SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

martedì 30 dicembre 2014

a volte basta uno sguardo

Era da un po' che la stavo fissando e, a un certo punto, anche lei aveva cominciato a fissare me.
In teoria avrei avuto altro da fare, ma proprio non riuscivo a concentrarmi. Avevo occhi solo per lei e, sinceramente, non vedevo l'ora di finire per potermi avvicinare, salutarla...e poi chissà. Forse stava pensando anche lei la stessa cosa, anche se stava facendo tutt'altro.
Era buffo: in fondo c'erano solo poche persone a dividerci, ma il poco spazio a disposizione sembrava rendere l'avvicinamento paradossalmente molto più difficile. La confusione e le grida intorno sicuramente non aiutavano. Ma non avevo voglia di sovrastare le voci degli altri per farmi capire da lei: in fondo, se anche i nostri corpi erano tesi e contratti, c'erano le nostre labbra a guardarsi. Fu così che le sussurrai:
"Dopo, cosa fai?"
Lei sorrise. Si alzò in piedi, si scrollò di dosso le altre persone e venne verso di me porgendomi la mano:
"Perché aspettare dopo?"

Pochi minuti dopo uscivamo all'aria aperta.
"Per fortuna ogni tanto nelle orge si conosce qualcuno di interessante" disse lei, e io non ebbi nulla da obiettare.  

2 commenti:

  1. ti ringrazio FUOCO. E' sempre un piacere leggerti

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  2. Meglio uscire dalla folla per potersi perdere

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