SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

mercoledì 1 aprile 2015

progettando


2004–2014. Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea.

girando in bici, una visita in Triennale è sempre un buon corroborante, una sferzata di energie mentale.
scelgo, tra le altre, questa esposizione.
Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano) festeggia dieci anni trasferendo la sua attività espositiva estiva alla Triennale di Milano per far conoscere a un più ampio pubblico cento capolavori acquisiti nel decennio e quindici progetti. Inaugurato nel 2004, dopo una lunga gestazione, nella sede di Villa Ghirlanda, il Mufoco è l’unica istituzione museale italiana dedicata alla fotografia finanziata pubblicamente. Vanta una collezione di due milioni di immagini e una biblioteca specializzata con 20 mila volumi e riviste e opera più livelli: conservazione, catalogazione e valorizzazione del patrimonio fotografico e bibliotecario; realizzazione di mostre; pubblicazione di cataloghi e testi di studio; promozione della cultura visiva; ideazione di progetti di committenza ad artisti contemporanei e di progetti di arte pubblica con la partecipazione dei cittadini. L’esposizione “2004-2014. Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea”, allestita alla Triennale dal 3 luglio al 10 settembre offre una panoramica su questa attività culturale. Le due parti del percorso espositivo – opere e progetti – sono strettamente intrecciate; i temi comuni sono il paesaggio urbano e naturale, la figura umana, la società in trasformazione, la sperimentazione artistica. Oltre alle fotografie sono presenti numerosi video e filmati di documentazione; il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale a cura di Roberta Valtorta.







alcune foto belle, anche di nomi noti che non riporto -il nome no le foto si- perché ce n'erano di meno noti, o meglio ignoti, con altrettanto belle foto che non trovo. democraticamente non cito nessuno. 
ma soprattutto, in questa breve e inaspettata e oscura mostra (un'ambientazione molto buia), c'era un bellissimo video che mi ha ipnotizzata. un video in mezzo a molti altri, tutti sperimentali e originali, focalizzati sulle persone, sui giovani in particolare, sul paesaggio, urbano periferico e rurale, sulla convivenza civile, sulla conoscenza, faticosa, del sè. 
molti i progetti seguiti da Cristina Nunez, fotografa esperta di autoritratto che fa di questo talento una via introspettiva di consapevolezza personale. il video che mi ha catturata -di cui non ricordo il nome -forse Identità Future?- consisteva in sequenze fisse di alcuni minuti su volti di adolescenti. alcuni rimanevano immobili nella posizione iniziale, altri sceglievano prima il profilo per poi girarsi di faccia, alcuni singoli, altri in coppia. i volti di questi ragazzi, silenziosi, fissi rivelavano molto di loro: per alcuni era meno problematico, anzi quasi una sfida, mostrare i propri occhi aperti e diretti sulla videocamera, per altri impossibile. per alcuni la solitudine nella stanza risultava una scelta necessaria, per altri, al contrario, lo era la vicinanza con un coetaneo ma, al contempo, con il passare dei minuti, imbarazzante. per alcuni la posizione del corpo e del volto consisteva in sequenze e posture naturali e istintive, incuranti del giudizio altrui, per altri certamente studiate e ragionate, innaturali, chiaramente indotte dal bisogno di pensarsi "visti" dall'Altro. 
un lavoro di indagine apparentemente semplice ma fortemente espressivo. 
l'adolescenza è un rito di passaggio, si va verso la propria identità, a volte spavaldi, a volte inciampando. 
ero assolutamente all'oscuro dell'esistenza di questo luogo di raccolta, di ricerca, di indagine, di archivio fotografico, di cultura visiva, digitale e non, di cultura d'immagine, il MUFOCO a Cinisello Balsamo, a Villa Ghirlanda (http://www.mufoco.org/), a due passi da casa, luogo che scopro essere frequentato e abitato da molti artisti contemporanei, luogo da conoscere e riconoscere. 
ancora una volta mettere il naso in mostre e musei è un buon modo per entrare nel mondo e chiedere di parteciparvi.

fonte: nuovateoria.blogspot.it

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