi per ogni stand, uniti da un tema legato all'esposizione....
La freschezza floreale di Irene Kung, le ballerine di Alessandro Risuleo, le periferie di Alejandro Cartagena, gli spazi domestici di Bruno Cattani, le donne di Carmen Mitrotta. Così, se «la fotografia si sottrae», come diceva Barthes, meglio perdercisi dentro.

Scorranese Roberta 
Corriere della Sera, 9 Aprile 2015 

a me sono piaciuti altri scatti, meno costruiti di quelli che piacciono alla Scorranese, i cui articoli in genere mi piacciono sempre molto. 
ma tant'è, la bellezza sta nella fotografia e al Mia Fair ne ho vista molta. moltissima. avercene.

fonte: nuovateoria.blogspot.it

lunedì 4 maggio 2015

trascendenza fotografica

Miola Gripari Gastel Bozzi Guo Montecucco Bramante Biddau Spampinato Zonta Orkin

quante foto

Edoardo Miola

 Stephane Gripari

Giovanni Gastel

 Paolo Solari Bozzi

 Eric Guo

 Claudio Montecucco

 Daniele Bramante

Niccolò Biddau 

Roberto Spampinato

Filippo Maria Zonta

AMERICAN GIRL IN ITALY, FIRENZE, 1951 - Ruth Orkin

ho visto al MIA Fair.
Milan Image Art Fair
The Mall.
Milano.

e ancora.

Sbronza.
fonte: nuovateoria.blogspot.it

venerdì 1 maggio 2015

the shining e l'Apollo 11: il testamento di Kubrick?

Le troppe analogie, i troppi richiami alla missione spaziale nel film Shining, sembrano tanti messaggi nascosti, che difficilmente si possono spiegare se non ipotizzando il fatto che Kubrick sia stato il regista del “film” che descriveva il finto allunaggio. 

Effettivamente qualcosa non torna nell'adattamento di Kubrick del celeberrimo racconto di Stephen King. Principalmente per l'enorme sequela di "coincidenze" presentate al suo interno. L'autore, Jay Weidner, ci fornisce molti spunti e molte chiavi utili a decifrare quello che potrebbe essere, ancora prima di Eyes Wide Shut, il testamento di Stanley Kubrick più importante. 


Suggerisco di guardarlo fino in fondo, senza interruzioni e con la dovuta concentrazione, prima di trarre conclusioni affrettate e bollarlo come "fantasia".

Una delle cose che più sconcerta, e che semina pesanti dubbi sulla versione ufficiale dell’allunaggio del 1969 (missione “Apollo 11”) è il “linguaggio del corpo” dei tre astronauti nel corso della conferenza stampa tenutasi al loro rientro. Invece che essere contenti per avercela fatta, invece di essere orgogliosi per avere portato a termine un’eroica impresa, le loro espressioni facciali tradiscono un certo imbarazzo. Come se non bastasse invece che restare sulla cresta dell’onda i tre abbandonarono la NASA, si ritirarono dalla scena, e ci fu anche chi cercò rifugio nell’alcool. Molto strano pensare che un eroe mondiale sprofondi nella dipendenza dall’alcool appena dopo il compimento della sua mitica impresa.

E che dire del fatto che nessuno dei tre volle giurare sulla Bibbia di essere stati realmente sul nostro satellite?

E per chi non trovasse sufficienti le stranezze delle foto e dei video provenienti dalla luna (ombre che si dispongono secondo direzioni NON parallele, strani riflessi sulle visiere degli astronauti, trasmissione di segnali troppo buona per essere vera, bollicine che si muovono come se certe sequenze fossero state riprese all’interno delle piscine in cui si esercitavano, astronauti che fanno fatica a rialzarsi quando cadono su un satellite con una forza di gravità sei volte minore di quella terrestre e c’è sempre il problema delle fasce di Van Allen, una sorta di cintura intorno alla terra satura di radiazioni, molto pericolose non solo per la salute dell’uomo, ma anche per la stabilità dell’elettronica di un eventuale astronave che vi passasse in mezzo; come mai nel 1969 il problema sarebbe stato brillantemente risolto (e come? non ci sono tracce di schermi adeguati né per la navicella né per le tute) mentre ancora adesso gli scienziati stanno studiando la questione e si chiedono come risolvere il problema dell’attraversamento di tale zona? In questo caso si potrebbe forse immaginare che i componenti elettronici miniaturizzati di oggi siano più sensibili alle radiazioni, ma il quadro complessivo non convince per niente.

Se poi aggiungiamo le fin troppe morti delle persone che non credevano alla versione ufficiale, o che denunciavano il progetto di una missione sulla luna come qualcosa di ancora irrealizzabile per tutta una serie di limiti tecnologici, i sospetti si ingrandiscono.


Detto questo passiamo alla possibile spiegazione del perché avrebbero allestito un finto allunaggio. La spiegazione più in voga è che in questa maniera gli Stati Uniti avrebbero vinto una guerra contro i loro nemici sovietici, che fino a poco tempo prima avevano avuto la supremazia spaziale. Una questione di immagine quindi, nazionale ed internazionale. Ma davvero questo potrebbe spiegare tutto?

Non credo, dal momento che l’Unione Sovietica, molto più avanti nella tecnologia spaziale, aveva quindi un ottimo team di scienziati che osservavano e valutavano i progressi degli USA, ed anche un’ottima rete di spionaggio. L’allunaggio statunitense deve essere stato sicuramente analizzato in ogni dettaglio da parte della superpotenza sovietica, ed è difficile credere che non siano riusciti a rendersi conto dei numerosi errori e delle incongruenze nei video, nelle foto, nella versione ufficiale data in pasto ai media.

La situazione è simile a quella dello sfidante di Bush alle elezioni presidenziali del 2004, che non reagì di fronte agli evidenti brogli elettorali. In quell’occasione John Kerry invece che denunciare i brogli e rivendicare il proprio posto di presidente della nazione più potente del mondo, accettò la versione ufficiale. In realtà entrambi gli sfidanti appartenevano alla stessa società segreta (Skull & Bones), società cui sono appartenuti gran parte dei presidenti degli Sati Uniti, circostanza questa che fa molto pensare. Evidentemente l’élite occulta che domina il mondo (denunciata ai tempi anche dal presidente Kennedy) aveva già deciso chi sarebbe stato il futuro presidente degli USA, ma per non rischiare aveva messo l’uno contro l’altro due personaggi che fingevano solamente di essere l’uno antagonista dell’altro.

Alla stessa maniera USA e Unione Sovietica (e al giorno d’oggi USA e Russia) pur fingendo essere avversari, erano evidentemente in una fase di cooperazione (che non si è mai interrotta). Ciò vuol dire che gli alti vertici della politica, dell’esercito, dei servizi segreti, hanno sempre condiviso informazioni tecniche, scientifiche, militari, mentre le cariche più basse delle organizzazioni civili e militari sono sempre state convinte che i rispettivi paesi fossero nemici giurati. 


La controprova di quanto appena esposto è la cooperazione internazionale nelle operazioni di geoingegneria clandestina (alias scie chimiche), diffuse ubiquamente su ogni continente e su ogni terra abitata. Senza riguardo per le apparenti divisioni politiche: da Israele all’Arabia, dagli USA alla Russia, dall’Italia alla Cina, dall’Ucraina al Messico, i cieli del pianeta sono sempre più velati dalle bianche e tossiche scie che ci rubano il sole, la salute, il futuro.

Detto ciò qual è stato il vero motivo per inscenare un falso allunaggio forse non lo sapremo mai. Non sono da escludere le seguenti due ipotesi (non necessariamente in contrasto tra di loro, non necessariamente le uniche possibili):

1) Ci sono state spedizioni umane sulla Luna di cui noi non siamo stati a conoscenza, e quello che è stato fatto ed osservato in quelle circostanze non si può rivelare
2) Sul nostro satellite è presente una “base lunare” non terrestre

NB: Preciso che sul web troviamo articoli che spacciano persino foto terrestri per presunte basi lunari aliene: non confondiamo l'ipotesi con la certezza. Interessante (ma non per questo sufficientemente probante) è la storia dell'hacker intrufolatosi nei computer della NASA, che afferma di avere scoperto dati su flotte galattiche terrestri.


Vedi anche: 
The Shining, Kubrick e i Poteri Occulti

fonte: freeondarevolution.blogspot.it