venerdì 23 maggio 2014

il figlio segreto di Mussolini



Benito Albino Dalser noto anche con i cognomi Mussolini (se si dà credito alla versione del giornalista trentino Marco Zeni) e Bernardi (dal nome del padre adottivo e tutore) fu (come ben raccontato dal documentario Il segreto di Mussolini di Fabrizio Laurenti e Gianfranco Norelli) il figlio di Ida Irene Dalser e di Benito Mussolini.

Secondo la ricostruzione di Zeni, basata su un'intervista che questi afferma di aver avuto con la Dalser, sarebbe stato riconosciuto a Milano dal padre l'11 gennaio del 1916. Tuttavia il documento di riconoscimento non è mai stato trovato. Nel 1925 Benito Mussolini, da circa tre anni capo del governo, nello stesso anno del suo matrimonio religioso con Rachele Guidi, avrebbe assegnato al piccolo Benito Albino una dote di centomila lire in Buoni del Tesoro ma, al di fuori di questa elargizione, non si occupò direttamente del figlio. I rapporti con Benito Albino furono invece tenuti dal fratello del duce Arnaldo che ebbe nei confronti del nipote un comportamento affettuoso.

Benito Albino visse con la madre in varie località fino al 1926 quando la donna, che non aveva rinunciato a proclamarsi legittima consorte del capo del fascismo, fu internata nel manicomio di Pergine e, successivamente, in quello di San Clemente nella laguna veneziana. Dopo il primo ricovero coatto della madre il bambino fu mandato in collegio prima a Moncalieri dai padri Barnabiti poi, dopo la morte dello zio Arnaldo, nel 1931, in un collegio di minore prestigio. Nel 1932 fu adottato da Giulio Bernardi, che ne divenne anche il tutore. Benito Albino non riuscì mai più a rivedere la madre e, secondo il giornalista trentino, sarebbe vissuto nel desiderio costante di essere riconosciuto dal padre.

Arruolatosi nella Regia Marina, dopo aver frequentato il corso di telegrafia a La Spezia insieme con un nipote del padre adottivo, Giacomo Minella, si imbarcò con il compagno sull'esploratore Quarto in navigazione verso la Cina. Secondo le testimonianze di Minella, Benito Albino manifestò più volte ai commilitoni la sua stretta parentela con il duce. Fatto rimpatriare, fu anch'esso, come la madre, rinchiuso in un istituto psichiatrico a Mombello di Limbiate (l'allora grande manicomio provinciale di Milano), dove morì nel 1942 per consunzione: alcuni studiosi hanno definito la sua scomparsa "un delitto di regime".

Cinema

Sulla vicenda di Benito Albino è imperniato il film Vincere di Marco Bellocchio (2009), nel film Benito Albino è impersonato da Filippo Timi.

Televisione

Il 14 gennaio 2005, il programma La grande storia su Rai 3 ha trasmesso un documentario curato da Fabrizio Laurenti e Gianfranco Norelli.
Il 3 luglio 2009 gli è stata dedicata una puntata nella trasmissione Enigma, condotta da Corrado Augias.

fonte: Wikipedia

2 commenti:

  1. Er Puzzone, tra le tante che combinò, credo che spedì anche una figlia al manicomio, se male non ricordo ma si può facilmente verificare nella storiografia.
    del figlio adulterino, non sapevo sinceramente.
    Vabbè, è stato uno dei più grandi statisti del secolo (cit.)
    Juanito

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    Risposte
    1. ha portato l'Italia in guerra causando milioni di morti e nonostante ciò fu un grande statista? E' il sistema bancario e finanziario che decide chi deve essere "grande".

      Fu Joseph Kennedy padre di John e Robert, che fece applicare la lobotomia alla figlia Mary riducendola ad un vegetale. Pare che avesse una sessualità "vivace"... o semplicemente troppo anticonformista agli occhi dell'amore paterno

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