SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

giovedì 26 marzo 2015

voglie che si chiamano fottere di Kristy Lowell

Ci sono voglie che hanno bisogno di dolcezza e tenerezza, di carezze delicate e baci delicati. Voglie premurose e docili, appena bisbigliate, lente. Ma ci sono anche voglie urgenti, voglie impellenti, voglie rabbiose e cattive. Voglie tormentate che vogliono essere soddisfatte. Non saranno delicate o gentili queste voglie, non saranno lente o dolci. No, queste voglie sono fatte per essere prese come sono, come qualcosa di viscerale, primitivo. Un bisogno che nasce non dalla ragione ma dall'istinto, quell'istinto che conosce solo il sudore, il bisogno. Morsi e spinte prepotenti, graffi e polsi stretti. Forze e passione. Queste voglie non conosco facili soddisfazioni, né parole accomodanti, si nutrono di silenzi e urla. Ci sono voglie che si chiamano scopata, ci sono voglie che si chiamano fare l'amore e poi ci sono queste voglie, che si chiamano fottere. E' fottere tutto quello a cui riesci a pensare mentre ti sbarazzi di quegli inutili stracci chiamati vestiti. E' fottere quello che pensi mentre ti senti schiacciare e aprire senza troppe premure. Dolore, passione e voglia insaziabile: è fottere quello di cui hai bisogno quando certe voglie ti sconvolgono il cervello, non facendoti pensare ad altro che questo. Pochi attimi ma che raggiungono anche l'angolo più remoto del cervello, sconvolgendolo, rivoltandolo.
Non è per tutti fottere, non è da tutti fottereFottere è per chi non ne può più di piangere, è per chi ha qualcosa in fondo al cuore, un grumo nero che chiede sempre qualcosa, che sussurra inesorabile, che istiga e corrompe. E' per le anime in bilico sull'abisso che in quell'atto riescono a trovare un po' di pace.
Non è sempre così, ma a volte queste anime hanno bisogno solo di fottere per placare quella voce, hanno bisogno solo di fottere per soddisfare e riempire quel vuoto che quel grumo nero scava nell'anima.
E' di fottere che a volte si ha bisogno, e di essere fottuti che a volte si ha bisogno, e di nient'altro.

Ace


fonte: diariodibordoace.blogspot.it

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