martedì 2 settembre 2014

il primo giorno


Era distesa sul loro letto matrimoniale, con i piedi che strusciavano uno contro l'altro; come se avesse camminato per un sentiero di montagna, quando invece l'ultima ora l'aveva passata interamente dentro quella camera.
Anche il resto del corpo si andava regolarmente acquietando, dopo che nei minuti precedenti era stato tutto un sussulto: le gambe avevano smesso di tremare e il petto si alzava e si abbassava in maniera quasi regolare. Solo le braccia continuavano a cercare il cuscino o un lembo di lenzuolo, qualcosa a cui aggrapparsi.
Lui, in piedi, la guardava. Ma l'unica cosa che vedeva veramente era il viso di lei.
Gli occhi più chiusi che aperti; la bocca invece innaturalmente spalancata, vuota, come se la lingua e i denti si fossero completamente ritirati all'interno; il naso che colava; i capelli sudati e quasi spiaccicati sulla fronte, sulle guance e sul collo, a loro volta ricoperti di sperma e delle altre tracce lasciate dai cinque uomini che nell'ultima ora l'avevano usata come oggetto dei loro istinti.
Lei aprì del tutto gli occhi e fece qualcosa di simile ad un sorriso.
Lui sentì che l'avrebbe amata per sempre.

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