CRISTO MORTO - ANDREA MANTEGNA

sabato 12 gennaio 2013

onora il padre



Nastassja Kinski: «Orgogliosa di mia sorella
che ha raccontato le violenze di mio padre»

Ha detto di essere rimasta in un primo momento sconvolta, «poi è prevalso l'orgoglio»

Nastassja KinskiNastassja Kinski
Profondamente scioccata dalla confessione della sorellastra, letta fra le lacrime, ma anche enormemente orgogliosa del suo coraggio, perché se già non è facile raccontare quattordici anni di abusi sessuali, rivelare che l’aguzzino è quel padre che da sempre il mondo considera invece un genio è ancora più difficile e doloroso. Così Nastassja Kinski ha ammesso al tabloid tedesco Bild di aver reagito alle parole di Pola, primogenita di Klaus Kinski (morto nel 1991 per un attacco di cuore), che in un’intervista alla rivista Stern(rilasciata in coincidenza con l’uscita della sua autobiografia «Kindermund») aveva squarciato il velo su un’infanzia e un’adolescenza da incubo, vittima di un padre-orco che aveva iniziato a violentarla a soli 5 anni (poco dopo la rottura con la madre, la cantante Gislinde Kuhlbeck, avvenuta nel 1955) ed è andato avanti fino ai 19, giustificando il suo comportamento («mi diceva che tutti i padri del mondo lo facevano alle loro figlie») e fregandosene dei rifiuti della ragazzina («non gli importava che dicessi di no, lui prendeva sempre quello che voleva e dopo ogni violenza mi faceva regali sempre più costosi»).
SCONVOLTA - «Quando ho letto queste cose ne sono rimasta profondamente sconvolta – ha detto la 51enne Nastassja al giornale tedesco, schierandosi con la sorella maggiore, oggi sessantenne, sposata con un avvocato e madre di tre figli – e ho passato un momento davvero difficile, ma sono orgogliosa della forza mostrata da mia sorella nello scrivere questo libro, perché può essere d’aiuto ai bambini e alle madri che temono i padri e ingoiano la paura, nascondendo tutto. Solo perché uno si chiama padre, come in questo caso, non significa che lui sia un padre e Pola è un’eroina, perché ha liberato il suo cuore, la sua anima e anche il suo futuro dal peso di questo segreto». La star di «Tess» e «Paris, Texas», a sua volta al centro di uno scandalo nel 1976 quando, appena 15enne, si mise con il regista Roman Polanski, di quasi trent’anni più vecchio di lei, non ha però rivelato se era a conoscenza degli abusi sessuali di Kinski nei confronti della sorellastra. «Che mi crediate o meno, questo è quello che mi è successo – aveva detto Pola presentando la sua biografia – e ho deciso di raccontarlo adesso, dopo aver taciuto per anni perché mio padre mi impediva di parlarne, per aiutare tutti quelli che hanno vissuto un’esperienza simile alla mia». Come ricorda il «Telegraph», qualche anno prima di morire, Kinski rese pubblica la sua biografia, «All I Need is Love», nella quale si descriveva come un uomo dagli instancabili appetiti sessuali e affetto da disturbi mentali.

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