martedì 8 luglio 2014

MIMI E (h) I (p) ST (e) RIONI (parte terza)



Io una differenza fondamentale fra gli istrioni tondelliani e gli hipster la vedo.
Negli anni '80 ci siamo giocati - male - gli ultimi strascichi di libertà che ci derivavano direttamente dai '70.
In un contesto come quello delle radio libere, dei locali dell'ARCI, dei laboratori di improvvisazione, dei concerti abusivi: in tutto questo gli istrioni potevano - anzi, dovevano - essere assolutamente liberi per poter parlare al mondo. Chi metteva piede in una di queste situazioni non poteva sapere a che cosa avrebbe assistito, nè se lo svolgimento della serata, o dell'evento, sarebbe stata conforme alle sue aspettative (ammesso che ne avesse: lo so anch'io, c'è gente che ha vissuto dalla metà degli anni '70 alla metà degli '80 in uno stato di INEBETIMENTO perenne, in qualche caso fortunatamente solo da cannabis, in altri purtroppo no).
Anche solo per distinguersi dagli altri, gli istrioni dovevano portare sempre un po' oltre il limite; o, se si preferisce, ridurre sempre di più il minimo comune denominatore.
Questo implica che per qualcuno la libertà cominciasse a sembrare un po' eccessiva o, se si preferisce, che non ci fossero più dei valori condivisi.
Il resto è storia, di quella che noi non abbiamo studiato nei testi scolastici ma i nostri figli sì.
Anche se, a guardare bene, una pagina del loro libro di storia è stata brutalmente strappata...vedremo quale.

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