SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

mercoledì 16 ottobre 2013

crisi in Spagna




E’ da un po’ di tempo che non si hanno notizie dai media della crisi in Spagna. Girando su Internet ho trovato quest’articolo.
La Germania sta isolando la Spagna dall’Europa. Ma nessuno lo dice.
Aveva ragione la gente e aveva ragione Internet: anche la Spagna è fallita definitivamente. È ora di toglierci il casco e unirci alla controinformazione. Pubblichiamo una testimonianza che ci arriva da Barcellona. FATELA GIRARE!!!
Dovete sapere che la Spagna è in balia a una vera e propria guerra civile, ma nessun giornale italiano ne parla. Mi chiamo Don Diego De La Vega, vivo a Barcellona da molti anni e mia moglie è greca, quindi so perfettamente di cosa parlo. E vi prego di leggere questa mia testimonianza con molta attenzione, perché quello che oggi sta succedendo a me potrebbe accadere domani a voi, a vostro figlio, vostro fratello o vostra madre…
Accorgersi che la posta non funziona non è uno scherzo, perché non sai mai se stai aspettando lettere o no. Quindi è veramente molto complicato smascherare la CENSURA POSTALE di cui il popolo spagnolo è vittima.  Io me ne sono accorto quasi per caso: grazie a un fortuito giro di telefonate ho scoperto l’altro ieri che mio cugino Simone Grossi, italiano emigrato in Islanda, mi ha spedito una lettera contenente informazioni importanti sulla Troika e istruzioni su come uscire dall’euro. Ma non è il contenuto della lettera che ci interessa (per il momento), bensì il fatto che non sia mai arrivata a destinazione. Cioè a me (casualmente).
Ma facciamo ordine: la lettera, dopo più una settimana, non è arrivata. Non ci vuole un genio per capire cosa stia succedendo. Basta avere un po’ di conoscenze di massoneria spicciola e fare 2 + 2 per capire che poco a poco la Germania (Merkel, BCE, Bildemberg & co.) sta isolando la penisola iberica dal resto d’Europa. Il primo passo -la storia ce lo insegna- è bloccare la Posta, come è successo nella Bolivia di Pinochet nel 1963. Ricordo come fosse ieri che i miei genitori emigrati in Bolivia, in fuga dal nazismo tedesco, spedivano la posta in Italia e non arrivava. Mai. Fate la prova, chiamate un amico che vive in Spagna e chiedetegli di inviarvi una cartolina della Sagrada Familia: non la riceverete mai (NB ho provato: sarà un caso ma dopo 8 giorni non è arrivata !!!). Volete un’altra prova? Andate dal calzolaio sotto casa e chiedete se ha un paio di spadrillas. E poi mi dite cosa vi ha detto…
Ho avuto modo di verificare personalmente con varie associazioni di postini in sciopero che è tutto vero. La Spagna non riceve più la Posta dal resto d’Europa! Incredibile, no? Beh io dico che la vera incredibilità è che non ne parlino i telegiornali italiani (domandatevi il perché, ma la risposta ve la posso dare anche io ed è: CENSURA).
Quindi, dopo aver verificato con vari giri di chiamate che la Spagna era isolata postalmente, ho telefonato ad alcuni amici portoghesi che vivono a Lisbona (fanno parte di un’importante associazione umanitaria locale) per sapere come fosse la situazione postale dalle loro parti, ma il telefono era spento. Ho richiamato qualche ora pù tardi e niente. Un caso? Io la chiamo una conferma, una prova di quello che sta accadendo e che presto finirà con dei morti, perché la gente è alla fame. Per colpa della BCE e della Germania ci sono ben 6.000.000 di disoccupati in Spagna.
Le manifestazioni nelle piazza spagnole (più di 2 milioni di persone il 29 febbraio dell’anno scorso a Barcellona) ormai sono all’ordine del giorno, con bandiere. Ma anche con carroarmati.
La gente in fila alla CARITAS ormai intralcia il traffico, delle poche Seat Marbella rimaste in circolazione dopo che i concessionari hanno smesso di vendere auto nel 2011 (cercate su Internet, c’è tutto). Ma i vigili urbani per fortuna, invece di mettere le multe ai poveri in fila alla Caritas, si sono tolti il casco e si sono uniti alle file in segno di solidarietà gridando: “Questa crisi non la pagamos!”. Ci sono le foto, le testimonianze, i video. Se andate su Internet c’è tutto. Ma i media mainstream italiani lo censurano, e sapete perché? Perché fra poco toccherà all’italia.
Non mancano neanche casi di ragazzi spagnoli desaparecidos, tirati dalle carrozze della polizia in corsa (le automobili non ci sono dal 2011 in Spagna ma nessuno ce lo dice) e di cui nessuno poi sa nulla. La situazione è gravissima (nonostante il Governo Rajoy continui a fare fracking come se niente fosse): tutte le banche del paese sono crollate (leggete The Guardian, c’è tutto!) e i banchieri si sono tolti l’abito e il monocolo per unirsi agli indignados e vendere le banche alla gente per 1 euro!

(fonte Valigia Blu)

fonte: www.ilsignoraggio.it

3 commenti:

  1. sto pensando a Mariska (nickname della blogger che risiede a Barcellona). Ho la sensazione che la crisi l'abbia completamente coinvolta. Non ho più sue notizie da quasi due anni.

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  2. Mi sa che hai preso un granchio... E' difficile isolare un paese nell'epoca di internet, specie in Europa. Mi sembra un'accozzaglia di luoghi comuni BCE, massoni, censura messa insieme alla meno peggio, con voli pindarici non trascurabili del tipo "e mia moglie è greca, quindi so perfettamente di cosa parlo".

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    1. ciao Michele. Dici? E' facile confondere fischi per fiaschi. Comunque quando decido di postare uno scritto non mio, cito sempre la fonte.
      Con tutto quello che sta succedendo, ogni cosa è possibile. In questo periodo, da noi, due argomenti sono all'ordine del giorno, gli sbarchi dei clandestini e Berlusconi farciti dai sproloqui senili di Napolitano

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