SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

sabato 27 luglio 2013

krokodil




L’inviato delle Iene Pablo Trincia ha raggiunto la Russia, patria dellaKrokodil, per parlarci dei terribili effetti della droga che si può fabbricare in casa, con elementi che si trovano tranquillamente in farmacia, ma che mangia letteralmente il corpo umano.
SERVIZIO KROKODIL, LE IENE – “Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?” diceva Mark Renton in Trainspotting quando il mondo della droga era costoso e non così a portata di mano. La Krokodil nel curriculum ha lo sballo assicurato ma con gli effetti non si scherza e la iena Pablo Trincia ha raggiunto la Russia per guardare da vicino come si produce e cosa provoca al corpo umano. Nel servizio andato in onda ieri sera su Italia 1, l’inviato parte subito nel mostrarci una donna di 41 anni che sembra averne almeno 70: ha i denti segnati dalla droga, fatica a muovere le braccia e ha piaghe sul corpo. Il confronto tra realtà e una fotografia che la ritrae solo qualche mese prima è sconvolgente. Trincia spiega che gli effetti della Krokodil iniziano subito, il corpo si riempie “di piaghe circolari che sembrano bruciature di sigarette poi le piaghe si aprono e si formano dei buchi finché la droga non mangia tutto quello che rimane, lasciando solo le ossa e a volte nemmeno quelle”.
ATTENZIONE – IMMAGINI FORTI:

LEGGI ANCHE: Vi presento la droga degli anni zero

L’INCHIESTA KROKODIL - L’inviato delle Iene raggiunge Tolyatti, sud della Russia, una tipica cittadina dall’alto tasso di disoccupazione e zero prospettive dove gli abitanti si rifugiano in alcool e droghe. “La Russia è il paese con il più alto tasso di tossicodipendenti” ma con la crisi spiega Trincia i drogati hanno avuto bisogno di un’alternativa: la Krokodil. La nuova droga low-cost è un miscuglio di ingredienti facili da trovare “in modo legale e a basso costo”, si compone di Codeina che si trova nelle pasticche per il raffreddore, Iodio, Benzene e Fosforo rosso: un mix letale che si può preparare in cucina. “Se quando si inietta anziché nelle vene finisce nei muscoli, la carne brucia e si incancrenisce lasciando scoperti interi pezzi di osso. Si chiama Krokodil perché divora”. L’inviato incontra un tossico che spiega la differenza di costo: “Una dose di eroina costa 50 euro, una di Krokodil solo 12″. Fa uso di Krokodil da sei mesi ma ha già il volto scavato, poi mostra le bruciature sulle gambe “Senti le carne che brucia a causa dei prodotti chimici ma non puoi fare nulla perché sei già dipendente”. L’attivista di April, Tanya Kotchekova, spiega le problematiche relative alla dipendenza: “All’inizio vengono colpiti fegato, reni e il cuore e poi tutto il resto”.
LA KROKODIL - Trincia incontra dei tossici e li accompagna in farmacia per mostrare quanto è facile procurarsi i farmaci necessari a fabbricare la Krokodil in farmacia. Serve la ricetta ma la farmacista consegna tutto senza problemi. L’inviato e i tossicodipendenti raggiungono un palazzo e iniziano a produrre la Krokodil, l’aria si fa pesante e c’è puzza di chimico. Ci vogliono 45 minuti per produrla e Trincia nota un grosso eritema sulla pancia del tossicodipendente ma l’interesse è tutto nel seguire la procedura per la Krokodil. Torna la donna dell’inizio del servizio e l’inviato fa vedere come se si applica una leggera pressione sulla sua gamba, il segno resta: “A volte guardo la finestra e vorrei buttarmi di sotto” confessa la donna. Arriva un altro uomo e la situazione è anche peggiore, le ferite sono disgustose perché ha la pelle completamente divorata, Trincia chiede: “Ma non ti fa male?”. Certo, lo Stato li considera come criminali, spiega ancora l’attivista di April “Per loro non c’è un percorso di recupero”, ci sono solo piccoli centri come una clinica alla periferia della città che sopravvive grazie alle donazioni. Il capo della struttura spiega che la dipendenza è terribile ma che “tutti possono farcela”. Trincia ha incontrato un ex dipendente che spiega che “voglia resta tutta la vita”. Nella struttura c’è anche una ragazza di 19 anni che ha iniziato a drogarsi per dei problemi affettivi che ha scelto la Krokodil perché costava solo 7 euro e non le interessavano le conseguenze ma quando il suo peso ha raggiunto i 35kg ha scelto di smettere. C’è anche chi si buca nel punto sbagliato, ed è stato costretto a subire un’amputazione della gamba. La Krokodil divora.

fonte: www.giornalettismo.com

martedì 23 luglio 2013

gelato artigianale





Un po’ di storia

L’arte del freddo e della refrigerazione dei liquidi, è stata praticata sin dai tempi più remoti dai popoli dell’Asia Minore, dell’Egitto, e della Cina.
La tecnica consisteva nel conservare la neve o il ghiaccio in sotterranei a fosse, ovvero nel creare quelle che nella tradizione si chiamano ormai “le case del ghiaccio”.
Ai tempi dei romani, questa pratica diviene moda ed il commercio della neve prelevata dal Terminillo o portata con navi dall’Etna e dal Vesuvio diventa fiorentissimo.
E’ in questa epoca che, mentre si diffonde l’uso delle bevande dei numerosi thermipolia disseminati nelle città e lungo le vie di traffico, tra l’aristocrazia la neve comincia ad essere usata in ricette che possono essere considerate la progenie del gelato: miscele di frutta o succhi di frutta e latte vengono congelati deponendo le miscele nell’interno di contenitori nella neve.

Colum Nivarium
Colum Nivarium
Se ai tempi di Alessandro Magno la neve ed il ghiaccio venivano sciolti nelle bevande, con i romani, la tecnica si affina: nascono i colatoi (colum nivarium) per filtrare dalle impurità le bevande miscelate con ghiaccio e neve, ma soprattutto nasce la tecnica del “congelamento” senza aggiungere la neve o il ghiaccio alle bevande, attraverso l’abbassamento della temperatura del liquido ed il passaggio del liquido allo stato semisolido.
Con la caduta dell’Impero Romano ed il Medioevo, l’Occidente perde la tradizione dei “prodotti freddi”. All’inverso, in Oriente, il consumo di bevande fredde si diffonde sempre di più e gli elementi freddi assumono una importanza crescente nella dieta.
In particolare gli arabi, raffinati gastronomi, si perfezionano nella preparazione di sorbetti e ne favoriscono una nuova diffusione in Occidente a partire dalla Sicilia.
L’evoluzione del gelato passa di secolo in secolo sino ad arrivare agli inizi del Settecento ad essere considerato un prodotto tipicamente italiano.

Carrettino del secolo scorso
Carrettino del secolo scorso
Ad incrementare l’esportazione del gelato in tutta Europa, contribuì l’ondata migratoria dell’800, che spinse molti operai del nord Italia ad emigrare, trasformandosi in venditori ambulanti, prima di caldarroste e frutta caramellata e poi di gelati.
Sono di quell’epoca, i tipici carrettini di vendita dei gelati che cominciarono a comparire in tutta Europa.
Dalla stessa zona, dopo la seconda guerra mondiale, vi fu una nuova ondata migratoria, questa volta verso Germania, Olanda, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia e Jugoslavia.

Antica Gelatiera a Ghiaccio e Sale
Antica Gelatiera a Ghiaccio e Sale
A fine ottocento, primi del novecento, la lavorazione del gelato artigianale sia nella versione al latte che all’uovo si svolgeva secondo una modalità che prevedeva che gli ingredienti (zucchero, latte e panna) venissero miscelati in una pentola, portati sin quasi ad ebollizione ed il composto così ottenuto, ancora caldo, fosse versato nella gelatiera, realizzando di fatto un processo di pastorizzazione.
Nel caso del gelato all’uovo, in fase di miscelazione degli ingredienti venivano aggiunte le uova precedentemente amalgamate in un altro recipiente con una parte dello zucchero.
Mediante un movimento rotatorio della gelatiera, la miscela si raffreddava venendo a contatto con le pareti gelate ed incorporava naturalmente dell’aria.
L’impasto così ottenuto assumeva la consistenza e la cremosità necessarie per essere lavorato con una spatola ed in grado di sostenersi su un cono.
Per quanto riguarda invece il gelato alla frutta gli ingredienti (zucchero, acqua e frutta) venivano frullati a freddo in un recipiente e lasciati riposare per alcuni minuti. Dopo di che la miscela così ottenuta veniva versata nella gelatiera e seguiva lo stesso procedimento del gelato al latte.

Questo era l’antenato del nostro gelato.......

fonte: www.artigelato.net

effetti devastanti dell'alcool







io al posto dell'alcool bevo succhi di frutta che contengono zuccheri e danno una botta di energia come l'alcool senza effetti collaterali

non ho trovato nessuna discussione sull'alcool siccome sono promotore di una campagna mondiale contro l'alcoolismo per il consumo di frutta metto anche qua alcune informazioni sull'utilizzo di alcool

so purtroppo di andare a toccare le abitudini di qualcuno che si offenderà, ma non posso farci niente, l'alcool riduce le capacità fisiche e mentali, chi beve alcool è mediamente messo peggio di uno che non ne beve

se teniamo poi conto del complotto per eliminare i migliori attraverso droga, alcool, sigarette, incidenti i conti tornano, ai nemici dell'umanità interessa avere un mondo di alcoolizzati che non capiscono niente e che non si ribellino

Informazioni sull'alcol, i suoi effetti e l'alcoolismo

L’ alcool è la droga più diffusa al mondo. E' una sostanza con proprietà psico-attive contenuta a concentrazioni differenti in diversi tipi di bevande. L'alcool è una "droga" molto diffusa perché costa poco, è di facile reperibilità ed è accettato dal punto di vista sociale. Inoltre l'alcool trova una grande diffusione nei party e nelle feste. Ovviamente esistono bevande alcoliche di gradazione differente: la birra solitamente contiene tra il 3% e l'8% di alcool (ma alcune birre superano queste gradazioni), il vino solitamente contiene dal 10% al 13% di alcool, il whisky, la grappa ed il cognac contengono una quantità di alcool intorno al 40%.


Inoltre l'alcool viene spesso assunto, soprattutto fra i giovani, insieme ad altre sostanze come l'ecstasy. In questo modo gli effetti dannosi sono amplificati. Troppo spesso si sottovaluta il ruolo dell’alcool. Ogni anno moltissime persone muoiono a causa delle condizioni dirette o indirette del consumo di alcool, e non necessariamente si tratta di alcolisti.

E' impossibile dimenticare l'elevatissimo numero di incidenti stradali dovuti alle coscienze annebbiate dall’alcool (quasi la metà degli incidenti stradali mortali derivano dal consumo di sostanze alcoliche). L'abuso di alcool inoltre spinge ad essere violenti e irrazionali dando poco peso al reale significato delle proprie azioni, assumendo comportamenti imprevedibili; l'alcolista può essere così portato naturalmente a compiere reati e ad assumere comportamenti aggressivi.

Alcool Informazione - La sostanza

L’alcool o alcool etilico si ottiene dalla fermentazione di prodotti naturali contenenti carboidrati con il lievito. Un bicchiere di vino (1 dl), un bicchiere di birra (3 dl) e un bicchiere di liquore (3 cl) contengono all’incirca la stessa quantità di alcool (7 grammi). L’alcool è presente anche nei prodotti alimentari e nei medicinali.


Alcool Informazione - L’effetto

L’alcool in dosi ridotte provoca un senso di eccitazione mentre in dosi maggiori agisce come un calmante. Infatti l'alcolista o la persona che assume alcool si sente rilassata e a proprio agio e diventa euforica e disinibita. Ovviamente la perdita delle inibizioni porta alla perdita dell’autocontrollo e può sfociare in comportamenti aggressivi ed atti di violenza.

Inoltre chi è in stato di ebbrezza alcolica manifesta problemi con il Informazioni sull'alcol, i suoi effetti e l'alcoolismocoordinamento dei movimenti e presenta anche una minore prontezza di riflessi e sensibilità al dolore. Chi è in stato di ubriachezza comincia a barcollare ed a parlare da solo. L’ubriachezza è eccessiva può provocare vomito, forte perdita dell’equilibrio e condurre a uno stato di disperazione. Infine cessano di funzionare i nervi motori, si spegne la coscienza e incombe la minaccia di un’intossicazione con conseguenze letali.

Fumo e alcool: causa di tumori

Infatti il consumo di alcool in Italia è ancora elevato e non tende a diminuire.

I tumori ad esso correlati come quello del cavo orale e faringe, laringe, esofageo e fegato, fanno tenere alta l'incidenza di tali tumori specie nel nord Est dell'Italia in rapporto proprio al consumo.

Bisogna però ricordare che i tumori delle prime vie aeree e digerenti sono causati anche dal tabacco e anzi l'alcool e il tabacco si potenziano come causa scatenate la genesi del tumore, per cui eliminando anche uno solo dei due fattori si diminuirebbero i rischi in tutti ma di gran lunga maggiormente in quelli che sono esposti tutti e due i fattori.

Ma l'alcool viene chiamato in causa come sicuro elemento cancerogeno per il tumore del fegato. Esso favorisce la cirrosi epatica e quindi con il tempo la sua degenerazione di cancro. E' chiaro che non è l'unica causa ma spesso ne è la causa favorente.

Se eliminassimo il tabacco e l'alcool si farebbe diminuire la morte per tumori del 30% circa.

Alcool e tumori

Il VEGF ( Vascular Endothelial Growth Factor ) è una proteina ed è fattore di crescita endoteliale vascolare che svolge un importante ruolo nell'angiogenesi tumorale, è stato scoperto da Napoleone Ferrara, un ricercatore delle Genentech alla fine degli anni '80.

Da tempo si conosceva l'esistenza di un legame fra il consumo di alcool e il rischio di tumore dello stomaco, dell'esofago, del fegato, del seno e del colon.

Tuttavia i ricercatori non erano mai riusciti a sviluppare un modello adeguato per spiegare come l'etanolo potesse causare il cancro.

In uno studio pubblicato sulla rivista specialistica "Cancer" da un gruppo di ricercatori statunitensi guidati da Jian-Wei Gu dell'università del Mississippi di Oxford, si sostiene che l'etanolo stimola la crescita dei vasi sanguigni, quindi anche la crescita delle masse tumorali.

Per ottenere questi risultati i ricercatori hanno condotto un esperimento su degli embrioni di pollo nei quali erano stati inseriti dei tessuti cancerosi.

Li hanno fatti crescere in una soluzione di etanolo e hanno confrontato gli effetti con quelli osservati in embrioni allevati in soluzione fisiologica (cioè acqua e sale).

Alcuni giorni dopo i tumori degli embrioni immersi in etanolo, erano grandi circa il doppio degli altri ed avevano molti più vasi sanguigni ad irrorarne la massa, era aumentato anche il fattore VEGF.

Sembra che questo effetto non sia limitato solo ai “classici” tumori dell'alcolista, si è visto anche che tanto più alta era la concentrazione di alcol, tanto più attivi si mostravano i geni responsabili della produzione di questo fattore di crescita, quindi l’etanolo è un’importante meccanismo della progressione del cancro.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

University of Mississippi



Definizione di Alcol 

Il termine Alcool deriva dal nome “Alcol Etilico” (o etanolo) che si ottiene sottoponendo a fermentazione lo zucchero contenuto negli acini d’uva. L’abuso di sostanze alcoliche provoca un’intossicazione nota come alcolismo o etilismo. Per migliorare la qualità della vita è necessaria la “prevenzione” dal rischio alcol.

L’alcol etilico è un prodotto psicotropo, depressore del sistema nervoso centrale (S.N.C.). Agisce sulle sinapsi con effetti depressivi e sedativi. Produce effetti diversi secondo l’età, il sesso, la condizione sociale; modifica il vissuto ed il comportamento (il soggetto che ha ingerito grandi quantità di vino può arrecare gravi danni ad altri se si mette alla guida della propria auto). L’alcool provoca una forte dipendenza e gli alcolisti sono costretti a bere e non riescono a liberarsi da questa “droga” che danneggia loro lo stomaco (gastrite), il fegato (cirrosi epatica) ed il cervello, fino ad arrivare alle gravi allucinazioni del “delirium tremens”, che rendono definitivamente l’alcolista uno squilibrato mentale.

 Metabolismo dell’alcol e conseguenze 

Come la nicotina e la cocaina, anche l’alcool è liposolubile ed attraversa facilmente la barriera ematoencefalica, esercitando rapidamente i suoi effetti.

L’alcol, una volta assorbito dall’apparato digerente, arriva al fegato, dove viene metabolizzato. E’ stato calcolato che un bicchiere di vino da 150 ml (pari a circa 13 gr di etanolo) impegna il fegato per due ore. Alcune persone credono erroneamente che sia un innocuo stimolante. L’alcol invece è una delle sostanze psicoattive più potenti ed è responsabile di molte morti.

A breve termine, piccole quantità di alcol provocano inizialmente un’azione stimolante ed una sensazione di benessere, euforia, loquacità, superamento della timidezza, maggiore sicurezza in se stesso, ma in realtà l’alcool ha sempre un effetto depressivo. In realtà un bicchiere di troppo dà innanzitutto intorpidimento; quantità più elevate possono avere effetti sedativi o addirittura narcotizzanti

A lungo termine l’abuso d’alcool provoca squilibri nutritivi, crea dipendenza e tossicità,, comporta la comparsa di statosi (fegato grosso), di epatite, di cirrosi epatica (una patologia del fegato in cui le cellule epatiche danneggiate vengono sostituite definitivamente dal tessuto connettivo; con il tempo l’insufficienza epatica cronica porta alla morte) oltre ad altri disturbi a carico del sistema cardiocircolatorio, dello stomaco e ad un aumento del rischio di tumori.

Il consumo eccessivo d’alcool agisce negativamente anche sul sistema nervoso. L’alcool, attraverso il sangue, arriva al cervello ove riesce a rallentare l’azione delle sinapsi, a diminuire il coordinamento dei movimenti, fino a deprimere la funzione respiratoria, a far crescere la disartria (difficoltà nell’articolare il linguaggio), a ridurre la percezione del dolore sino alla perdita della coscienza, la reazione allo stimolo, l’equilibrio, la coscienza. Di qui l’aumento di incidenti stradali ed infortuni sul lavoro. Altro sintomo è l’effetto depressivo che non si manifesta su tutte le strutture del cervello, ma inizia dalla corteccia cerebrale e discende verso i nuclei nervosi fino ai centri del respiro. Recenti ricerche hanno evidenziato la relazione diretta fra ciò che avviene fra i neurotrasmettitori centrali e le catecolamine (cellule importantissime nella trasmissione degli impulsi nervosi). Sarebbero proprio queste le cellule adibite a raccogliere ed a diffondere per prime gli effetti negativi dell’alcool.

Occorre a questo punto precisare cosa s’intende per consumo “normale” di alcol. In realtà non è possibile attualmente stabilire un limite di consumo che non presenti alcuni rischi, anche perché ogni individuo reagisce in modo diverso all’assunzione di alcol: vi sono soggetti che sembrano tollerare bene le sostanze alcoliche e altri che invece manifestano disturbi importanti anche assumendo dosi minime.
L’alcool deve essere rigorosamente eliminato nelle seguenti situazioni: assunzione di particolari farmaci; gravidanza e allattamento; età avanzata; presenza di alcune malattie; durante la guida; infanzia.

 Alcool e guida 

L’alcol, diffondendosi nel sistema nervoso centrale, agisce come eccitante e provoca nel soggetto alla guida una sensazione di spensieratezza ed euforia che alterano la percezione delle proprie capacità psicofisiche.

Agendo sulla vista l’alcol trasmette al cervello:

1) un falso apprezzamento delle distanze, da cui derivano i sorpassi sconsiderati;

2) un aumento sensibile dell’abbagliamento nella guida notturna;

3) il restringimento del campo visivo che passa da un angolo visuale di 180° del guidatore sobrio alla cosiddetta visione “in tunnel” per chi ha assunto quantità eccessive di alcol;

4) un minor tempo di reazione, che passa da 0,75 centesimi di secondo nel soggetto sobrio a un secondo e mezzo in chi ha assunto un tasso di alcolemia pari a 0,5% (min.)

 Alcol e sport 

In particolare l’alcol:

- rallenta i riflessi e la velocità dello scatto;

- altera la coordinazione muscolare;

- altera la coordinazione visiva;

- per il suo alto contenuto calorico, può incidere sul “peso-forma” essenziale per una prestazione fisica ottimale e negativamente sulla potenza muscolare


fonte: forum.nexusedizioni.it

martedì 16 luglio 2013

la morte planetaria delle api






La morte planetaria delle api

La scienza è stata chiara nel predire che sono pochi gli anni che separano la morte delle api dalla morte degli esseri umani. Ora sembra che le api da miele siano in via di estinzione su quasi tutto il pianeta.
Finora si pensava che quello che le uccideva fosse un mistero.
Ma ora stanno emergendo prove scientifiche che spiegano molto chiaramente la sequenza di fasi che va dalla diffusione del mais OGM della Monsanto alla morte delle api. In questo scritto troverete riferimenti in abbondanza.

La moria globale delle api non giunse in Brasile fino a quando non lasciarono entrare il mais OGM della Monsanto. Ora è il turno dell’Australia, uno dei pochi posti al mondo che ha ancora delle api sane. Staremo a vedere se seguiranno il malaugurato esempio del Brasile. Vi preghiamo dunque di far avere questo scritto al vostro governo e di sollecitarlo a buttare fuori il mais OGM assassino di api della Monsanto dal vostro paese.

Ecco la sequenza di passi mortali che hanno creato il funerale planetario delle api:

1. La Monsanto decide che siccome il batterio Bacillus Thuringiensis (BT) uccide un parassita del mais occorre inserire la sequenza del DNA di quel batterio nel suo mais OGM.

2. Il BT nel polline del mais causa una risposta auto-immune (come l’innesco di uno starnuto) nelle api, come se avessero mangiato il BT, e crea buchi e porosità nel loro intestino.

3. Durante l’estate le api hanno proteine sufficienti per tollerare la risposta auto-immune e riescono ancora a navigare. Durante l’inverno però, quando le proteine (polline) nell’alveare sono poche, le api devono sviluppare una risposta di sopravvivenza. Se il sistema immunitario delle api viene minacciato durante l’inverno, l’alveare viene eliminato. Funziona così: le proteine normalmente usate per imparare e ricordare le complesse operazioni di navigazione vanno in risposta immunitaria, quindi le api si perdono e non riescono a tornare all’alveare.

4. Questo spiega i seguenti fatti:

a) CCD - Colony Collapse Disorder (la Sindrome dello spopolamento degli alveari),
b) Perchè le api morte che sono state ritrovate hanno gli intestini neri e porosi, causati direttamente dal BT.
c) Perché la morte planetaria delle api è generalmente accaduta dopo la diffusione del mais OGM.

Fonte: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3686

Eco(R)esistenza - http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it/


http://terrarealtime.blogspot.it/2013/07/la-morte-planetaria-delle-api.html#more

estratto da: INFORMAZIONE LIBERA

mercoledì 10 luglio 2013

sto serena




(intro)

l'addetto ha detto
di non aver trovato tracce di mare nel cassetto,
va bene, torno a letto...
nonostante il mal di schiena
sto serena, sto serena,
nonostante il mal di testa
la foresta è sempre più fitta,
che abbia acquisito il sapore della sconfitta?

Non lascio mance, bando alle ciance
voglio dire una cosa importante,
non espongo teorie serie o sceme
non so se un uomo e una donna
siano fatti per stare insieme,
dipende dal seme.
Non tutti sono tagliati per il matrimonio,
quasi tutti sono tagliati per il patrimonio.
E' notorio che la postura umana
sia composta da angelo e demonio.
Se mai verrà scoperta, un pensiero va a Roberta
la quale si accorse che c'era un'altra sotto la coperta.
Un giorno lei e il marito si giurarono amore eterno
ma non bastò al coniuge maschio
avere accanto una moglie devota ed un'amante perfetta,
la separazione equivaleva ad un clamoroso fiasco,
ragion per cui architettò la fredda vendetta con premeditazione
dandole riposo eterno.
A quest'uomo dal ghigno di iena
vorrei chiedere, ne valsa la pena?
Capisco che il denaro trasformi il cervello in poltiglia
ma non c'è cosa peggiore dell'odio da parte della famiglia.
Quello che le accadde fu un atto atroce,
spero solo che abbia giustizia e riposi in pace
e che per lui il tormento sia la sua croce




giovedì 4 luglio 2013

sesso e disabilità

“Abbiamo diritto al sesso”. Il grido dei disabili soffocato dall’Italia

Tostato da 
Enea è un ragazzo autistico di 28 anni. Non ha mai fatto sesso, nonostante ne senta il desiderio e ne abbia le capacità per consumarlo. Sotto questo aspetto ha un grosso problema: è italiano, abita in Italia, e il suo Paese non gli propone alcuna soluzione legale per l’appagamento del suo desiderio. Per questo, aiutato dai suoi due amici, Carlo ed Alex, parte per l’Europa per ricercare un rapporto sessuale che sia alla luce del sole e che lo aiuti a dar forma concreta alle sue pulsazioni e alla sua sensibilità.
E’ questa la storia raccontata su un documentario in via di sviluppo, The special need, creato da Carlo Zoratti e Cosimo Bizzarri. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini ad una questione spinosa, per il Belpaese: quella che separa i disabili dalla sessualità compromettendone, molto spesso, potenziali di crescita. E’ quanto han capito, in Europa, Paesi come Svizzera, Svezia, Olanda e Germania, Gran Bretagna, dove è prevista l’assistenza sessuale per i disabili che viene fornita grazie all’esistenza di ONG e dagli Stati stessi, a volte in maniera del tutto gratuita. L’assistente sessuale, dopo un corso di circa 600 ore può operare con i suoi pazienti.
In una recente petizione lanciata da Max Ulivieri, web designer 40enne ed affetto da distrofia muscolare, si dà quella che potrebbe essere la definizione dell’assistenza sessuale:
Si configura come una pratica soprattutto relazionale, empatica e comunicativa. Attraverso il periodo in cui si svolgerà la sessione

Il logo di Love Ability
d’incontro tra la persona che lo richiede e l’assistente, il fulcro dell’interesse sarà nello stabilire un rapporto empatico. Quello che l’assistente debitamente preparata deve riuscire a trasmettere all’altro è innanzitutto l’accettazione del suo corpo attraverso l’esplorazione manuale, l’accarezzamento, il massaggio. Concedere un momento di profondo benessere e attenzione all’altro inteso nella sua dimensione olistica, globale: l’uso delle mani sarà accompagnato dalla voce, da musica, dal racconto. L’assistenza viene non a caso definita sessuale. Il che significa che il corpo sarà preso in considerazione nella sua interezza.
Ulivieri ha lanciato inoltre un sito, Love Ability, che ha il compito di mettere in contatto i disabili di tutta Italia che ricercano un partner, “un luogo dell’amore senza barriere”, dove si raccolgono le storie e si ricerca una metà.
Anche al di fuori dell’Europa vi sono delle ONG che trattano la questione: è il caso di White Hands, un’organizzazione giapponese che finora ha trattato 400 persone, disabili, che vengono supportate al momento dell’eiaculazione. Ha fatto il giro del mondo il video, che riporto qui sotto, dell’eiaculazione assisitita che vede coinvolta Tanaka e il Sig. Osoya, disabile. Non si può parlare di prostituzione. Non può essere illegale. Ecco il video:

In Italia c’è chi fa disobbedienza civile. E’ il caso di Debora De Angelis, 31enne romana, che si definisce assistente del sesso. ”La sessualità è un’energia” ha raccontato “una bomba ad orologeria alla quale il disabile pone tutta la sua attenzione se non viene presa concretamente in considerazione, perdendo di vista le altre potenzialità e capacità che possiede”. Debora si inserisce di fatto nell’elenco di chi crede che sia d’obbligo un’evoluzione culturale che possa dare una svolta alla concezione della sessualità nella disabilità. Una cosa necessaria, ma siamo in Italia.

fonte: www.caffenews.it