SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

sabato 28 giugno 2014

difesa del proibizionismo


Caro Papa Francesco, non sarebbe più opportuno che dedicassi le tue energie per risolvere l'ormai annosa questione PEDOFILIA in Vaticano? Piuttosto che lanciare anatemi contro la Canapa? 

Il nostro blog è convintamente anti-proibizionista: e questo NON perché sosteniamo lo "spinello libero", bensì perché è fin troppo evidente come il proibizionismo sia INUTILE e DANNOSO: serve solamente a consentire alle organizzazioni criminali di realizzare profitti miliardari dalla gestione delle sostanze, ingolfare le aule dei tribunali, distogliere le forze dell'ordine da operazioni più importanti e infine, rovinare la vita a tanti giovani, che talvolta finiscono in cella e comunque si vedono macchiare la fedina penale, cosa che ne condizionerà l'esistenza...

Vedi: Dossier: dal proibizionismo alle politiche di riduzione del danno 

Staff nocensura.com 
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E così è successo di nuovo. In occasione di un passaggio politico importante sulle droghe, arriva puntuale quanto inopportuno l’intervento di papa Francesco, che ripete pressapoco sempre le stesse parole: “No ad ogni tipo di droga, la droga è il male e non ci possono essere legalizzazioni né compromessi”. La prima invasione nel campo dello stato era andata in scena quando, con un tempismo quanto mai sospetto, aveva scelto proprio il giorno precedente alla discussione sul decreto Lorenzin in Senato per scagliare il proprio anatema. Una presa di posizione ribadita nuovamente pochi giorni fa, quando il pontefice ha ricevuto in udienza i partecipanti all’International Drug Enforcement Conference (Idec) che si teneva a Roma. Una riunione importante, con delegazioni di oltre 150 paesi impegnate a ridiscutere le politiche di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti.

ATTACCHI IN LIBERTA’ SENZA UN FILO LOGICO. All’incontro con i delegati dell’Idec Bergoglio si è avventurato in discorsi da affermato giurista nonché consumato ricercatore in ambito socio-sanitario. Prima stabilendo che “le legalizzazioni delle cosiddette droghe leggere, anche parziali, sono quanto meno discutibili sul piano legislativo” poi rincarando la dose precisando che comunque, laddove sono state attuate misure di questo tipo “la legalizzazione non ha portato i risultati che erano stati prefissati”. Non è dato sapere quali siano secondo il costituzionalista Bergoglio le motivazioni per le quali la legalizzazione sia legislativamente “discutibile”, e quindi limitiamoci ad aspettare il trattato di giurisprudenza nel quale ci spiegherà cosa non siamo riusciti a capire. Per quanto riguarda invece i risultati della legalizzazione, noi comuni mortali siamo fermi alle statistiche in arrivo dal Colorado, dove dopo pochi mesi di legalizzazione della cannabis è già stata registrata un’importante diminuzione dei reati. Ma evidentemente in Vaticano avranno un canale diretto per accedere a fonti di livello superiore che raccontano dati diversi.


L’ULTIMO BALUARDO DEL PROIBIZIONISMO. A parte l’ironia, quello che è evidente è il fatto che il pontificato di Bergoglio si sta ponendo in maniera sempre più netta a difesa del proibizionismo. E specialmente in Italia, con Serpelloni ed il Dpa finalmente fuori gioco e Giovanardi in sempre maggiore affanno dopo la bocciatura della sua legge, proprio la Chiesa Cattolica sta assumendo il ruolo di ultimo baluardo a difesa del proibizionismo. Forte dell’influenza sui media e su di un ottimo numero di deputati, anche tra le fila del Pd, dalle stanze di San Pietro non si perde occasione per tornare a dimostrare che, per quanto riguarda le questioni etiche e civili, non c’è alcuna intenzione di rinunciare alla storica influenza sul governo dello stato italiano. Ed il problema è che, per quanto concerne il tema delle droghe, il “rivoluzionario” Bergoglio non è niente di diverso rispetto a un Ratzinger qualunque. 


Fonte: dolcevitaonline.it

fonte: www.nocensura.com

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