mercoledì 25 febbraio 2015

che gioia scoprire che Obama legge le mie email (e le tue)

Qualche giorno fa ho presenziato a un incontro insolito per gli standard italiani: una conferenza pubblica con il capo dei servizi segreti svizzero Markus Seiler. A Bellinzona, senza particolari misure di sicurezza, con la consueta semplicità elvetica, introdotto dal direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi (il ministro degli interni ticinese, tradotto nel gergo italiano). Serata interessante, pacata nei toni, durante la quale Seiler ha dichiarato, testuale: «Oggi l’80% delle email fanno una rapida tappa a Washington e a Londra dove vengono copiate e archiviate. Solo le email criptate o protette da particolari misure di sicurezza sfuggono a questo gigantesco setaccio». Seiler si è ovviamente ben guardato dall’esprimere valutazioni politiche, però il tono del suo intervento era chiaro. Era come se chiedesse al pubblico presente: a voi va bene? Non sono un diplomatico ma un giornalista. E posso permettermi di rispondere. No, non va bene.
Mi fa molto piacere che il presidente Obama si interessi alla mia vita privata e professionale, coinvolgendo il premier britannico Cameron, ma non è accettabile che tutti i miei messaggi, come i tuoi, caro lettore, siano copiati istantaneamente e Obamamemorizzati in un gigantesco database. In questi giorni sto rileggendo, a distanza di trent’anni, “1984” di Orwell e pagina dopo pagina rabbrividisco: alcune delle misure di controllo sociale del Grande Fratello, immaginate dal grande scrittore inglese, oggi sono realtà. Schedare tutto quel che viene scritto da un cittadino, mappare la sua rete di contatti (sanno a chi scrivo le email, sanno quali sono i miei amici su Facebook, hanno accesso alla mia agenda telefonica tramite WhatsUp) era il sogno di qualunque dittatore, da Hitler a Stalin a Mao; ora è diventata realtà per mano di una potenza che fino a ieri era il baluardo contro Markus Seilerla dittatura e ora, con il pretesto della lotta al terrorismo, si sta trasformando in un invasivo inquisitore.
E’ un gioco da ragazzi affinare la ricerca nel database e mappare fino a “targetizzare” ognuno di noi. I dati selezionati e affinati possono essere usati per fini impropri o politici da parte di un paese che non dimostra più grande considerazione per lo Stato di diritto, né in patria né fuori. Snowden, l’agente della Nsa che ha svelato la gigantesca rete di spionaggio dell’intelligence americana, ci aveva avvertiti. Ora il capo dei servizi segreti svizzero Markus Seiler conferma l’esistenza di una silenziosa, sistematica violazione della libertà e della sovranità di tutti gli Stati. Altro che Isis. La vera minaccia è altrove. Ci stanno portando via tutto, con la silenziosa compiacenza di masse che nemmeno si rendono conto del pericolo e del regresso di civiltà. State all’erta. Il Grande Fratello è proprio lì nel vostro computer. E un giorno tutto quel che scrivete potrà essere usato contro di voi. Rilancio la domanda: va bene così?
(Marcello Foa, “Che gioia sapere che Obama spia le mie email, e anche le tue”, dal blog di Foa su “Il Giornale” del 22 febbraio 2015).

fonte: www.libreidee.org

2 commenti:

  1. per oggi ho rimosso un bel po' d'immagini "zozze". La rubrica HOT ha cessato di esistere. Buona serata a tutti.

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  2. Lo sapevo già. E anche le conversazioni telefoniche sono monitorate. Come? Basta che voi diciate "bomba" in diverse lingue oppure "attentato" ecc. che la diavoleria cominci a registrare la conversazione che viene poi archiviata. Questo che sto scrivendo sicuramente farà scattare "l'ormone" informatico. Non mi piace ma faccio spallucce tanto, anche se lo dovessero proibirselo da soli con nuove finte leggi di garanzia, in realtà continueranno a farlo lo stesso. Dietro c'è una macchina di persone interessate a tenersi il posto di lavoro da nababbi e alimentare la macchina del sospetto che è molto redditizia. Le armi di distruzione di massa di Saddam non le hanno mai trovate, a parte alcuni bidoni di roba strana, ma certamente non giustificano duecento mila morti e il caos che ne è seguito e di cui noi ne subiamo le conseguenze. In GB da cui sono appena tornato, lo scudo anti immigrati è severo, così in US e in Canada e Australia. Insomma combinano un casino fuori la nostra porta di casa e poi fanno i duri anti immigrazione. Alla fine chissenefrega! Cosa potranno mai avere contro di me? Mi consola il fatto che conosco il loro giochetto e non mi prendono più per il KUL con i loro discorsi da incantatori di serpenti.
    Per quanto riguarda le tue innocenti immagini, se servono le hanno già archiviate.

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