SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

sabato 2 febbraio 2013

ricapitolando




Càpita di farsi risucchiare dalla Vita.Se la ride l'eterno tiranno,
che per definizione è il Tempo, maiuscolo,
e gioca a mio danno,
da che Mondo è Mondo.

Ma la Vita non è una cosuccia,
se la si considera a fondo, e regala scintille
d'eternità.

E ho imparato una Verità,
che già sapevo ed era già in me,
nelle pupille scure, e financo nell'animula,
nebulosa e incognita terra, hops, mortale.

Non era scritta su un giornale,
ma nella carne e nel sangue,
ed è una stilla imperitura, questa sì immortale,
destinata a fluire.

La Vita, è proprio vero, ha il suo sorriso.


Che aria stantia, in Suburra. Apriam le finestre, va là, lasciamo che sto ventaccio porti un po' d'arietta del 2013. (Mortacci, come passa il tempo). O sarà l'inclito disio di dar una lucidatina alla spada?  Non che non ci facessi qualche salto di tanto in tanto, ma per poi andare a sbirciare altrove, più che altro.

Proprio così, càpita che la vita ti risucchi. E la povera spada? Messa via, in soffitta, ad ammuffire si dirà. Ma che ci vogliamo fare, quando la Vita chiama, non ci si può nascondere, ne tanto meno rifugiarsi in Suburra a sproloquiar di varie amenità, menhirss, shivaismo tantrico, chiavate reali ed eventuali, masturbazioni digitali, polittttica gniente gniente, si sa.

Ricapitolando. Che ne è, o anche, che n'è, delle nostre eroine? Di Aspasietta lontana, che fu un tempo per me tutta tana (colava come poche al mondo quando bramava, bramiva). Un ricordo d'antan, quel poco che si sa non interessa, o almeno si finge non interessi. Che spesso è l'istesso. O no?

Y esotica vive pure più distante, ma basterebbe un clic, ma no, ma no. Asì es la vida. Porco sì, ma porcospino. Lontane tutte o quasi, Sammy ormai irraggiungibile, che fin che ha potuto ha fatto bisboccia: c'è anche quella che non (si) perdona, che non perdura. E Lys, il giglio, che gode solo se le si lascia far la geisha, che poi gli uomini a volte sono solo maschi, e si approfittano di questo diavoletto angelico, femmina da letto, donna di gran cuore. Yvette non l'è da meno quanto a questo, ed è assai più vicina, ma tiene famiglia. So che mi sorriderà sempre.

Perseverare diabolicum est, dice il saggio. Non così distante è Trilly, ma pur sempre tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Ma qualcosa si deve pur fare di questa affinità elettiva. Ci sono istinti, impulsi che solo possono essere arginati: un fuoco inestinguibile dimora sotto un placido manto di neve. Della serie, meglio non lasciarci da soli in una stanza, se poi c'è per caso un letto... Invece c'è la tecnologia, ci mancava solo il sesso virtuale tra noi due. Davanti ai miei occhi si lecca le dita, il sorriso è una malizia che solo lei sa, come al solito vuole e non vuole. Però alla fine vuole.

Le mostro il mostro che mi cresce nei ginss, lo alliscio. Sei un porco, constata. Il suo è un rimprovero che mi incita, e poi tra noi c'è sempre una prima volta. Anche se è vedere, ma non toccare. Mi addosso il sacrilegio ed estraggo  il membro mio impaziente. Ma è già duro, constata. (Se si puo rimproverare col sorriso). Porco, aggiunge.


Si lecca ancora le dita, bimba golosa. Ho voglia, dice, se tu fossi qua. Le rispondo che voglio vedere il suo favo di miele, ma è una metafora, in realtà le chiedo (domando, supplico, ordino) di mostrami la sua bellissima figa, bionda e ricciuta, stillante nettare soave, questo sì. Ottengo ciò che chiedo, cioè niente di più di ciò che lei vuole.

Ed è bellissima davvero, una farfalla rosea, vorace. Infila un polpastrello o poco più, sono tutta bagnata, constata. Vogliosissima. E tu hai un gran bel cazzo, aggiunge, ma non suona a rimprovero. Le sue dita iniziano a danzare con la farfalla, un ballo che si fa sempre più frenetico. Viene in fretta, al solito, Trilly, maliziosamente trionfante. E devo sbrigarmi a seguirla, ché conoscendola, potrebbe anche mollarmi così, con l'asso di bastoni in mano, senza potermelo giocare.


Sempre così noi, constata. Già, sempre così. Ma perché allora? E che ne so. Vabbè, alla prossima volta. Magari entro il prossimo decennio. Nsi sa.

1 commento:

  1. E cosa te ne fai dell'asso di bastoni se non lo puoi giocare?
    FG

    Ps.

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