mercoledì 30 novembre 2011

Averardo Ciriello












kiara


Ti sento alle spalle mentre sto battendo i tasti, io seduta al monitor e tu in piedi dietro di me, ambedue senza veli, le tue mani scivolano sulle mie spalle e raggiungono i miei seni, continuo a battere i tasti mentre tu li palpeggi, sento i tuoi capezzoli graffiare la mia schiena.
Voglio continuare a scrivere questo momento particolare che sto vivendo con te, siamo appena venute ma siamo insaziabili, forse per l’attesa troppo lunga e sospirata che abbiamo convissuto lontane tra noi.

Le tue mani ruotano sui miei seni, il torpore del tuo corpo mi manda in estasi quando sfiori la mia schiena, so che stai leggendo quello che scrivo, il silenzio è quasi assoluto, ora sei appoggiata sulle mie spalle e mi stai leccando il collo, mi piace da morire per come lo fai, le tue mani scendono sui miei fianchi, sono sulle mie cosce, io allargo le gambe per farti spazio, tu mi torturi facendo scorrere le mani sull’inguine bollente senza però entrare, ti voglio dentro, "leggimi, leggi quello che sto scrivendo A.".

Hai appreso ed esaudisci i miei desideri, sento le tue dita sulle labbra che aprono il solco viscido, sussulto quando il tuo polpastrello si posa sul mio clito vigile, il tuo dito picchetta sopra e io ansimo, mi giro e le nostre lingue s’incontrano (…), amo i tuoi seni generosi e vellutati, mordo i tuoi capezzoli turgidi, li succhio posando il viso sui tuoi seni caldi e morbidi (…).

Sei nuovamente in piedi alle mie spalle, riprendo a battere i tasti, la tua mano s’incunea tra i miei glutei e la sedia, alzo il bacino ma non smetto di scrivere, le tue dita vanno ad intingere dentro la mia figa completamente irrorata, li sento scivolare dentro poi uscire, la tua unghia nuova con i brillantini stuzzica il mio orifizio, lo unge, io rilasso i muscoli per darle il benvenuto, lei coglie il mio messaggio e mi penetra, eccola… continui a spingere il dito uncinato, sento entrare il polpastrello, poi la falange, la mia schiena si incolla ai tuoi seni (…), sento l’odore forte che emana il mio bacino, odore che non mi mette a disagio ma mi eccita maggiormente, sporgo maggiormente il culo, il tuo dito è scomparso completamente, eccolo uscire e poi rientrare e poi uscire, i tuoi movimenti sono fluidi, il mio sfintere è completamente dilatato.
Tu continui a penetrarmi e io impegno la mia mano sulla vulva, sopra, dentro, solo un membrana sottile della mia pelle impedisce di far incrociare le nostre dita, sento il tuo dito nel bacino, percepisco la sua forma (…).

Mi sto masturbando sempre rimanendo in piedi, la mia posizione è scomoda, i muscoli delle gambe sono contratti, mi fanno male ma non voglio smettere (…) , sto per venire, tu lo sai e sfili il dito dal culetto posandolo sotto il mio naso, io aspiro il suo odore, con le mie mani imprigiono la tua davanti la mia bocca, respiro profondamente, la tua mano libera prende il posto della mia tra le cosce e mi stimoli il clito, mi masturbi con determinazione (…) non riesco più a scrivere sul pc (…). Vengo come una cagna, sono completamente convulsa, ho perso i comandi, il mio corpo scatta come una molla, ripetutamente, tu mi abbracci senza però togliere la mano dalla figa, io continuo a gemere e tu mi succhi la lingua, mi baci violentemente.

Sono crollata sul letto davanti il pc, l’orgasmo è stato intenso, era inevitabile, i miei arti privi di energie non rispondono, apro gli occhi e tu sei davanti a me ad accarezzarmi il viso, i capelli, sei davanti a me e con lo sguardo dolce mi doni il tuo sorriso ingenuo e maledettamente erotico.
La notte è appena iniziata, lui non c’è, i bambini dormono sonni tranquilli, abbandonerò il pc dopo aver pubblicato le mie parole, parole scritte e vissute… e mi dedicherò al tuo fragile corpo serafico che ho ricevuto in dono.

fonte: acquakiara.blogspot.it

Guido Buzzelli







martedì 29 novembre 2011

cagnaccio





L'odore non si comanda
L'odore non si controlla
L'odore non si insegna
L'odore non si cambia
L'odore non si piega
L'odore non si spiega
L'odore ti chiama
E tu puoi solo dire di si.

Erich von Gotha









domenica 27 novembre 2011

inutili secondi


sembra non notare l'arancione
sembra non notare il blu,
sensi
suoni
odori
so che presto o tardi
il suo uccello
mi farà ricordare
di quanto il fantasma
si dondoli nel buco del culo del nulla.