domenica 15 ottobre 2017

la strana storia di Audrey Munson, la prima top model della storia









Anche se non avete mai sentito parlare di Audrey Munson, l’avete forse vista: la statua della fontana davanti al Plaza Hotel di New York, la statua sul ponte di Manhattan, e la statua davanti alla New York Public Library hanno le sue sembianze. Fu lei a interpretare i primi film di nudo, ispirò innumerevoli opere d'arte. Audrey Munson fu un’icona del suo tempo. Tuttavia la sua storia è scomparsa dalla memoria americana. Era nata a Rochester, NY, nel 1891. Nel 1909, quando aveva 17 anni, si trasferì a New York con la madre per diventare un'attrice. Mentre faceva shopping sulla Fifth Avenue, fu notata dal fotografo Felix Benedict Herzog, che le chiese di posare per lui nel suo studio. Herzog la presentò ai suoi amici artisti, e Audrey iniziò a posare per molti di loro. Lo scultore Isidore Konti la convinse a posare nuda, usandola come modello per le tre figure delle "Tre Grazie" per la nuova grande sala da ballo dell'Hotel Astor a Times Square. Per un decennio la Munson fu il modello preferito di una miriade di scultori e pittori di New York. Nel 1915 era così famosa che fu scelta come figura femminile simbolo dell’esposizione internazionale di Panama, e fu soprannominata "Panama-Pacific Girl”. Sulla scia di questo grande successo Adurey fece anche carriera nell'industria cinematografica nascente, recitando in quattro pellicole. Nel primo film, Inspiration (1915), apparve completamente nuda, il primo nudo in un film cinematografico americano. I suoi films ebbero molto successo, e iniziò a frequentare il bel mondo di New York. La madre voleva farle sposare il più ricco scapolo d’America dell’epoca Hermann Oelrichs Jr. Ma il 27 gennaio 1919 Audrey scrisse una lettera al Dipartimento di Stato americano denunciando Hermann Oelrichs Jr. come parte di una rete filo-tedesca che voleva rovinare la sua carriera cinematografica. Scrisse di voler abbandonare gli Stati Uniti, e ricominciare la sua carriera cinematografica in Inghilterra.  All'epoca Audrey viveva con la madre in una pensione a Manhattan, di proprietà del Dr. Walter Wilkins. Wilkins si innamorò di lei e uccise sua moglie, Julia, per sposarla. Audrey e la madre spaventate fuggirono in Canada, inseguite dalla polizia che le pensava complici del delitto. Furono trovate e interrogate da agenti dell'agenzia Burns Detective di Toronto; i contenuti dei loro interrogatori non furono mai rivelati, ma Audrey Munson negò decisamente di avere avuto una relazione romantica con il dottor Wilkins. Wilkins fu condannato alla poltrona elettrica. Si impiccò nella sua cella prima che la sentenza fosse eseguita. Nel 1920, Audrey, senza lavoro a causa di questo suo coinvolgimento con Wilkins, viveva a Siracuse, New York, mantenuta dalla madre che vendeva porta utensili da cucina. Il 27 maggio 1922, Audrey tentò il suicidio inghiottendo una soluzione di bicloruro di mercurio, incolpando delle sue condizioni disagiate gli ebrei. Scrisse addirittura alla Camera dei Rappresentanti chiedendo di approvare una legge che la proteggesse "dagli Ebrei".  L'8 giugno 1931, tre giorni dopo il suo quarantesimo compleanno, sua madre chiese a un giudice di rinchiuderla in manicomio. Il giudice della contea di Oswego ordinò che Audrey fosse rinchiusa nell’istituto di Stato di St. Lawrence dove fu trattata per depressione e schizofrenia per 65 anni, fino alla morte nel 1996 all'età di 104 anni. Fu seppellita senza una lapide che ne ricordasse almeno il nome, nella tomba di famiglia nel cimitero di New Haven a New York. Nel 2016, vent’anni dopo la sua morte, la sua famiglia decise di aggiungere una lapide con il suo nome per quello che sarebbe stato il suo 125 ° compleanno. 

fonte: http://larapavanetto.blogspot.it/

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