martedì 30 giugno 2015

l'atomica fa 90

zzzEcco dove sono le 90 bombe atomiche che l’Italia nasconde per conto degli americani

di Bruno Marolo

In Italia ci sono 90 bombe nucleari americane. La loro presenza ha un’importanza militare limitata per gli Stati Uniti, ma risponde anche ad esigenze politiche del governo italiano, che vuole avere voce in capitolo nella Nato. Lo ha rivelato all’Unità Hans Kristensen, uno specialista del Natural Resources Defense Council (NRDC), autore di un rapporto sulle armi atomiche in Europa che sarà pubblicato tra qualche giorno.

Secondo il rapporto nelle basi americane in Europa ci sono ben 481 bombe nucleari, dislocate in Germania, Gran Bretagna, Italia, Belgio, Olanda e Turchia. In Italia ve ne sono 50 nella base di Aviano e altre 40 in quella di Ghedi Torre, in provincia di Brescia. Sono tutte del tipo indicato dal Pentagono come B 61, che non si presta ad essere montato su missili ma può essere sganciato da cacciabombardieri.
«Le ragioni di un arsenale nucleare così grande in Italia – ha spiegato Kristensen – sono nebulose e la stessa Nato non ha una strategia chiara. Le atomiche continuano a svolgere il tradizionale ruolo dissuasivo nei confronti della Russia, e in parte servono per eventuali obiettivi in Medio Oriente, come l’Iran. Un’altra ragione è di tipo politico istituzionale. Per l’Italia è importante continuare a fare parte degli organi di pianificazione nucleare della Nato, per non essere isolata in Europa. Altri paesi come la Germania hanno lo stesso atteggiamento».
Le anticipazioni sul rapporto di 102 pagine del NRDC coincidono con la riunione della Nato a Nizza, dove il ministro della Difesa americano sta cercando di ottenere dai colleghi europei maggiori aiuti in Iraq. Per alcuni paesi la pubblicazione delle cifre è imbarazzante.
Secondo il New York Times il comandante della Nato, generale James Jones, ha confidato ai collaboratori di essere favorevole all’eliminazione completa delle bombe nucleari in Europa, ma di aver trovato resistenza da parte di alcuni governi europei. Gli Stati Uniti sono in grado di colpire con missili lanciati dal loro territorio tutti gli obiettivi nel raggio di azione dei bombardieri in Europa. I paesi europei, e in particolare l’Italia, tuttavia insistono per avere un ombrello nucleare.
Il regolamento del Pentagono vieta espressamente di divulgare notizie sugli arsenali nucleari all’estero. Tuttavia un alto ufficiale ha ufficiosamente sostenuto che alla fine della guerra fredda molte bombe sono state ritirate dall’Europa e oggi ne rimangono circa 200. Krinsensten ha ribadito le indicazioni del rapporto.
«Al Pentagono – ha dichiarato – non tutti conoscono il quadro completo della situazione. Il numero sarebbe inferiore alle nostre indicazioni soltanto se il presidente Bush avesse ordinato il ritiro di gran parte delle armi nucleari dopo l’attacco dell’11 settembre, ma non ci risulta che questo sia avvenuto».
Tra Italia e Stati Uniti esiste un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell’associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: Stone Ax (Ascia di Pietra). Nel settembre 1991, dopo il crollo del muro di Berlino, il presidente George Bush padre aveva annunciato il ritiro di tutte le testate nucleari montate su missili o su mezzi navali. In Europa erano rimaste 1400 bombe atomiche in dotazione all’aviazione. In dieci anni il numero si è ridotto di circa due terzi.
Le bombe nucleari in Italia sono di tre modelli: B 61 -3, B 61 – 4 e B61 – 10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all’atomica di Hiroshima, è può essere regolato fino a un minimo di 0,3 kiloton. Il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton. Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l’opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche. È stata abbandonata la strategia della distruzione reciproca assicurata, che prevedeva armi nucleari sempre più potenti con uno scopo esclusivamente dissuasivo. Ora gli Stati Uniti vogliono produrre bombe atomiche tattiche di potenza limitata, e non escludono di servirsene contro i paesi che considerati terroristi. Almeno due di questi paesi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri in Italia.
[ndr – La soluzione concordata prevede l’istallazione in Italia di due postazioni dotate di bombe atomiche, con un meccanismo detto “della doppia chiave”. In pratica le bombe USA in Italia e Germania hanno l’innesco che deve essere attivato con due chiavi: una l’ha il capo della guarnigione italiana della base (Aviano e Ghedi), l’altra il capo della guarnigione americana.
Le bombe sono caricate su Tornado italiani o tedeschi, i cui piloti sono addestrati negli Stati Uniti, ed anche l’accesso ai bunker in cui questi sono posteggiati è regolato con la doppia chiave. Il Capitolo 5 (Chapter 5) del regolamento Nato prevede che, in caso di attacco ad uno Stato membro, tutte le basi debbano immediatamente rispondere. È possibile che, in caso di attacco nucleare, ci sia un obbligo automatico americano a “sbloccare” le bombe agganciate sotto i nostri aerei. L’accordo resta segreto, i dettagli non sono conosciuti]

LE SIGLE

Usaf: aviazione

Navy: marina

Army: esercito

Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza nazionale]

Setaf: Southern european task force [Task force sudeuropea]

ELENCO PER REGIONI:

Trentino Alto Adige

1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell’Usaf.

2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.

Friuli Venezia Giulia

3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell’Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell’Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell’aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo’ in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest’ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell’Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara’ appunto quest’ultima la principale base per l’offensiva aerea contro l’Iraq del nord, ma l’impiego degli aerei della 16th Air Force sara’ pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano.

4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.

5. Rivolto [Ud]. Base USAF.

6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell’Usaf.

7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell’Us Army.

8. Trieste. Base navale Usa.

Veneto

9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.

10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.

11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni.

12. Longare [Vi]. Importante deposito d’armamenti.

13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni

14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni

15. Istrana [Tv]. Base Usaf.

16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.

17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].

18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.

19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.

20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.

21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.

22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.

23. Venezia. Base navale Usa.

24. Sant’Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.

25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa.

26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa.

27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.

Lombardia

28. Ghedi [Bs]. Base dell’Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.

29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].

30. Remondò [Pv]. Base Us Army.

108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.

Piemonte

31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.

32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato.

Liguria

33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].

34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.

35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell’Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di Rifondazione Comunista si parla di “occupazione di aree dello specchio d’acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]“. Poi c’è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall’artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].

Emilia Romagna

36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell’Usaf con copertura Nato.

37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

38. Parma. Deposito dell’Usaf con copertura Nato.

39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.

40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l’attivazione di bombe nucleari.

41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.

Marche

42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato.

Toscana

43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e’ stoccata una riserva strategica per l’esercito e l’aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell’US Army per l’appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell’Africa del Nord e la Turchia.

44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.

45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell’Usaf.

46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell’Us Navy.

47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.

48. Livorno. Base navale Usa.

49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

Sardegna

50. La Maddalena – Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana “Simon Lake”.

51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.

52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].

53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.

54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.

55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.

57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.

58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.

59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all’incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone “off limits”: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.

60. Cagliari. Base navale Usa.

61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.

62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.

63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.

64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.

65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.

Lazio

66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato

67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.

68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo

69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell’Us Army.

70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei “La Salle”.

71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa.

Campania

72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare.

73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.

74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

76. Nisida [Na]. Base Us Army.

77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell’Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.

78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell’Us Army.

80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.

81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.

82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom.

83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.

84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra

85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.

Basilicata

79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.

86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.

Puglia

87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico.

88. Brindisi. Base navale Usa.

89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.

90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].

91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.

92. Otranto. Stazione radar Usa.

93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.

94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.

Calabria

95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato.

96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

Sicilia

98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una.

99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell’aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana.

102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell’Usaf.

103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].

111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d’ascolto e di comunicazioni Nsa.


tratto da: http://zapping.altervista.org/ecco-dove-sono-le-90-bombe-atomiche-che-litalia-nasconde-per-gli-usa-la-lista-completa-regione-per-regione/

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fonte: terrarealtime2.blogspot.it

domenica 28 giugno 2015

bombardamento di asfalto e cemento nelle montagne del Veneto



di Gianni Lannes


Si lamentano di Roma ladrona, ma fanno peggio i razzisti in poltrona del nordest e i soliti lacché del piddì. Abusi istituzionali, inganni economici e prevaricazioni dei partiti: pretesti per annientare il territorio italiano con arterie inutili. Insomma, profitti privati con denaro pubblico. Adesso le aree prescelte dalla devastazione affaristica giacciono nelle province di Vicenza e Treviso. Che fare? Mobilitazione permanente popolare.


Il traforo che spappolerà il cuore del monte Grappa (area protetta sulla carta, soggetta a vincolo paesaggistico, storico, idrogeologico e naturalistico) sarà lungo più di 12 chilometri. Infatti,  il progetto «Itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest.  Superstrada a pedaggio» prevede la realizzazione di una galleria autostradale all’interno del Monte Grappa in provincia di Vicenza.


La pianificazione distruttiva sarà realizzata dall’ATI costituita dalle società “Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. (capogruppo) - Ing. E. Mantovani S.p.A. - C.I.S. Compagnia Investimenti Sviluppo S.p.A. - Cordioli S.p.A. (imprese mandanti), approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione numero 2399 del 04.08.2009, avente ad oggetto l'iniziativa «Itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest. 



Superstrada a pedaggio», da attuarsi in regime di finanza di progetto, che attraverserà i territori comunali di Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Loria, Rossano Veneto, Cassola, Romano d’Ezzelino, Pove del Grappa, Solagna, e San Nazario per raggiungere il terminale Nord di Pian dei Zocchi (Cismon del Grappa).


A Vittorio Veneto (nel trevigiano), invece, sarà trivellato il colle di Santa Augusta per dirottare il traffico pesante nel centro della città: un’opera terroristica dell’Anas già bocciata dal Consiglio di Stato nel 2013, perché priva della valutazione di incidenza ambientale nonché della relazione sismica, eppure riesumata ed in fase di realizzazione. Una curiosità: il progetto leghista risalente al 2009, non è stato arrestato dalla nuova amministrazione comunale targata partito democratico. 
Ma le tangenziali, per definizione, non dovrebbero, forse, costeggiare i centri abitati e non trafiggerli come in questi assurdi casi? Le previsioni negative? La devastazione irreversibile del territorio, l’inquinamento delle falde acquifere, e l’aumento di traffico veicolare con la conseguente emissione di quantità abnormi di gas di scarico direttamente nei polmoni di cittadine e cittadini. 
Di più e peggio: una velocità paralizzante. A strade più ampie corrispondono ingorghi maggiori, ad automobili sempre più veloci tempi di spostamento lentissimi. Sono solo due dei numerosi paradossi sui quali si fonda il moderno paradigma della velocità. Un’industria i cui costi socio-ambientali sono elevatissimi: dal consumo energetico all’impatto ambientale, all’ecologia umana (negli ultimi 20 anni gli incidenti automobilistici hanno prodotto in Italia, tanti morti quanti la seconda guerra mondiale). L’industria petrolifera e quella automobilistica sono legate indissolubilmente all’industria bellica, sia nella loro evoluzione storica sia nel contesto attuale. Il sistema di produzione industriale persegue il mito, nefasto, della crescita illimitata a tutti i costi.
La velocità (e il suo complemento: la sete devastatrice di energia delle nazioni industrializzate) è la dimensione critica del rapporto distruttivo che l’uomo moderno ha instaurato con la vita. L’utilizzazione di elevate quantità d’energia (la velocità dei trasporti) ha effetti distruttivi sia per la struttura sociale sia per madre natura.
  

fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

martedì 23 giugno 2015

lavoratori sotto minaccia, eccoci nel fascismo aziendale

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” anticipa i contenuti del decreto sul demansionamento, che il governo si prepara a varare. «Non è una notizia – afferma Giorgio Cremaschi – perché è oramai scontato che gli esperti ministeriali di Renzi e Poletti operino sotto la dettatura dei tecnici della Confindustria», il cui quotidiano «ci comunica la gioia delle imprese e dei loro uffici legali per il fatto di poter finalmente fare tutto ciò che era proibito dall’articolo 13 dello Statuto dei Lavoratori, senza dover incorrere in costose e spesso perdenti azioni legali». Un regalo ai profitti d’impresa, ai danni dei diritti e del salario dei lavoratori. Di fatto, «una sanatoria per tutti gli abusi ai danni della professionalità delle persone», e cioè «la licenza di mobbizzare e ricattare». Questa, per Cremaschi, «l’infamia di un provvedimento che realizza un altro sogno della Confindustria e produrrà incubi per chi deve subire il potere dell’impresa», anche perché ora «si potrà degradare il lavoratore per ragioni tecniche e organizzative, cioè quando al padrone serve».
In teoria, scrive Cremaschi su “Micromega”, il salario dovrebbe rimanere lo stesso, ma senza le indennità. E un operaio montatore che fa i turni o va in trasferta potrà essere degradato a facchino nei magazzini e si vedrà ridotta la paga del 30%. I Renzi e Marchionnelavoratori licenziati per ragioni economiche? Potranno conciliare con l’azienda se accettano di riprendere a lavorare a mansione inferiore. «Questo è proprio il corollario che mancava al contratto senza articolo 18. Una misura che farà risparmiare alle imprese sull’indennità di licenziamento, rispondendo chiaramente ad un calcolo preciso degli uffici studi confindustriali». Come si sa, aggiunge Cremaschi, gli incentivi di 8.000 euro all’anno – che sono alla base delle assunzioni, secondo il Jobs Act – presto finiranno. «A quel punto le imprese si troveranno lavoratori licenziabili sì, ma pagando una indennità. Se però quei lavoratori verranno licenziati e poi riassunti con il demansionamento, l’indennità la pagherà il lavoratore con la qualifica più bassa, e per l’impresa sarà come se gli incentivi continuassero».
Infine, conclude Cremaschi, se il padrone può degradare quando vuole, il lavoratore non può rivendicare la promozione. Con l’articolo 13 dello Statuto, se si operava per 3 mesi in mansioni superiori si aveva diritto alla qualifica corrispondente. Con il demansionamento, invece, bisognerà aspettare il doppio del tempo, salvo accordi peggiorativi nei contratti. «Insomma, dopo il diritto alla tutela contro il licenziamento ingiusto salta anche quello alla qualifica, e in ogni azienda le direzioni potranno fare di tutto ai propri sottoposti. E questo è il risultato più importante per i padroni: la licenza di mobbing. Le minacce di licenziamento o degradazione in molti caso saranno sufficienti per imporre di lavorare di più e peggio senza chiedere nulla. Il sadismo di certi capi e capetti avrà piena possibilità di dispiegarsi». Inutile girarci attorno: «Quando si dice che quello di Renzi e del suo sponsor Marchionne è fascismo, per ora aziendale, non si esagera: si descrive semplicemente quello che si sta giuridicamente realizzando misura dopo misura con il Jobs Act».

fonte: www.libreidee.org

il taglio della clitoride

"Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata.
- Quando avremo tolto questo “kintir” (clitoride) tu e tua sorella sarete pure.- Dalle parole della nonna e degli strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell’orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere fino a penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo ... Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L’uomo che era un cinconcisore tradizionale appartenente al clan dei fabbri, prese un paio di forbici. Con l’altra mano afferrò quel punto misterioso e cominciò a tirare…Vidi le forbici scendere tra le mie gambe e l’uomo tagliò piccole labbra e clitoride. Sentii il rumore, come un macellaio che rifila il grasso da un pezzo di carne. Un dolore lancinante, indescrivibile e urlai in maniera quasi disumana. Poi vennero i punti: il lungo ago spuntato spinto goffamente nelle mie grandi labbra sanguinanti, le mie grida piene di orrore … Terminata la sutura l’uomo spezzò il filo con i denti…Ricordo le urla strazianti di Haweya, anche se era più piccola, aveva quattro anni, scalciò più di me per cercare di liberarsi dalla presa della nonna, ma servì solo a procurarlo brutti tagli sulle gambe di cui portò le cicatrici tutta la vita.
Mi addormentai, credo, perché solo molto più tardi mi resi conto che le mie gambe erano state legate insieme, per impedire i movimenti e facilitare la cicatrizzazione (dato che c’è stata una perdita di sostanza, clitoride e piccole labbra, le gambe legate insieme permettono la cicatrizzazione, ma la cicatrizzazione avviene in retrazione. Non c’è più tutto il tessuto necessario perché le gambe possano essere divaricate completamente. Nessuna farà più la spaccata. Anche dare un calcio a un pallone può essere impossibile, come andare a cavallo o, nei casi più gravi, nuotare a rana. Nei casi più gravi, dove infezioni riducono ulteriormente il tessuto, le donne non possono più divaricare le gambe per accovacciarsi e urinare e, dove non esistono water, devono urinare dalla posizione in piedi con l’orina che scola tra le gambe, scola un filino alla volta, una goccia alla volta.) Era buio e mi scoppiava la vescica, ma sentivo troppo male per fare pipì. Il dolore acuto era ancora lì e le mie gambe erano coperte di sangue. Sudavo ed ero scossa dai brividi. Soltanto il giorno dopo la nonna mi convinse a orinare almeno un pochino. Oramai mi faceva male tutto. Finché ero rimasta sdraiata immobile il dolore aveva continuato a martellare penosamente, ma quando urinai la fitta fu acuta come nel momento in cui mi avevano tagliata. Impiegammo circa due settimane a riprenderci. La nonna accorreva al primo gemito angosciato. Dopo la tortura di ogni minzione ci lavava con cura la ferita con acqua tiepida e la tamponava con un liquido violaceo, poi ci legava di nuovo le gambe e ci raccomandava di restare assolutamente ferme o ci saremmo lacerate e allora avrebbe dovuto chiamare quell’uomo a cucirci di nuovo. Lui venne dopo una settimana per esaminarci. Haweya doveva essere ricucita. Si era lacerata urinando e lottando con la nonna…L’uomo ritornò a togliere il filo dalla mia ferita. Ancora una volta furono atroci dolori per estrarre i punti usò una pinzetta. Li strappò bruscamente mentre di nuovo la nonna e altre due donne mi tenevano ferma. Ma dopo questo anche se avevo una ruvida spessa cicatrice tra le gambe che faceva male se mi muovevo troppo, almeno non fui più costretta a restare sdraiata tutto il giorno con le gambe legate. Haweya dovette attendere un’altra settimana e ci vollero quattro donne per tenerla ferma… Non dimenticherò mai il panico sul suo viso e nella sua voce…Da allora non fu più la stessa…aveva incubi orribili. La mia sorellina un tempo allegra e giocosa cambiò. A volte si limitava a fissare il vuoto per ore. (svilupperà una psicosi) … cominciammo a bagnare il letto dopo la circoncisione."


- Hirsi Alip



Sebbene non sia in nessuna sua parte richiesta dal Corano, l'infibulazione è però una pratica che si può riscontrare in alcuni paesi, in tutto o in parte islamici (essenzialmente la parte meridionale dell'Egitto, Sudan, Somalia, Eritrea,Nigeria, Senegal, Guinea), dove viene consigliata come sistema ritenuto utile a mantenere intatta l'illibatezza della donna.

In Somalia, una donna non infibulata viene considerata impura; pertanto, non riesce a trovare marito e rischia l'allontanamento dalla società

effetti dell'infibulazione ; I rapporti sessuali, attraverso questa pratica, vengono impossibilitati fino alla defibulazione (cioè alla scucitura della vulva), che in queste culture, viene effettuata direttamente dallo sposo prima della consumazione del matrimonio. Le puerpere, le vedove e le donne divorziate sono sottoposte a reinfibulazione con lo scopo di ripristinare la situazione prematrimoniale di purezza. I rapporti diventano dolorosi e difficoltosi, spesso insorgono cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. L'asportazione totale o parziale degli organi genitali femminili esterni è praticata con lo scopo di impedire alla donna di conoscere il piacere durante il rapporto sessuale e come forma di controllo del desiderio sessuale femminile.

BOLDRINI: MIGRANTI SONO AVANGUARDIA DEL NOSTRO FUTURO STILE DI VITA
presto lo stile di vita dei migranti sara' il nostro stile di vita, (wow ma che fortuna e che onore)
infatti In Italia 40mila bambine sono state sottoposte a infibulazione i dati risalgono al 2012 e sono in aumento 
Eh si certo abbiamo molto da imparare dalle tradizioni dei migranti, secondo la Boldrini sono gli Italiani che devono integrarsi  con usi e costumi dei migranti AZZZ la lungimiranza e l'intelligenza politica di questa donna è sorprendente

Antar Raja


http://altrarealta.blogspot.it/

sabato 20 giugno 2015

from these hands: a journey along the coffee trail


FROM THESE HANDS: A JOURNEY ALONG THE COFFEE TRAIL è il titolo della mostra dedicata al fotografo Steve McCurry, organizzata da Lavazza e firmata dall’architetto Fabio Novembre, che sarà allestita a Milano, dal 5 giugno al 5 luglio 2015, nella Sala Colonne del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Al centro della mostra, 62 scatti realizzati da McCurry in 12 diversi Paesi: Brasile, Burma, Colombia, Etiopia, Honduras, India, Indonesia, Perù, Sri Lanka, Tanzania, Vietnam, Yemen. L’allestimento di Fabio Novembre è studiato per accompagnare il pubblico nelle atmosfere evocate dagli scatti. Le foto di McCurry sono sempre l’inizio di un viaggio in cui è meraviglioso addentrarsi. L’idea da cui è stato sviluppato l’allestimento, diventa quindi un labirinto che si integra perfettamente nelle geometrie della Sala Colonne del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Il visitatore potrà ammirare le opere di McCurry riprodotte su pannelli concepiti come pagine di un volume fuori scala. La bellezza e l’umanità che scaturiscono dalle immagini di McCurry è amplificata dall’allestimento di forte impatto scenico e immersivo studiato e realizzato dall’architetto Fabio Novembre.Unico comune denominatore: il caffè. Si tratta infatti delle foto più belle ed evocative scattate da McCurry nel corso di un viaggio che copre un arco temporale di oltre trent’anni sulle strade del caffè.













belle, cosa posso dire, belle queste foto.
cioè quelle di McCurry, le mie fanno schifo ma volutamente le pubblico.
perchè?
perchè non sono esposte le foto originali di McCurry ma dei pannelli luminosi, molto luminosi, che probabilmente vorrebbero esaltare la realtà fotografica ma la trasformano in cinematografica, ovvero la tradiscono.
è un'altra cosa.
nell'esposizione viene certamente cercato un effetto scenico, sia nella disposizione, come tra le pagine di un libro, sia, appunto, con questa luminosità e grandezza dimensionale che non appartengono alla fotografia originale.
e questo mi dispiace, sembra ormai impossibile rinunciare al surplus, al'eccesso, alla grandiosità digitale, all'enfasi.
non ce n'era bisogno, McCurry basta e avanza.
un'operazione di marketing, uno sgambetto al talento.

fonte: nuovateoria.blogspot.it

giovedì 18 giugno 2015

ripeti con me



la scia non è una frase rimata di una poesia, non è fonte farcita di fantasia, non è una forma di superstizione e nemmeno pura immaginazione, la scia se la respiri costantemente, ti fotte il polmone, semplicemente.
Per chi fosse in preda alla confusione, colgo l'occasione per ribadire che ogni cosa è ripetizione. Perché essere servo dell'omologazione quando puoi esserne il padrone!?
E' perfetto se ribalti il concetto.
Funziona meglio se gli dai un taglio.

lunedì 15 giugno 2015

Aliengate: William Milton Cooper

Giacomo Casale

La “stagione” dei rivelatori in tema di UFO e alieni ha avuto inizio verso il principio degli anni ’80 del secolo scorso.

Uno degli esponenti più rappresentativi di tale fenomeno è stato senz’altro William Milton Cooper, un ex militare statunitense figlio di un ufficiale dell’aeronautica USA.

Cooper si diplomò in Giappone, dove visse per un breve periodo. Terminò la graduazione militare alla base dell’aeronautica militare di Lackland e fu quindi assegnato al comando strategico dell’aeronautica. Si arruolò nella marina militare nel dicembre del 1965 come volontario nei sottomarini e fu assegnato alla base di Tiru (SS-416) a Pearl Harbor, Hawaii.

Fin da giovane Cooper fu al corrente di storie di avvistamenti di strani oggetti nel cielo. Una volta, mentre si trovava con la sua squadra in ricognizione nell’area Portland - Seattle, un UFO grande quanto un aereo ascese dal mare per sparire nelle nuvole. L’UFO discese di nuovo nel mare e risalì tra le nuvole parecchie volte; L’oggetto non identificato fu avvistato da Cooper, dalla vedetta di prua, dall’ufficiale di ponte, dal capitano e dal maresciallo d’alloggio, il quale scattò anche delle fotografie...


Bill Cooper con la sua squadra (al centro della prima fila)

Bill Cooper si Congedò con onore nel Dicembre del 1975, Rango E-6. Dopo aver abbandonato la marina statunitense lavorò per innumerevoli società appaltatrici di lavori per il governo USA. Alcuni di questi incarichi consistevano nell’addestramento di personale militare straniero.

Le prime rivelazioni di Cooper circa i rapporti tra il governo statunitense e gli alieni risalgono al 1989, allorquando diramò in rete un documento ricchissimo di dettagli sull’argomento.

Tale documento, denominato “Operazione Majority”, sconcertò non poco la comunità ufologia, anche se parte delle informazioni in esso contenute erano già di dominio pubblico, essendo state precedentemente rese note da altri personaggi del sottobosco ufologico (Bennewitz, Lear ecc.).

Nel suddetto documento Cooper affermava di aver visionato nel 1972, quando era ancora in servizio presso la Marina Militare statunitense, due rapporti che provavano il contatto del governo USA con esseri alieni: il Progetto Grudge/Blue Book Rapporto n. 13 ed il Rapporto Majority.

Il rapporto Grudge conteneva 25 fotografie in bianco e nero di forme di vita aliena. Il rapporto Majority non conteneva foto ma le preoccupazioni del governo USA rispetto alle interferenze degli alieni nella vita del pianeta Terra.

In base ai suddetti rapporti, intorno alla fine degli anni 40 vi furono numerosi avvistamenti di UFO, principalmente nel Nuovo Messico, ove erano dislocate le più importanti basi militari statunitensi. Alcune di queste navette extraterrestri si erano schiantate al suolo. Molto famoso fu il recupero di uno di questi veicoli precipitato nei pressi di Roswell, sempre nel Nuovo Messico, il 2 Luglio 1947.

Il Roswell Daily Record dell’8 luglio 1947 annuncia in prima pagina 
il ritrovamento di un disco volante.

Durante le operazioni di recupero furono ritrovati dei corpi senza vita di alieni del tipo “Grigio”. All'inizio, la base di Roswell (RAAF) diffuse la notizia del ritrovamento dell’UFO, ma fu quasi subito smentita da un successivo comunicato a favore della tesi che i rottami rinvenuti appartenevano a un pallone sonda di tipo Rawin.

(A destra: Ricostruzione di un Grigio)

Il successivo importante evento - continua Cooper nel suo documento - risale al 1954 quando il governo americano stabilì un contatto con una razza di alieni che furono denominati "I GRIGI" (tali alieni avrebbero sempre svolto un ruolo importante nella vita del nostro pianeta). Gli alieni erano, a quanto pare, atterrati nella base aerea di Edwards e colà avevano incontrato il presidente Eisenhower con il quale avevano stipulato un trattato.

Secondo Cooper il trattato stabiliva che ”gli alieni non avrebbero interferito con i nostri affari e noi non avremmo interferito con i loro, mantenendo segreta la loro presenza sul pianeta Terra”. In cambio gli alieni avrebbero fornito agli Stati Uniti una tecnologia avanzata che ne avrebbe aiutato lo sviluppo scientifico e si sarebbero astenuti dallo stipulare accordi simili con altre nazioni terrestri. Inoltre, fu concesso agli alieni di rapire periodicamente alcuni umani, con lo scopo di eseguire esami medici e controlli sul nostro sviluppo evolutivo, a condizione che i soggetti non subissero danni e che fossero poi ricondotti dove erano stati rapiti. Le cavie umane non avrebbero ricordato l'accaduto e gli alieni avrebbero fornito una lista di tutte le persone prelevate all'ufficio governativo appositamente creato, denominato MJ-12.

Fu infine concordato che sarebbero state costruite basi sotterranee che gli alieni avrebbero potuto utilizzare per i loro fini e che in due di queste basi ci sarebbe stato lo scambio di informazioni scientifiche tra i Grigi e il governo degli Stati Uniti.

Senonchè ben presto emerse l’”orribile verità”: 1) I Grigi avevano contravvenuto al trattato prelevando un numero di umani ben superiore agli accordi. E, cosa più grave, avevano causato a queste persone (e ad un notevole numero di animali) delle terribili mutilazioni. I Grigi si giustificarono dicendo che erano stati costretti a violare agli accordi in quanto la loro specie si trovava sull’orlo dell’estinzione, a causa del patrimonio genetico gravemente deteriorato, e che gli esperimenti avevano lo scopo di prelevare il materiale genetico degli umani per cercare di riparare il DNA alieno. 2) Le nostre armi non potevano assolutamente competere con quelle degli alieni ed era quindi necessario rimanere in buoni rapporti con loro, almeno fino a quando gli USA non avessero sviluppato una tecnologia in grado di poterli contrastare. Tutta la vicenda fu classificata dal governo ad un livello di massima segretezza (top secret MJIC).

In realtà Cooper va ben oltre le suddette dichiarazioni riportando nel suo documento anche i seguenti dettagli:

MAJESTY era indicato come una parola in codice per il Presidente degli Stati Uniti.

OPERATION MAJORITY è il nome dell'operazione responsabile di ogni aspetto, progetto e delle conseguenze della presenza degli alieni sulla terra.

GRUDGE Contiene 16 volumi di informazioni documentate, raccolte da quando gli Stati Uniti iniziarono ad investigare sugli "oggetti volanti non identificati" (UFO) e sui "veicoli extraterrestri identificati" (IAC). Il progetto veniva finanziato dalla CIA con fondi riservati e con soldi provenienti dal traffico illecito della droga. La partecipazione al traffico illecito di stupefacenti veniva giustificato come deterrente per identificare ed eliminare gli elementi deboli della nostra società. Il proposito del progetto GRUDGE era quello di catalogare tutte le informazioni scientifiche, tecnologiche, mediche e spionistiche riguardo avvistamenti UFO\IAC e contatti con forme di vita aliene. Tali informazioni sono state usate per finalizzare il Programma Spaziale degli Stati Uniti.

MJ-12 è il nome di un gruppo segreto di controllo. Il Presidente Eisenhower commissionò una società segreta conosciuta come THE JASON SOCIETY (JASON SCHOLARS) sotto la guida del direttore del servizio segreto (CIA) Allen Welsh Dulles, del dottor Z. Brzezinsky (presidente della TRILATERAL COMMISSION dal 1973 al 1976) e del dottor H. Kissinger (leader della promozione scientifica), per vagliare tutti i fatti, evidenze, tecnologia, menzogne e inganni, in ordine di trovare la verità sulla questione aliena. La società fu creata sui 32 uomini più importanti del paese, di cui i 12 membri più eminenti erano designati come MJ-12. MJ-12 ha il controllo totale di ogni cosa. Essi sono contraddistinti con i codici J-1, J-2, J-3 e così via fino a definire tutti i membri della Jason Society. Il direttore della CIA era indicato con J-1 ed è il direttore di MJ-12. MJ-12 è responsabile solo al presidente. MJ-12 gestisce la gran parte dei traffici illeciti di stupefacenti nel mondo. Ciò avveniva per nascondere i finanziamenti e in questo modo tenere all’oscuro il Congresso e i cittadini degli Stati Uniti. Era giustificato come deterrente per identificare ed eliminare gli elementi deboli della nostra società. Il costo del finanziamento connesso ai progetti sugli alieni è più alto di quanto ognuno di voi possa immaginare.

MJ-12 assassinò il presidente Kennedy quando egli disse che avrebbe reso pubblico tutti i fatti riguardanti la presenza degli alieni. Fu ucciso dall'agente del servizio segreto che guidava la sua automobile, ciò è manifestamente visibile nel filmato che è stato girato dalla parte del pubblico, il giorno dell'omicidio. Un rifugio segreto fu costruito per MJ-12 in MARYLAND ed era descritto come accessibile solo via cielo. Esso è un posto pienamente vivibile, ristorabile e con tutti gli altri comforts per MJ-12 e la Jason Society. Il suo nome in codice è "THE COUNTRY CLUB". Il terreno per "THE COUNTRY CLUB" fu donato dalla famiglia Rockefeller. Solo coloro che posseggono il pass TOP SECRET/MAJIC sono ammessi in questo luogo.

MAJI stà per MAJORITY AGENCY FOR JOINT INTELLIGENCE. Tutta l’informazione, la disinformazione e lo spionaggio è stato raccolto e promosso da questa agenzia. Questa agenzia è responsabile di tutta la disinformazione sugli alieni ed opera in congiunzione con la CIA, la NSA e l'ufficio di spionaggio della marina. Questa è una potentissima organizzazione e tutti i progetti riguardanti gli alieni sono sotto il suo controllo. MAJI è responsabile solo a MJ-12.

SIGMA è il progetto che per primo stabilì comunicazioni con gli alieni, ed è ancora responsabile per le comunicazioni.

PLATO è il progetto responsabile per le relazioni diplomatiche con gli alieni.

MAJIC è la classificazione di sicurezza e di chiarezza su tutti i materiali, le informazioni ed i progetti connessi con gli alieni. MAJIC significa MAJI controllato.

AQUARIUS è un progetto che ha stilato la storia della presenza aliena e delle loro interazioni con l'Homo Sapiens su questo pianeta negli ultimi 25.000 anni e culminati con il popolo basco che vive nella regione montagnosa sul confine tra Francia e Spagna e i siriani o assiri.

GARNET è il progetto responsabile per il controllo di tutte le informazioni e documentazioni concernenti questo soggetto e la credibilità di tali informazioni e documenti.

PLUTO è un progetto per valutare tutte le informazioni UFO/IAC(Identified Alien Craft – n.d.a.) riferendole alla tecnologia spaziale (astronautica).

POUNCE. Questo progetto fu istituito per il recupero di tutti gli alieni e i veicoli caduti\incidentati. provvedeva a fornire storie di copertura e, quando necessario, a operazioni per mascherare la verità. Coprire ciò che è stato usato, incidenti simulati di velivoli, costruzioni, scavi del terreno etc. Questo progetto ha dato esiti di successo ed è tuttora operativo.

LUNA è la base aliena sita sull'altra faccia della luna.

NRO sta per National Recon Organization, situato a Fort Carson, Colorado. E’ responsabile per la sicurezza di tutti gli alieni e/o connesso ai progetti riguardanti i velivoli alieni.

DELTA è la designazione per la specifica armata del NRO che è specialisticamente addestrata e finalizzata per la sicurezza di questi progetti.

BLUE TEAM è il primo progetto dell’aviazione responsabile per le relazioni/recupero di alieni o veivoli caduti o incidentati

REDLIGHT era il progetto destinato a condurre voli di prova con velivoli alieni; il progetto è tuttora operativo presso l’Area 51.

SNOWBIRD era progetto di COPERTURA per il progetto REDLIGHT. Un oggetto volante nominato "TYPE" fu costruito utilizzando tecnologia convenzionale. Esso non fu presentato alla stampa e volò in pubblico in diverse occasioni. Il proposito era quello di spiegare che avvistamenti o rivelazioni concernenti REDLIGHT erano da attribuirsi al velivolo SNOWBIRD. Ciò si è dimostrato molto congruo per il suo carattere disinformativo. Questo progetto è esecutivo solo quando diviene indispensabile. Non è stato usato per diversi anni. Questo progetto è attualmente congelato fino a quando non sarà necessario servirsene di nuovo.

BLUE BOOK------QUESTO ERA UN PROGETTO DI DISINFORMAZIONE E DI INFORMAZIONI RISERVATE DI UN REPARTO SPECIALE DELL'AVIAZIONE MILITARE SU UFO\ALIENI. QUESTO PROGETTO E’ TERMINATO E LE SUE INFORMAZIONI E COMPITI FURONO ASSORBITE DAL PROGETTO AQUARIUS. IL RAPPORTO CLASSIFICATO COL NOME "GRUDGE\BLUE BOOK REPORT N°13" E' L'UNICA SIGNIFICATIVA INFORMAZIONE DERIVATAMI DI QUESTO PROGETTO CHE E' INACCESSIBILE AL PUBBLICO. (DA CIO’ CHE LESSI DAL FILE DI BILL ENGLISH SEMBRA CHE LUI VIDE VERAMENTE QUESTO RAPPORTO, E DA COME LO DESCRIVE RISULTA ESSERE LA STESSA INFORMAZIONE CHE IO VIDI COME "GRUDGE\BLUE BOOK Nø13").

JOSHUA è un progetto atto a sviluppare un'arma che genera un impulso sonoro a bassa frequenza. Veniva riportato che tale arma sarebbe stata impiegata contro i velivoli alieni ed armi laser.

EXCALIBUR è un'arma impiegata per distruggere le basi aliene sotterranee. Si tratterebbe di un missile in grado di penetrare 1000 metri di terreno argilloso durissimo, tale come quello che si trova in New Mexico, senza causare alcun danno operativo. Il missile era predisposto a non andare oltre 30.000 piedi AGL di profondità e che non deviasse oltre i 50 metri all'impatto, dall'obiettivo predestinato. Il dispositivo in questione trasportava un megaton di testata nucleare.

ALIENI:, comparivano quattro tipi di alieni su quei documenti. Un GRIGIO DAL NASO GRANDE che è quello col quale abbiamo trattato, un GRIGIO definito come sottomesso e servitore del GRIGIO DAL NASO GRANDE, un tipo biondo dalle sembianze umane descritto come NORDICO, uno dai capelli rossi dai lineamenti umani riportato come ARANCIONE. I luoghi di provenienza degli alieni venivano descritti essere una stella della costellazione di Orione, la stella Barnards e Zeta Riticuli 1 e 2. Non ho potuto ricordare, nemmeno sotto ipnosi, quale alieno appartenesse a quale stella.

EBE è il nome o la designazione data all’alieno catturato vivo nell'incidente di Roswell nel 1949. Egli morì in cattività.

KRLL O KRLLL O CRLL O CRLLL (pronuncia Crill o Krill) fu l'ostaggio lasciatoci al primo sbarco alieno, come pegno del fatto che gli alieni intendevano rispettare gli accordi. KRLL ci diede le fondamenta del Libro Giallo. più tardi. KRLL si ammalò e fu curato dal dottor G. Mendoza, il quale divenne l'esperto di medicina e biologia aliena. In seguito KRLL morì. L'informazione concernente l’alieno era inoltrata con lo pseudonimo O.H. Cril o Crill. KRLL divenne l'ambasciatore alieno presso gli Stati Uniti.

OSPITI: così erano chiamati gli alieni scambiati con umani, i quali ci diedero il completamento del Libro Giallo. Al tempo in cui vidi l'informazione erano rimasti in vita solamente 3 di essi. Erano chiamati (ALF's) Alien Life Form.

RELIGIONE: Gli alieni dichiararono di aver creato l'Homo Sapiens attraverso l’ibridazione. Il documento riferiva che il sangue RH-negativo era una prova di ciò. Dichiararono inoltre di aver creato tutte le religioni per accelerare il processo di formazione di una cultura civile e per controllare la razza umana.

ABDUCTIONS: I rapimenti avvenivano da molto prima del 1972. Il documento riportava che uomini ed animali erano stati rapiti e/o mutilati. Molti sparirono senza lasciare alcuna traccia. Gli alieni prelevavano campioni di ovaie e di sperma, tessuti, praticavano operazioni di chirurgia, impiantavano un dispositivo sferico da 40 ad 80 micron di larghezza nel cervello vicino al nervo ottico. Nel documento si calcolava che una persona su 40 è stata impiantata. Gli impianti servono agli alieni per avere il totale controllo di un essere umano.

PIANO DI CONTINGENZA IN CASO L'INFORMAZIONE DIVENISSE PUBBLICA O IN CASO GLI ALIENI TENTASSERO DI INSTAURARSI SULLA TERRA. Questo piano mirava a diffondere la notizia che un gruppo terroristico era entrato negli Stati Uniti con armi atomiche, e che i terroristi avevano un piano per far brillare una bomba atomica in una delle città principali. Sarebbe stata dichiarata la legge marziale e tutti gli individui impiantati dagli alieni assieme a tutti i dissidenti, sarebbero stati rinchiusi in campi di concentramento. La stampa, la radio e la TV sarebbero state nazionalizzate e controllate. Chiunque avesse tentato di resistere sarebbe stato arrestato o ucciso.

PIANO PARALLELO PER CONTENERE O RIMANDARE FUGHE DI NOTIZIE.
Questo piano, denominato in codice MAJESTYC TWELVE, agiva come strategia di disinformazione per depistare e confondere chiunque arrivasse vicino alla verità. Gli era stato affidato quel nome per via della sua similarità di pronuncia con MJ-12. Era stato strutturato per confondere il pubblico e per far risultare infruttuose le ricerche su materiale inesistente. ”.

William Cooper, nel corso degli anni 90 e fino alla sua morte, tenne diverse conferenze in tutto il mondo su tali argomenti arricchendoli di volta in volta di nuovi particolari dall’”Alternativa III” alle profezie di Fatima che, a suo dire,erano un altro piano degli alieni per ingannare e confondere la razza umana.

Nel suo libro, inedito in Italia, “Behind a Pale Horse” Cooper avanza l’ardita teoria che alcuni dei ricercatori UFO più famosi (Strieber, Hopkins, Friedman, Moore, Hainek) siano in realtà agenti della CIA in combutta con il governo USA per screditare il fenomeno UFO.


A questo proposito Bill Cooper, nel Marzo 1989, rilasciò una intervista all’astrofisico franco-americano Jacques Vallée il quale la riportò nel suo libro "Révélations". L’incontro tra Vallée e il rivelatore avvenne sul transatlantico Queen Mary. Si riportano di seguito alcuni brani dell’intervista:

Vallée : Le risulta, come mi hanno detto John Lear e Linda Howe che il nome di Allen Hynek veniva fatto nel Report-13 del progetto Grudge?

Cooper : menzionato? Era il co-autore di quel maledetto imbroglio!!! Hynek era completamente coinvolto, nello studio delle abductions e degli impianti. Ha anche affermato che una persona su 40 era stata addotta e aveva un impianto. Naturalmente molte più persone sono state rapite. Si immagini se i membri del governo fossero stati tutti già impiantati?Ecco cosa mi atterrisce.

Vallée : Guardi che io Hynek lo conoscevo molto bene e, rispetto al suo carattere, quello che lei afferma non ha senso.

Cooper : Posso solo dire che questo è quanto era riportato nel documento. Il nome di Hynek era sulla copertina e all’interno c’erano le foto dell’atterraggio di Holloman, foto di alieni, tavoli autoptici e dettagli del progetto Red-Light, nel cui contesto è stato tentato di far volare le loro astronavi, e il progetto Snowbird, una copertura per il Red-Light in cui veniva usata tecnologia convenzionale. A proposito, se subiscono un’avaria le loro navi non si schiantano, ma si adagiano nel cratere di impatto. “

Nel suo volume, scritto e pubblicato nel 1994, Cooper riassumeva le sue rivelazioni per poi ampliarle e trasferirsi dagli UFO al filone del cospirazionismo antigovernativo; poco prima di morire, aveva alquanto stranamente sconfessato tutte le sue precedenti rivelazioni ufologiche ritenendole il probabile frutto di una campagna di disinformazione del governo ai suoi danni.

La notte del 5 novembre 2001 il cospirazionista americano è stato ucciso in un conflitto a fuoco con le forze di polizia che tentavano di arrestarlo a Eager, in Arizona per un episodio di minaccia a mano armata.

Ancora una volta il Governo Ombra vinceva la sua battaglia contro la verità.

Cosa pensare delle dichiarazioni di William Cooper? Personalmente ritengo che, al di là di alcune evidenti esagerazioni, esse rispecchino in gran parte la verità sulla questione UFO/EBE pur se contaminate dalla disinformazione governativa.

Mentre ero intento alla stesura del presente articolo ho avuto modo di leggere un interessantissimo scritto del prof. Corrado Malanga (“DNA di tutto di più” su sentistoria.org) che sembra convalidare una delle informazioni veicolate da Cooper, ovvero che il fattore RH negativo è una prova degli esperimenti di ibridazione condotti dagli alieni sulla razza umana.

Le informazioni fornite da Cooper vengono inoltre corroborate da un altro rivelatore, Bill English, un ex berretto verde autore di un ulteriore rapporto sul volume n. 13 del progetto Grudge/Blue Book.

Fonti:
www.arpnet.it/ufo/ufote179.htm
www.edicolaweb.net/st000740.htm
www.dnamagazine.it/voliera.html
web.tiscali.it/lareteufo/newrete.htm
“Behind a Pale Horse” – William Cooper
DNA di tutto di più di Corrado Malanga su sentistoria.org

Fonte: www.usac.it

Alcuni articoli correlati
NWO. Ricerche e scritti di William Cooper

fonte: crepanelmuro.blogspot.it

Bin Laden morto anni prima del blitz Usa, eccovi le prove

Gli Usa non hanno mai ucciso Osama Bin Laden. Un diabete degenerato in una nefrite terminale nel presunto terrorista (mai processato) lo ha ucciso, e quasi certamente diversi anni prima della colossale menzogna del blitz americano nel 2011 in Pakistan. Come lo so? La mia fonte fu il terzo più alto executive di Al Qaeda dopo Ayman Al-Zawahri e Bin Laden stesso fino alla fine degli anni ‘90. Sono rimasto scioccato dall’ingenuità della pur eccellente inchiesta del mitico reporter americano Seymour Hersh sui retroscena della morte di Bin Laden, versione Casa Bianca. Essa è pubblicata qui. Hersh ci rivela la solita montagna di balle, complotti, mistificazioni messe in piedi dalla presidenza Usa, dal Pentagono e dalle agenzie dei servizi sulla ‘prestigiosa’ operazione Abbottabad, la presunta uccisione di Bin Laden il 2 di maggio 2011 in Pakistan. Ottimo lavoro, ma cose risapute per chi ha vissuto la storia contemporanea fuori dal Tg1 o da Facebook. Dall’incidente del Tonchino (Vietnam), ai “carpet bombing” genocidi di Laos e Cambogia, da Cuba a El Mozote, a Suharto e a Pinochet, dall’Iraq a Israele alla Libia ecc., la politica estera di Washington può essere raccontata con prove alla mano come un scia criminale di menzogne talvolta al limite del grottesco (la gggènte ci crede sempre, così come i – conato – giornalisti).
Ma Hersh ha fatto qui l’errore più triste della sua carriera di colosso del mio mestiere: egli dà comunque per scontato che il poveraccio letteralmente smembrato vivo da oltre 600 proiettili degli Us Navy Seals in una camera da letto di Abbottabad fosse Paolo BarnardOsama Bin Laden. Al 99,9% non lo era. Ecco come lo so. Nel 2003, mentre filmavo l’inchiesta di “Report” (Rai3) “L’Altro Terrorismo”, fui messo in contatto con un fondatore di Al Qaeda in una capitale del Medioriente che ancora non posso nominare. Ecco chi era costui, il mio insider: fu per quattordici anni ai vertici della Jihad islamica internazionale, la culla di Al Qaeda. Sedeva con Bin Laden e Hasan Al-Turabi nei palazzi governativi di Khartoum in Sudan, fu il Dawa numero uno di Al Qaeda, il loro ‘Pontefice’ islamico. Decadi prima, nel 1981, lui si trovava al Cairo, e poche ore dopo l’assassinio del presidente Anwar Sadat per mano di membri dalla Jihad islamica egiziana, si ritrovò sbattuto sul pavimento di una cella buia accanto ad altri estremisti religiosi, fra i quali vi sarà anche un giovane medico che rispondeva al nome di Ayman Al Zawahri, oggi capo di Al Qaeda.
Fetore, grida terribili, ossa spezzate, testicoli arrostiti, due anni così, parte della più violenta repressione dell’integralismo religioso nella storia dell’Egitto, per poi essere scarcerato assieme ad altri sopravvissuti e insieme deportati oltre il confine col Sudan. Una banda di giovani esiliati con una cosa in comune: un odio implacabile per il regime egiziano apostata e per ogni suo alleato, Israele, Stati Uniti ed Emirati Arabi in testa. Formano una grande famiglia che vaga senza sosta: prima Khartoum in Sudan, poi Sanaa nello Yemen, poi Peshawar e Islamabad in Pakistan, dove lui in particolare stringe rapporti con la leadership talebana. L’insider mi conferma che fu in Pakistan, molti anni dopo, nel 1998, che avvenne ufficialmente la fusione fra due componenti dell’Islam belligerante che, prese singolarmente, erano relativamente pericolose, ma che messe a contatto Ayman Al-Zawahirisi rivelarono micidiali: le finanze di Bin Laden e la manovalanza specialistica degli uomini di Al Zawahri, in altre parole la ‘nuova’ Al Qaeda.
L’incontro con lui durò 7 ore, tutte passate in auto a vagare per le periferie di questa capitale, al buio. Paranoici, terrorizzati. Mi disse: «La mia specializzazione (la formazione spirituale dei membri di Al Qaeda) era tale che nel 1995, in Sudan, Osama Bin Laden e Al-Turabi fecero a gara per tenermi; Osama mi offrì un budget illimitato per addestrare i suoi uomini». Parlammo di tante cose (riportate nel mio “Perché ci odiano”, Rizzoli Bur 2006), ma di una non ho mai dato conto. Prima di arrivare al punto, vi rivelo che al montaggio del servizio per “Report” in Rai; chiamammo il traduttore arabo ufficiale della nostra Tv pubblica, un docente universitario egiziano a Roma, il quale dopo appena 10 minuti d’ascolto di questo insider di Al Qaeda si alzò nel panico e gridò che si rifiutava di continuare… Preciso infine che il rango e la veridicità dell’insider di Al Qaeda che incontrai mi fu confermata dal reporter americano Alan Cullison del “Wall Street Journal”, autore di uno scoop per aver scoperto in Afghanistan il pc dell’allora numero due di Al Qaeda, Ayman Al Zawahri, dove il mio insider (volto e altri dettagli) compariva fra i nomi top.
Ecco ciò che non ho mai rivelato. In breve, l’insider mi disse nel 2003 che Bin Laden era vivo, ma in condizioni drammatiche. L’ultimo corriere che lo vide dopo il noto ‘incidente di Karachi’ – dove i servizi pakistani Isi intercettarono un altro corriere, Ramzi bin al-Shibh, nel settembre 2002 – vide un uomo in fin di vita, non si reggeva in piedi, devastato da diabete e nefrite, ovviamente impossibilitato a curarsi con la complessa specialistica necessaria perché nascosto sulle montagne, probabilmente sulla soglia della morte. Ciò accadeva nei primi mesi del 2003. Ma ancora prima i reporter del “The Guardian” Jason Burke e Lawrence Joffe catturarono un video di Osama del 2001 dove già quest’uomo appariva «magro come un fantasma e disabile». Seymour HershSiamo fra il 2001 e il 2003, immaginate se un ammalato in quelle condizioni arriva sano e attivo al 2011, senza uno straccio di cure altamente specialistiche a fronte di patologie gravissime già alla fase finale otto anni prima.
Notate ora una cosa di notevole spessore che avvalla la versione di un decesso naturale di Bin Laden anni prima del maggio 2011: l’ultimo video seriamente accreditato al vero Bin Laden risale al 2004, poi il buio totale. Le sue trasmissioni successive sono cassette audio o video irriconoscibili giudicate “quasi certamente dei falsi” dalla stessa Cia. Ogni altro video che da allora ci è giunto ci mostra il suo n. 2, Ayman Al Zawahri. Ora ci si chieda: come è possibile che negli anni cruciali per il sostegno morale di Al Qaeda, sottoposta a operazioni di annientamento globale, il loro leader carismatico non si fosse mai curato di apparire con veemente retorica a loro sostegno? Mai una singola volta. Be’, era morto. Stroncato dalla malattia come detto sopra. Seymour Hersh neppure esamina questi fatti. E peggio. Il presunto cadavere di Bin Laden viene sepolto in mare da una portaerei americana alla velocità della luce, cioè a poche ore dalla morte. Nessuno al mondo ha mai visto neppure una foto credibile almeno del volto del presunto terrorista (mai processato).
Forse ricordate che vi fu un’insurrezione globale dei musulmani che chiedevano le prove sull’identità di Osama e un funerale islamico in tutta regola. Washington rifiutò entrambi. Eppure bastava poco. Bin Laden portava una cicatrice evidente a una caviglia, frutto di una battaglia a Jaji in Afghanistan ai tempi dell’invasione russa. Bastava una foto di essa per convincere il mondo che l’uomo ucciso ad Abbottabad nel 2011 era lui. Ma no. Perché Seymour Hersh si è incredibilmente scordato di questo dettaglio? Perché Hersh non sottolinea che se il poveraccio nella camera da letto di Abbottabad fosse stato veramente Osama Bin Laden, era tutto interesse della comunità internazionale averlo vivo? Cristo, una fonte d’informazioni infinita, o imbarazzante, eh Washington? Imbarazzante non perché quel tizio in Abbottabad era l’ex alleato/stipendiato degli Usa Bin La celebre foto diffusa dalla Casa Bianca sul celebre blitz (invisibile) di AbbottabadLaden che poteva dirne tante…, ma perché quel tizio era un nessuno, un fantoccio umano. 600 proiettili su un corpo per renderlo irriconoscibile, letteralmente, come riporta anche Hersh, smembrato in pezzi, per non aver grane…
In ultimo, gli scettici pro versione Usa obietteranno che dopo la millantata operazione Abbottabad sarebbe stato interesse di Al Qaeda smentire la versione di Washington con foto della vera sepoltura di Osama sulle montagne centro-asiatiche. La risposta è no, perché una tale rivelazione avrebbe esposto la leadership di Al Qaeda al ridicolo in tutto il mondo islamico, cioè ci avrebbe rivelato un’organizzazione allo sbando da anni senza figura leader. Chi capisce i jihadisti sa di cosa parlo. E gran finale. La farsa dell’operazione Abbottabad del 2011 esplode come un fuoco d’artificio fuori dalla Casa Bianca e verso i media alla vigilia della campagna elettorale di Obama nella primavera del 2011, appunto. Be’, concludo qui. Credo che ce ne sia abbastanza. Bin Laden non arrivò vivo neppure a mille miglia dalla menzogna Abbottabad.
(Paolo Barnard, “Bin Laden era morto anni prima del blitz Usa, Seymour Hersh ha toppato”, dal blog di Barnard del 29 maggio 2015).

fonte: www.libreidee.org