domenica 12 maggio 2013

spara alle nuvole




in una località dell'Inghilterra, Claire poetessa trentacinquenne, stava consumando un frugale pranzo a base di verdure alla griglia, due polpette e acqua minerale. Molly, una border-collie femmina di tredici mesi, si avvicinò appoggiando le zampe sopra la coscia destra. Nonostante aspettasse la pappa, rifiutò la polpetta che Claire era solita lasciare nella ciotola. Molly voleva essere accarezzata, giusto per assicurarsi che la sua padrona stesse bene.
Suonarono alla porta, Claire andò ad aprire, era la sua amica Emily con un pacco dal contenuto misterioso. Molly alla vista della donna, ringhiò, "sta zitta!" disse Claire girandosi di scatto.
"Ogni volta che mi vede... fa sempre così:, probabilmente le sono antipatica... "assolutamente no, è che solo  iper protettiva.
"Fammi spazio, pesa questa roba".
"Hai svaligiato una libreria?" disse Claire intuendo il contenuto, "no, un mercatino dell'usato".
Andarono nel soggiorno, Claire senza indugio, aprì il pacco, c'erano libri usati di Virginia Woolf, Emily Dickinson, Mary Shelley, William Shakespeare e Francis Scott Fitzgerald.
"Grazie" disse Claire sorridendo.
"A parte nutrirti, che facevi d'interessante?"
"Nulla di che a parte accarezzare Molly.
"A proposito di nutrizione, t'invito ufficialmente a cena".
"Quando?"
"Stasera, ad un favoloso ristorante italiano". Claire fece un gesto di disapprovazione.
"C'è qualcosa di importante che devi fare? Hai guardato la televisione? Hai scritto poesie?"
"... non mi va di uscire..."
"Il punto è che non ti va mai... Sono stanca di sentire le solite scuse, pretendo che tu venga. Fatti strafiga. Passo a prenderti alle otto.
Alle venti meno un minuto, Claire uscì di casa, Emily l'aspettò in macchina col motore acceso. Osservò l'amica agghingata di tutto punto ed esclamò: "sei favolosa! Ho riservato un tavolo tranquillo".
Entrarono. Il gestore appena le vide, le fece accomodare immediatamente. Portò il menù.
"buonasera belle signore".
"Buonasera a lei" disse Emily.
"Prima che abbiate modo di scegliere le pietanze, mi permetto di consigliare l'assaggio del pane della casa fatto da mia moglie, con l'accompagnamento di antipasti misti".
"Eccellente idea" disse Emily, poi aggiunse, "ci porti quello che vuole, mi fido del suo buon gusto".
"Proporrei degli assaggi, per esempio, pappardelle al sugo di lepre, oppure se prefertite la cucina romana, penne all'arrabbiata, spaghetti alla carbonara, cacio e pepe...abbacchio, trippa, saltimbocca,  coda alla vaccinara, il tutto annaffiato con del buon Frascati o in alternativa vino dei Castelli...".
"Fantastico" disse entusiasta Emily che nel frattempo aprì i grissini.
Durante l'attesa delle ordinazioni, Claire si guardò attorno, "niente male il locale e poi è...", Emily la interruppe, "ho saputo che sei stata ad una festa..." Di colpo Claire si irrigidì, "quale festa!?..."
"Quella organizzata da Victoria, ti presentò una donna italiana, ricordi?"... "Non ricordo... Non esco quando piove"...
"Ho saputo un'altra cosa, la fuga di Fanny. Per quale motivo se n'è andata!?"
"Dovresti chiederlo a lei... E comunque a parte il pigiama di seta color avorio dimenticato sul letto, non ha dato spiegazioni. Ha fatto la valigia, punto. Forse non ero più un mistero per lei"...
"Forse non ti ha mai amata, è per questo che ha scelto la soluzione più scontata. Una donna coraggiosa non agisce in quel modo, poteva almeno lasciarti un biglietto o inviarti un sms. Avresti saputo la ragione, sofferto un po' e poi ricominciato, ma così ti ha fatto credere che sia stata solo colpa tua, è un atteggiamento che mi fa tremendamente incazzare. Non solo è una miserabile ma è pure squallida... Ecco quello che penso della tua ex... Non ti azzardare a rimettervi insieme altrimenti dovrai fare i conti con me".
Giunsero gli assaggi. Smisero di parlare. A fine cena, Emily volle pagare il conto.
Al ritorno, posteggiò sotto casa, Claire guardò l'ingresso, stava per scendere quando disse: "perché non ti fermi a dormire da me, ho uno spazzolino nuovo. E poi considerato che hai offerto la cena, lascia che ti prepari una colazione da cinque stelle". Emily sorrise. Spense il motore.
Quella notte Emily e Claire fecero l'amore, consapevoli che sarebbe stata l'unica volta. Nonostante gli uomini gli piacessero, Emily si era sempre contraddistinta per la sua spiccata razionalità, "mai con una amica", ma la sua teoria fu smentita non foss'altro perché non volle lasciarla sola (le voleva molto bene), ma soprattutto perché Claire era uscita da un periodo orribile, fu ricoverata d'urgenza all'ospedale dopo un malore, la risonanza magnetica evidenziò una strana macchiolina alla testa, la sottoposero ad una biopsia e stava attendendo da un giorno all'altro, l'esito dell'esame. La vita è strana.
Il mattino seguente come promesso, Claire preparò la prima colazione da viaggio di nozze, non prima di aver fatto una veloce, calda doccia. Emily si alzò poco dopo con indosso il pigiama di Fanny.
"Buongiorno. Ti dona molto... Portatelo via..."
"Nemmeno per sogno. Lo indosserà una degna di te..." osservò il vassoio arricchito di ogni, "complimenti! Roba da gran hotel extra lusso! Wow! Ci sono pure i fiori! Ti adoro." Le diede un bacio sulla guancia.
Emily si sedette e cominciò ad imburrare una fetta biscottata, intanto guardò Claire che fece altrettanto, "che c'è?!"
"Innanzitutto voglio dirti che sono orgogliosissima di essere tua amica e poi ho riflettuto in questi giorni... Ci conosciamo da tanto tempo e comprendo quando c'è qualcosa che non va, lo intuisco dai tuoi occhi, sei come un libro aperto per me.... Cè una ferita mai rimarginata che continua a sanguinare... Non è l'abbandono di Fanny, non è nemmeno la biopsia, è quello che successe alla festa, vero? Victoria mi disse che scappasti urlando e piangendo".
Claire lasciò cadere la fetta biscottata nel tea. Si portò le mani al viso. Emily le accarezzò la testa, "io so che quando c'è in atto un temporale, ti nascondi, diventi piccola come uno scricciolo... Hai sempre detto che se ti fosse data l'opportunità di tornare sulla terra, vorresti essere una nuvola, sospesa tra verità e pazzia, sfuggente ma presente, enigmatica e immune al male...E' ora che tu guarisca. Butta fuori tesoro, butta fuori tutto quello che hai accumulato fin'ora... Vedrai che dopo ti sentirai meglio...".
Claire aveva i lucciconi agli occhi. Scosse la testa. Cominciò a tremare.
"Sì, ero alla festa. Victoria mi presentò una sua amica italiana, credo che si chiamasse... Non lo so... So che ne fui subito attratta, capelli neri, occhi castani... Fuori diluviava... Fui presa dal panico.. In quel mentre, si avvicinò il fratello di Victoria, aveva con sé un bustina, mi disse, "vuoi volare? E' cocaina, provala!", era la prima volta che ebbi a che fare con la polvere bianca. Andai in bagno, preparai la striscia, in quel momento entrò "piccola Roma"... così la battezzai... avvertii un rumore secco, era un tuono, scaricò l'energia a ridosso di una finestra... Lei si stava lavando le mani... Non so cosa mi prese... Persi la testa... Le tappai la bocca e le usai violenza... Quando la lasciai andare, scappò via terrorizzata ed io per un istante... volli urlare la mia vergogna  ma la gola sembrava bloccata, non riuscii ad emettere un suono... Tutto mi riportò a quello che accadde tanti anni fa... A 13 anni... Giocavo ancora con le bambole, confezionavo i vestitini...Quel giorno i meteorologi  previdero una grandinata eccezionale, io non ci credetti ma già in tarda mattinata le nuvole bipolari apparvero nere e minacciose, sembravano che da un momento all'altro dovessero precipitare al suolo...Stranamente i miei genitori non erano in casa, eravamo solo io e mio zio, il fratello di mio padre, il quale mi lanciava strane occhiate, io evitavo di guardarlo in faccia, andai in camera mia... Tutto d'un tratto, entrò con una frusta da cucina, si avvicinò, puzzava come una carogna... disse solo tre parole, "tu, piccola puttana..." Mi tappò la bocca e m'infilò la frusta nella vagina... Vidi il cielo farsi cemento... la grandine sparsa ovunque, capisci? La camera era devastata dalla grandine!!!!...
Mi violentò ripetutamente... lo fece così forte che svenni. Quando ripresi i sensi vidi il sangue colare tra le cosce... Il mio disgusto per gli uomini è dato dalla mia colpevolezza... Sono una donna indegna, merito di stare sola!!!"....
Claire pianse a dirotto. Emily l'abbracciò forte, "amica mia, la differenza che intercorre tra uomini e donne è che gli uomini hanno la coda più lunga della nostra... Non è colpa tua..."
"Sì, invece. Ho fatto del male a "piccola Roma"... Non mi perdonerà mai, mai!!!!"
"Devi spiegarle quello che ti è successo... capirà e ti perdonerà"...
"Come faccio? Non so chi sia, non so dove abita..."
"Contatta Victoria, se te l'ha presentata, deve avere per forza il numero di telefono, non ti pare?.... Cercala!!!"...
"Ti ho rovinato la colazione, mi dispiace..."
"No. Non capisco perché tu non me l'abbia detto prima... Avanti, chiama adesso... Sono certa che la volta futura v'incontrerete..."
Emily si vestì, salutò Claire e uscì

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