SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

venerdì 6 giugno 2014

l'era di Mary Quant

Mary Quant e la sua grande invenzione: la minigonna!

Chi, come e perché ha inventato uno dei capi più femminili in assoluto... curiosità e retroscena di una grande donna che oggi ancora in pochi conoscono
di Valentina Ciotola
Siamo negli anni 60, i favolosi anni 60. Anni in cui ci sono state tante svolte in ambito storico, culturale e del costume. In questi anni i giovani si trovavano in un periodo di cambiamento e rinascita, un periodo in cui hanno deciso di cambiare il loro stile di vita. Le donne in special modo tendevano a sottolineare la loro libertà e lo facevano urlando a gran voce la loro femminilità. Esprimevano la loro voglia di essere libere soprattutto attraverso il loro modo di vestire, attraverso il loro modo di scegliere gli abiti e di interpretarli. Ci troviamo a Londra, una fervente Carnaby street che sfornava sempre più tendenze e mode da seguire. Ma chi è riuscita ad interpretare al meglio i sogni ed i bisogni della gioventù femminile di quest’epoca è stata Mary Quant.
fonte kikibonmot.files.wordpress.com
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fonte giacomozito.com
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Mary: una donna forte, creativa e ribelle

Mary decide di aprire una boutique proprio a Carnaby street. Il suo non era un semplice negozio, era un luogo dove incontrare persone, dove chiacchierare in libertà, ascoltare musica, uno spazio accattivante per quell’epoca. Lì si produceva moda, Mary pensava, realizzava tutto all’interno delle mura del suo piccolo Bazar. Un logo fine e delicato la rappresentava, un fiore racchiuso in un cerchio, colori basici, minimali ed equilibrati. La prima rivoluzione iniziata da questa ribelle signorina inglese è stata quella di tagliare i suoi lunghi capelli: questa è una delle prime volte in cui vediamo il caschetto. Tutte le sue adepte portavano tagli corti e geometrici, ben allineati e quasi sempre con frange rigorosamente orizzontali che segnavano il taglio degli occhi sempre sottolineati da un make up forte e deciso. Ma questo è stato solo l’inizio. Mary si è spinta ancora oltre, per fortuna.
logo di Mary Quant fonte ittletreasuresvintage.com
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fonte fashionablymeg
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fonte shartadvisor.files.wordpress.com
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Mostrare le gambe la sua priorità

Mary adorava mostrare e dimostrare la femminilità e la sensualità delle donne senza però mai cadere nel volgare. Scopriva la parte migliore di ognuna di noi, io la ringrazio ogni giorno per questo. Lei è la creatrice della minigonna. Una minigonna indossata in maniera intelligente, portata sempre con le calze coprenti e super colorate, si, proprio come facciamo oggi.
fonte 4.bp.blogspot.com
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Vi siete mai chieste chi fosse stata la prima ad aver pensato e diffuso questa tendenza? Beh, ringraziate Mary. Non è finita mica qui eh. Abbiamo anche una rivisitazione delle calzature! La Quent inventa un tacco molto evidente, grosso ed appariscente, una zeppa colorata e comoda e stivaletti che sono a metà tra il gusto bambinesco e da donna adulta. Il look tipico delle sue followers (passatemi questo termine!) era: vestitini abbastanza accollati e semplici dalle linee informali, calze super colorate e coprenti, scarpe molto alte e massicce, capelli a caschetto, occhi truccatissimi e spesso anche addobbati con ciglia finte, labbra pallide. Un total look insomma tutto da imitare… ancora oggi!
fonte: www.bigodino.it

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