mercoledì 30 aprile 2014

primo maggio su coraggio

LAVORO? BASTA IPOCRISIA E RETORICA DEL 1° MAGGIO




di Gianni Lannes

Fanno carriera prevalentemente i figli di papà alla Renzi. E i cervelli migliori emigrano all'estero. Prevale l'oblio: di lavoro super sfruttato e precario si muore nel bel paese, mentre aumentano le diseguaglianze sociali. Briciole di miseria, gli 80 euro promessi da Matteo Renzi in busta paga dei dipendenti pubblici. Ma dove sta scritto che Giuliano Amato (promosso recentemente giudice della Corte costituzionale) per dirne uno tra tanti, debba intascare una pensione da capogiro, mentre milioni di persone muoiono concretamente di fame e di stenti dopo una vita di lavoro e di sacrifici? Ma di quale diritto vanno blaterando i soloni in cattedra, nei salotti tv, a palazzo chigi e al quirinale? La normalità è l'assurdità.

L’articolo 1 della Costituzione recita: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo…».

Niente di più falso e menzognero, insito addirittura nelle fondamenta di un ex Stato di diritto. Tra l’altro il 13 dicembre 2007, il Trattato di Lisbona (entrato in vigore nel 2009), firmato da Prodi & D’Alema, senza uno straccio di mandato popolare, ha stracciato la nostra carta costituzionale. Alla prova dei fatti, siamo ormai privi di sovranità.  

Eppure, domani primo maggio, in questa colonia a stelle e strisce andranno in onda i soliti spettacoli di cartapesta organizzati da Cgil-Cisl-Uil e mandati in onda dalle tv di regime. A Roma e Taranto i soliti vip da quattro soldi e contorno di aspiranti tali, si esibiranno per ammaestrare le folle. Per un giorno saranno tutti felici e contenti. Eppure mai in Italia la disoccupazione ha toccato un livello simile, accompagnata dall'analfabetismo cronico e funzionale.

In realtà, il capitalismo al capolinea licenzia il lavoro produttivo e assume solo il profitto. Ma più di tutto e soprattutto: è scaduta la qualità della vita, lavoro o meno. L'Italia non ha una classe dirigente con la spina dorsale, e va rifatta dalle fondamenta.

fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

Nessun commento:

Posta un commento