SOSPESI PER TERRA - Blogger bocche piene di libertà, bla bla bla bla, utenti che gravitano nella generosità, da da da da, aperti al confronto e ad ogni sorta di cambiamento, esibizionisti, buonisti, ambientalisti di sfondamento, automatico complimento. Se si apponesse con dinvoltuuuuura un diverso commento da bocciatuuuuuura non inerente all'argomento si rischierebbe una denuncia per scarso attaccamento, altro che sgomento, non abbiate pauuuuura, è un modo come un altro di perdere tempo, se mi guardate con sospetto non nascondetevi sotto il letto, prometto che sarò più buffona di Rigoletto. Blogger senza inibizione e difficoltà ti manda a va va va va, utenti saccenti che sa sa sa sa, intonano lo stesso ritornello la la la la, coraggio fabrax, abracadabra, esponi la formuletta che sai: "me la dai?" Ai confini dell'avere: "me la faresti vedere?" Per accontentare l'ippocampo, stampo e giunge in un lampo, guardo e non mi smagro, squadro una cornice senza quadro, non mi pongo quale sia il senso del peccato, giusto o sbagliato, non tutto è oro colato, non pregiudica un bene amato, se mi spengo al diavolo le sensazioni vere o presunte, potrei schiattare domani, se ne laverebbero le mani e i coglioni, non importa siamo di fronte al condominio virtuale, la finzione è la norma. Blogger che sanno l'alfabeto a a a a e poi tornano indietro a a a a, utenti spersi nella città, spiacente non sono di quà.

lunedì 31 dicembre 2012

Pierino e il lupo


ho oltrepassato i 50 ma vado per i 29


l'istinto primordiale è fondamentale per il re della foresta
ma per noi esseri incompresi l'amore
si fa prima di tutto con la testa.
Certe persone ci fai sesso
prima ancora di portartele a letto,
già, il letto, l'involucro oggetto
nel quale racchiude sperma, placenta,
amore, dolore, rancore, sudore,
l'involucro oggetto pieno di rumore e di niente
come la mente.
Certe persone sono talmente rare
che trovarle ti fa eccitare,
quanto a me
il tassello mancante rinuncio a cercare.

sabato 29 dicembre 2012

morta la donna stuprata in India


New York, 29 dic. (TMNews) - Proteste silenziose a Nuova Delhi, in segno di rispetto per la studentessa 23enne morta ieri a Singapore a causa delle ferite riportate per lo stupro subito il 16 dicembre scorso nella capitale indiana. Stando a quanto riporta oggi il sito della televisione indiana Cnn-Ibn, alcuni manifestanti si sono radunati in silenzio presso il sito di Jantar Mantar, con la bocca coperta da una fascia nera, mentre gli studenti dell'Università Jawaharlal Nehru hanno deciso di sfilare fino alla fermata del bus dove la notte del 16 dicembre la studentessa salì sul mezzo, dove poi venne stuprata da sei uomini.

Marce di protesta sono previste anche in altre città del Paese, tra cui una a Mumbai con personalità del mondo del teatro e cinema, ed altre a Bangalore e Calcutta organizzate da associazioni giovanili. A Nuova Delhi la polizia ha chiuso 10 stazioni della metropolitana e l'area attorno al monumento India Gate, dove nei giorni scorsi ci sono state proteste di massa contro lo stupro.

"Voglio vivere": queste le parole rivolte alla madre e al fratello dalla studentessa. Parole rivolte ai suoi cari tre giorni dopo la violenza, raccontano oggi i media indiani, sottolineando come la donna abbia sempre comunicato con parenti, medici e inquirenti durante le sue due settimane di lotta tra la vita e la morte. Un atteggiamento che ha fatto dire ai medici, nell'annunciarne il decesso, come sia stata "coraggiosa", lottando "a lungo per continuare a vivere".

Sono proprio coraggio e ottimismo a emergere nei resoconti della stampa, in cui si ricorda che la donna rilasciò il 21 dicembre scorso una "coraggiosa dichiarazione" agli inquirenti, offrendo dettagli sulla violenza e sulla successione degli eventi nella notte dello stupro, confermati poi dal ragazzo che si trovava con lei sull'autobus quando venne aggredita, e che gli psicologi che l'avevano incontrata tre volte l'avevano definita "ottimista sul futuro".

Int8

fonte: http://www.tmnews.it

giovedì 27 dicembre 2012

simpatia



«Una imprudente provocazione»: il giallo delle scuse e delle dimissioni

GIACOMO GALEAZZI ROMA


Omicidi, stupri e violenze sessuali? Colpa delle vittime. «Le donne devono fare un esame di coscienza: provocano gli istinti con abiti succinti e vanno a cercare guai» quindi la responsabilità del femminicidio è dell’altra metà del cielo. Bufera poco natalizia attorno al manifesto misogino affisso per le festività dal parroco don Piero Corsi sul portone della chiesa di San Terenzo a Lerici. Lo sconcerto dei fedeli, la denuncia del Telefono Rosa («Istiga la violenza contro le donne») e l’ira del vescovo di La Spezia, Luigi Ernesto Palletti, hanno fatto ritirare lo scandaloso tazebao.

E cioè un estratto dalla lettera apostolica di Giovanni Paolo II «Mulieres dignitatem» commentato a suo modo da «Pontifex», lo stesso sito di apologetica cattolica che aveva ospitato le interviste-choc ai vescovi Giacomo Babini («Maometto fu mercante senza scupoli e l’Islam è castigo di Dio») e Odo Fusi Pecci («Le relazioni gay sono fuori del piano di Dio e Vendola vive da pervertito»). Il volantino esposto in bacheca accusava le donne di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia. Già in passato don Corsi era finito nell’occhio del ciclone per fogliettoni satirici contro Islam e immigrati. È stato chiuso anche il gruppo Facebook dove era stato pubblicato il testo sommerso di ingiurie e improperi dal popolo della rete. La levata di scudi è stata unanime e «bipartisan» (Carfagna, Viale, Pinotti, Bonelli).

Secondo l’ex ministro Pdl, attribuire alle donne la responsabilità della violenza commessa su di loro è un «concetto medievale, scontato, inaccettabile». E si tenta di «far risalire questa assurda teoria alla dottrina della Chiesa». Telefono Rosa si è appellato al Papa e al vescovo di La Spezia: «In Italia, che è il Paese con più femminicidi in Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate tra le mura domestiche, è un episodio intollerabile». Per tutta risposta «Pontifex» deplora una «crociata dei pezzenti» in quanto può tramutarsi in reazione violenta contro il parroco ligure. Venerdì le donne di Lerici si ritroveranno sulla spiaggia per un sit-in di protesta contro don Corsi, ieri protagonista anche di un «fuori programma» con un cronista del Gr1 che gli chiedeva conto del manifesto. «Se una frase la si sgancia dal prima e dal dopo, si possono far dire cose molto diverse», si è difeso il sacerdote che poi è decisamente uscito dalle righe: «Quando lei vede una donna nuda, quali sentimenti prova?

Quali reazioni? Non se è un fr... anche lei, cosa prova quando vede una donna nuda? Non è violenza da parte di una donna mostrarsi in quel modo lì?». Inoltre «volevo soltanto porre un problema e aiutare a riflettere attentamente». Non la pensa così il suo superiore che lo ha convocato per stamattina. «Ho fatto rimuovere immediatamente quel volantino i cui contenuti sono fuorvianti rispetto ai sentimenti di condanna per la violenza contro le donne - spiega il vescovo - Nel volantino si leggono motivazioni inaccettabili che vanno contro il comune sentire della Chiesa».In serata don Corsi ha chiesto scusa alle donne: «Voglio scusarmi con tutti per quella che voleva essere solo un’imprudente provocazione.

Giallo in Curia: smentite le dimissioni  del prete del volantino contro le donne

fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/la-spezia-chiesa-femminicidio-20944/


venerdì 14 dicembre 2012

disturbi terreni


per una come me propensa alla vecchiaia
si pone con l'accenno dell'occhiaia,
se sia uno scherzo del cazzo la profezia Maya,
non lo so. Di profezie ce ne sono a migliaia.
In prima persona singolare mi viene da riflettere,
se la terza guerra mondiale sia da correggere
se le lobby siano da servire e proteggere
ma soprattutto, non per omettere,
in giro c'è tanta voglia di fottere.
Il possibile è fattibile
l'impossibile resta impossibile.

mercoledì 12 dicembre 2012

vaffa


vaffa ai voltagabbana (che succhiano)
vaffa ai favorevoli (che scambiano)
vaffa ai contrari (che osteggiano)
vaffa agli astenuti (che scorreggiano)
i restanti lo prendono, prendono, prendono

i paperoni tutelano il deposito,
qualcuno è interessato al mo mo mo monito?
Mi viene un leggero vo vo vo vomito
ci vorrà parecchio olio di go go go gomito
per togliere l'obsoleto so so so solito

presi a consultare l'oracolo
per costruire a tavolino un cazzo di miracolo
negando l'evidente crisi
invenzione dei comunisti tristi, chi li ha visti?
Stantìa propaganda a lungo andare stanca,
ristoranti pieni, abbondanti menù, sbordanti ragù,
disperati che non si suicidano più a girare col BMW,
la messinscena fa crescere la pena...
quando penso che c'è gente che si svena
a mettere insieme il pranzo con la cena.
Meglio cacciare la mano in bocca ad un Rottweiler
che vedere il ritorno del malato di Alzheimer,
è vecchio, non ci sente bene in un orecchio
mentre l'altro è attaccato allo specchio,
l'imprenditore che si è fatto da se tromba se stesso meglio di un re

vaffa ai voltagabbana (che succhiano)
vaffa ai favorevoli (che scambiano)
vaffa ai contrari (che osteggiano)
vaffa agli astenuti (che scorreggiano)
i restanti lo prendono, prendono, prendono

i paperoni tutelano il deposito,
qualcuno è interessato al mo mo mo monito?
Mi viene un leggero vo vo vo vomito
ci vorrà parecchio olio di go go go gomito
per togliere l'obsoleto so so so solito

lo stellato movimento sfrutta il malcontento
di chi ha perso il sentimento, fermento al combattimento.
Non durerà in eterno l'oratorio posizione mezzana del purgatorio
che rifiuta confronto e contraddittorio,
la lista civica non ha fretta
ma tempo al tempo si trasformerà in una setta,
se qualcuno fa il ribelle, fuori dalle palle.
Non per fare la pessimista della situazione
ma è dal tempo della ragione
che si odono slogan populisti,
fascisti, leghisti, gruppi misti.
Una volta fare politica aveva un senso
ora un vento violento semina tempesta e sgomento.





martedì 4 dicembre 2012

ah piacere!


Dolce fica, austero cazzo,
ogni colpo mi da il sollazzo.
Amabil culo, fragile
ti salto in groppa, agile.
Divina bocca, turgida,
su e giù ti muovi, rapida.
Mani di fata, morbide
dan sensazioni torbide.
Seno rotondo, abbondante,
nel mezzo metto come Dante.
Illustre coito, real scopata,
nel godimento più agevolata.

domenica 2 dicembre 2012

quasi


striscia di coca amica dilata la fica
pronta per la prossima esplorazione,
parallelo universo
per avere l'illusione
che ogni volta sia diverso.
La serva lava l'evacuazioni
e non solo le contraddizioni.
Biancheria griffata alza la posta alla partita
tenore di vita
che non si capacita
di far la fila alla Caritas, capita.
Atteggiamento di sufficienza
per chi non pratica lo scambio di consumanza.
Difficile fuggire dall'ingrata solitudine
dopotutto ogni cosa è abitudine

mercoledì 28 novembre 2012

monologo di uno stalker potenziale


sapete quando è stata l'ultima volta che mi sono sentito davvero bene? Quando mi dichiarai alla lavatrice di casa. La vidi per la prima volta in un fottuto centro commerciale. Fu un colpo di fulmine, bella, tecnologica, geometricamente perfetta, con tutti i pulsantini al posto giusto...

... non è come una donna che non si piace mai, che è preoccupata delle smagliature, che parla a vanvera, che si lamenta. Nooo, una lavatrice non ti rimprovera, non ti consiglia una orribile cravatta, una lavatrice non ti tradisce, non ti abbandona, non ti chiede nulla... una lavatrice lava la tua merda meglio di una moglie...

... la lavatrice è dentro di me, mi trasmette un senso di benessere, libertà, pulizia. Certo, ogni tanto rumoreggia, ma quando vuole sa essere silenziosa... e quando centrifuga... aah, avverto un orgasmo cosmico... e lei... gira, gira, gira...

... lavora soprattutto di notte (poche soste). Se non riesco a prendere sonno, corro da lei e sto lì, a guardarla, a contemplare cestello e oblò. A volte gira a vuoto ed è incredibilmente funzionante...

... una notte ebbi una sorta d'ispirazione, intonai una canzone d'amore. Inginocchiato, di fronte a quei pulsantini meravigliosi, quando all'improvviso si fermò, l'oblò si aprì e una piccola onda calda di acqua e detersivo mi arrivarono addosso bagnandomi completamente. Ebbi uno di quei orgasmi che solo un uomo come me non potrà scordare...

... questo ed altro prima che sia giorno

Ilva, Taranto


giovedì 22 novembre 2012

oddio... che sia lesbica? di Gia Van Rollenoof




........mi ritorna in mente spesso il caro ricordo di Brenda, una dolce ragazza statunitense dalle origini latino americane. Lei, da subito si dichiarò etero. Allora io le chiesi "amore, le hai lette le cose che scrivo?" Ricordo ancora come fosse adesso, lei mi rispose, "sì, l'ho capito che sei lesbica, Gia, ma mi piacciono le cose che scrivi e tu… m'incuriosisci… moltissimo!"
Le risposi, "tesoro mio, il termine lesbica se vuoi usalo pure, non ho ragione di offendermi, ma io preferisco dire che amo le donne; e lo sai perché? Per non confondermi con quelle lesbiche, anche loro così definite, che hanno un cervello di maschio in un corpo di donna, cosa assolutamente lecita e comprensibile, intendiamoci, ma che per questo si atteggiano con comportamenti tipicamente maschili che io, personalmente, non amo: la femminilità, amore, quella non si deve mai perdere di vista! La cosa più offensiva che potresti pensare di me è che io invidi i maschietti e che vorrei essere uno di loro!".
Lei, "sì questo l'ho capito, Gia… dalle tue parole e dalle fotografie che mi hai mandato… sei bellissima… ed assolutamente femminile anche!
Lo sai però che mi stai creando dei problemi? Mi scopro sempre più di frequente ad avere la tua immagine nella mente… ed anche i miei pensieri vagano spesso in luoghi dove non dovrebbero!
Capisci cosa voglio dire, no? Insomma, mi stai sconvolgendo nelle certezze che avevo intorno alla mia identità sessuale e sentimentale!".
Io tutto volevo, meno che sconvolgerla, incominciai a spiegarle, "amore, rasserenati, è perfettamente normale ciò che provi, sai? Vedi, tutte le donne, che lo riconoscano oppure no, sono naturalmente portate ad avere una grande confidenza, se non addirittura un'intimità tra loro, ed anche ad amare il contatto con un altro corpo femminile, non fosse altro per il fatto che anche loro, come i maschi, nella prima infanzia, hanno provato il conforto e la gioia nella morbidezza, nel calore di una mammella, nel succhiare il latte da un capezzolo… che non poteva che essere femminile!
Questo ha determinato in noi una sorta di imprintig… insomma un apprendimento primigenio da cui non è possibile, né naturale dissociarsi…. mai sentito parlare del famoso etologo Konrad Lorenz? È una lettura che ti consiglio! Ti faccio un esempio: nessuno si scandalizza se in una situazione conviviale, una donna che vuole recarsi al bagno, esordisce, rivolta ad un'altra donna con un vieni anche tu? Mi accompagni al bagno?
Pensa alle chiacchiere, se a farlo è un uomo nei confronti di un altro uomo! Questo per dirti, ancora una volta, che tra noi donne certe cose avvengono in una maniera del tutto naturale, e che sono perfettamente normali ed anche belle! Poi, per l'amor del cielo, è assolutamente vero che la gran parte delle donne, come te, ad esempio, preferisce i maschietti, anche per una questione di perpetuazione della specie, ma questo non significa che non possano anche amare delle donne e soprattutto farlo senza per questo entrare in crisi con sé stesse, dover provare vergogna o disagio. Come vedi, abbiamo certo maggiori ragioni degli uomini se ci riscopriamo ad essere anche, oppure solamente, come si dice, gay. Mi capisci, amore mio?".
Lei era sempre di poche parole e quelle poche gliele dovevo tirare fuori io, ma quella volta quelle sue poche parole furono sufficienti. Mi rispose, "Gia… credo di essermi innamorata di te… Gia… Gia, mia".
Ne fui molto felice, ma sulle prime di quel nostro rapporto appena nato, non aveva accettato bene l'idea che si potessero avere più fidanzate contemporaneamente, ma poi… sono riuscita a farle capire che la cosa non era per nulla disdicevole: era un po' troppo romantica per i miei gusti, ma dolce… molto dolce!.......

sabato 3 novembre 2012

asfalto



Questa é la prima volta che si fa sul serio. Io però non lo so ancora. L'autista corre fortissimo, si fa fatica a reggersi qua dietro. Sappiamo a grandi linee di cosa si tratti. Dopo poco ci siamo. Pochi istanti e ci catapultiamo tutti in strada. Due vanno avanti e subito cambiano faccia. Capisco che oggi é nera. Mi butto giù. L'asfalto, non del tutto integro, preme sulle ginocchia come se fosse composto di chiodi. Alle prove sul manichino tutto era più semplice, però le gambe si affaticavano in fretta. Qui invece la fatica non la senti. Il tempo sembra dilatato. Il cuore mi tonfa dentro come un tamburo e le voci chiassose dei curiosi attorno, diventano lieve brusio. Ascolto solo quello che devo fare e seguo solo le parole di chi ne sa più di me. Perché qui non si può sbagliare. E inizio. Premo a fondo. Conto a voce alta e poi aspetto che chi dà ossigeno finisca. Poi riparto. E l'adrenalina sale perché oggi più che mai non si scherza. Vent'anni che stanno per schizzare via e più di questo non esiste niente. Penso che vorrei essere altrove, no non é vero.. io qui ci voglio essere. E' solo la paura che scorre lungo i nervi ma non arriva in superficie. Finché sono in ginocchio non sento niente, finché sono qui io sono una macchina. E insisto, insisto ancora. Arriva il medico. S'informa, aspetta un po' e dice basta. E quando lo dice (me l'hanno ripetuto mille volte) io devo mollare. Adesso ci penserà lui. E allora fisso negli occhi chi ne ha viste tante di scene così.. un cenno secco. Così io mollo. Mollo. E in quel momento i cuori fermi sono due, perché anche il mio subisce un arresto. E il sangue diventa ghiaccio ma quello che dovevo fare l'ho fatto. Dicono sia questo che conta davvero. Il resto é destino e contro quello non posso niente. Adesso si rientra. Alzi la mano chi ha il coraggio di parlare. Io non lo farò.

lunedì 29 ottobre 2012

i pescecani



Questa è una storia di indifferenza, di cattiveria e di inciviltà. Tutti sappiamo quanto sia impressionante il numero di cani che sono abbandonati ogni anno, in special modo d'estate sulle autostrade. Io abito lontano da grandi città e grandi strade. Sono in un paesino con quattro poveri cristi (perché i gatti di sicuro son molti di più!). E non era mai capitato che qualcuno proprio qui pensasse di abbandonare dei cani. Tutto è successo a maggio. Un giorno davanti al cancello abbiamo trovato a gironzolare una femmina di segugio o almeno così sembra, un maschio di beagle e pochi giorni dopo anche una femmina di spinone. Noi ce ne siamo occupati cercando di farli mangiare e non è stato semplice, visto che erano molto impauriti. Il beagle ancora oggi non si lascia toccare né avvicinare troppo. Il segugio ha sempre avuto paura di scope e altri oggetti con manici lunghi. Chissà cosa gli hanno fatto...

Le femmine dopo pochi giorni sono andate in calore, si sono accoppiate. Nel frattempo io e mia madre ci siamo affezionati al segugio, che ho chiamato Iris. Veniva sempre dentro la nostra proprietà a mangiare mentre l'altra femmina era più restia. Iris ha imparato ad aprire il cancello ed è successo che una notte ci ha fregati. Ha partorito sotto a una scalinata, dove aveva fatto una buca bella grossa qualche giorno prima. Era l' 8 agosto. Quattro cuccioli neri, di cui uno è morto il giorno seguente. La situazione diventava sempre più impegnativa, perché noi non avevamo tanti quattrini per mantenere cinque cani (ne abbiamo già uno che sta in un recinto e per altro è maschio), però abbiamo deciso di tenerli dentro almeno fino a quando non avrebbero cominciato a fare danni. Durante quel periodo di tempo abbiamo pure cercato di piazzarli questi cani. Tutti a parole erano disponibili, il sindaco diceva un giorno una cosa e un giorno un'altra; fatto sta che sono rimasti quasi due mesi con noi. L'altra femmina ha partorito (fuori) verso la fine di agosto. Sei cuccioli. Aumentava la gente che dava da mangiare ai cani, tra cui l'unico ristoratore del paese. E aumentavano i bastardi che si lamentavano per la puzza. C'è stata persino una signora che ha detto "il mio l'hanno avvelenato e questi che so randagi non li avvelena nessuno". Abbiamo dovuto "cacciare" da casa Iris con i figli che però rimanevano sempre qui intorno. D'altronde siamo sempre stati in tre o quattro a dare da mangiare a questi disgraziati. I cuccioli facevano molti danni ma era impossibile non affezionarcisi, però tutti sapevamo che avevano bisogno di vaccini. E nessuno nel vicinato è stato capace di portarli da un veterinario, in un canile o da un'associazione. Anche gente che i soldi sicuramente ce li ha e a cui non sarebbe costato nulla fare quel sacrificio. Anche perché stavano sempre a lamentarsi che così non si può. I cuccioli dello spinone erano deboli, hanno iniziato ad ammalarsi e sono morti nel giro di una settimana l'uno dall'altro. Solo uno si è salvato perché è stato preso da una volontaria (di non so cosa) che era stata contatta dal ristoratore. Quest'ultimo però ha mancato rispetto ad alcune promesse.
Quando la più piccola tra i figli di Iris fu investita, lui disse che l'avrebbe portata da un veterinario. Risultato? Quel signore non s'è più visto. Il sindaco diceva che i soldi non ci sono e, dico io, quelli che ci sono vengono spesi male. La piccoletta è morta dopo due giorni passati senza mangiare. Io l'ho vista mentre moriva e non lo dimenticherò mai. Poi è successo che anche suo fratello ha iniziato a dimagrire troppo e una ragazza, fidanzata di un vicino di casa, se l'è portato nel suo paese ma quando è andata dal veterinario era già troppo tardi. Gastroenterite. Lei ha preso pure l'altra cucciola, che sembrava stesse bene. Invece l'altro ieri ho saputo che è morta pure per gastroenterite. Sono rimaste solo le madri, che evidentemente dagli ex proprietari erano state fatte vaccinare.

Negli occhi di Iris ho visto e vedo una tristezza infinita. Tra l'altro qualche giorno fa girava per il paese con in bocca la testa del suo primo figlio morto. Perché? Perché il signore che abita dove l'avevo vista morire, ha fatto una cosa stupida. Ha buttato la carcassa in campagna e la madre ovviamente con il fiuto l'ha ritrovata. Lei non si è rassegnata anche se ora la carcassa probabilmente è stata decomposta del tutto. Io sapevo che il mio paese non brilla per l'onestà o la simpatia dei suoi abitanti ma non credevo che ci fosse così tanto disprezzo per la vita di creature innocenti. Ho ancora in mente lo sguardo di quei cuccioli quando volevano mordermi a tutti i costi le scarpe ma ho in mente ancora più impresso lo sguardo nei giorni dell'agonia. Ho tante foto nella macchina fotografica, fatte quando stavano bene. E ora non ho la voglia di scaricarle. Mi sembra impossibile che non ci siano più

giovedì 25 ottobre 2012

Druuna


l'omicidio Tenco

la morte di Maria Callas


Nuova luce sull'enigma – tale è stato sempre considerato – di Maria Callas. La morte non sarebbe stata causata da un suicidio per mezzo di barbiturici legato all'esaurimento nervoso. Nulla di tutto ciò. Uno studio approfondito firmato da due noti foniatri, Franco Fussi e Nico Paolillo, che hanno presentato gli esiti della ricerca all'università di Bologna, sancisce ora che la cantante era affetta da dermatomiosite, una malattia che provoca un cedimento dei muscoli e dei tessuti in generale, compresa la laringe: di qui la discontinuità e il declino della voce che iniziarono a manifestarsi già all'inizio degli anni Sessanta.

La Callas, scomparsa il 16 settembre 1977, sarebbe dunque morta, come certificò il referto ufficiale, per arresto cardiaco dovuto allo stadio finale di questa strisciante malattia degenerativa. Con le cause del decesso, i due scienziati hanno anche provato la ragione del progressivo cedimento vocale a cui la soprano di origine greca è andata incontro fra anni Sessanta fino ai difficili concerti dei Settanta. Recuperando le registrazioni (soprattutto dal vivo) degli spettacoli e realizzandone un'analisi spettrografica hanno infatti verificato che nell'ultimo periodo, in realtà molto lungo e iniziato già alla fine degli anni Cinquanta col famoso forfait alla prima della Norma di Bellini all'Opera di Roma, il registro della Callas era diventato mezzosoprano: di qui la difficoltà nel raggiungere le note più alte.



Nulla a che vedere, dunque, con le pene d'amore legate al rapporto con l'armatore greco Aristide Onassis – con cui la cantante ebbe una relazione nell'estate del 1959 e da cui ebbe un bambino morto poco dopo il parto – né alla separazione, sopraggiunta nel frattempo, dall'industriale veronese Giovanni Battista Meneghini. La Callas era malata. E il suo lavoro – come la sua vita – ne ha risentito in profondità.

Anche l'analisi di postura e respirazione confermerebbero quest'ipotesi, d'altronde già formulata dal medico Mario Giacovazzo che visitò la cantante nel 1975 ma rivelò il segreto solo nel 2002. La cassa toracica non si espandeva in corrispondenza delle prese di fiato ma si alzavano impropriamente le spalle e si contraevano i muscoli deltoidi. Insomma: il cedimento muscolare era evidente.

In un quadro di maggiore chiarezza, rimane comunque un tassello di mistero sul repentino e miracoloso dimagrimento di Maria Callas, che nel 1954 perse ben trenta chili: si disse, e nessuno ancora ha avuto modo di smentirlo, che la cantante avesse ingerito la Taenia solium, il verme solitario.