SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

domenica 2 febbraio 2014

mentre in Spagna

Spagna: PIL in ripresa, e tutti in coda alla Caritas...

Quella che si vede non è la coda per uno spettacolo, un avvenimento sportivo o un concerto: è la coda per la distribuzione di alimenti davanti a una Caritas. E non è un foto scattata in qualche paese in guerra o in qualche campo profughi, ma a Madrid, capitale della “Spagna”, parola con cui molti politici si riempono la bocca dimenticandosi però degli spagnoli, o perlomeno della maggior parte di essi.
Leggo centinaia di tweets e post su Facebook su che cosa dovremmo fare, però siamo incapaci di metterci d’accordo e non abbiamo intenzione di fare troppi sacrifici, ci limitiamo
semplicemente a parlare.
Faccio un esempio personale:
Nonostante il calcio sia il mio sport preferito, da anni non vedo una partita, allo stadio o in televisione. Ho smesso di seguirlo perché trovo completamente ingiusto che le società calcistiche debbano più di 800 milioni di contributi per la Sanità, e che i giocatori, nonostante i lauti stipendi, paghino meno tasse di me.
So che non serve a nulla, ma cosa succederebbe se tutti smettessimo di seguire il calcio?
Eppure, perfino questo sembra impossibile.
Semplici azioni collettive, come spegnere la luce dieci minuti al giorno, non usare il cellulare un giorno alla settimana e non utilizzare la macchina durante i week-end per non consumare combustibile, creerebbero più problemi che una manifestazione o uno sciopero. Se solo ritirassimo tutti, ogni giorno, 20 Euro dagli sportelli bancari provocheremmo un intasamento del sistema finanziario.
Ma non ne siamo capaci e chi è al potere se ne approfitta.
Tutto quello per cui abbiamo lottato durante anni se ne sta andando velocemente in malora, con leggi degne dell’epoca medioevale e di una qualunque passata dittatura. Se restiamo inerti continueremo a essere ciò che siamo adesso, nient’altro che marionette.



fonte: terrarealtime.blogspot.it

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